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Futurismo nell'arte
PARIANI MARIA SOLE
Created on March 6, 2024
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Transcript
Futurismo nell'arte
Di Pariani Maria Sole, Orefice Giorgio, Varone Sofia e Barbieri Alice
Il contesto storico
Nel primo ‘900 la società era cambiata: le industrie si erano sviluppate, le città si erano ingrandite, ci furono grandi invenzioni tecnologiche, scoperte scientifiche, scoperte in campo medico ma nonostante tutta questa innovazione si sviluppa la volontà generale di rinnovamento. Il Futurismo fu il primo movimento d’avanguardia italiano. Gli artisti esploravano strade nuove per esprimere i propri sentimenti, idee, paure. Tutto ebbe inizio nel 1909, quando il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il Manifesto del Futurismo sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro.
Nel primo ‘900 la società era cambiata: le industrie si erano sviluppate, le città si erano ingrandite, ci furono grandi invenzioni tecnologiche, scoperte scientifiche, scoperte in campo medico ma nonostante tutta questa innovazione si sviluppa la volontà generale di rinnovamento. Il Futurismo fu il primo movimento d’avanguardia italiano. Gli artisti esploravano strade nuove per esprimere i propri sentimenti, idee, paure. Tutto ebbe inizio nel 1909, quando il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il Manifesto del Futurismo sulle pagine del quotidiano francese Le Figaro.
I Futuristi affermavano l’importanza di unire i diversi linguaggi espressivi, finalizzandoli a un rinnovamento e all’annullamento del passato. Incentrarono la loro arte sulla velocità, sull’aggressività, sull’industrializzazione e sulla metropoli. Erano un gruppo di giovani intellettuali innamorati del progresso che volevano rompere i legami con il passato e fare una rivoluzione all’interno della società attraverso opere volutamente provocatorie. Il Manifesto della pittura futurista fu redatto nel 1911 dai pittori divisionisti Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Fortunato Depero. I futuristi si impegnano attivamente proprio nella guerra, infatti molti di loro hanno partecipato alla prima guerra mondiale.
Il futurismo nell'arte
I futuristi opposero all’antica pittura, statica, una nuova pittura dinamica, capace di trasmettere l’idea del movimento, della velocità e di mettere l’osservatore al centro del quadro. Il moto delle figure venne rappresentato con linee di forza che ne indicavano la scia oppure attraverso visioni simultanee. Per esprimere i ritmi frenetici della vita moderna tutti i soggetti dei quadri e l’ambiente vennero deformati. In queste opere scomparve la differenza fra oggetti e spazi, fra elementi immobili e dinamici.
"Manifestazione interventista" , Carrà, 1914
- Il futurismo aveva l’obiettivo di rinnovare l’arte italiana, perché troppo legata al passato e superata.- l’amore dei pittori futuristi per il progresso e per tutto ciò che era considerato «moderno» e dinamico si tradusse in dipinti caratterizzati da un rincorrersi di forme e colori che imitano la velocità di soggetti in corsa e in sculture che suggeriscono l’idea del movimento nello spazio. - I soggetti dell’arte futurista erano la vita frenetica delle città, auto in corsa, aerei, fabbriche, di cui cercarono di rappresentare anche i rumori, le luci e il movimento frenetico, espressioni dei tempi moderni.
"La città che sale", Boccioni, 1910 "Uomo nuovo", Sironi, 1918 "Gran Premio", Andreoni, 1931
- Caratteristiche principali della pittura futurista sono l’abolizione della prospettiva tradizionale e il moltiplicarsi dei punti di vista in una serie di immagini successive e unite tra loro, che uniscono lo spazio all’oggetto rappresentato. - Si esaltava l’azione perché esprimeva la trasformazione del presente - Attraverso la rappresentazione del movimento veniva esaltato tutto ciò che poteva esprimere energia , velocità e cambiamento.
"Stati d'animo II. Gli addii", Boccioni, 1911
Gli autori principali
Umberto Boccioni (1882-1916)
Si forma soprattutto a Roma, dove fa propri i linguaggi dell’Espressionismo e del Divisionismo. Umberto Boccioni nacque a Reggio Calabria, si stabilì a Milano nel 1907 e qui aderì al Futurismo. Pittore futurista, scultore, ma anche teorico del movimento, scompose le forme dei suoi dipinti, caricandole di colore e dando loro l’impressione di movimento. Si distinse anche nella scultura. Usava la linea-forza, una linea direzionata che indica un verso, capace di dare effetti dinamici. Fece uno studio dell’oggetto in movimento.
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Giacomo Balla (1871-1958)
Si è formato nell’ambito del Divisionismo. Giacomo Balla partecipò attivamente alla stesura dei programmi teorici del Futurismo. Egli ha rappresentato il movimento attraverso la scomposizione dinamica che consiste nella riproduzione della figura, in sequenza, ciascuna a rappresentare una fase dell’ azione. Ciò da origine a ritmi diversi nella stessa immagine.
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Antonio Sant'Elia
Il Manifesto dell’ architettura futurista fu firmato da Antonio Sant’ Elia. L’amore per la modernità fa sognare di trasformare le città italiane in metropoli futuristiche con strade sopraelevate, stazioni per i treni e aeroplani su più piani, grattacieli con ascensori esterni. Questi temi sono tipici dell’architetto Antonio Sant’Elia, che ha saputo anticipare elementi come gli edifici con lo sviluppo verticale e ponti che verranno realizzati dalle generazioni successive. Antonio Sant’ Elia ha affrontato il tema della “città nuova“ disegnando in molti schizzi la metropoli del futuro moderna e tecnologica. Nella sua opera “La città nuova”, progettò una città su più livelli. Al suo interno vi erano edifici a gradoni e grattacieli con ascensori esterni collegati sui piani stradali.
Fortunato Depero
Fortunato Depero sperimentò l’applicazione delle idee futuriste al teatro e alle arti applicate. La sua figura umana è senza personalità e ripetuta in modo seriale, usa manichini. Nell’ opera“I miei balli plastici” i colori sono vivaci e omogenei e annullano i volumi delle figure. Lo spazio è irreale sembra un palcoscenico. Le figure sono manichini disegnati con forme geometriche semplici che si ispirano ai giocattoli a molla o di carillon.
Grazie per l'attenzione