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LE RIVOLTE CONTADINE E I TUMULTI CITTADINI

Giulia

Created on March 1, 2024

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Transcript

Le rivolte contadine e i tumulti cittadini

Giulia Catania IIIB

"La libertà esiste, e va conquistata, anche a prezzo di grande dolore. Il destino non ha potere su di noi, se abbiamo il coraggio di ribellarci" Licia Troisi, scrittrice italiana
Indice

- Francia, 1358 - Francia, 1382 - La situazione in Inghilterra - Inghilterra, 1381 - Il sermone di John Ball - Il parere degli esperti - Lo statuto dei lavoratori - Europa, 2023 - 2024

- Contesto storico - Timeline - Mappa - Timeline - Cause principali - Firenze, 1378 - Siena, 1371

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Contesto storico

Le rivolte contadine e i tumulti cittadini si svilupparono nel periodo del Trecento in quasi tutta Europa: infatti, il Trecento è stato un periodo di profonda crisi, sia sul piano sociale, che anche su quello demografico ed economico. Per questo, il periodo di transizione tra Medioevo ed età moderna - compreso tra il XIV e XV secolo - è chiamato “autunno del Medioevo”.

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Timeline

XV secolo

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Calo demografico

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1350 circa

1347 - 1350

Crisi del Papato e dell'Impero

Epidemia di peste

Mappa

Rivolte del '300

Rivolte degli agricoltori 2023/2024

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Timeline

Siena, 1371

Inghilterra,1381

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Firenze, 1378

Francia, 1358

Francia,1382

Cause principali

Le cause principali della consumazione delle rivolte sono da ricondurre alla tensione sociale già presente nelle campagne, accompagnata dalla richiesta dell’aumento delle tasse da parte della nobiltà feudale per cercare di sostenere la crisi a seguito delle numerose guerre combattute. Altre cause della rivolta sono da associare alla fame e alla miseria che colpì in poco tempo tutta L’Europa, nonché le trasformazioni avvenute nell’organizzazione del lavoro in città e nella produzione agricola. Ricordiamo, inoltre, che nel Trecento, il mercato tessile subì una crisi di sovrapproduzione a causa del calo demografico e ciò provocò inevitabilmente proteste e rivolte in diverse città.

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Firenze, 1378

Una delle più importanti rivolte avvenute in Italia nella seconda metà del ‘300 è quella che viene comunemente chiamata “Tumulto dei ciompi”, poiché da quel momento in poi gli operai della lana in particolare iniziarono ad essere chiamati i "Ciompi". Quest’ultima iniziò precisamente nel 1345 con uno sciopero degli operai salariati, per poi continuare fino al luglio del 1378,quando scoppiò la vera e propria rivolta: ciò avvenne in particolare in seguito all’istituzione del Governo delle Arti, che vedeva coinvolti soltanto i componenti delle Arti maggiori e mediane, lasciando in disparte quelli delle Arti minori. Tuttavia, dopo un breve momento di gloria, la rivolta fu duramente repressa dai membri della classe nobiliare.

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Siena, 1371

Il fenomeno di rivolte e tumulti che colpì la città di Siena, nel territorio toscano, nel luglio del 1371 è passato alla storia come “Rivolta di Barbicone” dal nome di colui che verrà definito capopolo: Giovanni d’Agnolo. Il tumulto fu acceso in particolare dagli operai della manifattura tessile per migliorare i salari ottenere migliori condizioni lavorative: venne inoltre richiesto che fosse il Comune a fissare il salario e non gli stessi maestri i quali vennero, secondo alcune fonti, addirittura minacciati di morte. Si può notare qui una differenza con la rivolta fiorentina, che chiedeva un riconoscimento per l’accesso alle cariche politiche anche per gli operai salariati; gli operai senesi domandavano invece migliori condizioni di lavoro.

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Francia, 1358

Una delle rivolte popolari più importante avvenute in Francia è quella del 1358, quando un gruppo di contadini, spinti probabilmente dalla scarsità di cibo, attacco le residenze e i palazzi dei nobili, in una rivolta che passò alla storia come jacquerie, dal soprannome Jacques Bonhomme con cui i nobili indicavano già da quasi un secolo i contadini. Questo fu solo l'inizio delle rivolte in Francia, che coinvolsero tantissimi già in zone come la Normandia. Una delle figure rappresentanti del ceto mercantile, Etienne Marcel, guidò un piccolo gruppo di contadini a una protesta a Parigi al fine di ricevere una maggiore considerazione del proprio ceto e un controllo pubblico sulle finanze. Tuttavia, la protesta venne oppressa nonostante il supporto della classe popolo e Marcel venne ucciso dal popolo stesso.

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Francia, 1382

Visto il coinvolgimento di parecchie città della Francia, si sviluppò un’ ulteriore rivolta cittadina nel 1382 a Parigi, nella quale alcuni popolani assalirono un deposito contenente quasi tremila mazze ferrate, che in francese vengono chiamate maillets. Il movimento, famoso per il celebre grido “abbasso le imposte!" e i cui partecipanti vennero denominati maillotins, riuscì a essere represso dal governo francese. C’è però da far una precisione: anche se le fonti medievali parlano più che altro di tumultus o commotio (tumulto o agitazione), in Francia queste avevano un nome preciso: venivano infatti chiamate jacqueries.

La situazione in Inghilterra

Nella seconda metà del ‘300, in Inghilterra si stava rivelando sempre più determinante la predicazione dei lollardi (dal termine lollaerd, cioè “colui che prega a bassa voce"). Questo termine venne ben presto utilizzato per indicare i seguaci di John Wycliffe, professore di teologia ad Oxford; egli negava ogni ruolo al clero in quanto credeva che tutti gli uomini potessero stabilire un rapporto diretto con Dio: inconsciamente, Wycliffe stava anticipando gli argomenti della riforma protestante del frate agostiniano Martin Lutero e proprio per questo fu messo al bando dalla Chiesa d’Inghilterra e dal Concilio di Costanza.

Inghilterra, 1381

In seguito a queste premesse, i lollardi sostennero un gruppo di contadini in una rivolta scoppiata in due regioni, il Kent e l’Essex. Essa raggiunse il culmine quando nel giugno del 1381 i cittadini, guidati da un prete chiamato John Ball che credeva nell’assoluta uguaglianza tra gli uomini, marciarono sulla città di Londra. Il motivo di tale protesta è da ricondurre all'introduzione della poll-tax, imposta a tutti i cittadini di età superiore ai 15 anni, eccetto i mendicanti. Tra gli uomini della protesta vi erano sia contadini agiati che contadini poveri e, dopo un primo momento di successo, la rivolta fu duramente repressa da soldati del re e John Ball fu impiccato dai capi della rivolta stessa. Si chiudeva così la fase di tumulto inglese, anche a causa della disgregazione dei contadini protestanti.

Il sermone di John Ball

"E se siamo tutti discesi da un padre e da una madre, Adamo ed Eva, come fanno i signori a dire o a dimostrare che essi sono più signori di noi - se non perché ci fanno vangare e zappare la terra per poter dissipare quanto noi produciamo? Sono vestiti in velluto e raso, ornati di pelliccia di scoiattolo, mentre noi abbiamo addosso miseri panni. [...] Essi hanno magnifiche residenze e manieri, mentre noi abbiamo i guai e il lavoro, sempre nei campi sotto la pioggia e la neve. Ma è da noi e dalla nostra fatica che viene ogni cosa con cui mantengono il loro lusso. [...] Buona gente, le è l'oggetto del seme cose non possono andar bene in Inghilterra, né lo andranno mai, fino a quando tutto non sarà in comune e non ci saranno più né villani né nobili, ma saremo tutti di un'unica condizione."

In questo sermone, riportato dal cronista francese Jean Froissart, John Ball evidenziava ancora di più il suo pensiero riguardante l'uguaglianza tra gli uomini e il tema dell'eliminazione delle classi sociali per evitare scontri.

Il parere degli studiosi

Alessandro Barbero

I Ciompi come i ribelli americani? «La rivolta è una costante della storia [...]. Avevano un progetto politico. Invece le proteste di Minneapolis e delle altre città non hanno un fine dichiarato. Gli afroamericani non chiedono che gli abitanti dei ghetti possano essere eletti o cose così. Sono infatti mossi dall’indignazione per la morte di Floyd e dalla condizione disperante di troppa gente di colore. [...]».

Cambiare lo status quo, le proprie condizioni di vita, resta un’istanza invincibile? «È un sentimento invincibile, che non muore. Solo una volta in tanti secoli si è tentata un’altra strada [...]. Con il comunismo. Quando Lenin diceva che in generale [...] eliminando le classi non ci sarebbero stati oppressori. Ma pure il comunismo si è rivelato un fallimento alla prova dei fatti».

Il parere degli studiosi

Alessandro Barbero

Le rivolte sono rivoluzioni fallite? «Sicuramente le rivolte quando sono fatte solo di rabbia [...]. Anche gli stessi operai fiorentini trecenteschi alla fine fallirono quando capirono che era stata una mossa avventata e fatale pretendere che alcuni di loro diventassero Priori senza avere esperienza di governo. Iniziarono a girare persino canzoni di scherno contro i Ciompi. [...]. Detto questo, non mi sento di affermare che le rivolte popolari siano inutili».

«[...] I poveri non si ribellano quando crepano di fame, ma quando riescono a intravedere un futuro migliore». Alessandro Barbero, tratto dal suo libro "All'arme! All'arme! I priori fanno carne!"

Lo statuto dei lavoratori

Lo statuto dei lavoratori (anche conosciuto come legge 20 maggio 1970, n. 300) è una delle normative principali della Repubblica Italiana che introdusse importanti e notevoli modifiche sia sul piano delle condizioni di lavoro che su quello dei rapporti fra i datori di lavoro e i lavoratori. L’idea di introdurre nell’ordinamento nasceva sostanzialmente dal clima di repressione nei luoghi di lavoro nei confronti di parecchi lavoratori. Agli inizi degli anni ’60, con l’avvento dei governi di centro-sinistra, venne introdotta la prima, seppur limitata, disciplina in materia di licenziamenti. Infine, con i movimenti del '68, la Legge venne elaborata su iniziativa di Giacomo Brodolini e venne ufficialmente approvata il 20 maggio del 1970.

Europa, 2023-2024

Le proteste portate avanti da moltissimi agricoltori sono iniziate dal dicembre 2023 in Germania e successivamente in Francia nel gennaio 2024: a fine dicembre, infatti, il governo tedesco ha annunciato un aumento delle tasse e un taglio dei sussidi agricoli, eliminando alcuni dei privilegi concessi sinora ai lavoratori, tra cui un’agevolazione fiscale sul gasolio. Inizia così la rivolta dei trattori con dei blocchi stradali in tutte le autostrade tedesche. In Francia, le proteste iniziano in Occitania con una manifestazione a Tolosa, poi il 18 gennaio con il blocco stradale dei trattori contro le politiche europee. Il primo blocco simbolico è quello dell'autostrada Tolosa-Tarbes. Come altre dimostrazioni di protesta, vi è quella della notte tra il 18 e il 19 gennaio, quando un edificio di un ente ambientale a Carcassonne è stato fatto saltare in aria tramite un'esplosione da un gruppo radicale occitano.

La situazione in Italia

Il caso italiano sembra, per ora, presentare alcune peculiarità. Tra i manifestanti italiani, infatti, è diffusa l’ostilità verso le associazioni di categoria, considerate troppo timide e colluse col potere governativo. Inoltre, se all’estero le confederazioni agricole guidano i cortei, in Italia prevale l’autoconvocazione. A organizzare le marce sono sigle come il Coordinamento Agricoltori Traditi di Danilo Calvani. Come manifestazioni di protesta, oltre alla rivolta dei trattori in molteplici strade e autostrade, ce n'è una portata avanti a Roma, dove sono state bruciate in piazza bandiere di Coldiretti, principale organizzazione dell’imprenditoria agricola.

Grazie dell'attenzione

"Gli operai si accorsero di essere in maggioranza. E iniziarono a dare l’assalto ai traditori, ossia quei popolani grassi che sono diventati troppo grassi" Alessandro Barbero

Alessandro Barbero

Alessandro Barbero è uno storico e scrittore italiano, specializzato in storia del Medioevo e in storia militare.. Nato a Torino il 30 aprile 1959, nel 2012 gli viene assegnato il Premio Le Goff e nel 2018 vince il Premio Alassio per l'informazione culturale. Infine, nel 2020, gli viene assegnato il riconoscimento Testimone del tempo durante la 53ª edizione del Premio Acqui Storia.

Alessandro Barbero

Alessandro Barbero è uno storico e scrittore italiano, specializzato in storia del Medioevo e in storia militare.. Nato a Torino il 30 aprile 1959, nel 2012 gli viene assegnato il Premio Le Goff e nel 2018 vince il Premio Alassio per l'informazione culturale. Infine, nel 2020, gli viene assegnato il riconoscimento Testimone del tempo durante la 53ª edizione del Premio Acqui Storia.

La poll-tax degli anni '90

La poll-tax fu reintrodotta nel Regno Unito dal governo di Margaret Thatcher nel 1990. Ancora una volta, provocò una rivolta, la poll-tax riots. Il fallimento della poll-tax fu uno dei fattori che contribuirono a determinare le dimissioni della “lady di ferro” nell’autunno dello stesso anno.