Presentazione:
Accademia dell'Arcadia
Daniele,ferdinando,mario ed emmanuel
l'Arcadia
Sul piano della produzione letteraria la fase di passaggio che si consuma tra i Sei e i Settecento è caratterizzato dal superamento della sensibilità barocca e dalla ricerca di una nuova armonia. Sebbene la lirica italiana venisse abitualmente accusata di aver diffuso in Europa il cattivo gusto secentista , non erano mancati orientamenti alternativi a quelli di Marino e alla ricerca tipicamente barocca degli effetti di meraviglia . Il più organico progetto di riforma e restaurazione del gusto poetico prende corpo a Roma , nel 1690, dell’Accademia d’Arcadia, nata per volontà di 14 letterati che si riuniscono a Palazzo Corsini e trovano nella città eterna il baluardo naturale di una concezione classicista dell’arte . Il programma dell’Accademia orientato verso un classicismo ispirato ai valori del buon gusto e dell’armonia ,l’Arcadia era un’isola regione della Grecia , che la tradizione aveva idealizzato come una sorta di Eden mitico , in cui i pastori , spesso controfigure dei poeti , si affrontavano in gare musicali e canore .
I membri dell’Accademia si fanno pastori e assumono uno pseudonimo tratto dal repertorio della poesia bucolica . Le riunioni hanno frequenza settimanale e durante le sedute gli accademici , vestiti da pastori, recitano composizioni o danno letture di testi classici ; le attività sono regolate dalle leggi dell’Accademia .nel corso degli anni , sorgono poi in tutta Italia delle sedi periferiche chiamate colonie .
Nella prima fase dell’arcadia emergono due importanti personalità , Giovanni Mario Crescimbeni che si distingue per le capacità organizzative e per la promozione dell’istituzione . egli svolge un ruolo importante sul piano teorico , elaborando un progetto di recupero e difesa della tradizione poetica italiana , Crescimbeni individua due diversi modelli stilistici di riferimento : quello di Petrarca e quello fornito di Chiabrera . a sostegno di questa posizione pubblica una Istoria della volgar poesia .
GRAVINA
La produzione letteraria di Gravina è caratterizzata da una concezione innovativa del classicismo, che attribuisce alla poesia una responsabilità etico-pedagogica oltre che estetica. Egli enfatizza il ruolo della fantasia poetica come strumento conoscitivo e sviluppa una poetica mitica e filosofica che si concentra sul contenuto e sulle finalità della poesia. Tuttavia, le concezioni di Gravina entrano in contrasto con quelle di Crescimbeni e con la volontà della Chiesa di promuovere una produzione letteraria più disimpegnata. Questo contrasto porta alla scissione dell'Arcadia, con Gravina che fonda l'Accademia dei Quirini nel 1711. Nonostante la frattura, l'Arcadia ha contribuito a dare una linea culturale unitaria ai numerosi letterati che vi aderirono, colmando così la frammentazione culturale in Italia.
CRESCIMBENI
L'Arcadia di Crescimbeni, fondata nel XVII secolo, si caratterizzò per la ricerca di una perfezione formale e per la concentrazione sui temi della poesia amorosa, sacra e d'occasione. Tra i poeti più rilevanti dell'Accademia si possono citare Giambattista Felice Zappi, Eustachio Manfredi, Carlo Innocenzo Frugoni, Pietro Metastasio e Paolo Rolli. Quest'ultimo, trasferitosi a Londra, contribuì alla promozione della letteratura italiana in Inghilterra e si distinse per uno sperimentalismo metrico ispirato ai classici latini, accanto a una tendenza didattica e alla rappresentazione di paesaggi naturali e esperienze amorose. La sua poesia è considerata un esempio riuscito del gusto rococò, caratterizzato da una decorazione elegante e raffinata.
METASTASIO E IL MELODRAMMA
Il melodramma è stato consacrato nel corso del seicento con un grande successo ed è nato
tra Firenze, Napoli e Mantova e si aprì ad un pubblico vasto. Al tempo stesso, però, il prevalere
degli elementi musicali e spettacolari ci fu una perdita di importanza del testo letterario e
per questo ci fu un commento negativo sul melodramma.
Ludovico Antonio Muratori firmò la fine definitiva del melodramma. Uno spettacolo in cui i
sentimenti vengono espressi cantando non può risultare verosimile. Il melodramma
conoscerà una riforma volta a restituire centralità al testo, e alla riforma concorre il poeta
Pietro Metastasio.
METASTASIO VITA
Pietro Metastasio nasce a Roma nel 1698. Pubblico la sua prima raccolta di versi, ovvero le
Poesie di Pietro Metastasio, nel 1717. Quando si trasferí a napoli si cominció a far notare
come compositore di versi e di testi teatrali e nel giro di pochi anni a comporre una serie di
drammi che vennero recitati a Napoli, Roma e Venezia. Nel 1729, Metastasio viene invitato a
Vienna e divenne poeta ufficiale di corte e qui scrive alcuni dei suoi melodrammi più celebri.
Muore il 12 aprile 1782 a Vienna.
RISPOSTA A MURATORI
Metastasio parla delle sue teorie nell’Estratto dell’arte poetica di Aristotele, dove risponde anche alla critica di Muratori. Secondo Mestastasio il melodramma è il successore della tragedia greca e afferma la legittimità dell’unione tra poesia e musica e rifiuta la catarsi per dare esempi imitabili.
I TEMI DI METASTASIO
Metastasio parla delle sue teorie nell’Estratto dell’arte poetica di Aristotele, dove risponde anche alla critica di Muratori. Secondo Mestastasio il melodramma è il successore della tragedia greca e afferma la legittimità dell’unione tra poesia e musica e rifiuta la catarsi per dare esempi imitabili.
La grande fortuna delle sue opere è dovuta in gran parte all’unione dei recitativi e delle arie: • Ai recitativi è affidato l’elemento narrativo dell’opera;
• Alle arie sono affidati gli elementi soggettivi.
I melodrammi del periodo italiano privilegiano l’elemento patetico e amoroso e parlano anche di temi politici con l’esaltazione delle virtù civili.
Negli anni in Vienna è solito parlare del buon cittadino e del buon principe misericordioso quindi collegandosi a temi monarchici
Un’altra caratteristica che ha favorito il successo delle sue opere è sicuramente il lessico, derivato dal linguaggio amoroso di Petrarca e arricchito da alcuni elementi del linguaggio di tasso.
ppt accademia dell'arcadia
Mario Maietta
Created on March 5, 2024
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Presentazione:
Accademia dell'Arcadia
Daniele,ferdinando,mario ed emmanuel
l'Arcadia
Sul piano della produzione letteraria la fase di passaggio che si consuma tra i Sei e i Settecento è caratterizzato dal superamento della sensibilità barocca e dalla ricerca di una nuova armonia. Sebbene la lirica italiana venisse abitualmente accusata di aver diffuso in Europa il cattivo gusto secentista , non erano mancati orientamenti alternativi a quelli di Marino e alla ricerca tipicamente barocca degli effetti di meraviglia . Il più organico progetto di riforma e restaurazione del gusto poetico prende corpo a Roma , nel 1690, dell’Accademia d’Arcadia, nata per volontà di 14 letterati che si riuniscono a Palazzo Corsini e trovano nella città eterna il baluardo naturale di una concezione classicista dell’arte . Il programma dell’Accademia orientato verso un classicismo ispirato ai valori del buon gusto e dell’armonia ,l’Arcadia era un’isola regione della Grecia , che la tradizione aveva idealizzato come una sorta di Eden mitico , in cui i pastori , spesso controfigure dei poeti , si affrontavano in gare musicali e canore .
I membri dell’Accademia si fanno pastori e assumono uno pseudonimo tratto dal repertorio della poesia bucolica . Le riunioni hanno frequenza settimanale e durante le sedute gli accademici , vestiti da pastori, recitano composizioni o danno letture di testi classici ; le attività sono regolate dalle leggi dell’Accademia .nel corso degli anni , sorgono poi in tutta Italia delle sedi periferiche chiamate colonie .
Nella prima fase dell’arcadia emergono due importanti personalità , Giovanni Mario Crescimbeni che si distingue per le capacità organizzative e per la promozione dell’istituzione . egli svolge un ruolo importante sul piano teorico , elaborando un progetto di recupero e difesa della tradizione poetica italiana , Crescimbeni individua due diversi modelli stilistici di riferimento : quello di Petrarca e quello fornito di Chiabrera . a sostegno di questa posizione pubblica una Istoria della volgar poesia .
GRAVINA
La produzione letteraria di Gravina è caratterizzata da una concezione innovativa del classicismo, che attribuisce alla poesia una responsabilità etico-pedagogica oltre che estetica. Egli enfatizza il ruolo della fantasia poetica come strumento conoscitivo e sviluppa una poetica mitica e filosofica che si concentra sul contenuto e sulle finalità della poesia. Tuttavia, le concezioni di Gravina entrano in contrasto con quelle di Crescimbeni e con la volontà della Chiesa di promuovere una produzione letteraria più disimpegnata. Questo contrasto porta alla scissione dell'Arcadia, con Gravina che fonda l'Accademia dei Quirini nel 1711. Nonostante la frattura, l'Arcadia ha contribuito a dare una linea culturale unitaria ai numerosi letterati che vi aderirono, colmando così la frammentazione culturale in Italia.
CRESCIMBENI
L'Arcadia di Crescimbeni, fondata nel XVII secolo, si caratterizzò per la ricerca di una perfezione formale e per la concentrazione sui temi della poesia amorosa, sacra e d'occasione. Tra i poeti più rilevanti dell'Accademia si possono citare Giambattista Felice Zappi, Eustachio Manfredi, Carlo Innocenzo Frugoni, Pietro Metastasio e Paolo Rolli. Quest'ultimo, trasferitosi a Londra, contribuì alla promozione della letteratura italiana in Inghilterra e si distinse per uno sperimentalismo metrico ispirato ai classici latini, accanto a una tendenza didattica e alla rappresentazione di paesaggi naturali e esperienze amorose. La sua poesia è considerata un esempio riuscito del gusto rococò, caratterizzato da una decorazione elegante e raffinata.
METASTASIO E IL MELODRAMMA
Il melodramma è stato consacrato nel corso del seicento con un grande successo ed è nato tra Firenze, Napoli e Mantova e si aprì ad un pubblico vasto. Al tempo stesso, però, il prevalere degli elementi musicali e spettacolari ci fu una perdita di importanza del testo letterario e per questo ci fu un commento negativo sul melodramma.
Ludovico Antonio Muratori firmò la fine definitiva del melodramma. Uno spettacolo in cui i sentimenti vengono espressi cantando non può risultare verosimile. Il melodramma conoscerà una riforma volta a restituire centralità al testo, e alla riforma concorre il poeta Pietro Metastasio.
METASTASIO VITA
Pietro Metastasio nasce a Roma nel 1698. Pubblico la sua prima raccolta di versi, ovvero le Poesie di Pietro Metastasio, nel 1717. Quando si trasferí a napoli si cominció a far notare come compositore di versi e di testi teatrali e nel giro di pochi anni a comporre una serie di drammi che vennero recitati a Napoli, Roma e Venezia. Nel 1729, Metastasio viene invitato a Vienna e divenne poeta ufficiale di corte e qui scrive alcuni dei suoi melodrammi più celebri. Muore il 12 aprile 1782 a Vienna.
RISPOSTA A MURATORI
Metastasio parla delle sue teorie nell’Estratto dell’arte poetica di Aristotele, dove risponde anche alla critica di Muratori. Secondo Mestastasio il melodramma è il successore della tragedia greca e afferma la legittimità dell’unione tra poesia e musica e rifiuta la catarsi per dare esempi imitabili.
I TEMI DI METASTASIO
Metastasio parla delle sue teorie nell’Estratto dell’arte poetica di Aristotele, dove risponde anche alla critica di Muratori. Secondo Mestastasio il melodramma è il successore della tragedia greca e afferma la legittimità dell’unione tra poesia e musica e rifiuta la catarsi per dare esempi imitabili.
La grande fortuna delle sue opere è dovuta in gran parte all’unione dei recitativi e delle arie: • Ai recitativi è affidato l’elemento narrativo dell’opera; • Alle arie sono affidati gli elementi soggettivi.
I melodrammi del periodo italiano privilegiano l’elemento patetico e amoroso e parlano anche di temi politici con l’esaltazione delle virtù civili. Negli anni in Vienna è solito parlare del buon cittadino e del buon principe misericordioso quindi collegandosi a temi monarchici
Un’altra caratteristica che ha favorito il successo delle sue opere è sicuramente il lessico, derivato dal linguaggio amoroso di Petrarca e arricchito da alcuni elementi del linguaggio di tasso.