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DALL'ASCESA DI BARBAROSSA ALLA FINE DELLA DINASTIA SVEVA

francesco calafato

Created on March 5, 2024

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Transcript

Dall'ascesa di barbarossa alla fine della dinastia sveva

PRESENTAZIONE DI:BRUNELLESO FILIPPO,CALAFATO FRANCESCO,MUGNANO IVAN,MUNGIGUERRA EMMANUELE,PISANI ANTONIO

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Indice

1. Il programma di restaurazione imperiale di Federico I

2. Le crociate

3. Il progetto politico di Federico II e il Regno di Sicilia

'"VUOTO DI POTERE " Nel 1125, alla morte dell'imperatore Enrico V di Franconia senza eredi, scaturì un acceso conflitto per la successione. La nobiltà tedesca si divise in due fazioni, guidate rispettivamente dai duchi di Baviera (guelfi) e quelli di Svevia (ghibellini).

"L'ASCESA DI FEDERICO BARBAROSSA"dopo una serie di scontri le due frazioni stipularono nel 1152 un accordo e nominarono re di Germania il duca di Svevia Federico Barbarossa. dopo aver ripreso il controllo della Germania, Federico Barbarossa mirò a restaurare il potere universale dell'impero scontrandosi con i comuni,il Papato e il Regno di Sicilia.

'"L'ARRIVO IN ITALIA" Nel 1154 si presentò in Italia come il "signore" legittimo deciso a ristabilire giustizia e pace. Nel dicembre dello stesso convocò a Roncaglia una dieta, in cui dichiarò nulle le concessioni ai Comuni italiani riconoscendo solo l'autorità imperiale.

"INCORONAZIONE" Per poter contare sull'appoggio del papà catturò il monaco ribelle Arnaldo da Brescia. Dopo aver ristabilito l'autorità del papa nel giugno del 1155 ricevette l'incoronazione Imperiale dal pontefice Adriano IV. A causa di una rivolta in Germania fu costretto a rinunciare alla spedizione contro i Normanni.

"LA SECONDA DIETA DI RONCAGLIA" Nel 1158 Federico I tornò nella penisola italica e indisse una seconda dieta a Roncaglia. l'imperatore stabilì che: – Le prerogative usurpate dovevano essere restituite; –Ogni conflitto tra città o tra città e signorie feudali doveva cessare; -Nei vari centri urbani, i magistrati cittadini dovevano cedere la carica ai rappresentanti o governatori imperiali, anche nelle terre della Chiesa.

IL BLOCCO ANTIMPERIALE Con l'elezione di Alessandro III fiero oppositore dell'imperatore i rapporti si fecero più tesi tale che Federico incaricò un antipapa Vittore IV ma Alessandro riuscì a fuggire a Roma . Nel frattempo in Italia settentrionale c'erano le resistenze dei comuni che poi crearono una lega difensiva che comprendevano molte città del nord . Successivamente si legarono anche le città meridionali come i normanni di Sicilia e anche i bizantini e veneziani. Il papa vedendo questa lega come scudo si unisce a loro e scomunicò l'imperatore.

LA RESA DI MILANO: Contro questi provvedimenti insorsero Crema e Milano che tutte due vennero rase al suolo, prima Crema e poi Milano dopo 2 anni nel 1162. A questo evento parteciparono le città lombarde come , Lodi ,Cremona , Novara , Como e Pavia.

L'ACCORDO DI ANAGNI E LA PACE DI COSTANZA la pace con il papa venne fatta già nel 1176 con l'accordo di Anagni : esso Federico I rinunciava qualsiasi pretesa su Roma e i possedimenti sulla chiesa Romana in cambio Alessandro III ritirava la scomunica mentre invece con i comuni venne fatta nel 1183 con la pace di costanza che stabiliva che riconosceva le regalie e la libertà di cui godevano i comuni Avevano il diritto di convalidare l'elezione dei magistrati , e i comuni dovevano prestare a un giuramento di fedeltà che era fondamentale per il potere e si rinnovava ogni 10 anni e garantire il diritto di fodro

LO SCONTRO MILITARE lo scontro decisivo avvenne a Legnano nel 1176 con la vittoria dei Comuni. Una truppa molto importante usata in questa battaglia di il carroccio , una macchina che riusciva a trasportare gli arcieri al centro della battaglia , Federico I vedendosi sconfitto si ritirò e cercò un accordo con le parti in campo

POLITICA MATRIMONIALE Federico morì nel 1190 in Asia minore ma prima di morire riesce a fare un accordo con il corte della normanna di Sicilia , che combinò il matrimonio il figlio Enrico IV e Costanza d'Altavilla , riuscendo ad avere il potere sullo stretto di Messina . Questo accordo fu molto importante che realizzava anche le basi del sacro romano impero , ma tutto ciò non avvenne per via della morte prematura del figlio a 32 anni

LE CROCIATE Le crociate sono state gli avvenimenti più celebri del medioevo. Queste caratterizzerano ben 2 secoli, dal XI al XIII. Le crociate saranno complessivamente 8, tutte con lo stesso obbiettivo, liberare la “Terra Santa”. La partecipazione fu enorme, grazie anche all’indulgenza garantita dal papa Alessandro III.

Le motivazioni reali che portarono alle crociate sono molteplici: Tentare di recuperare il controllo sulla chiesa bizantina; Tornaconto della curia papale stessa o delle repubbliche marinare; La fame di terra; I cristiani si prepararono a partire dopo il concilio di Clremont del 1095 durante il quale, Urbano II esortava appunto i cristiani a muoversi verso oriente per liberare il santo sepolcro. Furono anche ufficializzati i “soldati di Cristo”, che avrebbero avuto in petto e sullo scudo una croce.

Crociata dei pezzenti Mentre la nobiltà feudale francese si preparava al viaggio il popolo, mosso da fanatismo religioso, si mosse verso Gerusalemme. Ovviamente il risultato fu disastroso. Prima crociata La prima crociata fu organizzata dallo stesso Urbano II nel 1096 ,guidata dal Goffredo Di Buglione. Gerusalemme fu conquistata solo nel 1099 e, come per i territori vicini, divenne uno stato feudale. Per difendere i luoghi santi nasceranno alcuni ordini come quello dei Templari.

Il progetto politico di Federico II e il Regno di SiciliaFederico II di Svevia è una delle personalità più affascinanti della storia. Fu influenzato dalle diverse eredità che ricevette.Infatti dal padre ereditò l’aspirazione politica e invece dalla madre la tradizione di governo normanna essendo appunto la madre normanna.

FEDERICO RE E IMPERATORE Finchè visse in Innocenzo III, Federico si mostrò sempre disposto ai suoi doversi,ma una volta scomparso quest’ultimo, Federico non ci pensò due volte per mettere in atto il suo piano politico RIORGANIZZAZIONE DEL REGNO DI SICILIA Il sovrano si impegnò in tante cose tra cui la riorganizzazione del regno che si struttura principalmente in 4 punti: • Lotta contro il particolarismo feudale • Costruzione di istituti efficienti • Potenziamento del prelievo fiscale • Sostituzione dell’esercito feudale

'LE COSTITUZIONI MELFITANE Il progetto di trasformare il regno in unico stato aveva bisogno di ordine e questo arrivò attraverso un codice di leggi che prese il nome di “Costituzioni melfitane”. L’amore per la cultura Nel campo culturale fece vari interventi tra cui l’Università di Napoli (che ancora oggi porta il nome di Università degli studi Federico II)

LO SCONTRO CON I COMUNI Dopo aver riorganizzato il Regno di sicilia, il progetto universalistico di Federico II contemplava il recupero dell'autorità imperiale sull'italia settentrionale e sui territori della Chiesa.I maggiori Comuni del Regno d'Italia erano però diventati delle vere potenze economiche grazie al sempre più largo sviluppo dei commerci, delle industrie e delle attività bancarie. Comuni posero fine alle loro contese e si strinsero ancora una volta in una lega difensiva. Tuttavia, grazie all'accordo con alcuni Comuni ghibellini e con Ezzelino da Romano, signore di Verona, le forze imperiali riuscirono a conseguire un significativo successo nel 1237, nella battaglia di Corte- nuova, presso Bergamo.

LO SCONTRO CON IL PAPATO Ma già all'indomani di Cortenuova, il Papato stringeva intese con i Comuni dell'Italia del Nord, dove Milano, Brescia e Como, Il nuovo pontefice Gregorio IX, sceso in lotta contro Federico, gli lanciò la scomunica e convoco a Roma un grande concilio di vescovi per dichiararlo deposto.Tuttavia il concilio non si tenne, per l'intervento armato di Federico II che fece catturare i prelati francesi mentre si recavano a Roma. Quello che non era riuscito a Gregorio IX, riuscì però a Innocenzo IV (papa dal 1243 al 1254), che convocò un nuovo concilio a Lione (1245), in Francia, e fece dichiarare l'imperatore deposto dalle sue funzioni, sciogliendo i sudditi dal giuramento di fedeltà. Federico subi due gravi sconfitte, a Parma (1248) e a Fossalta (1249). Federico II morì presso Castelfiorentino, in Puglia, il 13 dicembre 1250. Con lui moriva l'idea di un'autorità sovranazionale che potesse estendersi dai principati tedeschi fino alla Sicilia, e si disgregava la stessa forma politica imperiale.

LA FINE DELLA DINASTIA SVEVA Alla morte di Federico II di Svevia, dopo il breve regno del secondogenito Corrado IV (imperatore dal 1250 al 1254), assunse la reggenza il figlio illegittimo Manfredi (al potere dal 1254 al 1266), che tentò di riprendere il programma politico paterno: intervenne nelle lotte tra i Comuni e le fazioni cittadine e inviò aiuti ai ghibellini dell'Italia settentrionale, tanto da sconfiggere la guelfa Firenze nella celebre battaglia di Montaperti (1260). La minaccia di un rinnovato predominio svevo sull'Italia indusse il pontefice Clemente IV (papa dal 1265 al 1268), originario della Francia, a offrire l'investitura del Regno di Sicilia a Carlo d'Angiò, già signore di Provenza e di vaste terre del Piemonte, figlio del re di francia Luigi VII e fratello di Luigi I. Dopo due anni, il giovane Corradino, nipote di Federico II, tentò di recuperare il regno degli avi, ma falli: battuto a Tagliacozzo (1268)

I VESPRI SICILIANI La nuova dinastia angioina non riuscì a consolidare il suo potere in Sicilia: le prepotenze soldatesche e le esorbitanti imposizioni fiscali provocarono continui scontri con i baroni e i funzionari, e il malcontento nell'isola crebbe in seguito alla decisione di spostare la capitale da Palermo a Napoli.in occasione di una rissa tra alcuni giovani siciliani e soldati francesi che avevano oltraggiato una nobildonna di Palermo: da qui si originò un'insurrezione popolare contro la dominazione angioina passata alla storia con il nome di «Vespri siciliani» I capi dell'insurrezione chiesero contro Carlo d'Angiò l'aiuto di Pietro III d'A-ragona, che aveva sposato una figlia di Manfredi, Costanza. Ne nacque una lunga guerra per il possesso della Sicilia, che si concluse nel 1302 con la pace di Caltabel-lotta, con la quale si riconobbe agli Aragonesi il Regno di Sicilia, mentre il dominio sul Regno di Napoli venne confermato agli Angioini.