Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Fascismo italia

IdkIdk Bi

Created on March 9, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Animated Chalkboard Presentation

Genial Storytale Presentation

Blackboard Presentation

Psychedelic Presentation

Chalkboard Presentation

Witchcraft Presentation

Sketchbook Presentation

Transcript

Fascismo

in italia

(1922 - 1943)

Start

NAscita

1919

Fondazione Fasci di combattimento

1921

Nascita Partito Nazionale Fascista e primi 31 seggi

1922

Marcia su Roma

1924

Delitto Matteotti

  • Principio del Capo: Concetto gerarchico e piramidale del potere, promuovendo obbedienza totale e irrazionale, mediato dai valori degli arditi.
  • Corporativismo: Superamento dell'organicismo sindacale e interclassista del socialismo e del liberalismo, promuovendo una visione corporativa della società.

PRiNCIPI FASCISTI

  • Culto di Roma: Idealizzazione dei fasti dell'antica Roma come mito fondativo della nazione italiana.
  • Autarchia ed Etnolinguismo: Politica economica autarchica e nazionalismo linguistico con coercizione all'italianizzazione delle minoranze linguistiche.
  • Esaltazione della Gioventù: Considerazione del fascismo come rivoluzione generazionale, incorporando il mito della giovinezza tramite il Futurismo.
  • Culto della Violenza: Adozione e glorificazione della violenza, ereditata da arditi, futuristi e sindacalismo rivoluzionario di Sorel.

Struttura del partito

Il partito fascita aveva una struttura gerarchica.Al vertice c'era il Duce, Benito Mussolini. L'organo più importante era il Gran consiglio, che aveva compiti di rilevanza costituzionale. Vengono create diverse corporazioni attraverso i quali lo Stato dirigeva la società, questo processo è detto corporativismo.

Fu istituita l'Ovra, corpo di polizia che aveva il compito di vigilare e reprimere le organizzazioni di coloro che tramassero contro lo Stato.Prese ispirazione dalla Ceka sovietica.

LE LEGGI FASCISTISSIME

Varate tra il 1925 e il 1926.Istituiscono:

  • Rafforzamento del capo del Governo;
  • Scioglimento dei partiti di opposizione;
  • Decadenza del Parlamento;
  • Reintroduzione della pena di morte;
  • Abolizione della libertà di stampa;
  • Istituzione del tribunale speciale contro gli antifascisti;

Contemporaneamente a queste leggi, nel febbraio del 1926, Mussolini abolisce la figura del sindaco e la rimpiazza con il podestà, eletto dal governo e non dal popolo. Inoltre nell'aprile del 1926 Mussolini fece subordinare l'attività sindacale al controllo dello Stato, abolendo anche lo sciopero e la serrata.

LE ELEZIONI PLEBIScitarie

Nel 1928 fu istituita una nuova legge elettorale. Questa legge consentiva all'elettore di approvare o respingere una lista di 400 candidati nominati dagli organi supremi del fascismo.Ci furono solo 2 elezioni con questo sistema: la prima nel 1929 (24 marzo) e la seconda nel 1934.

PAtti lateranensi

L'11 febbraio 1929, il governo e la Santa sede sottoscrissero i Patti Lateranensi.Composti da:

  • Un trattato, con cui la Chiesa riconosceva la sovranità dello Stato italiano e lo Stato riconosceva la sovranità della Chiesa;
  • La convenizone finanziaria, con cui lo Stato s'impegnava a versare un'indennità al Vaticano;
  • Il concordato, che regola i rapporti tra Stato e Chiesa;
Furono sottoscritti per conciliare i rapporti tra Stato e Chiesa. Grazie a questo accordo Mussolini passò per l'opinione pubblica come colui che aveva sanato il dissidio tra Stato e Chiesa. I patti lateranensi sono tuttora in vigore (art. 7 cost.).

Economia

Nel lungo periodo però ci furono danni all'agricoltura e alle industrie, specializzate nell'esportazione, che con la stabilizzazione della lira videro i loro prodotti meno competitivi. Ne giovò invece la grande industria, che operando nel mercato interno, potè aprofittare del minor costo delle importazioni. Negli anni '30, anche a causa della crisi del 29, l'intervento dello Stato aumentò. Fu creato l'istituto per la ricostruzione industriale (Iri), ente pubblico che acuistò la proprietà delle maggiori banche, per evitarne il tracollo. Il regime propose diverse iniziative per incentivare l'agricoltura, come la "battaglia del grano", rendendo l'Italia autosufficiente in questo settore, inoltre iniziò un programma di bonifica del territorio, che realizzò solo per circa un decimo di quanto previsto.

Tra il 1925 e il 1930 ci fu una crisi dovuta a:

  • inflazione;
  • debolezza dei consumi interni;
  • squilibrio della bilancia nazionale (X-M);
  • la svalutazione della lira;
La priorità di Mussolini fu la stabilizzazione economica e finanziaria. A questo fine, il duce, decise, nel 1927, di rivalutare la lira, fissando il cambio con la sterlina a circa 90 lire. Questa manovra fu chiamata "quota 90". Gli effetti positivi furono:
  • rallentamento dell'inflazione;
  • aumento dei flussi di capitali stranieri;

Altri mezzi di propaganda furono:

  • la radio, gestita dall'Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche), che trasmetteva i discorsi del Duce,
  • il cinematografo, in cui venivano trasmessi, prima dei film, i cinegiornali di propaganda fascista;
  • il partito fascista, la cui iscrizione era obbligatoria per i dipendenti pubblici e garantiva stipendi, riconoscimento e prestigio (la tessera del partito era detta "tessera del pane");
  • le organizzazioni di massa, che organizzavano il tempo libero dei lavoratori (es: Sabato fascista, Dopolavoro);
  • la figura del duce, che divenne un
vero e proprio idolo per il popolo italiano.

LA propaganda fascista

Uno dei punti cardini del regime fascista era quello di ottenere il consenso della popolazione. Per ottenere il consenso il regime intraprese un'opera di propaganda e di manipolazione dell'opinione pubblica.

L'informazione era controllata attraverso la censura e la fonte ufficiale era l'agenzia di stampa Stefani, controllata dal regime

Il fascismo e i giovani

FASCISMO E SOCIETà

I fascisti puntarono alla fascistizzazione dei giovani attraverso vari enti e organizzazioni, che sottoponevano i giovani a varie attività ricreative, ginniche e assistenziali.

Scuola

Nel 1923 fu varata la riforma Gentile che:

  • rese la scuola selettiva e basata sulla supremazia della cultura umanistica rispetto a quella tecnico-scientifica;
  • introdusse l'insegnamento della religione cattolica;
  • istituì l'esame di stato finale
Nelle scuole elementari si adottava il libro unico di testo, intriso di propaganda fascista, e nelle altre scuole i libri erano sottoposti ad un controllo preventivo. L'ambiente scolastico presentava riti per la patria e per il Duce, e simboli e immagini fascisti. I docenti universitari dovevano sottostare ad un giuramento di fedeltà al regime.

Il fascismo e la famiglia

Il fascismo promosse un modello di famiglia patriarcale e numerosa.

Il fascismo e la donna

Il fascismo riconobbe il ruolo della donna come parte della potenza della nazione, ma di fatto mantenne una rigida differenziazione di genere nella famiglia e nella società.

Data l'importanza della famiglia numerosa, fu introdotta l'imposta sul celibato, che colpiva i maschi celibi tra i 25 e i 65 anni. Nel 1930 qualunque pratica volta a controllare la natalità fu classificata come crimine contro l'integrità della stirpe. L'emigrazione per lungo periodo fu proibita.

POLITICHE SOCIALI

Il regime prese diverse decisioni di politica sociale a sostegno della famiglia:

  • Migliorò le assicurazioni sociali;
  • Introdusse gli assegni familiari e gli sgravi fiscali per le famiglie numerose;
  • Istituì l'Onmi (Opera Nazionale maternità e infanzia), ente statale che aveva il compito di assistere madri e bambini bisognosi;
Il sostegno alla famiglia era visto come strumento fondamentale per realizzare una politica demografica espansiva. Secondo Mussolini bisognava <<curare la razza a cominciare dalla maternità e dall'infanzia1>>, secondo lui vi era una correlazione tra crescita demografica e potere della nazione.

1. Mussolini, discorso dell'Ascnesione, 26 maggio 1927

Il 3 ottobre 1935 ebbe iniziò l'invasione dell'Etiopia, che si concluse il 5 maggio 1936 con la presa di Addis Abeba e la fuga del negus Hailé Selasié. Al tempo stesso iniziò una guerriglia tra italiani ed etiopi, che gli italiani non riusciranno a stroncare. La guerra in Etiopia fu condannata dalla Società delle Nazioni, che il 9 ottobre 1935 deliberò sanzioni economiche per l'Italia, come il divieto di esportare in Italia prodotti per la guerra e il divieto di importare merci italiane. Durarno fino al luglio 1936. Queste sanzioni alimentarono la politica autarchica, incominciata con la battaglia del grano:

  • le importazioni erano limitate e controllate;
  • i beni primari di importazione erano sostituiti da surrogati prodotti dal Paese.
Di fatto ci fu un idebolimento dell'economia italiana.

politica coloniale

Il regime fascista puntò a consolidare i possedimenti italiani in Africa (Libia, Eritrea e parte della Somalia). Tra il 1921 e il 1930 il maresciallo Rodolfo Graziani stroncò la resistenza araba in Libia, iniziata nel 1911. Le terre furono confiscate e affiate ai contadini italiani. Si cercò inoltre di consolidare la presenza militare ed economica anche in Eritrea e in Somalia. Uno dei principali obiettivi coloniali era la conquista militare dell'Etiopia, questo perchè:

  • l'Abissinia era stata teatro della sconfitta di Adua nel 1896;
  • era l'unica zona africana sopravvissuta all'imperialismo.

Mussolini rispose attuando una politica "antiborghese", che accusava i borghesi di scetticismo apatia e scarso spirito nazionale.

A seguito dell'impresa in Etiopia e alle sanzioni, l'Italia si avvicino alla Germania e il regime iniziò un processo di nazistificazione. Nel 1936 Italia e Germania formarono un'alleanza, l'asse Roma-Berlino. L'impresa in Etiopia fece raggiungere al regime l'apice del consenso, tanto che il popolo iniziò a donare al Governo l'"oro della patria". Ma nel 1938 questo consenso iniziò a calare. Questo era dovuto ai ceti medi preoccupati per:

  • la politica autarchica;
  • l'invadenza dello stato;
  • la gestione dell'economia orientata nel settore bellico;
  • l'avvicinamento alla Germania di Hitler;
  • i bassi salari (ridotti nel 1927 e ancora nel 1930);
  • i consumi ristretti imposti dal regime;

LE LEGGI RAZZIALI

Nell'estate del 1938 iniziò una campagna stampa in cui venivano illustrati i fondamenti pseudoscientifici del razzismo. Il 17 novembre 1938 fu emesso un decreto-legge: "provvedimenti per la difesa della razza italiana". Prevedeva:

  • il divieto di matrimoni misti;
  • l'esclusione di ebrei dal servizio militare e dalle cariche pubbliche;
  • l'esclusione dei giovani ebrei dalle scuole;
  • il divieto di commerciare libri con autori ebrei;
L'obiettivo di queste leggi razziali fu non solo escludere gli ebrei dalla comunità nazionale, ma anche costringerli ad emigrare dall'Italia.

Fattori politico-culturali presisponenti

PERCHè le leggi razziali?

  • Antisemitismo dovuto all'ossessione per la purezza della razza;
  • Tradizione dell'antigiudaismo cristiano, forte nel cattolicesimo.

Fattori Contingenti

  • Avvicinamento diplomatico alla Germania nazista;
  • Volontà di Mussolini di aumentare la presa totalitaria sulla società.

Fattori intrinsechi all'ideologia fascista

  • Primato della nazione, della stirpe, dello stato considerato come valore fondamentale;
  • Esaltazione delle disuguaglianze e delle gerarchie come elementi naturali della società.

I giellisti

OPPOsitori al fascismo

Movimento Giustizia e Libertà, o "gl".Fondato da Carlo Rosselli nel 1929 a Parigi, ispirandosi agli ideali di Piero Gobetti. Per loro la lotta al fascismo era la premessa per avere una società in cui ci possa essere libertà politica e giustizia sociale.

Emigrazione antifascista

Molti degli antifascisti emigrarono all'estero, principalmente in Francia, dando origine al fenomeno del fuoriuscitismo. Erano uomini di diversa tendenza politica.

Oppositori intellettuali

Vi fu anche un'opposizione culturale, portata avanti da intellettusli che manifestarono la loro non adesione a fascismo.Tra i principali ricordiamo Benedetto Croce.

I comunisti

Il partito comunista operò nella clandestinità. Era diretto da Palmiro Togliatti da Parigi. Fino al 1934 seguì la linea politica della Terza Internazionale, che consisteva nel contrapporsi ai socialisti. Con il diffondersi del fascismo in gran parte d'Europa, si cambiò linea politica, andando ad opporsi al fascismo. Nel 1934 si stipulò un patto di unità d'azione fra socialisti e comunisti.

Cattolici

Anche alcuni esponenti cattolici non aderirono al fascismo.Inoltre vi furono alcune associazioni cattoliche, come l'Azione Cattolica e la Fuci (Federazione universitaria Cattolica Italiana) che non furono mai soggiogate dal regime.

La fine del fascismo

Nel mentre, all'interno dell'Italia si andò a creare una sempre più forte insoddisfazione nei confronti del regime che causò un aumento dei movimenti partigiani di resistenza, che nel 1943 causerà la caduta di Mussolini.Dopo la firma dell'armistizio di Cassibile, l'8 settembre 1943, i nazisti fondarono la Repubblica Sociale Italiana (RSI o Repubblica di Salò) nel nord Italia. Ma l'avanzata della resistenza e degli angloamericani portarono alla fine della RSI, il 25 aprile 1945, con la resa di Caserta.

Nel 1939 Mussolini stipulò il Patto di acciaio con Adolf Hitler, che sancì un'alleanza politico-militare tra Italia e Germania.

L'Italia non era però pronta ad affrontare la seconda guerra mondiale.Entrò in guerra dalla parte dell'Asse. Tra il 1939 e il 1940 tentò di invadere l'Albania e la Grecia, che si dimostrarono più forti e costrinsero l'Italia a chiedere aiuto ai tedeschi per evitare un fallimento totale.

BENITO MUSSOLINI

(1883-1945)

Nato il 29 luglio 1883 a Dovia di Predappio, in Italia. Ha studiato inizialmente per diventare insegnante, ma ha sviluppato un interesse per il socialismo e il giornalismo. Mussolini è diventato noto come fervente socialista e direttore dell'Avanti. Nel 1919 ha fondato il Partito Nazionale Fascista (PNF), che promuoveva l'unità nazionale, il nazionalismo e il corporativismo. Dopo la prima guerra mondiale, Mussolini ha sfruttato il malcontento popolare e ha marciato su Roma nel 1922, costringendo il re Vittorio Emanuele III a nominarlo Primo Ministro. Mussolini ha consolidato rapidamente il potere e ha istituito una dittatura fascista in Italia, eliminando le libertà civili e sopprimendo l'opposizione politica. Ha promosso un forte culto della personalità attorno a sé e ha implementato politiche di autoritarismo e nazionalismo. L'Italia di Mussolini entrerà nella seconda guerra mondiale nel 1940, schierandosi con le potenze dell'Asse. Tuttavia, l'andamento negativo della guerra per l'Asse e il crescente malcontento interno hanno portato alla caduta del regime fascista. Nel 1943, Mussolini è stato destituito e imprigionato. È stato successivamente liberato dai nazisti e nominato capo di stato della Repubblica di Salò, uno stato fantoccio controllato dalla Germania. Tuttavia, alla fine della guerra, è stato catturato dai partigiani italiani e giustiziato il 28 aprile 1945 a Dongo, sul Lago di Como.

Tip:

Interactivity is the key to capturing the interest and attention of your students. A genially is interactive because your group explores and interacts with it.