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Transcript

gaio valerio catullo

Carme 36

.. 1.Parafrasi

4 4."Odio e Amo"

5.Volusio

2.Figure retoriche

...

...4

. 3.Temi

6.'900

L'autore, la storia

Di questo personaggio non si conosce praticamente nulla e ci si rifà a quanto afferma Catullo in almeno due dei suo carmi, originario di Padova, fu probabilmente contemporaneo del poeta veronese, legato ad una poetica di stampo classicistico. Volusio avrebbe, infatti, composto un poema sul modello degli Annales di Quinto Ennio, probabilmente senza discostarsi troppo da essi. Quale fosse il contenuto dei suoi Annales non è possibile sapere, in mancanza di frammenti, ma può essere probabile trattasse la storia della città di Padova, stando al parallelismo costruito da Catullo nel carmen 95. Tuttavia, Catullo critica aspramente Volusio come modello di poesia che non va assolutamente seguito e le cui opere andranno presto perse e dimenticate. Nel carme 36, infatti, Catullo indica l'opera volusiana come priva di valore, ricorrendo all'aspra espressione Annales Volusi, cacata charta, mentre nel carme 95 afferma, mettendolo a confronto con la Zmyrna di Elvio Cinna:

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(aveva ragione catullo,non l'ha letto nessuno)

«at Volusi annales Paduam morientur ad ipsamet laxas scombris saepe dabunt tunicas» «e gli Annali di Volusio moriranno là presso Padova e spesso offriranno larghe tuniche agli sgombri» (Catullo, XCV, vv. 6-7)

Analisi retorica

«Annales Volusi, cacata carta, votum solvite pro mea puella. Nam sanctae Veneri Cupidinique vovit, si sibi restitutus essem desissemque truces vibrare iambos, electissima pessimi poetae scripta tardipedi deo daturam infelicibus ustulanda lignis. Et hoc pessima se puella vidit iocose lepide vovere divis. Nunc o caeruleo creata ponto, quae sanctum Idalium Uriosque apertos quaeque Ancona Cnidumque harundinosam colis quaeque Amanthunta quaeque Golgos quaeque Durrachium Hadriae tabernam, acceptum face redditumque votum, si non illepidum neque invenustum est. At vos interea venite in ignem, pleni ruris et infacetiarum annales Volusi, cacata carta.»

Dal punto di vista retorico il testo è caratterizzato dall'uso di :

  • un'antitesi al verso 6 :"electissima pessimi poetae"
  • una litote al verso 17:" si non illepidum neque invenustum est "
  • una metonimia al verso 19:" pleni ruris et inficetiarum "
  • l'arteficio letterario della "recomposition" con una ripresa, quasi citazionale, del primo verso al verso 20 :"annales Volusii cacata charta"

Volusio- tra Catullo e Coluzzi

“«Posso vedere?» «Certo!» esclamarono all'unisono. Non sapevo che cosa aspettarmi. Calvo mi sembrava serio, ed ebbi il timore che si trattasse di qualcosa di prezioso: in quel caso, mi sarei sentito ancora più in imbarazzo. Sciolsi il panno e ne uscì un piccolo rotolo di papiro, che mi cadde dalle mani. Mi chinai a racco-glierlo, e lessi ad alta voce: «Tutte le poesie di Suffeno, Cesio e Volusio...». Alzai gli occhi su Calvo, che restava impassibile. Fu Cinna a scoppiare a ridere per primo. «Maledetto Calvo! Bei regali di merda che fai!» strillai, sghignazzando. «Ego Saturnalia anche a te, amico mio!» Calvo esplose in una risata che lo costrinse a piegarsi in due. «Ma dai, sono poeti così eleganti...» provò a ri- battere, ma le risate gli toglievano il respiro. «Sono eleganti solo quando petano!» Cinna si appoggiò al letto, aveva il volto paonazzo. «Ma se le muse li aspettano sul Parnaso...!» «Per buttarli giù con i forconi!» gridai, e lanciai il regalo addosso a Calvo, colpendolo in pieno petto. Poi mi alzai di scatto. «Basta, mi avete convinto.» Mi sentivo accaldato per le risate e il vino, ma avvertivo un'energia nuova, inebriante. «Non posso stare nella stessa stanza di quelle poesie di merda. Usciamo!» I miei amici strillarono di gioia, e finirono il vino in un'unica lunga sorsata.“

-"Odio e amo", Daniele Coluzzi, Rizzoli Editore

Carme 36

Parafrasi
«Annali di Volusio, carta smerdata, sciogliete il voto in favore della mia ragazza. Infatti fece voto alla santa Venere e a Cupido che, se io le fossi stato restituito e se avessi rinunciato a scagliarle contro feroci giambi, avrebbe offerto al dio zoppo i versi eccellenti del peggior poeta, da bruciare con legna sterile. La peggior donna pensò di fare un voto agli dei per un gioco scherzoso. Ebbene, tu che sei generata dall’azzurro mare, tu che abiti il santo Idalio ed Uria aperta al vento, Ancona e Cnido ricca di canne, Amatunta, Golgi e Durazzo, bettola dell’Adriatico, considera accettato il voto e ricambiato, se non è privo di spirito e di garbo. Ma voi intanto venite sul fuoco, pieni di rozzezza e stoltezza annali di Volusio, carta smerdata.»

«Annales Volusi, cacata carta, votum solvite pro mea puella. Nam sanctae Veneri Cupidinique vovit, si sibi restitutus essem desissemque truces vibrare iambos, electissima pessimi poetae scripta tardipedi deo daturam infelicibus ustulanda lignis. Et hoc pessima se puella vidit iocose lepide vovere divis. Nunc o caeruleo creata ponto, quae sanctum Idalium Uriosque apertos quaeque Ancona Cnidumque harundinosam colis quaeque Amanthunta quaeque Golgos quaeque Durrachium Hadriae tabernam, acceptum face redditumque votum, si non illepidum neque invenustum est. At vos interea venite in ignem, pleni ruris et infacetiarum annales Volusi, cacata carta.»

-Gaio Valerio Catullo

Temi

Il carme 36 è dedicato alla riconciliazione tra Catullo e Lesbia. Tuttavia intorno a questa tematica, l’autore attacca gli Annales di Volusio, poeta romano di cui non abbiamo molte informazioni. Sebbene l’evento della riconciliazione di Catullo con la sua amata sia alla base del carme, Catullo non si ci sofferma piu’ del necessario, ma lo usa come un espediente per tracciare una polemica letteraria. Il brano in esame è caratterizzato da una varietà di stili; nonostante il carme presenti numerose espressioni e termini volgari - come il termine taberna al verso 15, che è in contrasto con l’elenco solenne che lo precede, e il verbo caco, il cui participio perfetto si ritrova due volte nel componimento - il poeta è riuscito ad attribuire al brano toni solenni. Un’ingente sezione del brano è composta da una serie invocazioni solenni rivolte a Venere, nella quali non manca il tono parodico di Catullo. Queste invocazioni iniziano al verso 11 e si esauriscono al verso 16, nel quale Catullo esprime alla Dea la sua richiesta dello scioglimento del voto pronunciato da Lesbia.

Catullo, un dadaista "ante litteram"

Pietro Manzoni, nel dicembre del 1961, sigillò 90 barattoli di latta, uguali a quelli utilizzati normalmente per la carne in scatola, ai quali applicò un'etichetta tradotta in quattro lingue (italiano, francese, inglese e tedesco), con la scritta «Merda d'artista. Contenuto netto gr. 30. Conservata al naturale. Prodotta ed inscatolata nel maggio 1961». Sulla parte superiore del barattolo è apposto un numero progressivo da 01 a 90 insieme alla firma dell'artista. L'artista stabilì il prezzo in 30 grammi di oro zecchino, attraverso uno scambio diretto che non prevedeva la mediazione del denaro, e stabilendo un legame tra valore e oro affine a quello del sistema aureo. Attualmente i barattoli sono conservati in diverse collezioni d'arte pubbliche in tutto il mondo; A Milano, il 7 dicembre 2016, un collezionista privato si è aggiudicato l'esemplare n. 69 a 275.000 euro, compresi i diritti d'asta, nuovo record mondiale d'asta.