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Il quadro svedese

Sara Bartolucci

Created on March 2, 2024

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IL QUADRO SVEDESE

La storia

La storia del "quadro svedese" risale al 1780 ed è associata alla figura di Per Henrik Ling, un svedese considerato il padre della ginnastica moderna. Ling era un professore di anatomia presso l'Università di Stoccolma e, durante i suoi studi, sviluppò una serie di esercizi fisici basati sui principi della fisiologia e dell'anatomia umana. Il quadro svedese ha guadagnato popolarità in Svezia e in Europa nel corso del XIX secolo, e ha iniziato a diffondersi in altre parti del mondo nel XX secolo. È diventato uno strumento comune nelle palestre, nelle scuole e negli ambienti di riabilitazione, e ha continuato a essere utilizzato fino ai giorni nostri.

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Caratteristiche

La sua struttura verticale, spesso realizzata in legno resistente, offre una serie di traversine orizzontali disposte a intervalli regolari lungo la sua lunghezza. Queste traversine forniscono punti di appoggio per una vasta gamma di esercizi, consentendo agli utenti di lavorare su diverse parti del corpo e di sviluppare vari aspetti della forma fisica.

L'altezza del quadro svedese è variabile a seconda della dimensione della palestra. Esistono quadri regolari formati da 8x8, 4x4, 6x6 quadrati, mentre altri irregolari formati da 8x4 o 6x4.

Le prese

Le "prese", cioè le posizioni delle mani durante l'esecuzione degli esercizi, sono fondamentali per garantire una presa sicura e efficace durante gli esercizi, nonché per variare l'intensità e il targeting muscolare.

Presa a pipistrello

Presa addominale

Presa poplitea

Le mani sono appoggiate sulla traversina del quadro svedese con i palmi rivolti verso l'alto, mentre il corpo è sollevato in modo che il mento si avvicini alla traversina stessa, coinvolgendo i muscoli del collo e delle spalle.

Le mani sono appoggiate sulle traversine con i palmi rivolti verso il basso, mentre le ginocchia sono flesse e poggiate sulle traversine, con la regione posteriore del ginocchio

Le mani sono posizionate sulle traversine del quadro svedese con i palmi rivolti verso il basso, mentre il corpo è sollevato in modo che gli avambracci siano paralleli al pavimento, coinvolgendo gli addominali

-translocazione orizzontale -translocazione verticale -traslocazione diagonale in ascesa e discesa

Traslocazioni

La traslocazione consiste nello scivolare, passando dall'interno di un quadrato al successivo. Nelle traslocazioni è importante considerare l'impugnatura delle mani: i pollici devono andare nella stessa direzione, che deve essere opposta a quella del movimento.

Entrate e uscite

Le entrate e uscite dal quadro svedese si sono i movimenti che una persona esegue per salire o scendere dall'attrezzatura in modo sicuro ed efficiente. Le più comuni sono: -entrata e uscita con presa poplitea -entrata e uscita con presa a pipistrello -entrata e uscita obliqua

Esercizi svolti in palestra

- ingresso popliteo e con la presa a pipistrello - transizioni in orizzontale e verticale - transizioni diagonali in ascesa e discesa - capriola con presa poplitea - discesa con capriola - uscita obliqua - esercizi da eseguire in contemporanea con un compagno

Capacità motorie maggiormente impiegate

La coordinazione è richiesta per eseguire una serie di movimenti complessi e controllati che coinvolgono il corpo nel suo insieme: per esempio coordinare l'azione di braccia e gambe.

COORDINAZIONE

Gli esercizi implicano movimenti che richiedono una buona flessibilità nelle articolazioni e nei muscoli, in particolare la flessibilità della spalla, dell'anca e della colonna vertebrale.

Molti esercizi eseguiti sul quadro svedese richiedono una notevole forza muscolare, soprattutto nei muscoli delle braccia, delle spalle, del torace, dell'addome e delle gambe.

FORZA

flessibilità

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La leggenda su Ling

Racconta la leggenda che dopo aver partecipato a una sessione di scherma a Copenaghen, Ling abbia sperimentato una notevole ripresa da una condizione di semi-paralisi. Quest'esperienza avrebbe ispirato la sua visione dell'attività fisica come mezzo per il recupero delle disfunzioni corporee e per la promozione della salute fisica e mentale.