L'organizzazione dell'impero carolingio
capitolo 29
Índice
La corte itinerante
Vescovi e missi dominici
Conti,duchi,marchesi
Plàciti e capitolari
Il sistema dei vassalli
La scarsità di popolazione
Indice
10
L'agricoltura carolingia: il sistema curtense e la propietà allodiale
Le decime
11
L'arretratezza tecnologica
Economia curtenese e commercio
Le corvées
La corte itinerante
Tanti erano i problemi che tormentavano Carlo Magno, fra i più importanti vi erano:- La vastità del Regno dopo le conquiste.- La necessità di controllare un territorio ampio. A questi problemi Carlo Magno rispose con la conservazione della tradizione franca della corte itinerante, che consisteva nel: - Evitare di stabilirsi in una capitale fissa. - Preferire viaggi costanti accompagnato da un seguito armato detto trustis. Inoltre, egli essendo ospite dei centri abitati più importanti poteva: - Sorvegliare i sudditi. - Tenere a freno eventuali ribellioni. Nota: Trustis:parola germanica che significa "fiducia",indicava il seguitodi uomini armati dei re e dei capi franchi che avevano prestato giuramento di fedeltà al loro signore.
Conti, duchi, marchesi
Per garantire l'unità dei suoi domini Carlo Magno divise così il Regno:1.Province (Contee): - Governate da conti. - Compiti: riscossione delle tasse, gestione dell'ordine pubblico, amministrazione della giustizia, fornire uomini all'esercito. 2.Regioni di recente conquista: - Governate da duchi. - Compito: favorire l'integrazione tra i popoli locali. 3.Marche: - Territori semi-indipendenti. - Scopo: difensivo. - Governate da marchesi. - Compiti simili a quelli dei conti e dei duchi, ma con maggior focus militare. Ciò contribuì a consolidare l'unità dei domini di Carlo Magno, affrontando le differenze linguistiche, etniche e culturali presenti nel suo regno.
Il sistema dei vassalli
Il sistema Vassallatico imposto da Carlo Magno era così formato: 1.Selezione dei Vassalli: Conti, duchi e marchesi, solitamente provenienti da famiglie nobili prestigiose, venivano scelti tra gli uomini più fedeli al sovrano. 2. Atto di Omaggio: I prescelti compivano un atto di omaggio al sovrano, dichiarandosi suoi vassalli e sottomessi a lui. 3.Promessa di Fedeltà: Il vassallo giurava fedeltà e obbedienza al sovrano in cambio di un beneficio, che poteva essere un incarico politico, amministrativo o militare in una specifica zona. Nota: Atto di omaggio:era un formale atto di sottomissione con il quale un signore feudale riconosceva la superiorità di un altro nobile
Il sistema dei vassalli parte seconda
4.Diffusione del Sistema: Il sistema vassallatico fu ampiamente diffuso sotto Carlo Magno. Egli incoraggiava i suoi vassalli a creare a loro volta una rete di funzionari fedeli, chiamati "valvassori", selezionandoli tra le persone più influenti della loro regione. 5.Scelta di un Signore: Tutti gli uomini liberi erano invitati a scegliere un signore, contribuendo così a creare una fitta rete di rapporti personali di fedeltà e obblighi reciproci. 6.Equilibrio nei Rapporti:Nessuno poteva considerarsi escluso da questo sistema, poiché sia il signore che il vassallo erano impegnati nei loro doveri reciproci e non potevano venir meno.
Vescovi e missi dominici
La fedeltà dei vassalli doveva essere controllata dall'imperatore che così divise l'organizzazione:1.Sedi Vescovili in Ogni Provincia: Ogni provincia aveva una sede vescovile per supervisionare gli affari locali. 2.Ruolo dei Vescovi e degli Abati: I vescovi e gli abati dei monasteri, nominati dal re e sottoposti alla sua autorità, sorvegliavano l'operato dei vassalli. 3.Missi Dominici: Invio regolare di "inviati del signore" nelle province per riferire al sovrano sulle attività e per rimuovere i vassalli infedeli. I missi dominici erano spesso inviati in coppia, uno chierico e uno laico. 4.Utilizzo della Chiesa: La Chiesa veniva ampiamente coinvolta da Carlo Magno per garantire la lealtà dei suoi vassalli e per controllare il regno.
Plàciti e capitolari
Altri strumenti a disposizione del sovrano erano i plàciti e capitolari così divisi:.1.Placiti: - Assemblee di uomini liberi presiedute dal re o da un suo rappresentante, principalmente a fini legislativi. 2.Capitolari: - Leggi e ordinanze emanate durante i placiti o deliberati personalmente dal sovrano. - Copiati dalla cancelleria imperiale e diffusi in tutto l'Impero. Ma essi non obbedivano sempre e presentavano dei difetti: - Ritardi nell'arrivo degli ordini del sovrano. - Applicazione incerta delle leggi. - Disobbedienza aperta in alcuni casi. - Mancata incorruttibilità dei missi dominici incaricati di controllare i vassalli.
La scarsità della popolazione
L'impero di Carlo Magno era caratterizzato da: 1.Popolazione Scarsa: - Diminuzione costante della popolazione dall'epoca del crollo dell'Impero romano d'Occidente. - Principali cause: invasioni, guerre, distruzione, saccheggi e morte. - Fuga degli uomini capaci di lavorare la terra, provocando carestie e fame. 2.Effetti delle Carestie: - Indebolimento della popolazione. - Maggiore esposizione alle malattie. - Riduzione della durata della vita media. Tutte queste caratteristiche portarono a una crisi demografica che caratterizzava un calo della popolazione sia nelle campagne che nelle città.
L'agricoltura carolingia: il sistema curtense e la propietà allodiale
L’economia carolingia, durante l’Alto Medioevo, era principalmente agricola e la produzione era destinata al consumo diretto, piuttosto che alla vendita. Un aspetto chiave dell’agricoltura carolingia era il sistema curtense, che prevedeva la divisione del fondo in due parti interconnesse:-La Pars dominica: Questa parte era gestita direttamente dal signore. Le terre venivano coltivate da schiavi e servi. -La Pars massaricia: Questa parte era assegnata alle famiglie di contadini, eredi dei coloni dell’epoca romana. In cambio di una parte consistente del raccolto e di altri servizi, i contadini lavoravano queste terre. La scarsità dei commerci costringeva le curtes (le tenute agricole) a produrre una vasta gamma di beni, tra cui abiti, attrezzi da lavoro, vasellame e armi.
nota:Curtense: il termine deriva da curtis, che ancora oggi indica lo spiazzo al centro di una cascina; gli storici usano il termine latino per indicare la proprietà agricola altomedievale.
L'arretratezza tecnologica
Durante l’Alto Medioevo, la produttività agricola era diminuita a causa di vari fattori.I piu importanti erano: - Il terreno, che era sufficiente solo per la sopravvivenza delle famiglie - la scarsità della popolazione - il pericolo di invasioni - la scarsità di ferro - la rotazione biennale dei terreni e la scarsità di concime. Tuttavia, tra il VII e il IX secolo, ci furono importanti innovazioni, come la diffusione di nuovi prodotti come il riso, gli agrumi, il carrubo, il pistacchio e gli spinaci, importati dagli Arabi.
Le corvées
Nell’Alto Medioevo, la parte della curtis del signore era coltivata da schiavi. I problemi principali erano 2: -La scarsita di schiavi -L'impossibilita di pagare dei lavoratori La soluzione è stata istituire dei giorni di lavoro obbligatorio o corvées che i contadini dovevano rispettare. i contadini, in cambio del manso che gli veniva affidato, erano tenuti a garantire la manuntenzione di tutte le strutture di interesse collettivo della curtis. Manso:fondo affidato a ciascuna famiglia
Le decime
Le decime erano tributi pagati in natura alla Chiesa o al signore terriero.Esse equivalevano teoricamente al 10% del raccolto o del reddito,tuttavia la percentuale variava a seconda delle circostanze e dei periodi. Esistenti fin dall’antichità, divennero diffusi in Europa dal V-VI secolo per garantire:-la sussistenza dei sacerdoti,e la costruzione e manutenzione delle chiese. Con Carlo Magno, le decime divennero obbligatorie per legge, diventando un elemento fondamentale dell’economia europea.
Economia curtenese e commercio
L’economia curtense era prevalentemente autarchica, Cioè: -Chiusa in se stessa -senza scambi costanti con l'esterno Il commercio,però,non era di certo un'attività sconosciuta.I mercanti anche se pochi,non mancavano del tutto,riuscendo a vendere uova,polli e qualche prodotto della terra.I contadini così guadagnavano il denaro necessario per acquistare beni più o meno preziosi.
Nota:Autarchica: economia chiusa in se stessa,autosufficente
Studenti:
Melania Hoxha, Matteo Loi, Giorgia Manforti, Matteo Picone, Tiago Santini
Bibbliografia
Libro:
CITTÀ, CIVILTÀ,CITTADINANZA
Da Augusto all’Alto Medioevo Fabio Cioffi-Alberto Cristofori LŒSCHER EDITORE
Sitografia e immagini
Wikipediawww.storiafacile.net Goggle immagini
l'organizzazione dell'impero carolingio
Giorgia Manforti
Created on March 6, 2024
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L'organizzazione dell'impero carolingio
capitolo 29
Índice
La corte itinerante
Vescovi e missi dominici
Conti,duchi,marchesi
Plàciti e capitolari
Il sistema dei vassalli
La scarsità di popolazione
Indice
10
L'agricoltura carolingia: il sistema curtense e la propietà allodiale
Le decime
11
L'arretratezza tecnologica
Economia curtenese e commercio
Le corvées
La corte itinerante
Tanti erano i problemi che tormentavano Carlo Magno, fra i più importanti vi erano:- La vastità del Regno dopo le conquiste.- La necessità di controllare un territorio ampio. A questi problemi Carlo Magno rispose con la conservazione della tradizione franca della corte itinerante, che consisteva nel: - Evitare di stabilirsi in una capitale fissa. - Preferire viaggi costanti accompagnato da un seguito armato detto trustis. Inoltre, egli essendo ospite dei centri abitati più importanti poteva: - Sorvegliare i sudditi. - Tenere a freno eventuali ribellioni. Nota: Trustis:parola germanica che significa "fiducia",indicava il seguitodi uomini armati dei re e dei capi franchi che avevano prestato giuramento di fedeltà al loro signore.
Conti, duchi, marchesi
Per garantire l'unità dei suoi domini Carlo Magno divise così il Regno:1.Province (Contee): - Governate da conti. - Compiti: riscossione delle tasse, gestione dell'ordine pubblico, amministrazione della giustizia, fornire uomini all'esercito. 2.Regioni di recente conquista: - Governate da duchi. - Compito: favorire l'integrazione tra i popoli locali. 3.Marche: - Territori semi-indipendenti. - Scopo: difensivo. - Governate da marchesi. - Compiti simili a quelli dei conti e dei duchi, ma con maggior focus militare. Ciò contribuì a consolidare l'unità dei domini di Carlo Magno, affrontando le differenze linguistiche, etniche e culturali presenti nel suo regno.
Il sistema dei vassalli
Il sistema Vassallatico imposto da Carlo Magno era così formato: 1.Selezione dei Vassalli: Conti, duchi e marchesi, solitamente provenienti da famiglie nobili prestigiose, venivano scelti tra gli uomini più fedeli al sovrano. 2. Atto di Omaggio: I prescelti compivano un atto di omaggio al sovrano, dichiarandosi suoi vassalli e sottomessi a lui. 3.Promessa di Fedeltà: Il vassallo giurava fedeltà e obbedienza al sovrano in cambio di un beneficio, che poteva essere un incarico politico, amministrativo o militare in una specifica zona. Nota: Atto di omaggio:era un formale atto di sottomissione con il quale un signore feudale riconosceva la superiorità di un altro nobile
Il sistema dei vassalli parte seconda
4.Diffusione del Sistema: Il sistema vassallatico fu ampiamente diffuso sotto Carlo Magno. Egli incoraggiava i suoi vassalli a creare a loro volta una rete di funzionari fedeli, chiamati "valvassori", selezionandoli tra le persone più influenti della loro regione. 5.Scelta di un Signore: Tutti gli uomini liberi erano invitati a scegliere un signore, contribuendo così a creare una fitta rete di rapporti personali di fedeltà e obblighi reciproci. 6.Equilibrio nei Rapporti:Nessuno poteva considerarsi escluso da questo sistema, poiché sia il signore che il vassallo erano impegnati nei loro doveri reciproci e non potevano venir meno.
Vescovi e missi dominici
La fedeltà dei vassalli doveva essere controllata dall'imperatore che così divise l'organizzazione:1.Sedi Vescovili in Ogni Provincia: Ogni provincia aveva una sede vescovile per supervisionare gli affari locali. 2.Ruolo dei Vescovi e degli Abati: I vescovi e gli abati dei monasteri, nominati dal re e sottoposti alla sua autorità, sorvegliavano l'operato dei vassalli. 3.Missi Dominici: Invio regolare di "inviati del signore" nelle province per riferire al sovrano sulle attività e per rimuovere i vassalli infedeli. I missi dominici erano spesso inviati in coppia, uno chierico e uno laico. 4.Utilizzo della Chiesa: La Chiesa veniva ampiamente coinvolta da Carlo Magno per garantire la lealtà dei suoi vassalli e per controllare il regno.
Plàciti e capitolari
Altri strumenti a disposizione del sovrano erano i plàciti e capitolari così divisi:.1.Placiti: - Assemblee di uomini liberi presiedute dal re o da un suo rappresentante, principalmente a fini legislativi. 2.Capitolari: - Leggi e ordinanze emanate durante i placiti o deliberati personalmente dal sovrano. - Copiati dalla cancelleria imperiale e diffusi in tutto l'Impero. Ma essi non obbedivano sempre e presentavano dei difetti: - Ritardi nell'arrivo degli ordini del sovrano. - Applicazione incerta delle leggi. - Disobbedienza aperta in alcuni casi. - Mancata incorruttibilità dei missi dominici incaricati di controllare i vassalli.
La scarsità della popolazione
L'impero di Carlo Magno era caratterizzato da: 1.Popolazione Scarsa: - Diminuzione costante della popolazione dall'epoca del crollo dell'Impero romano d'Occidente. - Principali cause: invasioni, guerre, distruzione, saccheggi e morte. - Fuga degli uomini capaci di lavorare la terra, provocando carestie e fame. 2.Effetti delle Carestie: - Indebolimento della popolazione. - Maggiore esposizione alle malattie. - Riduzione della durata della vita media. Tutte queste caratteristiche portarono a una crisi demografica che caratterizzava un calo della popolazione sia nelle campagne che nelle città.
L'agricoltura carolingia: il sistema curtense e la propietà allodiale
L’economia carolingia, durante l’Alto Medioevo, era principalmente agricola e la produzione era destinata al consumo diretto, piuttosto che alla vendita. Un aspetto chiave dell’agricoltura carolingia era il sistema curtense, che prevedeva la divisione del fondo in due parti interconnesse:-La Pars dominica: Questa parte era gestita direttamente dal signore. Le terre venivano coltivate da schiavi e servi. -La Pars massaricia: Questa parte era assegnata alle famiglie di contadini, eredi dei coloni dell’epoca romana. In cambio di una parte consistente del raccolto e di altri servizi, i contadini lavoravano queste terre. La scarsità dei commerci costringeva le curtes (le tenute agricole) a produrre una vasta gamma di beni, tra cui abiti, attrezzi da lavoro, vasellame e armi.
nota:Curtense: il termine deriva da curtis, che ancora oggi indica lo spiazzo al centro di una cascina; gli storici usano il termine latino per indicare la proprietà agricola altomedievale.
L'arretratezza tecnologica
Durante l’Alto Medioevo, la produttività agricola era diminuita a causa di vari fattori.I piu importanti erano: - Il terreno, che era sufficiente solo per la sopravvivenza delle famiglie - la scarsità della popolazione - il pericolo di invasioni - la scarsità di ferro - la rotazione biennale dei terreni e la scarsità di concime. Tuttavia, tra il VII e il IX secolo, ci furono importanti innovazioni, come la diffusione di nuovi prodotti come il riso, gli agrumi, il carrubo, il pistacchio e gli spinaci, importati dagli Arabi.
Le corvées
Nell’Alto Medioevo, la parte della curtis del signore era coltivata da schiavi. I problemi principali erano 2: -La scarsita di schiavi -L'impossibilita di pagare dei lavoratori La soluzione è stata istituire dei giorni di lavoro obbligatorio o corvées che i contadini dovevano rispettare. i contadini, in cambio del manso che gli veniva affidato, erano tenuti a garantire la manuntenzione di tutte le strutture di interesse collettivo della curtis. Manso:fondo affidato a ciascuna famiglia
Le decime
Le decime erano tributi pagati in natura alla Chiesa o al signore terriero.Esse equivalevano teoricamente al 10% del raccolto o del reddito,tuttavia la percentuale variava a seconda delle circostanze e dei periodi. Esistenti fin dall’antichità, divennero diffusi in Europa dal V-VI secolo per garantire:-la sussistenza dei sacerdoti,e la costruzione e manutenzione delle chiese. Con Carlo Magno, le decime divennero obbligatorie per legge, diventando un elemento fondamentale dell’economia europea.
Economia curtenese e commercio
L’economia curtense era prevalentemente autarchica, Cioè: -Chiusa in se stessa -senza scambi costanti con l'esterno Il commercio,però,non era di certo un'attività sconosciuta.I mercanti anche se pochi,non mancavano del tutto,riuscendo a vendere uova,polli e qualche prodotto della terra.I contadini così guadagnavano il denaro necessario per acquistare beni più o meno preziosi.
Nota:Autarchica: economia chiusa in se stessa,autosufficente
Studenti:
Melania Hoxha, Matteo Loi, Giorgia Manforti, Matteo Picone, Tiago Santini
Bibbliografia
Libro: CITTÀ, CIVILTÀ,CITTADINANZA Da Augusto all’Alto Medioevo Fabio Cioffi-Alberto Cristofori LŒSCHER EDITORE
Sitografia e immagini
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