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Presentazione salto in lungo
Giulia Cristofari
Created on March 3, 2024
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Transcript
presentation
salto in lungo
Il salto in lungo è una disciplina sportiva dell’atletica leggera, sia maschile che femminile, ed appartiene alla categoria dei salti in estensione, come ad esempio il salto triplo.
Storia del salto in lungo
1. Il salto in lungo è una specialità sia maschile che femminile dell’atletica leggera in cui gli atleti, dopo una rincorsa, saltano partendo da una zona chiamata “asse di battuta” (la zona limite dove poter saltare), cercando di atterrare il più lontano possibile . 2. La prima testimonianza del salto in lungo si attesta in Grecia nel 708 a.C durante i Giochi Olimpici all’interno del pentathlon, gara sportiva articolata su cinque prove in cui rientravano anche altre discipline ancora oggi disputate nelle Olimpiadi moderne come gare di velocità, lancio del giavellotto, lancio del disco e lotta greca. 3. Quello praticato nell’Antica Grecia era però diverso dal salto in lungo che conosciamo oggi. Infatti, gli atleti dovevano impugnare 2 pesi che facevano oscillare prima del salto, eseguito senza prendere la rincorsa. Il salto in lungo come lo conosciamo oggi è frutto di un’evoluzione, arrivando ad assumere una tecnica più dinamica e basata sulla velocità e sull’esplosività dell’atleta.
Tecnica e fasi del salto in lungo
La performance di un atleta di salto in lungo si divide in quattro fasi fondamentali: rincorsa; stacco; volo; atterraggio. Queste quattro fasi sono strettamente connesse e sbagliarne una può significare compromettere il risultato dell’intera performance.
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LE QUATTRO FASI DEL SALTO
STACCO
RINCORSA
Ask a question or pose a problem that makes the class think; it is the essential ingredient to keep their attention. It is usually presented at the beginning of the topic to encourage critical thinking and partici
ATTERRAGGIO
VOLO
REGOLAMENTO
Tutti i salti devono essere misurati prendendo come riferimento il segno lasciato dall'atleta più vicino alla linea di stacco (asse di battuta) lasciato da qualsiasi parte del corpo dell'atleta. La misurazione deve essere effettuata perpendicolare alla linea di stacco
Il salto viene considerato nullo se:
- l'atleta tocca il terreno oltre la linea di stacco con qualsiasi parte del corpo, sia correndovi sopra senza saltare che durante l'azione di salto;
- l'atleta stacca al di fuori della corsia di rincorsa;
- l'atleta durante la caduta tocca il terreno al di fuori dell'area di caduta in un punto più vicino alla linea di stacco della più vicina impronta lasciata dal salto nella zona di caduta;
- l'atleta, dopo aver completato il salto, ritorna verso la zona di stacco;
- l'atleta usa una qualsiasi forma di salto mortale.
probabili rivoluzioni in arrivo
scarpe adatte
Come in tutte le specialità atletiche, le scarpe da usare presentano delle specifiche tecniche pensate apposta per favorire i movimenti e migliorare la presa con il terreno. Come per il salto in alto e quello triplo, anche nel salto in lungo si usano scarpe chiodate che garantiscono all’atleta di esprimere tutta la sua potenza, acquistando velocità in rincorsa e esprimendo al meglio il movimento in fase di salto. I chiodi si trovano nella parte anteriore della suola della scarpa e servono a garantire una presa decisa con il terreno in fase di scatto e di salto, senza dimenticare il confort per il piede, necessario affinché l’atleta possa concentrarsi al massimo sull’esecuzione
salto TRIPLO
Il salto triplo è una specialità sia maschile che femminile dell'atletica leggera, in cui gli atleti, dopo una rincorsa, raggiungono una zona di battuta da dove effettuano tre balzi consecutivi cercando di atterrare il più lontano possibile. Il salto triplo fa parte dei salti in estensione come il salto in lungo. Gli elementi principali sono una pedana di rincorsa, una zona di stacco e la fossa che è riempita di sabbia. L'obiettivo è lo stesso del salto in lungo, arrivare il più lontano possibile, ma c'è una grande differenza nell'esecuzione tecnica dopo lo stacco dalla zona di battuta.
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SPIDER-FURLANI
Mondiali di atletica indoor 2024: con 8,22m FURLANI È ARGENTO!!!!!!!!
LARISSA IAPICHINO
Europei di atletica indoor 2023: con 6,97m IAPICHINO È ARGENTO!!!!!!!!
GRAZIE DELL'ATTENZIONE
STACCO
Subito prima dello stacco gli ultimi tre appoggi devono essere accelerati. Segue un leggero abbassamento dell'atleta (caricamento) per coinvolgere la totalità del corpo in sincrono, agevolandolo con una buona apertura tra le due cosce e l'angolo del ginocchio. Il piede poggia su tutta la superficie di battuta con la massima forza, spingendo verso il basso, anche con una leggera rullata, che serve, assecondando il movimento del corpo, a utilizzare al massimo la superficie di spinta del piede. Segue la decisa salita del ginocchio libero per ottenere un ulteriore slancio verso l'alto. Bisogna inoltre ricordare che la lunghezza del salto dipende dall'insieme di tutte le sue parti e lo stacco non deve servire principalmente ad una spinta in avanti (già data dalla corsa) ma, appunto all'elevazione.
VOLO
movimenti compiuti durante la fase di volo possono variare in funzione dell'atleta, ma sono sempre finalizzati al mantenimento dell'equilibrio e di annullare l'effetto di rotazione. Si può assistere al volo veleggiato (o hang style) in cui è prevista una distensione ed un abbassamento dell'arto libero fino ad essere appaiato all'arto di stacco, a raccolta (o tuck style) o con passi in aria (o hitch-kick). In quest'ultimo si possono eseguire 1½ ; 2½ o 3½ passi in volo prima dell'atterraggio. La direzione dello sguardo deve essere in avanti e un po' verso l'alto sempre per evitare eventuali rotazioni del busto. In tutta la fase di volo le azioni devono essere fluide e decontratte al fine di evitare di farsi male nel momento dell'atterra
LA TECNICA
Rincorsa: l'atleta cerca di raggiungere la massima velocità possibile con la quale effettua il balzo. Non si parla quindi di velocità massimale intesa come un velocista ed è inferiore rispetto alla velocità di entrata di un saltatore in lungo. HOPStacco: attraverso una forte azione dell'arto inferiore (gamba di stacco) l'atleta eleva il suo centro di gravità staccandosi da terra. Volo: è la fase in cui l'atleta non ha contatto con il terreno, mantiene l'equilibrio e con un'azione circolare della gamba di stacco ricade sulla stessa. STEP Stacco: attraverso una forte azione dell'arto inferiore (gamba di stacco) l'atleta eleva nuovamente il suo centro di gravità. Volo: è la fase in cui l'atleta non ha contatto con il terreno, mantiene l'equilibrio e dopo un'accentuata apertura in volo degli arti inferiori va a contatto con il suolo con la gamba opposta a quella di stacco. JUMP Stacco: attraverso una forte azione dell'arto inferiore opposto alla gamba di stacco l'atleta eleva per la terza volta il suo centro di gravità. Atterraggio: arrivo il più lontano possibile dalla zona di stacco. La misurazione avviene dal segno, lasciato nella sabbia, più vicino alla zona di stacco.
RINCORSA
Lo scopo della rincorsa è quello di raggiungere la massima velocità controllabile per effettuare uno stacco e anch'essa si suddivide in più fasi: Lunghezza Corsa veloce Tecnica di corsa La lunghezza varia a seconda degli atleti e in rapporto all'accelerazione e alla velocità che raggiunge. La rincorsa varia da 30-34 metri fino ai 45 circa. Se la rincorsa è troppo breve non è possibile esprimere a pieno l'efficacia del salto. La corsa deve avere una certa velocità sviluppata gradualmente. Deve poter adattarsi alle capacità dell'atleta e deve essere compatibile con la corretta esecuzione del salto. Uno degli errori più frequenti è quello di impegnarsi nella corsa a svantaggio di un'azione controllata che poi aiuta a migliorare le fasi successive. Per quanto riguarda la tecnica, la partenza può avvenire da fermi (per centrare meglio l'asse di battuta), o con qualche passo di avvio (per una migliore decontrazione), ma in tutti i casi a partire da una linea di riferimento. La corsa deve essere elastica e progressivamente accelerata, mantenendo il busto eretto e ginocchia alte, aiutando così un buon movimento rotatorio delle gambe, al fine di ottenere un'alta velocità con una buona stabilità.
ATTERRAGGIO
Quest'ultimo deve avvenire con le gambe protese in completa estensione. Dapprima gli arti sono flessi per poi allungarsi un attimo prima del contatto col suolo, e il busto deve essere leggermente inclinato in avanti. Quando i piedi toccano la sabbia, le ginocchia si piegano, ed il busto passa sopra le orme lasciate dai piedi con la testa che si avvicina il più possibile alle ginocchia. Se eseguito correttamente il primo segno che rimane sulla sabbia è solo quello dei talloni. In questo modo si evita di cadere all'indietro e di perdere centimetri che in gare professionali possono essere decisivi.