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PITTURA FIAMMINGA
Kristi Mema
Created on March 8, 2024
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Transcript
L'arte fiamminga da Van Eyck a Vermeer
Rogier van der Weyden
Jan van Eyck
Jan van Eyck è stato un pittore fiammingo. Fu un artista di fama internazionale e il suo stile, incentrato su una resa analitica della realtà, ebbe un larghissimo influsso. Fu anche il perfezionatore della tecnica della pittura ad olio, che gradualmente sostituì in Europa l'uso del colore a tempera.
Jan van Eyck
1434
L'opera più conosciuta di Van Eyck resta il celebre Ritratto dei coniugi Arnolfini realizzato nel 1434. Sul significato del duplice ritratto e dei numerosi simboli che il pittore aggiunse, vanno senz'altro menzionati il particolare dello specchio in cui sono riflessi il pittore stesso e un altro personaggio in qualità di testimoni dell'evento; le luci e le ombre, rispettivamente, sulle arance da un lato e su coperta e baldacchino dall'altro; i volti dei coniugi, imperscrutabili, quasi rapiti da un'atmosfera intrisa di spiritualità; la raffinata torciera da cui scintilla, però, una sola candela; lo specchio che ospita, nei tondelli incisi nella cornice, dieci storie della Passione; il gesto della mano sinistra della sposa che allude al ventre
L'espediente dello specchio in "Las Meninas" di Velasquez
l'altissima qualità pittorica
la verosimiglianza, la perfezione formale, l'attenzione al dettaglio minuto ed alla resa delle superfici, lo studio della luce, lo spazio dove si collocano con sicurezza le figure, lo ieratismo e l'immobilità dei personaggi
“Pala di Brera” Piero della Francesca
Madonna del cancelliere Rolin (1434-1435), Louvre di Parigi
Tra le caratteristiche più evidenti dello stile di Jan van Eyck ci sono l'altissima qualità pittorica, sicuramente la più alta tra i pittori fiamminghi del secolo XV, la verosimiglianza, la perfezione formale, l'attenzione al dettaglio minuto ed alla resa delle superfici, lo studio della luce, lo spazio dove si collocano con sicurezza le figure, lo ieratismo e l'immobilità dei personaggi, i raffinati giochi intellettuali dati dai vari livelli di lettura delle opere. Con Van Eyck si aprì una nuova era anche dal punto di vista della tecnica pittorica. Egli utilizzò i colori ad olio (già conosciuti e utilizzati sin dall'antichità), accanto a tradizionali tempere e a colori di colla animale. Caratteristica fondamentale della sua tecnica, tuttora non interamente conosciuta, è il ricorso ad una serie di strati sottili di colore - velature - stesi uno sopra l'altro su una base chiara e luminosa al fine di raggiungere progressivamente il risultato d'assieme finale (tecnica sottrattiva); le innovazioni da lui introdotte potrebbero riferirsi all'utilizzo di oli cotti misti a resine nonché di oli schiariti e pre-polimerizzati. Jan van Eyck fu ritenuto a lungo ed erroneamente lo scopritore della pittura ad olio.
Rogier van der Weyden
Fu pittore ufficiale della città di Bruxelles e destinatario di commissioni dei duchi di Borgogna e dei re di Castiglia. Ebbe rapporti con la Casa d'Este ed altri casati italiani come gli Sforza e i Medici. Rogier fu uno dei primi pittori che usarono il supporto della tela a nord delle Alpi
Rogier van der Weyden
1433
Pittore della luce. Confronto con Caravaggio
Rembrandt van Rijn
Gli bastò poco per mostrare il suo innegabile talento, facendosi per i suoi ritratti, che colpivano per l’uso drammatico delle luci e delle ombre (forse ispirato ai chiaroscuri di Caravaggio), ma soprattutto per la sua capacità di cogliere la personalità del soggetto.
Rembrandt era famoso anche per i suoi autoritratti, che l’artista eseguiva servendosi di due specchi. Famoso è il ritratto in cui l’artista esprime un’espressione stupita, o quello in cui Rembrandt è ormai vecchio e si ritrae con uno sguardo stanco e disilluso.
Pittore e incisore, Rembrandt Harmenszoon van Rijn (1606, Leida – 1669, Amsterdam) è stato uno dei più importanti artisti del periodo d’oro dell’arte olandese e dell’arte occidentale in generale.
Mettendo in fila tutti gli autoritratti dell’artista (oltre ottanta, tra dipinti e incisioni), si potrebbe leggere la storia della sua vita. Questa “ossessione” per gli autoritratti accomuna Rembrandt con molti altri artisti che lo hanno preceduto, come Durer o che sono venuti dopo di lui, come van Gogh.
van Gogh
Durer
Rembrandt non si limitava a ritrarre il volto e il corpo dei suoi committenti, ma scavava dentro di loro per trovare un dettaglio che ne svelasse la personalità. Come nel celebre dipinto La lezione di anatomia del dottor Tulp (1632) che, diversamente dai ritratti dell’epoca, non ritrae il soggetto in posa, ma lo riprende mentre è intento nell’attività che lo ha reso famoso. L’attenzione con cui gli altri personaggi del dipinto osservano affascinati ciò che fa il dottor Tulp, suggerisce a chi vede il dipinto, l’importante ruolo sociale ricoperto dal protagonista dell’opera.
Questo famosissimo dipinto vanta una storia piuttosto avventurosa. Nel XVIII secolo, la tela fu ridotta per far sì che si adattasse alle pareti del municipio di Amsterdam. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, nel timore dell’invasione tedesca, gli olandesi portarono il dipinto al sicuro in un castello nella campagna olandese, poi in un bunker segreto sotto le dune che si affacciano sul mare del Nord e infine in una cassaforte in un rifugio antiaereo. Il dipinto scampò alla guerra ma non ai vandali. Nel 1915 un uomo affetto da disturbi mentali graffiò l’opera ripetutamente, nel 1975 un folle armato di coltello riuscì a fare ben 13 squarci nella tela e nel 1990 un olandese, cogliendo di sorpresa i custodi, riuscì a spruzzare un liquido corrosivo contro la tela. Chiudo con una curiosità: il dipinto si chiama “Ronda di notte” ma è ambientato di giorno. La scelta di questo titolo è dovuta al fatto che, quando il quadro fu riscoperto nel XVIII, era ricoperto da una patina scura che si era formata sulla sua superficie con il passare degli anni.
La Ronda di Notte può considerarsi l’apice della carriera di Rembrandt che andò man mano calando, anche a causa di una serie di eventi sfortunati che coinvolsero l’artista, come la morte per tubercolosi dell’amata moglie Saskia, nel 1642. L’artista qualche anno dopo intraprese una relazione con la domestica, Hendrickje Stoffels, da cui ebbe una figlia, Cornelia.
L’altra tematica con cui spesso l’artista si confrontò fu quella relativa ai dipinti di carattere religioso e mitologico, che ritrasse in modo innovativo per l’epoca (almeno nei Paesi Bassi). Nelle sue opere i dettagli di contorno sono ridotti al minimo, ma il pathos è esaltato dai giochi di luci e di ombre e dalla scelta dei soggetti, rappresentati come persone comuni e non come personaggi ideali. Questa scelta (che vediamo anche in Caravaggio) permetteva all’osservatore una maggiore identificazione nei personaggi del dipinto, e maggiore incisività al messaggio morale contenuto nell’opera.
Vermeer