LE OLIMPIADI NELL'ANTICA GRECIA
1^e
Francesca Maria Maggi
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REMBRANDT - Louvre Museum
INTRODUZIONE
I giochi olimpici nacquero in Grecia nel 776 a.C per rendere omaggio agli dei. Da quella data vennero celebrati ogni 4 anni finchè nel 393 a.C limperatore Teodisio ne decretò la fine in quanto manifestazione pagana.
Le gare si aprivano nell'Ippodromo con le gare di corsa dei cavalli con cinque carri, seguiva il pugilato, mentre la terza era una "lotta dolorosa", poi veniva la corsa nei campi, la quinta era una disfida in armi, a seguire il tiro con l'arco al bersaglio, infine il giavellotto.
LA CORSA DEI CAVALLI
PUGILATO
L'arte del pugilato nell'antica Grecia, la pigmachia (in greco πυγμαχία pygmachía, in latino pugilātus), è assai antica: le prime tracce della sua esistenza si trovano nell'Iliade (VIII secolo a.C.), tuttavia vi sono buoni motivi per credere che il pugilato venisse praticato in tempi ancora anteriori.
LA LOTTA DOLOROSA
La lotta greca (in greco antico: πάλη) fu il più popolare sport organizzato dell'antica Grecia. Veniva assegnato un punto quando un lottatore toccava terra con la schiena, l'anca, la spalla, o era costretto a lasciare la zona di lotta. Erano necessari tre punti per vincere la partita.
QUARTA GARA
Corsa
Una delle più caratteristiche specialità delle competizioni atletiche antiche: la corsa nota con il nome di stadio, e corrispondente grosso modo ai nostri 200 metri piani, era la più antica delle gare previste alle Olimpiadi. Ma i Greci conoscevano diverse lunghezze di corsa: in particolare il «dìaulo», corrispondente a due stadi e quindi ai nostri 400 metri piani, e il «dòlico» o makròs drómos («corsa lunga»), di misura assai variabile probabilmente in base alla classe di età dei partecipanti
LANCIO DEL GIAVELLOTTO
Il giavellotto era lanciato per colpire un determinato bersaglio; nelle competizioni atletiche era lanciato per raggiungere la massima distanza in una determinata direzione.
La distanza media del lancio era di circa quarantasei metri e ogni atleta aveva a disposizione due giavellotti per cercare di migliorare il proprio lancio.
I greci lanciavano il giavellotto con l’ausilio di una cinghia (amento), solitamente di cuoio, avvolta al centro del giavellotto.
TIRO CON L'ARCO
Il tiro con l'arco nell'antica grecia presentava le stesse regole della corrispettiva competizione attuale. Arricchita più delle altre però con risvolti in ambito religioso.
ἐκεχερία
La tregua olimpica (ἐκεχερία), era vigente in tutta la Grecia per chiunque partecipasse alle grandi feste e ai giochi nazionali; in questo tempo cessavano tutte le inimicizie pubbliche e private, e nessuno poteva essere molestato, specialmente atleti e spettatori che dovessero attraversare territori nemici per recarsi ad Olimpia.
L'ALLENAMENTO
I greci venivano spesso allenati da esperti e da atleti con più esperienza di loro, a volte erano atleti che si erano ritirati. Gli allenamenti consistevano in attività semplici di corpo libero: piegamenti, addominali, trazioni e sollevamento pesi. C'era poi anche un'importantissima e sempre presente parte di cardio.
CURIOSITA'
3.
A differenza di come tutti pensano in Grecia venivano anche praticate gare di fiato durante i giochi olimpici
1.
Nell’antica Grecia, gli atleti non si preoccupavano degli sponsor, della sicurezza o della moda: gareggiavano nudi.
All’epoca, i Giochi duravano 5 o 6 mesi.
2.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
L'ippodromo era uno spazio ampio, piatto, aperto, dove venivanoo svolte gran parte delle gare
La corsa con i cavalli
Le corse di cavalli e carri erano uno degli sport più popolari e spettacolari dei giochi olimpici nell'antica Grecia. Gli sport equestri dell'epoca erano il tethrippon, l'apene, il synoris. Spesso per tali competizioni venivano utilizzati i puledri.
Rappresentazione corsa dei cavalli
Secondo la mitologia.....
la prima corsa con i carri ha avuto luogo ad Olimpia tra il re Pelope e il re Oenomaos di Pisa. Negli antichi Giochi Olimpici i fantini non erano i proprietari dei cavalli. I proprietari dei cavalli sono stati dichiarati vincitori, hanno ricevuto la corona e si sono goduti tutti gli onori anche se non hanno preso parte alla gara. I fantini hanno vinto solo una piccola parte dalla gloria del vincitore, come una banda di lana che il proprietario avrebbe legato in testa.
LE REGOLE
Non era consentito fare delle prese; Veniva accettata qualsiasi ferita da impatto, anche fratture o tagli dovuti a colpi di striscio, mentre danni inferti con le dita decretavano la squalifica; Il ring era rappresentato dalla folla stessa, che delimitava un cerchio attorno ai due sfidanti;
Non esistevano categorie di peso: gli sfidanti venivano selezionati in base ad estrazioni; Qualunque trasgressore delle regole prefissate veniva punito con la fustigazione.
I due sfidanti semplicemente duellavano sin quando uno dei due capitolava o si arrendeva alzando in aria il dito indice
Una posizione particolarmente importante in questa forma di lotta era quella in cui uno dei concorrenti giaceva sul ventre con l'altro sulla sua schiena che cercava di strangolarlo. L'atleta che stava sotto doveva cercare di afferrare un braccio di quello che gli stava sopra e cercare di farlo girare sulla schiena mentre l'atleta che era sopra doveva cercare di completare il soffocamento senza essere schienato dall'avversario.
La competizione consisteva nel raggiungere il traguardo nel minor tempo possibile. Nell'ippodromo vi era il primo paletto che segnava la partenza, il secondo che segnava l'arrivo e poi ce n'era un terzo che simboleggiava la svolta sul percorso
Dal greco (ξυστόν, "lancia o giavellotto" in Greco antico) era una lancia da cavalleria in uso nell'Antica Grecia. Arma molto lunga, circa 3,5m, era realizzata in legno di corniolo con una punta in metallo. Prima di essere impiegato per questo genere di competizioni veniva utilizzato per la guerra e la caccia.
Secondo le fonti storiche, il tiro con l’arco è stato praticato fin dall’antichità. La mitologia greca annovera tra dei ed eroi numerosi e valenti arcieri. Artemide, la dea della caccia e suo fratello Apollo, il dio della luce e elle arti, avevano come strumenti, tra gli altri, un arco e una feretra.
LE OLIMPIADI NELL'ANTICA GRECIA
maggi francescamaria
Created on March 8, 2024
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INTRODUZIONE
I giochi olimpici nacquero in Grecia nel 776 a.C per rendere omaggio agli dei. Da quella data vennero celebrati ogni 4 anni finchè nel 393 a.C limperatore Teodisio ne decretò la fine in quanto manifestazione pagana.
Le gare si aprivano nell'Ippodromo con le gare di corsa dei cavalli con cinque carri, seguiva il pugilato, mentre la terza era una "lotta dolorosa", poi veniva la corsa nei campi, la quinta era una disfida in armi, a seguire il tiro con l'arco al bersaglio, infine il giavellotto.
LA CORSA DEI CAVALLI
PUGILATO
L'arte del pugilato nell'antica Grecia, la pigmachia (in greco πυγμαχία pygmachía, in latino pugilātus), è assai antica: le prime tracce della sua esistenza si trovano nell'Iliade (VIII secolo a.C.), tuttavia vi sono buoni motivi per credere che il pugilato venisse praticato in tempi ancora anteriori.
LA LOTTA DOLOROSA
La lotta greca (in greco antico: πάλη) fu il più popolare sport organizzato dell'antica Grecia. Veniva assegnato un punto quando un lottatore toccava terra con la schiena, l'anca, la spalla, o era costretto a lasciare la zona di lotta. Erano necessari tre punti per vincere la partita.
QUARTA GARA
Corsa
Una delle più caratteristiche specialità delle competizioni atletiche antiche: la corsa nota con il nome di stadio, e corrispondente grosso modo ai nostri 200 metri piani, era la più antica delle gare previste alle Olimpiadi. Ma i Greci conoscevano diverse lunghezze di corsa: in particolare il «dìaulo», corrispondente a due stadi e quindi ai nostri 400 metri piani, e il «dòlico» o makròs drómos («corsa lunga»), di misura assai variabile probabilmente in base alla classe di età dei partecipanti
LANCIO DEL GIAVELLOTTO
Il giavellotto era lanciato per colpire un determinato bersaglio; nelle competizioni atletiche era lanciato per raggiungere la massima distanza in una determinata direzione. La distanza media del lancio era di circa quarantasei metri e ogni atleta aveva a disposizione due giavellotti per cercare di migliorare il proprio lancio. I greci lanciavano il giavellotto con l’ausilio di una cinghia (amento), solitamente di cuoio, avvolta al centro del giavellotto.
TIRO CON L'ARCO
Il tiro con l'arco nell'antica grecia presentava le stesse regole della corrispettiva competizione attuale. Arricchita più delle altre però con risvolti in ambito religioso.
ἐκεχερία
La tregua olimpica (ἐκεχερία), era vigente in tutta la Grecia per chiunque partecipasse alle grandi feste e ai giochi nazionali; in questo tempo cessavano tutte le inimicizie pubbliche e private, e nessuno poteva essere molestato, specialmente atleti e spettatori che dovessero attraversare territori nemici per recarsi ad Olimpia.
L'ALLENAMENTO
I greci venivano spesso allenati da esperti e da atleti con più esperienza di loro, a volte erano atleti che si erano ritirati. Gli allenamenti consistevano in attività semplici di corpo libero: piegamenti, addominali, trazioni e sollevamento pesi. C'era poi anche un'importantissima e sempre presente parte di cardio.
CURIOSITA'
3.
A differenza di come tutti pensano in Grecia venivano anche praticate gare di fiato durante i giochi olimpici
1.
Nell’antica Grecia, gli atleti non si preoccupavano degli sponsor, della sicurezza o della moda: gareggiavano nudi.
All’epoca, i Giochi duravano 5 o 6 mesi.
2.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
L'ippodromo era uno spazio ampio, piatto, aperto, dove venivanoo svolte gran parte delle gare
La corsa con i cavalli
Le corse di cavalli e carri erano uno degli sport più popolari e spettacolari dei giochi olimpici nell'antica Grecia. Gli sport equestri dell'epoca erano il tethrippon, l'apene, il synoris. Spesso per tali competizioni venivano utilizzati i puledri.
Rappresentazione corsa dei cavalli
Secondo la mitologia.....
la prima corsa con i carri ha avuto luogo ad Olimpia tra il re Pelope e il re Oenomaos di Pisa. Negli antichi Giochi Olimpici i fantini non erano i proprietari dei cavalli. I proprietari dei cavalli sono stati dichiarati vincitori, hanno ricevuto la corona e si sono goduti tutti gli onori anche se non hanno preso parte alla gara. I fantini hanno vinto solo una piccola parte dalla gloria del vincitore, come una banda di lana che il proprietario avrebbe legato in testa.
LE REGOLE
Non era consentito fare delle prese; Veniva accettata qualsiasi ferita da impatto, anche fratture o tagli dovuti a colpi di striscio, mentre danni inferti con le dita decretavano la squalifica; Il ring era rappresentato dalla folla stessa, che delimitava un cerchio attorno ai due sfidanti;
Non esistevano categorie di peso: gli sfidanti venivano selezionati in base ad estrazioni; Qualunque trasgressore delle regole prefissate veniva punito con la fustigazione.
I due sfidanti semplicemente duellavano sin quando uno dei due capitolava o si arrendeva alzando in aria il dito indice
Una posizione particolarmente importante in questa forma di lotta era quella in cui uno dei concorrenti giaceva sul ventre con l'altro sulla sua schiena che cercava di strangolarlo. L'atleta che stava sotto doveva cercare di afferrare un braccio di quello che gli stava sopra e cercare di farlo girare sulla schiena mentre l'atleta che era sopra doveva cercare di completare il soffocamento senza essere schienato dall'avversario.
La competizione consisteva nel raggiungere il traguardo nel minor tempo possibile. Nell'ippodromo vi era il primo paletto che segnava la partenza, il secondo che segnava l'arrivo e poi ce n'era un terzo che simboleggiava la svolta sul percorso
Dal greco (ξυστόν, "lancia o giavellotto" in Greco antico) era una lancia da cavalleria in uso nell'Antica Grecia. Arma molto lunga, circa 3,5m, era realizzata in legno di corniolo con una punta in metallo. Prima di essere impiegato per questo genere di competizioni veniva utilizzato per la guerra e la caccia.
Secondo le fonti storiche, il tiro con l’arco è stato praticato fin dall’antichità. La mitologia greca annovera tra dei ed eroi numerosi e valenti arcieri. Artemide, la dea della caccia e suo fratello Apollo, il dio della luce e elle arti, avevano come strumenti, tra gli altri, un arco e una feretra.