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Napoleone e la Restaurazione

Paolo Rapini

Created on March 5, 2024

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L'età di Napoleone

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“Esportare “la rivoluzione è considerato una missione liberatrice nei confronti di altri popoli d’Europa in più la vittoria avrebbe garantito la sicurezza dei confini francesi e creato delle occasioni di sfruttamento economico dei territori annessi o alleati

Il Direttorio quindi si lega sempre più all’esercito che si rafforza grazie a una serie di vittorie Nel 1797 la maggioranza del Direttorio, con l’appoggio dei generali impegnati all’estero, attua un colpo di Stato e fa arrestare i maggiori esponenti delle correnti monarchiche e introduce una rigida censura sui giornali

Dal 1795 il Direttorio porta avanti una politica in senso moderato e borghese Allo stesso tempo continua la guerra contro l’Austria e la Gran Bretagna perché ritenuta importantissima

Intanto si fa strada un giovane generale, Napoleone Bonaparte che riesce a sfruttare totalmente le possibilità di crescita sociale create dal servizio nell’esercito

Dopo un periodo in cui egli aveva appoggiato i giacobini e Robespierre nel 1795 si guadagna la fiducia del Direttorio che gli fa avere il comando di una spedizione in territorio italiano per colpire gli austriaci e i piemontesi

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Il 2 marzo 1796 Bonaparte inizia la campagna in Italia e nel giro di un anno riesce a sconfiggere prima il regno sabaudo e la Lombardia austriaca, poi attacca i ducati di Parma e di Modena, lo Stato pontificio e la Repubblica di Venezia

Le sue vittorie non si fermano e Napoleone arriva dopo meno di un mese a 100 km da Vienna L’Austria chiede allora l’armistizio ratificato con la pace di Campoformio: con questa pace la Francia ottiene l’annessione del Belgio e della Lombardia mentre cede all’Austria il Veneto

Con questa vittoria Napoleone dimostra tutta la sua abilità e la capacità di ottenere il massimo dai suoi soldati Napoleone ottiene incredibili ricchezze, una parte utilizzata per mantenere il proprio esercito e una parte mandata a Parigi: la penisola italiana conosce una vera e propria spoliazione

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Le repubbliche giacobine italiane

Gli Stati italiani del centro-nord erano stati conquistati in pochi mesi riuscendo ad opporre solo minime resistenze Dal 1796 i vecchi governi vengono rimpiazzati dai nuovi regimi filo francesi quelle che poi vengono chiamate le “ repubbliche sorelle” che diventano Stati satellite sotto dominio francese Oltre alla debolezza degli eserciti italiani i francesi hanno vinto anche grazie al sostegno degli italiani che condividono gli ideali rivoluzionari e vedono in Bonaparte un liberatore Nelle repubbliche sorelle entrano in vigore delle costituzioni che riprendono quella moderata del 1795

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Napoleone in Egitto

Napoleone poi avvia una nuova campagna militare per colpire la Gran Bretagna e non potendola attaccare via mare pensa di colpirla nei suoi interessi coloniali, conquistando l’Egitto da cui avrebbe potuto sferrare un attacco all’India Il primo risultato ottenuto è quello di spingere la Gran Bretagna, l’impero ottomano, la Russia e l’Austria ha creare una nuova alleanza antifrancese, la cosiddetta seconda coalizione Dopo una serie di vittorie iniziali nell’agosto del 1798 la flotta inglese sorprende e distrugge quella francese nei pressi di Alessandria d’Egitto, Napoleone rimane così bloccato con il suo esercito in Africa

Il colpo di Stato

In questa situazione Napoleone riesce a tornare in Francia dall’Egitto e grazie alla sua enorme popolarità egli diviene l’interlocutore privilegiato dei cospiratori, Bonaparte infatti è appoggiato sia dalla borghesia sia dalle classi popolari

Nel 1799 il Direttorio si trova in gravissime difficoltà a causa della crisi finanziaria e dalla perdita di consenso, alcuni membri del governo cominciano quindi a considerare l’idea di un nuovo colpo di Stato

Il 9 novembre 1799 il Direttorio e le assemblee sono sciolte con la forza e il potere passa a tre consoli, uno dei quali è lo stesso Napoleone che ben presto concentra su di sé ogni ogni potere

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La costituzione del 1799 e il plebiscito

La nuova Costituzione, datata dicembre 1799, affida il governo al Primo console, cioè Napoleone, e prevede che questa carica sia al di sopra della legge Bonaparte stesso è colui che designa i membri del parlamento che sono poi quelli che devono approvare le leggi del governo senza discussione Il Primo console nomina anche magistrati controllando così il potere giudiziario, viene così meno il principio della separazione dei poteri La nuova Costituzione viene votata a plebiscito meccanismo con il quale Napoleone vuole dimostrare di godere del consenso del popolo francese

Bonaparte entra poi in guerra contro la seconda coalizione Il 2 giugno 1800 riconquista Milano e sconfigge gli austriaci nella pianura di Marengo Gli austriaci sono costretti ad abbandonare la Lombardia e a chiedere un armistizio, trasformato nel febbraio 1801 nella pace di Lunéville

In Italia riprende vita la Repubblica cisalpina, a cui viene annesso parte del Veneto, mentre il Piemonte viene incorporato all’impero francese Le altre potenze della coalizione si ritirano dal conflitto e rimane in campo solo la Gran Bretagna.

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Il concordato con la Chiesa e il consolato a vita

Napoleone vuole risolvere i conflitti con i cattolici, per questo la Francia stipula un Concordato con la Santa sede con la quale si riconosce l’importanza della religione cattolica rispetto alle altre forme di culto e lo Stato si impegna a sostenere il mantenimento del clero La Chiesa riconosce la Repubblica francese e rinuncia ai beni ecclesiastici che lo Stato aveva preso dopo il 1789 I parroci tornano a essere scelti dalla Chiesa ma devono giurare fedeltà politica al governo Grazie a questo successo Bonaparte consolida nuovamente il suo potere e nel 1802 rende la sua carica vitalizia attraverso un plebiscito

Promuove una fortissima centralizzazione amministrativa: istituisce i prefetti, nominati direttamente dal governo, che vengono messi a capo dei dipartimenti e incaricati di controllare tutte le funzioni pubbliche

Rafforza il corpo della polizia che diventa uno strumento di controllo e di repressione, a tale scopo viene anche introdotta una forte censura

Favorisce la nascita di una classe dirigente fortemente legata a lui e al regime: i criteri per la scelta degli uomini a cui affidare le nuove istituzioni sono quelli del talento e della fedeltà

Istituisce un sistema educativo pubblico, uniforme centralizzato e che prevede scuole di alto livello, licei e istituti universitari

In campo economico istituisce nel 1800 la banca di Francia allo scopo di stabilizzare la nuova moneta, il franco, ed incoraggiare gli investimenti produttivi e del commercio

I provvedimenti di Napoleone mirano a dar vita a uno Stato unitario moderno ma pongono anche le basi di un governo sempre più autoritario e connotato in senso monarchico Bonaparte completa questo progetto nel 1804 quando si autoproclama imperatore dei francesi con il nome di Napoleone I Finisce così la Repubblica nata nel 1792 e si ricostruisce un regime di tipo monarchico, assoluto ed ereditario

Nel 1804 viene emanato il nuovo Codice civile, detto napoleonico, che unisce le conquiste rivoluzionarie con il conservatorismo sociale che si manifesta nell’importanza data alla proprietà privata e alla famiglia Il Codice civile è il risultato più duraturo del regime napoleonico: diventa un modello per la legislazione di molti paesi europei e la base dei rapporti giuridici e sociali nella società borghese che si afferma nell’Ottocento

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Napoleone ha come obiettivo l’egemonia su tutta Europa ed è contrastato prima di tutto dalla Gran Bretagna Nel marzo 1803 ha inizio un nuovo conflitto, gli inglesi infatti creano una terza coalizione antifrancese che coinvolge Austria, Russia, Svezia e regno di Napoli Napoleone risponde occupando Vienna e sconfiggendo definitivamente i nemici nella battaglia di Austerlitz

La supremazia inglese sui mari invece continua: la flotta francese viene infatti distrutta presso il promontorio iberico di Trafalgar da quella inglese agli ordini dell’ammiraglio Nelson che perde la vita nel corso del combattimento Napoleone invece è padrone della situazione in Germania, dove crea la Confederazione del Reno mentre cessa di esistere il Sacro Romano impero La Russia decide allora di abbandonare la coalizione, lo Zar Alessandro I infatti si allea con Napoleone

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L’Italia e l’Europa napoleoniche

La Repubblica italiana diventa regno d’Italia a cui vengono uniti i territori dell’antica Repubblica di Venezia, perduti dall’Austria. A capo del regno d’Italia viene posto con ruolo di viceré il figliastro di Napoleone In seguito l’esercito francese occupa il regno di Napoli e successivamente anche la Toscana e una parte dello Stato pontificio che vengono così annessi alla Francia In Italia vengono così abolite le istituzioni feudali e di Antico Regime e vengono applicati i principi amministrativi e giuridici dello Stato francese

Dal punto di vista sociale però queste trasformazioni fanno poco la differenza infatti Napoleone si appoggia alle forze moderate e conservatrici mentre i ceti più bassi rimangono ostili all’invasione francese, anche perché i tributi imposti dai nuovi dominatori sono molto pesanti, sia in termini fiscali, sia a causa del servizio militare obbligatorio

Il blocco continentale

Forte dei suoi successi Napoleone inizia un boicottaggio economico contro la Gran Bretagna: con il cosiddetto “blocco continentale” vieta ogni rapporto commerciale con l’isola a tutti i paesi europei sottomessi o alleati alla Francia Questa operazione risulta essere svantaggiosa anche per la Francia che è così privata di una consistente offerta di merci

Per creare altre difficoltà al commercio britannico nel 1807 Napoleone invade il Portogallo, legato da tempo alla Gran Bretagna, ma quest’ultima lo riconquista subito e di fronte alle difficoltà francesi anche l’Austria riprende le armi in quella che è chiamata la quinta coalizione Napoleone però sconfigge l’esercito austriaco, entra a Vienna e impone il trattato di Schönbrunn con cui sottrae altri territori all’Austria

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All'inizio del 1810 l’impero francese ha così raggiunto la massima estensione e potenza, anche grazie al fatto che l’imperatore ha collocato i suoi più stretti parenti e alcuni suoi generali sui troni di mezza Europa. Il problema più urgente è quello di consolidare la sua dinastia: l’imperatore non ha infatti un erede ed è per questo che Napoleone divorzia dalla prima moglie per sposare nel 1810 la diciannovenne Maria Luisa figlia dell’imperatore d’Austria Nel 1811 nasce il tanto desiderato erede

All’interno della Francia aumenta il malcontento per i danni economici provocati dal blocco continentale e dal perenne stato di guerra In più Napoleone non è sostenuto né dai democratici, né dai sostenitori della monarchia borbonica, né dai cattolici

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Bonaparte decide di intraprendere una guerra contro la Russia a causa della scarsa collaborazione dello zar al blocco continentale. Il 25 giugno 1812 l’esercito guidato da Napoleone entra in Russia con la convinzione di portare avanti un conflitto rapidissimo

L’avanzata attraverso il gigantesco territorio russo diventa però sempre più difficile a mano a mano che l’armata francese si allontana dalle proprie basi di rifornimento, mentre il nemico ritirandosi distrugge ogni cosa

Durante la marcia verso la capitale si combattono solo due battaglie, entrambe vinte dai francesi che così il 14 settembre entrano a Mosca convinti di trovare rifornimenti e riposo Nella notte però un incendio distrugge la città

Napoleone aspetta per oltre un mese che lo zar gli invii una richiesta di pace: l’arrivo dell’inverno lo convince infine a ritirarsi ma ormai è troppo tardi

Il clima rigidissimo, la mancanza di approvvigionamenti e di un equipaggiamento invernale, le malattie e le diserzioni dei soldati trasformano la ritirata in una disfatta Così la grande armata che Napoleone aveva allestito per la campagna di russa torna in Francia con poco più di 18.000 uomini

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Gran Bretagna, Russia, Svezia, Prussia e Austria formano quindi una sesta coalizione L’imperatore Napoleone si scontra con essa e viene sconfitto nella battaglia di Lipsia: il 6 aprile 1814 egli viene costretto ad abdicare e a ritirarsi in esilio all’Isola d’Elba

Il 1 novembre 1814 si apre a Vienna il congresso tra i rappresentanti delle principali potenze europee per decidere il nuovo assetto dell’Europa

Nel marzo dello stesso anno giunge la notizia che Bonaparte è fuggito dall’Elba ed è sbarcato in Francia Questa nuova avventura del generale francese però dura solo tre mesi ,” i cento giorni”.

Gli antichi nemici costituiscono infatti una settima coalizione e il 18 giugno 1815 sconfiggono definitivamente Napoleone a Waterloo Il 22 giugno l’imperatore abdica per la seconda volta e viene relegato dagli inglesi, in esilio perpetuo e sotto la sorveglianza della loro flotta, nell’isola di Sant’Elena, in mezzo all’Atlantico, dove muore il 5 maggio 1821.

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La Restaurazione

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Una volta sconfitto Napoleone le grandi potenze vincitrici: Austria, Russia, Prussia e Gran Bretagna riorganizzano la carta geografica europea Questo viene fatto durante il Congresso di Vienna che si apre nel novembre novembre 1814 e finisce nel giugno 1815. Questo congresso era stato fortemente voluto dal Primo Ministro austriaco Metternich

La volontà dei paesi vincitori è quella di rimettere sui troni le vecchie dinastie rovesciate dal 1789, di ristabilire i confini tra gli Stati sconvolti dagli eserciti francesi e infine di ripristinare le tradizionali gerarchie dell’Antico Regime

La posizione della Francia

Il principe Talleyrand, già ministro di Napoleone, al congresso rappresenta Luigi XVIII di Borbone, fratello del Luigi decapitato, re di Francia dal 1814 Il principe si dimostra un abile diplomatico: egli riesce a far passare l’idea che egli partecipa al congresso non come rappresentante di una Stato di nemico ma come rappresentante di un sovrano che ha lottato contro la rivoluzione e contro Napoleone. È legittimo, sotto questa ottica, restituire il regno di Francia ai Borboni e mantenerlo nei suoi antichi confini

Il principio di legittimità

Ci sono ovviamente delle eccezioni: Nell’area tedesca non viene ripristinata la carta politica del Sacro Romano impero, gli Stati tedeschi vengono ridotti a 39 e organizzati in una Confederazione germanica con a capo l’Austria, ma al cui interno la Prussia assume un peso via via crescente In Italia vengono riportati i sovrani che avevano perso il potere durante l’occupazione francese, i territori del Veneto e della Lombardia rimangono però sotto il controllo austriaco, l’Austria infatti detiene in questo momento un ampio controllo sulla penisola italiana

Si afferma quindi il principio di legittimità, secondo cui l’unica autorità che può governare deve essere quella che aveva il potere prima della rivoluzione e di Napoleone, Questa è la regola che guida i lavori del Congresso L’Europa viene riportata ai confini e alle condizioni politiche precedenti alle guerre rivoluzionarie e napoleoniche

La Gran Bretagna, rimasta fuori dalla Santa Alleanza, stipula con le stesse tre potenze un accordo diplomatico più tradizionale, la Quadruplice Alleanza, che si basa sul principio dell’intervento: gli alleati si impegnano a reprimere ovunque con le armi tutte le rivoluzioni o le agitazioni

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Per controllare la situazione europea nel settembre del 1815 Austria, Russia e Prussia si riuniscono nella Santa Alleanza, chiamata così perché costituita sulla base di un giuramento sacro, in nome di Dio e il cui scopo è quello di mantenere l’ordine.

La volontà del Congresso è quella di mantenere un equilibrio tra gli Stati europei e di ridimensionare la potenza francese, per questo si rafforzano territorialmente gli Stati confinanti con la Francia dando loro un ruolo di “cuscinetto “

Il congresso di Vienna lascia comunque aperti e addirittura aggrava alcuni problemi su cui si innestano anche rivendicazioni nazionali, come nel caso dell'Italia Nella penisola infatti la dominazione austriaca e la politica reazionaria di quasi tutti i sovrani degli Stati italiani legati all’Austria creano un rancore generalizzato, reso intollerabile dalla persecuzione messa in atto dagli organi di polizia

A poco a poco, nel corso della prima metà dell’Ottocento, il desiderio di ottenere un suo sistema di governo liberale si unisce con quello di indipendenza dalla dominazione straniera e con quello di riunificare la penisola in un unico Stato Tornare indietro indietro è quindi molto difficile: l’esperienza rivoluzionaria e napoleonica hanno infatti messo le basi per una nuova fase politica, destinata a sfociare in aperta lotta

I punti deboli della Restaurazione

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10 anni dopo, nel 1830, lo spirito rivoluzionario si risveglia in tutta Europa partendo da Parigi, la rivolta popolare porta alla fuga del re Carlo X e il trono passa a Luigi Filippo d’Orleans che concede una Costituzione liberale e allarga il il corpo elettoraleSulla scia della rivoluzione parigina si verificano rivolte in tutta Europa: in Svizzera, nei Paesi Bassi, in Polonia e in Italia. Soprattutto in Italia questa rivolta fu un insuccesso perché venne duramente repressa dall’Austria

Ad appena cinque anni dalla fine del Congresso moti insurrezionali scoppiano in Spagna, in Portogallo, in alcuni Stati italiani, in Grecia e in Russia tutti tutti con molte caratteristiche simili, erano guidate infatti da ambienti borghesi, e tutte represse nel sangue poiché nessuna di esse riesce a coinvolgere il popolo L’unica rivoluzione che ha successo è quella della Grecia che si rende indipendente dal dominio ottomano

Le truppe austro-russe approfittano della situazione e attaccano l’Italia: i francesi sono velocemente sconfitti e sono costretti ad abbandonare la penisola Alla partenza dei francesi ritornano al potere gli antichi governi che attuano feroci repressioni contro i sostenitori delle repubbliche