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La danza classica
Valentina Di Gaetano
Created on March 10, 2024
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Transcript
LA DANZA CLASSICA
Valentina Di Gaetano 2B
"Danzare fino a cancellare le tracce al suolo, le parole in aria. Danzare per riscrivere il mondo." (Fabrizio Caramagna)
Fabrizio Caramagna, conosciuto anche come “ricercatore di meraviglie”, è uno degli autori italiani più citati e lo scrittore di aforismi più citato al mondo.
INDICE
01. Storia
04. Posizioni
02. Riscaldamento
05. Passi
06. Punte
03. Stretching
01. La storia
- Paleolitico
- Rinascimento
Durante il Rinascimento, invece, s'iniziarono a stabilire le prime regole per l'esecuzione dei vari passi. La prima vera e propria scuola di danza venne aperta nel Cinquecento a Milano da Pompeo Diobono che introdusse anche la danza in coppia. I balletti, inizialmente intrattenimenti alle feste, iniziarono a connotarsi come veri e propri spettacoli. Nasce così la professione di ballerino. Bisognerà attendere il 1581 affinché venga realizzato in Francia il primo balletto sotto forma di spettacolo, nel senso moderno del termine.
La danza ha origini antichissime: ancora prima di sviluppare pienamente il linguaggio, l’uomo si muoveva al suono di strumenti rudimentali o del canto, per celebrare avvenimenti quali il successo nella caccia o addirittura il sorgere del sole o la caduta della pioggia. Presso i popoli antichi la danza era presente in tutte le cerimonie di carattere sociale e religioso.
- Medioevo
La danza classica iniziò a svilupparsi durante il Medioevo: veniva definita la "danza bassa", perché rispetto alle altre tipologie di ballo, più popolari, si componeva di passi più composti, da compiere lentamente. Grazie a questa trasformazione, la danza entrò di diritto anche nella vita aristocratica.
Fu proprio in Francia che la danza classica si sviluppò maggiormente e si ufficializzò, grazie a Luigi XIV, detto Re Sole. Luigi XIV, tra le tante Accademie istituite per sua volontà, creò nel 1661 anche quella dedicata al ballo, l’Académie Royale de danse.
01. La storia
- Illuminismo
È qui che ha origine la danza classica come la conosciamo oggi; anche se all'inizio era riservata solo agli uomini, bisognerà aspettare il 1681 per l'esordio di M.lle de La Fontaine, la prima danzatrice donna che si esibì nel balletto Le Triomphe de l’amour. Pierre Beauchamp, maestro e coreografo dell'”Académie”, codificò le cinque posizioni classiche (già stabilite in precedenza dai maestri di ballo del Quattrocento e del Cinquecento) assumendole come regola per iniziare e terminare i passi, e fissò le norme per l’esecuzione dei principali passi di danza allora conosciuti stabilendone anche la terminologia.
Nell'epoca illuminista la danza viene ridotta al movimento, sottraendone le parole. Vengono impiegati abiti di scena spesso molto pesanti e i ballerini indossano parrucche e maschere. Due ballerine invertono la tendenza scegliendo scarpe senza tacco e abiti più leggeri: Marie-Anne de Cupis de Camargo e Marie Sallé. Grazie al loro gesto le ballerine vengono liberate dalle gonne ingombranti e dai corpetti stretti. Via anche alle parrucche e agli abiti pesanti, in maniera tale da rendere i movimenti più liberi. Importante nello sviluppo della danza classica è la Russia, che nel 1735 ha visto la nascita dell’Accademia imperiale russa, che darà poi vita alla tradizione del balletto russo.
01. La storia
- Ottocento
- Oggi
Bisogna attendere l'Ottocento affinché le gonne si accorcino e la danza divenga prevalentemente femminile. Vengono introdotti i tutù e le scarpette da punta, sulle quali lavora per la prima volta la ballerina italiana Amalia Brugnoli, nel 1823. Da questo momento in poi l'interesse per la danza classica aumenta sempre più: iniziano a proliferare coreografie, scuole di danza e compagnie di ballo.
Il balletto è al giorno d'oggi un'arte acclamata da tutto il mondo. Un ruolo importante lo svolgono alcune "etoile" di fama internazionale: uno di loro è Roberto Bolle; cresciuto a Milano, è tutt'ora uno dei ballerini più famosi a livello mondiale. Così anche Misty Copeland, la prima danzatrice di colore ad aver ottenuto il ruolo di prima ballerina nella prestigiosissima compagnia dell'American Ballet
La lezione di danza classica si svolge generalmente in sale strutturalmente standard che non richiedono un particolare arredo se non: una parete coperta da specchi, una sbarra, un pavimento rivestito di linoleum, un impianto stereo e, nella migliore delle ipotesi, un pianoforte.
- Novecento
I balletti classici più famosi sono nati nel novecento in Russia, per citare due esempi facciamo il nome de "Lo schiaccianoci" e de "Il lago dei cigni". In questi anni nascono anche le compagnie di danza più importanti al mondo, come la Ballets Russes e il New York City Ballets.
02. Riscaldamento
Il riscaldamento non è considerato parte integrante della lezione. Generalmente il ballerino entra con anticipo in sala ed esegue autonomamente degli esercizi mirati a soddisfare le proprie esigenze fisiche. È un riscaldamento di tipo speciale, vale a dire si eseguono quegli esercizi che servono a riscaldare i muscoli (e i distretti articolari) che sono in rapporto diretto con la disciplina, in questo caso:
- articolazione della caviglia - plesso coxo-femorale - muscolatura ischio-crurale - esercizi di flesso - estenzione del busto
Si tratta di un riscaldamento attivo che in forma combinata con quello mentale risulta molto efficace soprattutto prima della performance.
- Il riscaldamento speciale attivo prevede una serie di esercizi di allungamento e di scioltezza mirati alla prevenzione degli infortuni tipici dello sport praticato e ad un pre-allungamento della muscolatura che lavora; serve quindi per un'ottimale preparazione coordinativa ma anche metabolica, grazie all'aumento della capillarizzazione e dell'attività enzimatica.
- Il riscaldamento mentale, durante il quale il ballerino si rappresenta interiormente i movimenti, unito a un grado elevato di motivazione e ad un atteggiamento fortemente orientato verso la performance, possono rafforzare l'efficacia del riscaldamento nel suo insieme e formare uno stato psichico di disponibilità alla prestazione.
03. Stretching
Parti del corpo coinvolte nello stretching
- Polpaccio
Il muscolo del polpaccio (gastrocnemio), ha due funzioni: la principale è quella di estendere il piede verso il basso, la seconda di flettere il ginocchio. Per eseguire lo stretching più efficace è sufficiente far compiere al polpaccio i due movimenti inversi: estendere il ginocchio e flettere il piede verso l’alto. Posizionarsi di fronte alla sbarra appoggiandovi le due mani, tenersi ad una distanza tale da permettere al corpo di inclinarsi in avanti
- Quadricipite
Anche esso ha due funzioni: la prima è quella di estendere il ginocchio e la seconda flettere l’anca causando il sollevamento della coscia. È necessario far compiere i movimenti contrari per ottenere il miglior risultato, la postura migliore è, quindi, quella con l’arto perpendicolare al pavimento. In questo caso la tensione verrà avvertita dal ginocchio fino a metà coscia.
- Ischio-crurali
Hanno anch’essi una duplice funzione: la flessione del ginocchio ed il sollevamento della gamba da dietro (estensione dell’anca) come nella posizione dell’arabesque. Anche in questo caso l’allungamento migliore si ottiene facendo il movimento contrario, ossia estendendo il ginocchio e sollevando la gamba davanti. Importante in questo tipo di allungamento è il corretto posizionamento del bacino che deve essere mantenuto come quando si è in piedi.
03. Stretching
Tre tipologie di stretching
- Del piede
Questo esercizio allunga la muscolatura del piede e della parte anteriore della gamba, con la mano bisogna esercitare una pressione uniforme su tutto il collo del piede ponendo attenzione a non avvertire eccessivo dolore.
- Degli adduttori
Sono quei muscoli che permettono di chiudere le gambe e in qualche caso permettono di sollevarle. Questa postura è spesso utilizzata anche come rilassamento dopo uno sforzo, permettendo l’allungamento della colonna vertebrale.
- Della colonna vertebrale
Con questo esercizio ci si concentra sulla muscolatura della colonna escludendo qualsiasi movimento degli arti inferiori ed è permesso che l’allungamento sia favorito dalla forza di gravità escludendo qualsiasi pericolo per la testa del femore.
04. Posizioni
Il coreografo Pierre Beauchamp codificò le cinque classiche posizioni della danza classica nel XVIII secolo. Poi nel XX secolo Serge Lifar introdusse la sesta. Le posizioni sono: • 1° posizione: i piedi ruotati "en dehors" sono allineati fra loro con le punte rivolte lateralmente, le gambe sono tese, e le ginocchia e i talloni uniti • 2° posizione: è come la prima ma i piedi sono distanziati tra di loro • 3° posizione: i piedi sono in rotazione come nelle precedenti posizioni con i talloni che si toccano. La posizione è detta destra o sinistra a seconda del piede che sta davanti • 4° posizione: i piedi mantengono la rotazione dei passi precedenti e sono posizionati uno di fronte all'altro alla distanza equivalente a quella della lunghezza di un piede. Il tallone del piede avanti è in linea con la punta di quello dietro. La posizione è detta destra o sinistra a seconda del piede che sta davanti • 5° posizione: è come la quarta con i piedi uniti ma senza distanza tra loro. La posizione è detta destra o sinistra a seconda del piede che sta davanti • 6° posizione: i piedi sono paralleli e adiacenti senza alcuna rotazione • 7° posizione: è come la seconda senza "en dehors", quindi con le gambe parallele
Ogni posizione deve essere eseguita con le gambe tese, i glutei contratti, il petto rilassato ma in linea, gli addominali saldi e le caviglie stabili.
05.
Passi fondamentali
- Plié
Il plié è uno dei 5 passi fondamentali nella danza. Questo passo è suddiviso in demi-pliée grand-plié: - nel demi-plié si effettua un leggero piegamento delle ginocchia, fino a circa metà della distanza tra la posizione di partenza e il pavimento, rigorosamente senza sollevare da terra i talloni - Il grand-plié si effettua piegando a fondo le ginocchia divaricate ed è consentito sollevare i talloni dal suolo.
- Battement
I battements sono piccoli passi, utili per il riscaldamento della muscolatura, che completano l'azione del plié e fanno da collegamento tra un passo e l'altro. Il nome è dovuto al fatto che la punta del piede deve "battere" sul pavimento alla fine del movimento. Si distinguono i: petits battements (endus, soutenus, jetés, fondus, en cloche, frappés e serrés) e i grands battements (simples, pointés, fondus, soutenus, en cloche e raccourcis) a seconda dell'altezza della gamba durante l'esecuzione.
- Arabasque
Tra i 5 passi fondamentali nella danza, l'arabesque è forse il più conosciuto e sicuramente uno dei più caratteristici e suggestivi. Consiste nel sollevare all'indietro una gamba tesa fino a formare un angolo di 90 gradi o più con l'altra gamba che funge da appoggio, mantenendo le anche fisse e il corpo solo leggermente piegato in avanti. - arabesque allongée: la gamba sollevata mantiene l'altezza iniziale con il corpo diritto o solo lievemente chino in avanti. -arabesque plongée il corpo si piega decisamente in avanti e la gamba libera si alza anche fino a formare un angolo di 180 gradi con la gamba di appoggio.
06.
Punte
Le scarpette da punta, o punte (o mezze punte) sono emblema della danza classica, nonché un modello speciale di calzatura usato dai ballerini per danzare in punta. Si tratta di calzature dotate di un rinforzo che consente ai ballerini di sollevarsi con tutto il peso sulle prime tre dita del piede, aiutandoli a danzare sulle punte dei piedi. Al contrario delle punte, le mezze punte vengono impiegate nelle prime fasi di apprendimento della danza classica. Queste scarpe speciali sono composte da tre parti:
- tomaia: il rivestimento esterno in raso a copertura del piede;
- imbottitura: è la parte più dura e comprende la punta della scarpa
- soletta: è cucita internamente e solitamente è di cuoio.
Il lavoro sulle punte deve iniziare intorno agli 11-12 anni (verso quell'età l'ossatura del piede inizia a perdere la sua forma infantile prendendo una forma più adulta e si presume che grazie al lavoro di mezza punta il piede e la caviglia della ballerina siano diventati abbastanza forti da poter sopportare la lezione sulle punte). La preparazione tecnica necessaria per poter lavorare in punta comprende almeno due anni di danza e lo svolgimento di esercizi per rinforzare le caviglie e la muscolatura, inoltre bisogna assicurarsi che la danzatrice sia capace di mantenere bene l'equilibrio in mezza punta e che il suo piede appoggi adeguatamente su tutte e cinque le dita.