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FAVISMO
Giulia
Created on March 4, 2024
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Transcript
FAVISMO
I suoi alimenti funzionali
INDICE
COSA SI INTENDE PER FAVISMO?
QUALI PERSONE COLPISCE?
QUALI SINTOMI COMPORTA?
ALIMENTI DA EVITARE
I SUOI ALIMENTI FUNZIONALI
COSA SI INTENDE PER FAVISMO?
La malattia delle fave
Il favismo, noto sin dall’antichità come “malattia delle fave”, è un'anomalia genetica che interessa la carenza dell'enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). Dal momento che questo enzima è fondamentale per la sopravvivenza e il corretto funzionamento dei globuli rossi, la sua carenza comporta gravi conseguenze a loro carico come anemia emolitica (distruzione prematura di globuli rossi) e ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi causato dall'accumulo di bilirubina, una sostanza prodotta dalla rottura dei globuli rossi)
L'ENZIMA G6PD
- Il gene strutturale della G6PD si trasmette per eredità del cromosoma X, solitamente la malattia si verifica in un'età dai 2 ai 6 anni, nei bambini maschi, mentre le femmine sono portatrici sane.
- Nei maschi (XY), se l’unico cromosoma X posseduto ha il gene difettoso, tutti i loro globuli rossi saranno privi dell’enzima. Nelle femmine (XX), il gene difettoso si trova generalmente su uno solo dei cromosomi X, rendendo la manifestazione del favismo più lieve.
- Esistono più di 400 varianti, l'ingestione di fave è la più comune causa di crisi emolitica nella variante mediterranea, mentre non sembra provocare alcun disturbo negli individui con variante africana.
QUAL'È IL SUO RUOLO?
G6PD
Il G6PD è un enzima che trasforma la nicotinamide adenina-dinucleotide fosfato (NADP) nella sua forma ridotta, NADPH. Questo NADPH è essenziale per mantenere un elevato livello di glutatione ridotto all’interno dei globuli rossi. Esso è un antiossidante molto potente. Dal momento che gli individui affetti da favismo non hanno abbastanza G6PD, non producono abbastanza glutatione da proteggere le cellule dallo stress ossidativo (radicali liberi), stress che per i globuli rossi risulta mortale.
ANEMIA EMOLITICA
L’emolisi può verificarsi dopo il consumo di fave fresche (più frequente), secche o surgelate e anche in bambini predisposti alla malattia, allattanti al seno le cui madri avevano mangiato fave. Tuttavia, sono noti casi di individui che avevano consumato fave in molte occasioni senza alcun disturbo prima di presentare una crisi emolitica successivamente. L'attacco di favismo e la sua gravità dipendono fortemente dalla quantità di fave ingerite (in rapporto al peso corporeo): questo è uno dei motivi per cui il favismo si ha soprattutto nei bambini.Le fave contengono due sostanze (glicosidi), vicina e convicina, che possono scatenare la distruzione dei globuli rossi solo nelle persone con quantità ridotte di G6PD
QUALI PERSONE COLPISCE?
La carenza di G6PD è la carenza enzimatica più diffusa al mondo, con oltre 500 milioni di soggetti (circa 400 mila in Italia) soprattutto in Africa, Medio Oriente e nell’area del Mediterraneo (in Paesi come Spagna e Italia).
QUALI SINTOMI COMPORTA?
SINTOMI DOVUTI AL FAVISMO
ASINTOMATICI
SINTOMI
QUANDO SI VERIFICANO
Le persone con riduzione dell’enzima G6PD di solito non mostrano sintomi e sono dette fabiche. Tuttavia, possono diventare sensibili dopo aver avuto un episodio improvviso di distruzione dei globuli rossi (crisi emolitica)
Tali disturbi (sintomi) possono insorgere da poche ore a 1-3 giorni dopo l’ingestione delle fave, l’esposizione ad alcuni farmaci, la comparsa di infezioni
L’anemia acuta del favismo, si manifesta con stanchezza, febbre, battito del cuore accelerato (tachicardia), dolori addominali, urine scure e colorazione gialla della pelle e della parte bianca degli occhi (ittero).
DIAGNOSI
Sia nell’adulto che nel bambino e nel neonato l’esame per la diagnosi di favismo è la ricerca nel campione di sangue, dell’enzima G6PD, i suoi valori di riferimento variano in base ai criteri scelti dal laboratorio. Questo esame riesce a definire, in base all’attività enzimatica, la presenza di favismo e la sua gravità:- Deficit severo (classe I): dall’1 al 4 % di attività enzimatica residua - Deficit intermedio (classe II): dal 3 al 10 % di attività enzimatica residua - Deficit moderato (classe III): dal 10 al 40% di attività enzimatica residua - Variante non deficitaria (classe IV) - Attività enzimatica incrementata (classe V)
ALIMENTI DA EVITARE
Alcuni alimenti possono bloccare il funzionamento dell'enzima G6PD e mentre in condizioni normali dell'enzima non causano problemi, quando l'enzima è carente determinano la diminuizione dei globuli rossi
Cosa non bisogna assumere?
Purtroppo, per una persona con deficit della G6PD sono molti i cibi da evitare se non si vuole rischiare di andare incontro ad una crisi emolitica. Tra questi: Fave: l’ingestione di fave è la causa più frequente di crisi emolitiche in soggetti carenti di G6PD. Piselli: anche i piselli possono scatenare una reazione simile, quindi è meglio evitarli. Vino rosso e acqua tonica: Queste bevande possono influenzare l’enzima G6PD e dovrebbero essere consumate con cautela. Anche l'inalazione di sostanze come il polline contenuto nella pianta di fava può essere dannoso.
FAVISMO: QUALI FARMACI EVITARE
Il modo migliore per evitare i sintomi del favismo, è quello di limitare l’esposizione agli alimenti e alle sostanze scatenanti. Molti farmaci possono contenere sostanze che possono provocare reazioni spiacevoli alle persone con carenza della G6PD. Dunque, anche in questo caso, risulta molto utile conoscere quali farmaci possono essere pericolosi:
- Aspirina
- Farmaci antimalarici
- Alcuni antinfiammatori non-steroidei
- Farmaci contenenti solfiti
- Chemioterapici (furazolidone, sulfacetamide)
ALIMENTI FUNZIONALI
Agrumi
Verdure a foglia verde
Cereali
Queste sono una scelta eccellente per le persone con favismo. Contengono antiossidanti che aiutano a ridurre lo stress ossidativo sui globuli rossi. Alcune verdure a foglia verde da includere nella dieta sono spinaci, bietole, lattuga, cavolo riccio e cavoli
Gli agrumi come arance, mandarini, limoni e pompelmi sono ricchi di vitamina C, che ha proprietà antiossidanti. La vitamina C aiuta a prevenire lo stress ossidativo e può essere benefica per le persone con favismo
I cereali integrali, come il riso integrale, la quinoa e l’avena, sono fonti di antiossidanti e vitamine che possono aiutare a proteggere i globuli rossi
https://www.pazienti.it/news-di-salute/favismo-cosa-mangiare-per-evitare-pericolose-reazioni-allergiche-16042018
https://donna.fanpage.it/favismo-cos-e-sintomi-come-curarlo-e-prevenirlo/
QUINOA
Un cereale con potere antiossidante
Cos'è la quinoa?
La quinoa (Chenopodium quinoa) è una pianta appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae, la stessa di cui fanno parte anche spinaci e barbabietole.I semi di quinoa sono ricchi di carboidrati e fibre e dalla loro macinazione si ottiene la farina di quinoa. Non è un vero e proprio cereale perchè non appartiene alla stessa famiglia di cui fanno parte tutti i cereali, le Graminaceae, tuttavia la sua vicinanza nutrizionale a questa famiglia di piante ha fatto sì che fosse creato un nuovo gruppo definito pseudocereali
ORIGINI DELLA QUINOA
La quinoa è una pianta originaria del Sud America, i maggiori produttori sono Bolivia, Perù ed Ecuador ed è da millenni una delle fonti di sostentamento primarie di queste popolazioni. Si ipotizza che già sette millenni fa le popolazioni del Sud America raccogliessero la quinoa che cresceva; gli Inca chiamavano la quinoa chisya mama, che significa "madre di tutti i semi". La quinoa iniziò ad essere coltivata poco dopo e raggiunse l'apice in epoca precolombiana. In seguito alle invasioni dei coloni europei, la quinoa fu totalmente eliminata per motivi religiosi. Tuttavia, nei decenni successivi, la coltivazione ricominciò, raggiungendo una crescita esponenziale che è arrivata fino ad oggi.
COME VIENE PRODOTTA?
Semina e crescita della quinoa
La coltivazione della quinoa inizia con la preparazione del terreno in primavera, quando il terreno viene arato e concimato. Successivamente, i semi di quinoa vengono seminati. La quinoa può essere coltivata in molte condizioni climatiche, ma è preferibile un clima fresco e temperature basse. La semina della quinoa avviene in file e solitamente la distanza tra le piante è di circa 25-50 centimetri. Durante la crescita, la quinoa richiede poche cure, tuttavia, è importante garantire che le piante abbiano abbastanza acqua.
Raccolta e pulizia della quinoa
La raccolta della quinoa avviene quando le foglie della pianta hanno iniziato a cadere e rimangono solo i semi. Questo avviene solitamente 90-120 giorni dopo la semina. I semi di quinoa vengono raccolti tagliando i fusti delle piante e lasciandoli asciugare. Una volta asciutti, i semi possono essere separati dai fusti. Dopo la raccolta, i semi di quinoa devono essere puliti per rimuovere la saponina, una sostanza naturale che protegge i semi da insetti e uccelli, ma che ha un sapore amaro. Questo procedimento viene fatto immergendo i semi in acqua, agitandoli e sciacquandoli.
I SUOI VALORI NUTRIZIONALI
- Carboidrati: La quinoa è composta per circa il 60% da carboidrati a basso indice glicemico. Questi aiutano a mantenere stabili i livelli di zuccheri nel sangue e a controllare la fame. La sua capacità saziante la rende adatta alle diete ipocaloriche, fornendo circa 370 kcal/100 g.
- Proteine: La quinoa contiene circa il 14% di proteine. Queste proteine contengono tutti e 9 aminoacidi essenziali rendendola una fonte completa di proteine.
- Grassi: I grassi nella quinoa sono presenti circa il 6%.
- Fibre alimentari: La quinoa è ricca di fibre, circa 7 g/100 g, che contribuiscono a ridurre il colesterolo, migliorano la funzionalità intestinale e i disturbi correlati.
È RICCA DI ANTIOSSIDANTI
La quinoa apporta grandi quantità di antiossidanti. I germogli sono la parte della pianta più ricca di questi composti. Gli antiossidanti sono uno dei composti più importanti per mantenersi in buona salute. Questo perché combattono i radicali liberi che accelerano l’invecchiamento, provocano l’Alzheimer e il cancro.La quinoa è particolarmente ricca di composti antiossidanti, fra cui carotenoidi, flavonoidi e composti fenolici, che hanno un ruolo protettivo non solo sulle cellule dei vasi sanguigni, ma anche in altri punti del nostro organismo, proteggendoli dai danni ossidativi.
QUINOA: UN CEREALE GLUTEN-FREE
La quinoa è uno pseudocereale che come farina si presenta senza glutine, è un’ottima alternativa per chi segue una dieta senza glutine, o per chi soffre di celiachia, e grazie alla sua buona resa nei prodotti lievitati è una delle farine che si utilizza più spesso nella cucina gluten free. In ogni caso, quando si acquista la quinoa e la farina di quinoa è preferibile verificare che sulla confezione sia presente il simbolo della spiga barrata o il claim nutrizionale “senza glutine”, ciò è necessario a garantire che nel prodotto non siano presenti tracce di altri cereali con glutine.
THE END
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