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Decadentismo

verna parravicini

Created on March 6, 2024

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Transcript

Decadentismo

Caratteristiche

Nasce in Francia nell'ultimo ventennio dell'Ottocento 1883 sonetto "Languore" di Paul Verlain, pubblicato sulla rivista "Le chat noir" 1886 rivista "Le Décadent" Caratteristiche: - VS scienza/progresso/razionalità - Solo l'intuizione e la sensibilità servono a indagare i misteri dell'uomo - Isolamento dlla società - Esaltazione dell'individualità - Senso di disagio, noia, morte, angoscia, solitudine - Poeta-veggente - Simbologia, densità semantica, assenza di regole, musicalità

Autori decadenti

Oscar Wilde
Paul Verlain
Charles Baudelaire

Autori decadenti

Italo Svevo
Gabriele D'Annunzio
Luigi Pirandello
Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli

Vita

  • 1855: nasce a San Mauro di Romagna (quarto di dieci figli). Il padre amministra la tenuta La Torre dei principi Torlonia
  • Studia nel collegio dei padri Scolopi
  • 10 agosto 1867: muore il padre
  • 1868-1871: muoiono la madre, la sorella e due fratelli
  • Termina gli studi liceali a Firenze
  • 1873: Università di Bologna - Facoltà di Lettere (allievo di Giosuè Carducci)
  • 1879: carcere per tre mesi
  • Si allontana dal socialismo
  • 1882: laurea in Letteratura greca
  • Insegna nei licei a Matera, Massa e Livorno, dove vivono con lui le due sorelle Ida e Maria
NIDO FAMILIARE
  • 1895: La sorella Ida si sposa
  • Amicizia con Gabriele D'Annunzio
  • 1902: acquista la casa a Castelvecchio (Lucca)
  • 1905: docente di Letteratura italiana all'Università di Bologna
  • 1912: muore a Bologna

Opere

Myricae - 1891: poesie che trattano temi familiari e campestri Primi poemetti - 1897 Canti di Castelvecchio -1903 Nuovi poemetti - 1909 Poemi conviviali -1904: personaggi dell'antichità greca e latina Odi e Inni - 1906: componimenti storici e civili Carmina - 1891 - 1912: poesie in latino Canzoni di re Enzo - 1909 Poemi italici - 1911 Poemi del Risorgimento - 1913

temi familiari e campestri + mistero della morte

temi civili e patriottici

Poetica

Temi: Mistero della vita: perché soffriamo? Pascoli cerca rifugio nelle piccole cose, quelle più quotidiane e familiari Poetica del fanciullino: Il fanciullino che è dentro ad ognuno di noi ha la curiosità e l'ingenuità che si affievoliscono, però, nell'età adulta. Il poeta è un fanciullino eterno: riesce a soffermarsi sulle piccole cose, che hanno un valore simbolico Nido Elementi naturali e del paesaggio Linguaggio: musicalità (onomatopea) versi brevi, semplici plurilinguismo pascoliano

Gabriele D'Annunzio

Vita

  • 1863: nasce a Pescara da una famiglia borghese
  • Studia nel Collegio Cicognini a Prato
  • 1879: "Primo vere": raccolta di liriche

Vita

  • 1881: Roma: facoltà di Lettere.
Periodo di intensa attività letteraria e di vita mondana
  • 1891: Napoli
  • 1898: si trasferisce a Firenze insieme a Eleonora Duse
  • 1910 - 1915: Francia

Vita

1915: si arruola come volontario nella Prima guerra mondiale- 1915 Volo su Trieste- 1918 Volo su Vienna e "beffa di Buccari" - 1919-1920 occupazione di Fiume ("vittoria mutilata") 1920 trattato di Rapallo "Natale di sangue"

Vita

- Sostiene Mussolini ma non si iscrive al PNF- 1921 Gardone - "Vittoriale" - 1938 muore

Opere

Il piacere - 1889 L'innocente - 1892 Il trionfo della morte -1894 Il fuoco - 1900 Primo vere -1879 Laudi del cielo, del mare, della terra, degli eroi - 1902-1912 La città morta - 1897 La figlia di Jorio - 1904

romanzi

raccolte poetiche

opere teatrali

Poetica

Estetismo

Superuomo

culto della personalità che porta l'uomo a sentirsi superiore a chiunque altro

la vita è un opera d'arte in cui il fine è la ricerca del bello Nelle sue opere dominano: - stile raffinato - musicalità - tecnicismi Natura = energia vitale

Luigi Pirandello

Vita

  • 1867: nasce ad Agrigento, da una famiglia borghese in una situazione economica agiata
  • Studia al liceo classico di Palermo
1878: "Barbaro"
  • Studia filologia romanza all'università di Palermo, poi di Roma e Bonn

Vita

  • 1892: Roma dove conosce Luigi Capuana
  • 1894: sposa Maria Antonietta Portulano, sua cugina di secondo grado
  • Insegna Letteratura all'Istituto superiore di magistero femminile a Roma

Vita

  • 1903: tracollo finanziario della famiglia che acuisce il disagio mentale della moglie. Antonietta verrà portata in un ospedale psichiatrico, dove morirà nel 1959.
  • 1904: "Il fu Mattia Pascal"
  • 1923: "Sei personaggi in cerca d'autore"
  • 1925: fonda la Compagnia del Teatro d'Arte di Roma, con cui viaggia in Europa e America.
  • 1934: premio Nobel per la Letteratura
  • 1936: muore a Roma

Marta Abba

«Sia lasciata passare in silenzio la mia morte. Agli amici, ai nemici preghiera non che di parlarne sui giornali, ma di non farne pur cenno. Né annunzi né partecipazioni. Morto, non mi si vesta. Mi s’avvolga, nudo, in un lenzuolo. E niente fiori sul letto e nessun cero acceso. Carro d’infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m’accompagni, né parenti, né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi. E il mio corpo appena arso, sia lasciato disperdere; perché niente, neppure la cenere, vorrei avanzasse di me. Ma se questo non si può fare sia l’urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui ».

Opere

Novelle per un anno - 1922 -1937 Il fu Mattia Pascal - 1904 Uno, nessuno e centomila - 1925-26 Maschere nude: Così è (se vi pare) Sei personaggi in cerca d'autore Enrico IV Questa sera si recita a soggetto

romanzi

opere teatrali

Poetica

Molteplicità della realtàMolteplicità dell'uomo (UNO - NESSUNO - CENTOMILA) L'uomo è costretto alle convenzioni sociali, si sente sbagliato, escluso, solo Solo la follia priva l'uomo della maschera Pessimismo Umorismo Linguaggio: raffinato/dialettale, letterario/gergale Dialoghi e monologhi

Maschera

Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che, parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.