Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

CATULLO. CARME 51

Maria Luisa Drago

Created on March 8, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Higher Education Presentation

Psychedelic Presentation

Vaporwave presentation

Geniaflix Presentation

Vintage Mosaic Presentation

Modern Zen Presentation

Newspaper Presentation

Transcript

catullo e la potenza dell'eros

START

Il carme 51: l'aemulatio di Saffo

sia perchè manifesta un legame molto stretto con la tradizione della lirica greca e in particolare con la poetessa greca Saffo.

Il carme 51 di Catullo ha un'importanza notevole nel Liber sia perchè segna un momento decisivo del rapporto con Lesbia, cioè quello del primo innamoramento,

Chi era Saffo

Saffo. Frammento 31

A me pare uguale agli dèi chi a te vicino così dolce suono ascolta mentre tu parli e ridi amorosamente. Subito a me il cuore si agita nel petto; non appena ti vedo la voce si perde nella lingua inerte. Un fuoco sottile affiora rapido sulla pelle, e ho buio negli occhi e il rombo del sangue nelle orecchie. E tutta in sudore e tremante come erba patita scoloro: e morte non pare lontana a me rapita di mente.

"Mi sembra simile a un dio" Catullo. C.51

Ille mi par esse deo videtur,ille, si fas est, superare divos, qui sedens adversus identidem te spectat et audit dulce ridentem, misero quod omnis eripit sensus mihi: nam simul te, Lesbia, aspexi, nihil est super mi < vocis in ore>, lingua sed torpet, tenuis sub artus flamma demanat, sonitu suopte tintinant aures, gemina teguntur lumina nocte. Otium Catulle tibi molestum est; otio exultas nimiumque gestis; otium et reges prius et beatas perdidit urbes.

Quello mi sembra essere simile a un dio, quello, se è lecito, superare gli dei, che sedendo davanti a te continuamente ti guarda e ascolta mentre ridi dolcemente, la qual cosa a me infelice strappa tutti i sensi: infatti non appena ti vedo, o Lesbia, non mi rimane neppure <un filo di voce in gola>, la lingua si intorpidisce, una fiamma sottile attraverso le membra si spande, di un suono proprio le orecchie tintinnano, entrambi gli occhi sono coperti da una duplice notte. O Catullo, l’ozio ti è molesto: per l’ozio esulti e ti agiti troppo. L'ozio ha un tempo mandato in rovina re e città felici.

Audiolettura

Ille mi par esse deo videtur,ille, si fas est, superare divos, qui sedens adversus identidem te spectat et audit dulce ridentem, misero quod omnis eripit sensus mihi: nam simul te, Lesbia, aspexi, nihil est super mi < vocis in ore>, lingua sed torpet, tenuis sub artus flamma demanat, sonitu suopte tintinant aures, gemina teguntur lumina nocte. Otium Catulle tibi molestum est; otio exultas nimiumque gestis; otium et reges prius et beatas perdidit urbes.

  • anafora
  • climax ascendente
  • anastrofe
  • allitterazioni
  • iperbato
  • voce onomatopeica
  • ipallage
  • poliptoto
  • antitesi
  • metonimia

Le parole chiave:

  • identidem (v. 3)
  • misero (v.5)
  • dulce ridentem (v. 5)
  • eripit sensus (v. 6)

  • otium (v. 13)
  • exultas/gestis (v.14)
  • perdidit (v. 16)

Le parole chiave:

  • identidem (v. 3)
  • misero (v.5)
  • dulce ridentem (v. 5)
  • eripit sensus (v. 6)

Saffo era una poetessa greca di Lesbo vissuta tra la fine del VII secolo e la prima metà del VI a. C..

Catullo attribuisce all'amata Clodia lo pseudonimo di Lesbia facendo proprio riferimento all'isola di Lesbo, patria di Saffo, la quale evoca passione, amore, raffinatezza ed eleganza.