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La filosofia di Platone

Filosofia

Created on March 5, 2024

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Transcript

La filosofia di platone

Simposio

Teoria delle idee

LE IDEE

L'EROS

Teoria della conoscenza

Limiti della teoria

Nascita di Eros

Il piacere

Dialettica

L'ANIMA

STATO IDEALE

Degenerazioni

Tripartizione

Conoscenza

Platone analizza la sua teoria della conoscenza nel "la repubblica", individuandola come un segmento divisibile in quattro parti che trova il suo apice nella conoscenza del bene ovvero la completa realizzazione di sè stesso e quindi il BUONO. È solito del suo "modus operandi" usare dei miti per spiegare visivamente le sue teorie. Anche in questo caso Platone ricorre ad un mito:

Mito della caverna

Conoscenza

NOESIS "intellezione" È il massimo grado di conoscenza, appartiene ai filosofi, è una conoscenza immediata, che non ha bisogno di spiegazioni DIANOIA "ragionamento" È il primo grado di conoscenza intellegibile ed è la conoscenza delle cose matematiche, presenta ancora due problematiche principali: 1. bisogno di rappresentazioni grafiche 2. Assunzione di determinati concetti come la simmetria PISTIS o CREDENZA In questa fase l'uomo inizia a porgersi delle domande, mettendo in discussione le "prime impressioni"EIKASIA È la prima parte della conoscenza, quella dovuta ai sensi, derivante completamente dal mondo sensibile

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EPISTEME "scienza" DOXA "opinione"
  1. Il mito racconta di una prima fase (Eikasia) dove alcuni uomini incatenati riescono a vedere solo delle ombre, proiettate loro da uomini già liberi.
  2. Successivamente gli stessi uomini si renderanno conto della presenza di un fuoco alle loro spalle e del fatto che loro stiano vedendo solo delle ombre (pistis).
  3. Una volta liberati proveranno ad uscire dalla caverna, ma faranno fatica ad abituarsi e riusciranno a vedere solo il riflesso delle cose sul suolo (dianoia)
  4. Infine si abitueranno e saranno finalmente capaci di vedere le cose nella loro reale forme e di osservare cosa le illumina: il sole (noesis)

Teoria delle idee

Viviamo in un mondo sensibile, in cui tutto è in divenire e nulla permane, pertanto tutto ciò che è oggetto della nostra conoscenza sensibile è mutabile ed imperfetto e questo non può che condurre ad una conoscenza altrettanto mutabile ed imperfetta. Tuttavia, per superare il relativismo, Platone ha bisogno di basare la sua conoscenza su oggetti immutabili e perfetti, e la conoscenza di concetti matematici come l’uguaglianza e l’unità, concetti che non esistono nel mondo sensibile, lo portano a presupporre l’esistenza di un altro mondo: l’Iperuranio.

Iperuranio

I limiti della teoria delle idee

In età avanzata Platone si presta a colmare alcuni limiti della sua teoria delle idee. Nel Sofista affronta il tema dei rapporti tra le idee; Platone le suddivide in base al loro grado di universalità in generi o specie. Tuttavia vi sono idee che sono così universali e generali da comprendere tutte le altre idee, di conseguenza tutte le realtà sensibili corrispondenti; queste idee costituiscono i generi sommi.

I rapporti tra le idee e i corpi sensbili
I generi sommi

Iperuranio

L’Iperuranio è un mondo intellegibile dove si trovano entità perfette e immutabili: le idee. La conoscenza di questi modelli, i quali racchiudono la vera realtà in sé, conduce ad una conoscenza altrettanto perfetta e immutabile, superando dunque la sfida relativista.
Limiti della teoria

I generi sommi

• genere sommo dell’essere: qualunque idea esiste ed è qualcosa. • genere sommo del non essere: in questo caso il “non essere” non è assoluto come lo intendeva Parmenide, bensì l’espressione “non essere” è relativa ed indica il concetto di “diverso”, infatti qualunque idea è diversa da un’altra. • genere sommo dell’identico: qualunque idea è identica a sé stessa. • genere sommo della quiete: qualunque idea se ne sta in sé, nella sua immutabilità. • genere sommo del movimento: qualunque idea entra in rapporto con le altre, creando dinamicità.

I rapporti fra le idee e i corpi sensibili

Nel Timeo affronta il tema del rapporto fra le idee e i corpi sensibili e lo fa utilizzando un duplice procedimento, per riunione e per divisione. Mediante la riunione si riconduce un caso particolare a un genere più vasto, viceversa, mediante la divisione si divide il genere nelle sue specie. Questi metodi risultano utili per indagare quali rapporti di comunanza o di combinazione siano tra loro possibili.

L'anima platonica

L’anima, nella sua dimensione individuale e cosmica, rappresenta un’entità intermedia tra la sfera intellegibile e quella sensibile: l’anima è affine al mondo delle idee, ma ha uno stretto legame con il mondo sensibile, poiché dà vita al corpo sensibile. Due delle prove dell’immortalità dell’anima contenute nel Fedone sono legate proprio alla conoscenza delle idee.
Le prove dell'immortalità dell'anima

Le prove dell'immortalità dell'anima

Due delle prove dell’immortalità dell’anima contenute nel Fedone sono legate proprio alla conoscenza delle idee. Le 4 prove dell’immortalità dell’anima sono:
La seconda prova
La prima prova
La terza prova
La quarta prova

La prima prova

La prova dei contrari afferma che in natura ogni cosa genera il suo contrario. Analogamente, così come dalla vita nasce la morte, così dopo la morte corporale l’anima continua a vivere.

La seconda prova

Secondo la prova della reminiscenza, certe idee non derivano dai sensi, ma sono innate; quindi, non potremmo ricordare queste idee se non le avessimo già viste in una vita pre-natale.

La terza prova

Secondo la prova della somiglianza, l'anima per conoscere le idee, deve avere una natura ad esse simile. Dunque anche l'anima è immutabile ed eterna

La quarta prova

La prova della vitalità afferma che l’anima che è fonte di vita non può ospitare in sé la morte. Nel dialogo di Platone, gli interlocutori di Socrate muovono un’obiezione, poiché nella prima prova si afferma il contrario; Socrate risponde dicendo che una cosa può ospitare due contrari, ma un contrario non può ospitare in sé l'altro contrario. Quindi non si può parlare di anima morta, poiché sarebbe contraddittorio affermare che l’anima, sinonimo di vitalità, possa essere morta.

Il Piacere

Il tema del desiderio e del piacere è spesso trattato negli scritti platonici.
Fedro e Repubblica
Fedone
Gorgia
Filebo

Il Fedone

Nel Fedone, massaggiandosi la gamba in carcere, Socrate delinea una concezione negativa del piacere, affermando che il piacere si genera solo quando il dolore viene meno, implicandosi necessariamente.

Il Gorgia

Nel Gorgia, Socrate afferma che il continuo soddisfacimento dei desideri non può produrre felicità, perché sarebbe come il continuo riempimento di una botte forata. Quindi, per Socrate la vera felicità è l’indipendenza dai desideri esterni.

Il Fedro e la Repubblica

In questi due dialoghi di Platone, si evidenzia la necessità che la parte concupisicibile sia frenata dall'anima intelletiva, componente psichica più nobile.

Il Filebo

Nel Filebo, si afferma che la vita buona dell’uomo derivi da una proporzione equilibrata tra intelligenza e piacere, inteso come quello collegato alle funzioni conoscitive. Il giusto equilibrio è determinato dall’infinito del piacere che genera disordine, limitato e ordinato dal principio d’ordine dell’intelligenza; si forma così il misto, che corrisponde alla vita buona.

Tripartizione dell'anima

Nel Fedro, viene descritta una tripartizione dell’anima, grazie all’utilizzo di un mito platonico. In questo mito, l’anima viene paragonata ad una biga alata che volteggia nell’iperuranio: la biga è guidata da un auriga ed è trainata da due cavalli, uno bianco e uno nero; il compito dell’auriga è quello di contemperare le esigenze di tutti e tre i membri e di guidare la direzione dei due cavalli.
L'Anima vegetativa
L'Anima sensitiva
L'Anima intellettiva

L'Anima Vegetativa

Il cavallo nero rappresenta l’anima desiderativa o concupiscibile, sede degli impulsi elementari, ed ha come virtù la temperanza.

L'Anima Sensitiva

Il cavallo bianco rappresenta l’anima irascibile o emotiva, sede del coraggio, l’ambizione e l’impeto guerriero.

L'Anima Intellettiva

L’auriga rappresenta l’anima intellettiva che ha come virtù la sapienza.

Le tre classi sociali

Guerrieri
Produttori
Governanti
  • Dirigono la propria vita e quella degli altri
  • La loro virtù peculiare é la giustizia
  • Favoriscono gli accoppiamenti tra persone
  • Hanno il compito di educare i bmbini

Governanti

Il curriculum educativo

Curriculum educativo

Dialettica

Studi matematici

Ginnastica e musica

  • Predisposti alla difesa dai nemici esterni
  • Hanno particolarmente sviluppata la parte emotiva dell'anima

Guerrieri

  • Prevale l'anima desiderativa
  • Le loro virtù peculiari sono la saggezza e la temperanza

Produttori

Le degenerazioni dello Stato

Timocrazia

Governo fondato sugli onori, in cui i governanti sono mossi dall'ambizione
Il dominio di una minoranza di ricchi in cui c'è l'amore per il denaro

Oligarchia

Le cariche pubbliche sono assegnate tramite sorteggio. É sinonimo di disordine e mancato rispetto delle leggi

Democrazia

Uno dei capi del popolo si impadronisce di tutto il potere

Tirannide

La dialettica

Metodo ipotetico

Tipo socratico

Che cos'é x?

Anche l'ultima soluzione risulta inadeguata. La conclusione è aporetica
Dove X sta per un valore etico comunemente riconosciuto

Tipo socratico

L'interlocutore è in imbarazzo e la discussione procede grazie a Socrate
L'interlocutore risponde con un esempio che Socrate rifiuta perché troppo generale
L'interlocutore fornisce una risposta generale che risulta insoddisfacente

Metodo per ipotesi

Metodo ispirato alle procedure dimostrative della matematica: il problema discusso prende forma di una ipotesi (Se X è Y oppure no) e una constatata l'impossibilità di trovare una soluzione si pone un'ulteriore ipotesi, di generalità maggiore, la cui soluzione comporterebbe anche la soluzione dell'ipotesi di partenza

La bellezza

All'interno del Fedro, Platone scrive che la prima idea di cui veniamo a conoscenza è l'idea di bello in quanto prima caratteristica che emerge dagli oggetti sensibili. Si tratta quindi della prima idea del percorso conoscitivo che porta al mondo delle idee e che quindi risveglia nell'anima l'amore sconfinato per la conoscenza.

è questa la concezione alla base del pensiero esposto da Socrate nel Simposio

Il Simposio

Il Simposio

Il simposio è un dialogo interamente dedicato all'eros in cui ogni personaggio esprime un discorso in onore del dio eros. Tra i discorsi pronunciati i più interessanti sono quelli pronunciati da Aristofane e da Socrate.

Socrate

Aristofane

I due racconti mostrano come l'amore sia il desiderio di recuperare una condizione felice. Contrariamente alla concezione cristiana, l'amore costituisce quella foza propulsiva che permette un ritorno al mondo di bellezza e verità da cui provengono, capace di arricchire e migliorare i due amanti.

Insegnamento di Diotima

Socrate racconta nel Simposio ciò che gli è stato insegnato dalla sacerdotessa Diotima, esperta nei miseri dell'amore. viene cioè illustrato il percorso compiuto dall'amante divino.
Amore per un bel corpo
Bellezza presente in tutti i corpi
Bellezza dell'anima e delle virtù
Bellezza delle leggi e delle istituzioni
idea di bello

Mito degli esseri androgeni

Aristofane racconta che in origine gli uomini avevano l'aspetto di di una sfera, esseri perfetti che minacciavano la grandezza delle divinità. Per questo motivo, Zeus decise di dividerli in due metà che si abbracciavano disperatamente cercando di ritornare all'unità perduta. Il racconto di Aristofane vuole mostrare che chi è cosi fortunato da trovare la propria metà potrà raggiungere la condizione di felicità. L'amore è dunque il desiderio di interezza, di ricomporre una felicità perduta.

Mito della nascita di Eros

Eros non è un dio, bensì un demone, cioè una creatura intermedia tra gli uomini e gli dei. Infatti, Eros è figlio del Dio Poros (espediente) e di Penia (povertà) incontratisi dopo un banchetto celebrativo per Afrodite. Quindi Eros non possiede bellezza, ma aspira a procurarsela utilizzando l'ingegno.