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silvestro lega

Angelica Brandi

Created on March 8, 2024

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Transcript

Silvestro Lega

Analisi opera

Artista

Silvestro lega

INTRODUZUZIONE

Silvestro Lega (Modigliana, 1826 – Firenze, 1895) è stato uno dei principali esponenti del gruppo dei Macchiaioli, dei quali riprende le innovazioni dal punto di vista cromatico e i contorni ben definiti dei disegni, ma ne rimane distaccato per quel che riguarda la tematica dei suoi dipinti. Nelle opere più famose di Silvestro Lega, infatti, vengono riprodotte scene quotidiane semplici ed intime, pervase di calma e tranquillità.

Il canto dello stornello (1867)

Autoritratto (1861)

Vita- tra influenze e CRISI

MACCHIAIOLI

Artista dalla vita tormentata, Silvestro Lega fu anche pittore colto, capace di numerosi riferimenti all’arte antica, in particolare a quella del Rinascimento, e di affrontare i suoi soggetti creando composizioni dall’intonazione realistica, domestica, ravvivate da vibranti effetti di luce e atmosfera (con i quali dimostrò anche un’inaspettata vicinanza agli impressionisti, che avrebbe conosciuto piuttosto tardi e che avrebbe apprezzato) Verso la fine degli anni Cinquanta, tuttavia, Lega iniziò a frequentare il Caffè Michelangiolo. In questo bar di Firenze erano soliti ritrovarsi alcuni pittori accomunati dal rifiuto dei modi tradizionali impartiti dall’accademia, per discutere animatamente di diversi argomenti. Qui si formò il gruppo dei Macchiaioli. Ma Lega, pur riconoscendo nella loro teoria e nei loro lavori degli spunti di novità interessanti, preferì mantenersi distante dal gruppo non gradendo i loro modi chiassosi e goliardici, e soprattutto trovando sterili le loro rivendicazioni riguardanti la libertà creativa poiché molto aleatorie.

Continuo

LEGA - vita

Gli attriti con i Macchiaioli portarono tuttavia Lega ad un periodo di crisi artistica, in cui iniziò a dubitare delle sue certezze e prese a ragionare su modi della sua pittura, iniziando a considerare che potessero essere ormai superati. Decise di ritirarsi a Modigliana, il suo paese natale, per dipingere in solitaria, dedicandosi ad alcuni ritratti. Questo periodo di riflessione gli fece riacquistare la certezza in sé stesso. Questo periodo di rinnovata serenità corrispose ad un salto di qualità nella sua pittura, evidente in alcuni dipinti con episodi del Risorgimento che l’artista eseguì nel 1859 per un concorso. Con il denaro guadagnato grazie a questi dipinti, Lega si stabilì in una nuova dimora nel quartiere di Santa Caterina, dove soggiornavano altri artisti tra cui Giovanni Fattori. In questo stesso periodo, tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni ‘60 del 1800, il pittore seguì i Macchiaioli nelle loro sessioni di pittura all’aria aperta a Piagentina, nei pressi di Firenze, e rimase estasiato dall’esperienza. Ma l'evoluzione della sua pittura avviene molto lentamente. In particolare, il suo stile inizia a definirsi dopo l'esperienza militare. Nella fase finale della sua pittura di Lega si orienta verso immagini meno definite, fino ad annullare i contorni, come nella Scellerata del 1890, nella Popolana del 1885 o nella Signora Bandini del 1893.

I macchiaioli al caffè Michelangelo

Opere fase finale

OPERE DEL SUO PERIODO FINALE

Scellerata

Popolana

Signora Bandini

1890

1885

1893

La pittura di Silvestro Lega si indirizza verso una rigorosa essenzialità compositiva, anche le forme si definiscono secondo una semplicità geometrica. Attraverso la tecnica della pittura "a macchia" ricerca nuovi valori del colore.

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STILE E EREDITA'

STILE E EREDITA'

I dipinti di Silvestro Lega sono caratterizzati da disegni con contorni precisi, che vanno a creare composizioni ben definite ed organizzate nello spazio, e da colori chiari e limpidi. In generale, nella produzione di Lega si possono riscontrare cambiamenti di tema o stile collegabili con periodi più o meno fortunati nella sua vita. Inizialmente, in gioventù, il pittore italiano aderì allo stile purista, riportando la realtà sulla tela in maniera molto realistica aderendo agli insegnamenti di Luigi Mussini.

L’apporto di Silvestro Lega alla storia dell’arte è quello di aver immortalato la quotidianità dell’Italia dell’800 ancora prevalentemente contadina ma desiderosa di assumere una dimensione europea attraverso la nascente industrializzazione del territorio.

Approfondimento opera

Nello sfondo, il cielo di un giallo dorato contrasta con le nuvole violette e con i verdi e i gialli del prato, ancora illuminato dagli ultimi raggi del sole.

ANALISI OPERA

La luce radente filtrata attraverso le nuvole fa spiccare le vesti bianche delle bambine e dell'innamorata che le pennellate di Lega hanno reso più morbide e piene di volume. Le forme sono semplici e geometriche.

I promessi sposi

La rappresentazione appare essenziale e dinamica, basata sul colore. Lega non utilizza linee di contorno ma pone solo, grazie alla tecnica dei Macchiaioli, il colore a macchie.

Utilizza grandi contrasti di colore sia sulle figure, sia nello sfondo: le bambine a la fidanzata presentano vestiti candidi, caratterizzati da colori tenui come l'azzurro acqua e il bianco mentre invece il fidanzato e l'accompagnatrice presentano contrappunti cromatici più scuri, blu e nero.

Contesto opera

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Promessi sposi-contesto

L'opera è stata realizzata in un momento difficile delle vita di Lega, in cui le sue vicende emotive e la prossima fine della sua residenza a Piagentina lo portarono a ricercare effetti più struggenti e malinconici nei suoi quadri.

Realizzato a Piagentina nel 1869, è un dipinto solenne, venato da una sottile malinconia e avvolto da una misteriosa e sensuale luce rosata. I due fidanzati, visti di spalle ma protagonisti della scena, sono i ritratti di una delle figlie della famiglia Cecchini e del suo promesso sposo. La famiglia in questione, costituita dalla madre Elena Settimelli e dalle tre figlie Maria, Isolina e la piccola Anna, risiedeva a Firenze in piazza Sant'Ambrogio e in poco tempo raggiungeva casa Batelli, nel nuovo domicilio fiorentino di via di San Salvi. Per Lega divenne un punto di riferimento affettivo che, gradatamente, si sostitui a quello della famiglia Bartelli, soprattutto dopo la morte prematura di Virginia il 6 giugno del 1870. Il quadro -uno dei più ammirati nella mostra parigina dedicata ai macchiaioli risalente al 1978- ha un fascino ingenuo, discreto, raffinato, per la semplicità compositiva, la delicatezza del paesaggio, l'intensità sentimentale trattenuta, modesta ed equilibrata dei personaggi.

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