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Relazione di Diritto
Romboni Krister
Created on March 7, 2024
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Transcript
Quali sono stati i comportamenti ambigui?
Chi era Papa Benedetto XVI?
Joseph Ratzinger, nato a Marktl am Inn, in Germania, il 16 aprile dell'anno 1927 ha ricoperto diversi ruoli di alta rilevanza all’interno della gerarchia ecclesiastica.
A molti, infatti, è apparso molto strano che, anche dopo essersi dimesso, Benedetto XVI sia rimasto in Vaticano e abbia continuato a vestire di bianco.
Perché avrebbe “abdicato”?
RELAZIONE DI DIRITTO
Cosa dice il Diritto Canonico a riguardo?
Nel 2010 Paolo Flores D’Arcais aveva definito Benedetto XVI come custode dei valori cristiani, avversati dai poteri mondialisti.
Romboni Krister 3M
Le tre principali problematiche giuridiche che si generano quando si intende la “Declaratio” come abdicazione sono:
Quali sono le problematiche giuridiche?
Tutta la discussione accademica che si può fare sulla liceità della rinuncia di Benedetto XVI deve essere filtrata alla luce dei fatti.
Conclusioni e considerazioni
Papa Benedetto XVI: Abdicazione o Impedimento della Sede Papale?
Horavigesima
Munus
Tempi
DECLARATIO
DECLARATIO
IL MUNUS
Carissimi Fratelli, vi ho convocati [...] per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole [...] il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. [...] Dal Vaticano, 10 febbraio 2013 BENEDICTUS PP. XVI
Fratres carissimi, Non solum propter [...] meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum. Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo [...] vigor quidam corporis et animae necessarius est, qui ultimis mensibus in me modo tali minuitur, ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene administrandum agnoscere debeam. Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commisso renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII, hora 20, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse. Fratres carissimi, ex toto corde gratias ago vobis pro omni amore et labore, quo mecum pondus ministerii mei portastis et veniam peto pro omnibus defectibus meis. [...] Ex Aedibus Vaticanis, die 10 mensis februarii MMXIII BENEDICTUS PP. XVI
Come già riportato sopra, il Can. 332 par. II afferma che: “Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio (rinunci cioè al Munus, ovvero all’“essere papa”, incarico derivato direttamente da Dio al momento dell’elezione), si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.” Tuttavia, Benedetto XVI dichiara, nella sua “Declaratio”, di rinunciare al Ministerium, cioè all’esercizio del potere derivato dalla carica di Pontefice (il “fare il papa”, questa autorità viene conferita dai Cardinali). Il problema nasce perché, come si può notare nell’estratto sotto riportato della “Declaratio”, la differenza non può essere apprezzata se non in latino, perché le traduzioni di Munus e Ministerium coincidono. Si sottolinea che è comunque da escludere qualunque tipo di sinonimia tra i due termini, perché nel diritto canonico (ma anche nella stessa “Declaratio”) viene fatta una chiara distinzione tra i due. Si giunge dunque alla conclusione che la “Declaratio” non si tratti di una effettiva abdicazione.
Perché avrebbe “abdicato”?
Nel 2010 Paolo Flores D’Arcais aveva definito Benedetto XVI come custode dei valori cristiani, avversati dai poteri mondialisti. Si può tranquillamente affermare che, già dal 2012, il gruppo Obama-Clinton stesse ipotizzando una rimozione di Benedetto XVI dalla Cattedra di Pietro, poiché riteneva fosse necessaria una sostituzione del pontefice, al fine di avere un papa funzionale ad altri progetti. Il principale “braccio operativo” per il raggiungimento di questo obiettivo, si può individuare in un gruppo di cardinali progressisti, noto con il nome di “Mafia di San Gallo”. Questo stesso gruppo suggeriva già Bergoglio come futuro papa, come è stato successivamente dichiarato apertamente da uno dei membri del gruppo. Nel 2016, questo gruppo di prelati era stato descritto con parole riprese dalle parole utilizzate dallo stesso Ratzinger, che li aveva definiti come; “Rappresentanti di una dittatura del relativismo, che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie ”. Nello stesso anno, emerge il “Mordkomplott”, un progetto per uccidere il papa. Inoltre, i tre vescovi Gracida, Negri, e Lenga hanno dichiarato pubblicamente che il papa è stato costretto a “togliersi di mezzo”. E’ perciò opportuno ritenere che, probabilmente, nel 2013, Benedetto XVI si sia visto costretto ad abdicare, e per questo avrebbe elaborato un piano geniale per la difendere la Chiesa e i suoi valori: il giorno 11 di febbraio 2013, davanti al Concistoro dei Cardinali, pronunciò la “Declaratio”, in latino. Questa “Declaratio”, molto breve, presenta alcune imperfezioni stilistiche e qualche errore di latino, insolito per un uomo colto come Joseph Ratzinger, e probabilmente volontarie, finalizzate a confondere la platea dei Cardinali che lo ascoltavano.
Cosa dice il Diritto Canonico a riguardo?
Gli articoli del Codice di Diritto Canonico che sono necessari per comprendere le ambiguità derivate dalla “Declaratio” di Benedetto XVI, sono:
- Can. 332 par. II – “Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio (rinunciare al munus, ovvero all’essere papa, derivato da dio al momento dell’elezione), si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.”
- Can. 335 – “Mentre la Sede romana è vacante o totalmente impedita, non si modifichi nulla nel governo della Chiesa universale; si osservino invece le leggi speciali emanate per tali circostanze.”
- Can. 412 – “La sede episcopale si intende impedita se il Vescovo diocesano è totalmente impedito di esercitare l'ufficio pastorale (ministerium) nella diocesi a motivo di prigionia, confino, esilio o inabilità, non essendo in grado di comunicare nemmeno per lettera con i suoi diocesani.”
- Can. 416 – “La sede episcopale diviene vacante con la morte del Vescovo diocesano, con la rinuncia accettata dal Romano Pontefice, con il trasferimento e con la privazione intimata al Vescovo.”
Quali sono stati i comportamenti ambigui?
A molti, infatti, è apparso molto strano che, anche dopo essersi dimesso, Benedetto XVI sia rimasto in Vaticano e abbia continuato a vestire di bianco, quasi a non lasciare pieno potere e libertà al successore. Inoltre, risulta sospetto anche il fatto che questi abbia continuato, per nove anni dopo la sua presunta abdicazione, abbia continuato a sostenere che “Il papa è solo uno”, senza mai specificare a quale dei due facesse effettivamente riferimento. In aggiunta, agli studiosi di Diritto Canonico, è apparso insolito che gli sia stato attribuito l’appellativo di “Papa Emerito”, che è noto essere un istituto inesistente. Nel libro “Ultime conversazioni” di Peter Seewald (scritto in collaborazione con Joseph Ratzinger), l’autore riporta le parole del pontefice: “Nessun papa si è dimesso per mille anni” e, alla fine, ribadisce il concetto, affermando che: “Benedetto XVI è stato il primo papa a essersi dimesso dopo mille anni.” Questa affermazione, tuttavia, è in evidente contrasto con i dati storici, che individuano in Gregorio XII l’ultimo papa abdicatario, nel 1415 esattamente (598 anni prima di Benedetto XVI). Risulta dunque molto plausibile, per non dire evidente, che per Benedetto XVI le dimissioni fossero diverse dall’abdicazione, risultando invece molto simili alle dimissioni di papa Benedetto VIII, nel 1013, esattamente mille anni prima di Benedetto XVI, che non aveva abdicato, ma si era dimesso.
Chi era Papa Benedetto XVI?
Joseph Ratzinger, nato a Marktl am Inn, in Germania, il 16 aprile dell'anno 1927 ha ricoperto diversi ruoli di alta rilevanza all’interno della gerarchia ecclesiastica. Ha studiato Filosofia e Teologia presso la Scuola Superiore di Filosofia e Teologia di Frisinga e presso l'Università di Monaco. E’ stato ordinato sacerdote il 29 giugno dell'anno 1951. Ha lavorato per diversi anni come docente. Successivamente, il 25 marzo 1977, Papa Paolo VI lo ha nominato Arcivescovo di München und Freising e, il 28 maggio dello stesso anno, ha ricevuto l'ordinazione episcopale. Sempre Papa Montini lo ha creato e pubblicato Cardinale. Il 5 aprile 1993 è stato chiamato a far parte dell'Ordine dei Vescovi e ha preso possesso del Titolo della Chiesa Suburbicaria di Velletri-Segni. E’ salito al Soglio Pontificio il 19 aprile 2005, e ha esercitato la carica di pontefice per otto anni, fino ad annunciare, con la nota “Declaratio”, la sua scelta di abdicare. Il 28 febbraio 2013, Papa Benedetto XVI ha lasciato vacante la Cattedra di Pietro, oggi occupata dal suo successore, Papa Francesco. Tuttavia, a causa dei comportamenti attuati dal Papa Benedetto XVI, nonché della situazione spiacevole in cui questi si trovava, è opportuno sostenere che, in realtà, quella di Benedetto XVI non sia stata una vera e propria abdicazione, ma una privazione forzata del Ministerium.
Conclusioni e considerazioni personali
Tutta la discussione accademica che si può fare sulla liceità della rinuncia di Benedetto XVI deve essere filtrata alla luce dei fatti; il papa emerito era effettivamente ritirato nel silenzio mentre papa Francesco era libero di esercitare il proprio Ministerium, senza alcun contrasto aperto tra i due. Nemmeno i fedeli sono mai rimasti particolarmente disorientati da questo avvenimento, facendo spesso ironia sulla presenza dei due pontefici.All’interno della stessa Chiesa non si è mai creata una netta divisione che vedeva due schieramenti contrapposti tra loro, come può essere avvenuto in altre situazioni simili nel corso della storia (ad esempio le ostilità tra il Papato di Roma e quello di Avignone). Sulla base di queste considerazioni, poiché riteniamo che per analizzare un avvenimento sia strettamente necessario focalizzarsi sugli effetti da esso prodotti, possiamo concludere che, nonostante il caso non sia conforme al Diritto Canonico, non abbia avuto particolari ripercussioni sulla popolazione, che ha accettato l’attuale pontefice come legittimo, e che perciò questo possa essere ritenuto tale, sulla base, appunto, degli effetti dell’avvenimento sui fedeli.