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presentazione globalizzazione

Giulia Cardelli

Created on March 7, 2024

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Transcript

La Globalizzazione

Giulia cardelli 2°b

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Index

La globallizzazione economica

il"viaggio globale"

il"viaggio globale"

La rivoluzione delle Telecomunicazioni

La rivoluzione delle Telecomunicazioni

Che cos'è la globalizzazione?

Che cos'è la globalizzazione?

La delocalizzazione produttiva

La delocalizzazione produttiva

la protoglobalizzazione

la protoglobalizzazione

la globalizzazione culturale

Verso un mondo globalizzato

Verso un mondo globalizzato

la globalizzazione culturale

La globallizzazione economica

aspetti positivi e negati

IL "villaggio globale"

Negli anni 60 del XX secolo lo studioso canadese Marshall McLuhan (1911-1980) usò per la prima volta l’espressione “ villaggio globale” per descrivere il mondo come si andava configurando all’epoca. L’espressione, che ebbe una grande fortuna, è composta da due termini: “ villaggio” cioè la forma elementare di un abitato umano e “ globale” che si riferisce invece a una dimensione più ampia, quella dell’intero pianeta. McLuhan fa riflettere così l’uomo del suo tempo su una situazione inedita: se le distanze tra un luogo ed un altro della Terra, qualche decennio prima, apparivano enormi, negli anni Sessanta, grazie all’innovazione delle comunicazioni e dei trasporti, ogni luogo era diventato vicino, raggiungibile rapidamente. Il mondo si configurava cioè come un grande villaggio nel quale, grazie al progresso tecnologico, venivano poco alla volta ridotte le distanze fisiche e le barriere culturali. Ancora oggi l’immagine del “ villaggio globale” rende bene l’idea delle società umane del pianeta della nostra epoca, l’epoca della globalizzazione.

Che cos'è la globalizzazione?

Con il termine globalizzazione ( o mondializzazione) ci si riferisce alla diffusione e connessione su scala planetaria di merci, capitali, persone ed informazioni.Oggi si parla di globalizzazione per indicare una stretta rete di relazioni e reciproche dipendenze che unisce i paesi del mondo non solo dal punto di vista economico ma anche politico, culturale e sociale. Si tratta di un processo che è il frutto di anni e anni di storia, di evoluzione della società e dell’economia.

La protoglobalizzazione

Secondo gli storici, una prima forma di mondializzazione (o globalizzazione), ovvero di apertura dei rapporti economici e di diffusione su scala mondiale di culture e saperi , si è verificata in seguito alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492. A partire da questa data cominciano per gli Europei le grandi esplorazioni cinquecentesche, ormai possibili grazie ai progressi nella tecnologia nautica che consentono le navigazioni oceaniche.

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Verso un mondo globalizzato

Un passaggio storico, successivo e molto importante si compie alla fine del Settecento e nel corso dell’Ottocento, con l’avvio della produzione industriale, che permette di incrementare la quantità di merci destinate al commercio e con l’ulteriore progresso nel settore dei trasporti ferroviari e marittimi. Il passaggio si compie prima in Europa, diffondendosi in seguito nel resto del mondo.Un’ulteriore spinta verso la globalizzazione si ebbe al termine della seconda guerra mondiale, quando i grandi gruppi industriali degli Stati Uniti, dei Paesi dell’Europa occidentale e del Giappone si trasformarono in imprese multinazionali che, dopo essersi espanse sul mercato interno, iniziarono ad aprire filiali all’estero con lo scopo di conquistare nuovi mercati La globalizzazione, tuttavia,è un processo che si è fortemente sviluppato in questi ultimi 30 anni grazie ai radicali cambiamenti storico-politici e tecnologici avvenuti a partire dagli anni 80 del Novecento che hanno permesso un’apertura dei paesi al commercio e agli scambi.

La globallizzazione economica

Dal punto di vista storico-politico il crollo dell’URSS (1991) anticipato dalla caduta del muro di Berlino, e la progressiva apertura della Cina comunista all’economia di mercato, hanno portato le due grandi potenze comuniste in uno spazio economico globale. In questa nuova fase della storia moderna quasi tutti i paesi del mondo hanno adottato il modello economico capitalista in modo da creare un sistema simile in tutte le aree del pianeta. Inoltre si è affermata a livello globale l’ideologia del liberismo che sostiene l’assoluta libertà di commercio e si oppone all’intervento dello stato nell’economia.

La globallizzazione economica

Le politiche di liberalizzazione hanno portato all’abolizione delle barriere doganali, che ostacolavano la libera circolazione di merci e capitali,e alla nascita di grandi aree di libero scambio, come quella ad esempio del mercato unico europeo. Tutti questi cambiamenti hanno aperto la strada all’unificazione del mercato globale : le economie degli stati sono diventate sempre più dipendenti le une dalle altre e i modelli culturali e di consumo si sono sempre più omologate al modello occidentale, raggiungendo anche i paesi un tempo più isolati . Anche paesi orientali dalla forte identità culturale come la Cina e il Giappone sono stati “occidentalizzati”perdendo, quindi, la particolarità della loro storia e del loro sviluppo.

La rivoluzione delle Telecomunicazioni

Nel corso del Novecento lo straordinario sviluppo delle telecomunicazioni ha rivoluzionato la vita economica e i comportamenti sociali a livello globale, consentendo la trasmissione di informazioni in tempi sempre più brevi e a costi sempre più bassi.Infatti le tecnologie d’informazione e comunicazione hanno velocizzato e reso più economica la circolazione di notizie, informazioni, merci e denaro in ogni parte del mondo, rendendo possibile lo straordinario sviluppo degli scambi e delle comunicazioni. Il contributo più grande è stato dato dallo sviluppo di Internet, la rete telematica in grado di connettere dispositivi in tutto il mondo e di inviare una serie infinita di informazioni. Via internet viaggiano anche le quotazioni di borsa e si spostano i denari virtuali che gli uomini d’affari usano per le operazioni finanziarie. Inoltre, la nascita di social network come Twitter, Instagram, Facebook ha permesso: .la definitiva integrazione delle comunicazioni, ma anche dei mercati, dei capitali e della finanza; . e la diffusione su scala planetaria di culture, stili di vita, saperi e consumi.

La delocalizzazione produttiva

Oggi il mercato ha una dimensione internazionale; la rapidità e la quantità degli scambi su scala mondiale sono incomparabili con il passato. Solo via mare viaggiano ogni anno 11 miliardi di tonnellate di merce da un continente all’altro, da regioni caldissime a regioni freddissime, per arrivare infine nelle case di tutti. Le principali protagoniste di questo mercato globale sono le multinazionali, ovvero le imprese che producono in paesi diversi. Una delle più note multinazionali dell’abbigliamento è la NIKE che ha la sede principale negli Stati Uniti, dove è stata fondata , ma la sua produzione è affidata a molti stabilimenti industriali disseminati nel mondo.

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La globalizzazione culturale

La globalizzazione è un processo che investe non solo la dimensione economica ma ogni aspetto della vita delle persone e della società. Dal punto di vista culturale, la globalizzazione ha portato alla diffusione su scala globale della cultura occidentale e statunitense, veicolata dai mezzi di comunicazione di massa. Televisione, cinema, radio, musica, editoria e prodotti multimediali rappresentano un settore che influenza fortemente il modo di pensare delle persone ed è controllato dalle multinazionali statunitensi ed europee. Gli Stati Uniti controllano il 40%del mercato audiovisivo mondiale che contribuisce all’affermazione della cultura americana in tutto il pianeta. Ai paesi occidentali appartengono anche le Imprese pubblicitarie alle quali si rivolgono le grandi multinazionali alimentari, dell’abbigliamento o dell’auto per proporre dei modelli di consumo che diventano “ virali” e si impongono sulle tradizioni locali. Così milioni di persone tendono ad uniformarsi nel modo di pensare, nei costumi e nei modelli di vita. Icone del mondo globale sono la Coca Cola, i MacDonald’s, la Nike, i cellulari.

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Aspetti positivi e negativi della globalizzazione

ASPETTI POSITIVI DELLA GLOBALIZZAZIONE Dal punto di vista economico, senza dubbio la globalizzazione ha favorito un maggiore accesso alle merci ai Paesi di tutto il mondo; Si sono ridotti i costi di viaggio e di reperimento delle materie prime e gli scambi sono diventati più rapidi e veloci; grazie alla mano d’opera a buon mercato e agli investimenti stranieri, molti Paesi, soprattutto dell’Asia orientale, hanno conosciuto una rapida crescita economica.Basti pensare alla Cina e all’India dove milioni di persone hanno iniziato a godere di un nuovo benessere. Inoltre, l’incremento della concorrenza su scala globale ha portato alla riduzione, per l’utente finale, dei costi di beni e servizi ( sul mercato si trovano milioni di prodotti elettronici e di abbigliamento a prezzi ridotti); E’ aumentata la velocità delle comunicazioni e della circolazione delle informazioni ( grazie soprattutto allo sviluppo di Internet)

Aspetti positivi e negativi della globalizzazione

ASPETTI NEGATIVI La globalizzazione ha incrementato in maniera eccessiva il potere economico delle multinazionali private; La delocalizzazione ha dato lavoro alla popolazione dei Paesi più poveri ma automaticamente ha causato un aumento della disoccupazione nei Paesi d’origine; Il benessere globale è aumentato ma la globalizzazione ha aumentato le disparità sociali perché i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. E’ aumentato il divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri e la disuguaglianza sociale si è allargata a forbice anche nei paesi industrializzati; La globalizzazione spinge verso l’omologazione dei costumi che rischia di annullare le identità culturali; La globalizzazione ha portato a una serie di conseguenze negative sull’ambiente che derivano principalmente dall’aumento della produzione, del consumo e dello sfruttamento delle risorse su scala mondiale. Uno degli impatti più evidenti è l’aumento delle emissioni di gas serra,causato dalla maggiore attività industriali responsabili del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Un’altra conseguenza della globalizzazione è la deforestazione che distrugge gli habitat naturali e porta alla perdita della biodiversità e all’erosione del suolo

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