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I MALAVOGLIA - Giovanni Verga

Andrea Conti

Created on March 2, 2024

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Transcript

I MALAVOGLIA

(1881)

Presentazione realizzata da Conti Andrea 5C SIA a.s. 2023/2024

GIOVANNI VERGA

Nasce a Catania nel 1840 da una famiglia media proprietaria terriera, con condizioni economiche instabili.Aderisce agli ideali del Risorgimento e entra a far parte della Guardia Nazionale del Regno d'Italia, creata per contrastare il brigantaggio nel Meridione.Nel 1874 pubblica la novella Nedda, ambientata per la prima volta in Sicilia, con un narratore onnisciente che giudica e commenta i fatti dal proprio punto di vista. La prima novella verista sarà Rosso Malpelo, dove scompare il narratore onniscente e viene data voce ai personaggi.

Catania, 1840 - 1922

Per guadagnare velocemente l'autore continua a pubblicare novelle e le raccoglie nelle opere Vita dei Campi (raccolta di 8 novelle ambientate in Sicilia e pubblicata nel 1880) e Novelle Rusticane (raccolta di 12 novelle ispirate alla poetica verista, pubblicata nel 1883).

Influenzato da Zola scrive i Malavoglia che dovrebbe essere il primo di una serie di cinque romanzi che vorrebbe chiamare "I Vinti" per mettere in evidenza la sconfitta esistenziale in tutte le classi sociali. Il progetto si interrompe con il secondo romanzo Mastro Don Gesualdo. Negli ultimi anni della sua vita si schiera con i nazionalisti a favore del colonialismo italiano e vede con simpatia l'ascesa del fascismo, a cui non potrà aderire perchè morirà nel 1922, anno della marcia su Roma.

LA POETICA VERISTA

La scelta di rappresentare oggettivamente la realtà comporta per i veristi l'utilizzo di diverse modalità narrative e stilistiche:

la scomparsa del narratore onnisciente: la narrazione viene assegnata a diverse voci che si alternano senza che nessuna prevalga in modo stabile;

la rinuncia al romanzesco per fatti della vita di ogni giorno;

la riduzione della descrizione dell'ambiente: il narratore dei Malavoglia parla come se chi legge fosse presente sulla scena, conoscesse bene i luoghi e li potesse vedere;

l'uso di una lingua adeguata all'ambiente e ai personaggi: nei Malavoglia, ambientato tra i pescatori di Aci Trezza, viene utilizzata una lingua che ha i caratteri del parlato siciliano;

l'assenza di una descrizione introduttiva dei personaggi, che entrano in scena direttamente;

la presenza di irregolarità linguistiche che imitano il parlato popolare.

LA VISIONE DEL MONDO DI VERGA

Anche se è stato per molti anni al Nord, caratterizzato dallo sviluppo industriale, Verga rimane legato alle tradizioni culturali siciliane e vede il progresso come un fiume in piena che travolge e porta alla rovina. Per lo scrittore le relazioni sociali tra gli uomini sono condizionate dalla legge dell'utile economico, che porterà alla rovina anche Padron 'Ntoni; gli individui di ogni classe sociale sono coinvolti in una lotta brutale per l'affermazione di sè (legge naturale).

LA VISIONE DEL MONDO DI VERGA

La sua visione del mondo è caratterizzata da un pessimismo materialista e assoluto. Il degrado e la miseria che caratterizza i contadini del Sud accrescono il suo pessimismo ma rimane sempre convinto che la legge del più forte valga a ogni livello sociale. Di fronte alle brutalità delle relazioni sociali non mostra nè pietà nè indignazione ma si limita a descrivere oggettivamente la realtà.

LA VISIONE DEL MONDO DI VERGA

I testi dove appare la sua visione del mondo sono 3:

  • la novella Fantasticheria;
  • la lettera a Salvatore Farina (premessa alla novella l'Amante di Gramigna);
  • la prefazione de i Malavoglia.

Nella prefazione ai Malavoglia, Verga tratta il tema del progresso, grandioso se visto da lontano, ma nessuno sopravvive a un fiume in piena e i vincitori di oggi saranno i vinti di domani.

I MALAVOGLIA personaggi

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

I componenti della famiglia sono: - Padron 'Ntoni: capofamiglia che esercita un grande potere sugli altri membri; - Bastiano: soprannominato Bastianazzo perchè grande e grosso; era grosso quanto il San Cristoforo dipinto sotto l'arco della pescheria della città, ma non soffiava neanche il naso senza il permesso del padre; - Maruzza: moglie di Bastianazzo, soprannominata la Longa poichè bassa."Badava a tessere, salare le acciughe e far figliuoli, da buona massaia";

I MALAVOGLIA personaggi

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

- 'Ntoni: il figlio maggiore di Bastiano, "un bighellone di vent'anni"; - Luca: secondo figlio di Bastiano, "aveva più giudizio del grande, ripeteva il nonno"; - Mena (Filomena): soprannominata 'Sant'Agata' perchè lavorava sempre al telaio; - Alessi (Alessio): "un moccioso tutto suo nonno";- Lia (Rosalia): "ancora nè carne nè pesce".

I MALAVOGLIA tempo

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

I fatti occupano 15 anni, dal 1863 al 1878.Ai fatti interni della famiglia si affiancano i cambiamenti politici ed economici, l'epidemia di colera, la costruzione della ferrovia a Catania e i treni a vapore sui quali viaggiano i militari.

I MALAVOGLIA trama

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

Il romanzo racconta le vicende di questa famiglia di pescatori che va incontro alla rovina economica per aver cercato fortuna con il commercio.Il progresso insidia anche loro. Padron 'Ntoni è convinto che il duro lavoro e l'unione di tutti i componenti della famiglia siano fondamentali per proteggere le loro proprietà, ma la partenza del nipote 'Ntoni per il militare e il poco pescato, lo spingono a dedicarsi al commercio, prendendo a debito un carico di lupini per poterlo poi rivendere in un porto vicino a Catania.

Cap. I

I MALAVOGLIA trama

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

Poichè la famiglia non ha i soldi per pagare il carico di lupini, cerca credito dall'usuraio Zio Crocifisso.Da quel momento inizia la sfortuna.

Cap. I

I MALAVOGLIA trama

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

La barca Provvidenza parte un sabato sera con il carico di lupini, il figlio Bastianazzo e Menico, un ragazzo pagato a giornata.Dopo la mezzanotte scoppia una tempesta e mentre tutte le barche sono al sicuro sulla spiaggia, essa è ancora in mare e non ritornerà più. La gente mostra indifferenza per la sorte dei Malavoglia, vanno all'osteria, dal barbiere o in chiesa. La vera disgrazia non è la morte dei giovani ma la perdita del carico preso a debito. Conta la legge dell'utile economico.

Cap. III

I MALAVOGLIA trama

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

Il giovane 'Ntoni torna a casa in miseria.I famigliari lo accolgono comunque con gioia, anche se hanno dovuto vendere la casa del Nespolo e la barca a causa del debito dei lupini. Il ragazzo ben presto smette di lavorare e frequenta l'osteria; tutte le sere torna a casa ubriaco e il nonno cerca di convincerlo a cambiare vita.

Cap. XIII

I MALAVOGLIA trama

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

Il nonno rappresenta la tradizione: attaccamento alla famiglia e alla casa, la voglia di lavorare e la rassegnazione di fronte alle disgrazie.Il nipote è attratto dalla modernità, non vuole faticare e non vuole rassegnarsi a una vita misera. Pensa a divertirsi, è attirato dai piaceri della vita e desidera soldi da spendere. I due portano lo stesso nome, come in tutte le famiglie patriarcali, ma rappresentano due atteggiamenti diversi nei confronti della vita, una possibilità di scelta con cui l'uomo da sempre deve misurarsi.

DUE VISIONI DEL MONDO A CONFRONTO

I MALAVOGLIA trama

Soprannome ironico dato alla famiglia Toscano di Aci Trezza, gente onesta e laboriosa

Padron 'Ntoni finisce la sua vita in ospedale, mentre Alessi riesce a riscattare la casa e continua a lavorare come pescatore.La famiglia però è ormai disgregata a causa di disgrazie e lutti familiari, e 'Ntoni, quando esce di prigione, non rimane ad abitare alla casa del Nespolo e se ne va per sempre.

CONCLUSIONE

I MALAVOGLIA ideale dell'ostrica

L'intera narrazione ruota intorno all'ideale dell'ostrica: come l'ostrica rimane aggrappata allo scoglio, così coloro che appartengono alle classi più povere devono rimanere legati alle tradizioni, alla loro terra e alla famiglia, nonostante la miseria.Chi tenta di migliorare la propria condizione sociale, abbandonando le tradizioni, va incontro alla rovina, poichè la condizione sociale è immutabile. La colpa di Padron 'Ntoni è di aver cercato un utile economico fuori dal suo ambiente e di aver tradito il mestiere di pescatore tramandato di padre in figlio.

I MALAVOGLIA scelte linguistiche

Nel romanzo, Verga, non sceglie di raffigurare in modo esatto e documentario la realtà, ma compie un lavoro di ricostruzione letteraria: rinuncia a usare il dialetto e inventa un italiano dialettale in cui la cadenza della frasi e le improprietà grammaticali imitino il modo di parlare del popolo siciliano.Per restituire il "colore" locale, Verga attribuisce grande importanza ai proverbi: essi hanno la funzione di rappresentare il modo di pensare semplice della gente, che si affida passivamente a una saggezza tramandata e inconsapevole. Se ne servono soprattutto Padron 'Ntoni e Zio Crocifisso.

Grazie per l'attenzione

lavoro svolto per scopi didattici e non per scopi commerciali