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I CLIMI - Il Clima Nivale (w Luigi)

dioguardivito902

Created on March 3, 2024

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Transcript

I CLIMI

Vito Dioguardi e Luigi Bisci I A - a.s. 2023/2024

I Climi Nivali

INDICE

01 - Il Clima

02 - Il Clima Nivale

03 - La Tundra

04 - Il Clima Polare

05 - Il Clima d'alta montagna

01

Il Clima

Cos'è il clima? Da quali fattori è influenzato?

Il Clima è l'insieme delle variazioni meteorologiche di una determinata zona riscontrate in un lungo periodo di tempo, generalmente decenni. Gli elementi su cui si basa sono la temperatura, l'umidità, le precipitazioni e la pressione del luogo. E' influenzato dall'altitudine e dalla latitudine, dalla distribuzione di terre e mari, dalla flora e dalle attività umane; per questo motivo le condizioni climatiche sono differenti da un luogo all'altro del pianeta. Per controllare l'andamento del clima di un determinato luogo utilizziamo i climatogrammi, dei grafici che hanno sull'ascissa i mesi dell'anno e sulle ordinate i valori di temperatura e precipitazioni, che possono trovarsi a sinistra o a destra.

I Climi terrestri

Clima Tropicale

Climi Aridi

Climi Temperati

Climi Freddi

Climi Nivali

02

I Climi Nivali

I climi nivali si estendono in prossimità dei Circoli Polari e in alcune zone dell'entroterra, come presso la catena montuosa dell'Himalaya o delle Alpi. Sono caratterizzati da una temperatura media inferiore ai 10 °C nel mese più caldo, che arriva a -80 °C nei periodi più gelidi, e da scarse precipitazioni generalmente di tipo nevoso, entrambe causate dal persistere dell'alta pressione e di una scarsa umidità atmosferica. L'alta pressione è dovuta, ai poli, alla bassa temperatura dell'aria e alla bassa umidità assoluta, la quale varia in base alla latitudine e ha valori intorno a 1-2 g/m³. Comprendono tre tipi climatici: il clima della tundra, il clima polare e quello di alta montagna.

04

POLARE

05

ALTA MONTAGNA

03

TUNDRA

03

La Tundra

La tundra è un bioma proprio delle regioni subpolari e occupa zone dell'emisfero boreale dove la temperatura media annuale è inferiore allo zero. Il suo limite settentrionale sono i ghiacci polari perenni, dove il terreno è ghiacciato in profondità e in estate si scongelano soltanto gli strati più superficiali: il suolo è molto umido perché l'acqua non può penetrare in profondità. A sud invece si arresta alle prime formazioni forestali della taiga. In queste regioni, l'inverno è molto rigido mentre l'estate è breve e fresca.È caratterizzata dalla mancanza di specie arboree, poiché la crescita degli alberi è ostacolata dalle bassissime temperature e dalla breve stagione estiva. Nelle regioni artiche il terreno rimane infatti ghiacciato per gran parte dell'anno e dunque è impossibile per le piante mettere radici e svilupparsi. L'unica vegetazione presente è composta da erbe basse, muschi e licheni, che crescono nei mesi più caldi, dopo il disgelo, sul terreno imbevuto d'acqua. Sui terreni più elevati e asciutti crescono anche arbusti nani sempreverdi. Le uniche specie arboree, non più alte di 2m, sono i salici decidui e le betulle; la vegetazione prevalente e caratteristica resta però una prateria a specie nane. Fra le più rappresentative piante si possono ricordare il camedrio, l'azalea, il muschio, il mirtillo rosso e blu e la sassifraga nonché vaste e irregolari colonie di Ciperacee, Graminacee e Giuncacee.

Il Permafrost

"Permafrost" è il nome di un tipo di terreno perennemente ghiacciato che si trova sulla terra e sotto il fondo dell’oceano in aree in cui le temperature rimangono costantemente sotto lo zero e che può arrivare anche a profondità di 1,500 metri; ricopre circa 22,8 milioni di chilometri quadrati nell’emisfero settentrionale della Terra e il suo spessore può arrivare fino a 1 km. Lo strato superficiale di Permafrost è il più sensibile ai cambiamenti del clima, infatti si scioglie durante il periodo estivo. Lo strato più profondo non ha mai subito decongelamento dall’ultima era glaciale, circa diecimila anni fa. Se i livelli più profondi iniziassero a subire gli effetti del clima, potrebbero rilasciare nell’atmosfera grandi quantità di gas metano che sono rimaste intrappolate per millenni, andando a peggiorare ulteriormente le già precarie condizioni ambientali del pianeta. Nel corso dei prossimi decenni si teme, inoltre, che le acque di fusione del permafrost possano contribuire a raffreddare i mari della regione, e ad abbassarne la salinità. L’International Permafrost Association afferma che la degradazione del permafrost nella sua distribuzione è dovuta a un’anomalia, un cambiamento repentino che provoca dei “Taliks”: sono strati di terra scongelati che si trovano nelle zone del Permafrost. Solitamente, si possono trovare sotto fiumi e laghi la cui acqua profonda non ghiaccia, e che quindi mantiene a un livello di temperatura superiore la terra sottostante.

04

IL CLIMA POLARE

II clima Polare riguarda principalmente i Poli della Terra, quindi le zone dei Circoli Polari Artico e Antartico. La temperatura si aggira intorno ai -25°/-40° e arriva ad un massimo di 10° nei periodi estivi; quest'ultima temperatura è in aumento a causa del surriscaldamento globale, stando a quanto emerge dai climatogrammi. In queste zone avvengono diversi fenomeni importanti che in altre zone della Terra non accadono:

  • Il Sole di Mezzanotte - A causa dell'inclinazione dell'asse terrestre, il Sole si trova sopra la linea dell'orizzonte per tutta la stagione estiva, da Aprile a Settembre;
  • La Notte Polare - Per i restanti mesi dell'anno sulle zone polari prevale l'oscurità, che in inverno diventa totale.
  • Aurore Boreali - Le particelle del vento solare ai poli incontrano le sostanze chimiche dell'alta atmosfera, andando così a formare dei giochi di luce di vari colori nel cielo.
Ai Poli la temperatura è influenzata molto dalla direzione dei raggi solari: per via dell'inclinazione dell'asse terrestre, questi arrivano sulle superfici polari in maniera obliqua e, così, riscaldano con poco calore una più ampia distesa di territorio. Inoltre la presenza di vegetazione è quasi assente per via della composizione del terreno: essendo composto interamente di ghiaccio, le piante non possono avere radici e quindi crescono fino ad una piccola altezza; troviamo perciò muschi, licheni e piccoli arbusti. Artide e Antartide però cambiano dal punto di vista geologico: mentre la regione Artica è composta solo da una Banchisa, vale a dire uno strato galleggiante di ghiaccio con spessore intorno ai 3m che provoca il congelamento dei mari, l'Antartide è un vero e proprio continente ricoperto da ghiaccio.

RICERCA

Antartide

L'Antartide, essendo una terra emersa, può ospitare edifici al fine di studi sul cambiamento climatico.

ATTIVITA' UMANE

DISBOSCAMENTO

Alaska

Essendo una terra emersa vicina al Circolo Polare Artico, l'Alaska offre un'enorme quantità dialberi robusti e alti adattati al clima del territorio: pini, abeti, pioppi e betulle.

05

CLIMA D'ALTA MONTAGNA

Il clima di Alta Montagna, che troviamo sulle catene montuose delle Alpi, dell'Himalaya e della fascia occidentale del continente americano, evidenzia quasi le stesse caratteristiche del clima polare: temperatura intorno ai -25°C, umidità scarsa e pressione bassa; inverni rigidi e estati fresche. Una differenza importante sta però nella localizzazione: i dati variano in base all'altitudine, mentre per il clima polare in base alla latitudine.Anche la flora e la fauna cambiano. Mentre il territorio dei Circoli Polari è ghiacciato e non permette quasi mai la crescita di alberi, in montagna è diverso poichè troviamo, a diverse quote di altitudine, diverse tipologie di piante:

  • Tra 1000 e 2000 metri: troviamo boschi di conifere, con abeti, pini e larici;
  • Tra 2000 e 3000 metri: troviamo i prati erbosi e cespugli;
  • Sopra i 3000 metri: crescono muschi, licheni e alcune piante basse e molto resistenti, come le stelle alpine.
Per quanto riguarda la fauna, anche essa è diversa in base alle quote di altitudine:
  • Tra 1000 e 2000 metri: caprioli, daini, cervi, lupi e orsi;
  • Tra 2000 e 3000 metri: stambecchi, camosci e marmotte;
  • Sopra i 3000 metri: aquile.

Conclusione

Vito Dioguardi e Luigi Bisci I A - A.s. 2023/2024

La Flora del Clima di Alta Montagna

La Flora della Tundra

L'unica vegetazione presente è composta da erbe basse, muschi e licheni, che crescono nei mesi più caldi, dopo il disgelo, sul terreno imbevuto d'acqua. Sui terreni più elevati e asciutti crescono anche arbusti nani sempreverdi. Le uniche specie arboree, non più alte di 2m, sono i salici decidui e le betulle; la vegetazione prevalente e caratteristica resta però una prateria a specie nane.

Fra le più rappresentative piante si possono ricordare il camedrio, l'azalea, il muschio, il mirtillo rosso e blu e la sassifraga nonché vaste e irregolari colonie di Ciperacee, Graminacee e Giuncacee.

La Fauna del Clima Polare

Tutte le specie tipiche di questo habitat possiedono cicli riproduttivi molto veloci, entro l'arrivo dei primi freddi devono effettuare la propria riproduzione, lo sviluppo degli adulti e prepararsi per una lunga e gelida stagione invernale. Hanno la caratteristica di avere pelliccie molto folte che mantengono una temperatura corporea stabile e adatta a vivere in quei luoghi e un manto bianco che li confonde col territorio circostante.

Le missioni in Antartide

La Fauna della Tundra

Tutte le specie tipiche di questo habitat possiedono cicli riproduttivi molto veloci, entro l'arrivo dei primi freddi devono effettuare la propria riproduzione, lo sviluppo degli adulti e prepararsi per una lunga e gelida stagione invernale. Hanno la caratteristica di pelliccie molto folte che mantengono una temperatura corporea stabile e adatta a vivere in quei luoghi.

Specie di questo luogo sono le renne, le alci, le volpi artiche, gli orsi polari, i lupi, i lemmings e una ricca avifauna.

La Fauna del Clima di Alta Montagna