LA SHOAH
COS'E'?
Il termine Olocausto indica il genocidio di sei milioni di ebrei, di cui furono responsabili le autorità della Germania nazista, i loro alleati e i collaborazionisti. Gli ebrei furono le principali vittime tra i gruppi ritenuti dai nazisti "indesiderabili" o "inferiori" per motivi politici o razziali.
Cronache asciutte, cifre, immagini e documenti precisi testimoniano come appena 50 anni fa per le strade di questa nostra Europa si aggirasse una tribù selvaggia e spietata che dava la caccia ai bimbi degli orfanotrofi, ai vecchi, ai malati degli ospedali e delle case di cura, agli handicappati, agli uomini e alle donne, alla gioventù di paesi interi, per bruciarli vivi, per annegarli nei fiumi, per avvelenarli con dei gas, per seppellirli vivi in enormi fosse comuni.
Questa scritta,significa <<Il lavoro rende liberi>>
LA NOTTE DEI CRISTALLI
Il 9 novembre del 1938, sancisce una data storica ancora drammaticamente ricordata ai nostri giorni. Proprio durante la notte di quel fatidico giorno, in Germania si verificò una vicenda che passò nella storia con il nome di "Notte dei cristalli". Tale denominazione deriva dalle migliaia di vetrine di negozi, abitazioni, attività e sinagoghe degli ebrei distrutte completamente dalle SS del regime nazista. Si trattò di un vero e proprio momento drammatico; uno tra gli eventi storici più tristi che vede gli ebrei ancora una volta vittime di violenze ed ingiustizie da parte dei tedeschi! Come tutti gli eventi storici di violenza estrema, anche della della Notte dei cristalli
I CAMPI DI CONCENTRAMENTO
Auschwitz, la fabbrica di morte: produsse oltre un milione di vittime. Il 90% erano ebrei, ma tra quelle mura finirono anche polacchi, russi, Rom, Sinti, omosessuali e testimoni di Geova.
Il complesso includeva una serie di campi di concentramento e di lavoro che si trovavano nelle vicinanze di Auschwitz, nel sud della Polonia. Oltre al campo originario c'era il campo di sterminio di Birkenau, il campo di lavoro di Monowitz e altri 45 sottosezioni in cui i deportati venivano utilizzati per lavorare nelle industrie tedesche. I primi deportati iniziarono ad arrivare già nel 1940. Giunti a destinazione, sotto gli occhi del "personale medico" delle SS, avveniva la prima tragica selezione: mediamente solo il 25% dei deportati era dichiarato abile al lavoro, il restante 75% (donne, bambini, anziani, madri con figli) era automaticamente condannato a morte.
LA VITA NEI CAMPI
Non appena i vagoni entravano nei campi di sterminio, i deportati venivano assaliti dall’odore che proveniva dalle ciminiere che ogni giorno bruciavano centinaia di corpi. Costretti a scendere dai convogli, gli ebrei venivano divisi tra donne e uomini e giudicati sommariamente dagli impiegati delle SS. In base allo stato di salute apparente delle persone si valutava se queste potessero o meno lavorare e sopportare per qualche tempo le condizioni del campo. Bambini, deboli, vecchi, malati venivano uccisi subito attraverso le camere a gas. Chi indugiava ad eseguire gli ordini o chi disubbidiva veniva freddato a colpi d’arma.
LA PRIVAZIONE DI IDENTITA'
Non sarebbe stato possibile fare più male a uomini che togliere loro la stessa essenza umana: questo cercarono di fare i nazisti all’interno dei campi di sterminio. Ai detenuti veniva tolto qualsiasi cosa che potesse distinguerli gli uni dagli altri, che potesse ricordare la loro vita passata. Entrando nei campi essi venivano privati di ogni loro avere, dai bagagli agli oggetti che portavano addosso, dai vestiti al loro nome.
Essi infatti erano radunati in una stanza e fatti spogliare dei loro vestiti; poi, nudi e al freddo, venivano rasati completamente per evitare epidemie di pidocchi.
I LAVORI FORZATI
All’interno dei campi i prigionieri erano costretti a lavori estenuanti che riducevano drasticamente le speranze di vita. In linea di massima i lavori erano legati ad attività minerarie o siderurgiche e si svolgevano all’aperto e per tutta la durata dell’anno. Durante l’inverno alle fatiche si aggiungeva il freddo intenso che decimava i detenuti, costretti a lavorare indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.
World War II Important Events Timeline + Flashcards
Lea Bove
Created on March 9, 2024
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LA SHOAH
COS'E'?
Il termine Olocausto indica il genocidio di sei milioni di ebrei, di cui furono responsabili le autorità della Germania nazista, i loro alleati e i collaborazionisti. Gli ebrei furono le principali vittime tra i gruppi ritenuti dai nazisti "indesiderabili" o "inferiori" per motivi politici o razziali. Cronache asciutte, cifre, immagini e documenti precisi testimoniano come appena 50 anni fa per le strade di questa nostra Europa si aggirasse una tribù selvaggia e spietata che dava la caccia ai bimbi degli orfanotrofi, ai vecchi, ai malati degli ospedali e delle case di cura, agli handicappati, agli uomini e alle donne, alla gioventù di paesi interi, per bruciarli vivi, per annegarli nei fiumi, per avvelenarli con dei gas, per seppellirli vivi in enormi fosse comuni.
Questa scritta,significa <<Il lavoro rende liberi>>
LA NOTTE DEI CRISTALLI
Il 9 novembre del 1938, sancisce una data storica ancora drammaticamente ricordata ai nostri giorni. Proprio durante la notte di quel fatidico giorno, in Germania si verificò una vicenda che passò nella storia con il nome di "Notte dei cristalli". Tale denominazione deriva dalle migliaia di vetrine di negozi, abitazioni, attività e sinagoghe degli ebrei distrutte completamente dalle SS del regime nazista. Si trattò di un vero e proprio momento drammatico; uno tra gli eventi storici più tristi che vede gli ebrei ancora una volta vittime di violenze ed ingiustizie da parte dei tedeschi! Come tutti gli eventi storici di violenza estrema, anche della della Notte dei cristalli
I CAMPI DI CONCENTRAMENTO
Auschwitz, la fabbrica di morte: produsse oltre un milione di vittime. Il 90% erano ebrei, ma tra quelle mura finirono anche polacchi, russi, Rom, Sinti, omosessuali e testimoni di Geova. Il complesso includeva una serie di campi di concentramento e di lavoro che si trovavano nelle vicinanze di Auschwitz, nel sud della Polonia. Oltre al campo originario c'era il campo di sterminio di Birkenau, il campo di lavoro di Monowitz e altri 45 sottosezioni in cui i deportati venivano utilizzati per lavorare nelle industrie tedesche. I primi deportati iniziarono ad arrivare già nel 1940. Giunti a destinazione, sotto gli occhi del "personale medico" delle SS, avveniva la prima tragica selezione: mediamente solo il 25% dei deportati era dichiarato abile al lavoro, il restante 75% (donne, bambini, anziani, madri con figli) era automaticamente condannato a morte.
LA VITA NEI CAMPI
Non appena i vagoni entravano nei campi di sterminio, i deportati venivano assaliti dall’odore che proveniva dalle ciminiere che ogni giorno bruciavano centinaia di corpi. Costretti a scendere dai convogli, gli ebrei venivano divisi tra donne e uomini e giudicati sommariamente dagli impiegati delle SS. In base allo stato di salute apparente delle persone si valutava se queste potessero o meno lavorare e sopportare per qualche tempo le condizioni del campo. Bambini, deboli, vecchi, malati venivano uccisi subito attraverso le camere a gas. Chi indugiava ad eseguire gli ordini o chi disubbidiva veniva freddato a colpi d’arma.
LA PRIVAZIONE DI IDENTITA'
Non sarebbe stato possibile fare più male a uomini che togliere loro la stessa essenza umana: questo cercarono di fare i nazisti all’interno dei campi di sterminio. Ai detenuti veniva tolto qualsiasi cosa che potesse distinguerli gli uni dagli altri, che potesse ricordare la loro vita passata. Entrando nei campi essi venivano privati di ogni loro avere, dai bagagli agli oggetti che portavano addosso, dai vestiti al loro nome. Essi infatti erano radunati in una stanza e fatti spogliare dei loro vestiti; poi, nudi e al freddo, venivano rasati completamente per evitare epidemie di pidocchi.
I LAVORI FORZATI
All’interno dei campi i prigionieri erano costretti a lavori estenuanti che riducevano drasticamente le speranze di vita. In linea di massima i lavori erano legati ad attività minerarie o siderurgiche e si svolgevano all’aperto e per tutta la durata dell’anno. Durante l’inverno alle fatiche si aggiungeva il freddo intenso che decimava i detenuti, costretti a lavorare indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.