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Presentazione Essenziale Dark

Prabhjot Kaur

Created on February 29, 2024

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Cenni storici

Lo Shintoismo è la religione autoctona del Giappone e non ha un fondatore. In origine, lo Shintoismo era il frutto della mescolanza di riti, miti, credenze, tecniche divinatorie, usi e costumi profondamente radicati nella vita quotidiana del popolo giapponese. Dapprima tale complesso di pratiche e di credenze non portava nessun nome, e soltanto con l’avvento del Buddhismo in Giappone (nel VI secolo) venne a essere distinto con il nome di shinto (che significa "via degli dei"). Dal VI all’VIII secolo lo Shintoismo e il Buddhismo coesistettero pacificamente in Giappone, ma poi lo stato di simbiosi si tramutò addirittura in fusione. Nel XII secolo, lo Shintoismo si combinò anche con il Confucianesimo. Separato dagli altri culti a scopo politico, nel 1868 lo Shintoismo divenne praticamente la religione di Stato. Nel Giappone contemporaneo non gode più di tale posizione privilegiata, in quanto l’attuale Costituzione garantisce a tutti i giapponesi l’assoluta libertà religiosa.

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Shintoismo

Prabhjot Kaur

Principi fondamentali

La filosofia di vita shintoista ruota intorno all’idea che vi sia un’armonia profonda tra gli esseri umani, la natura, e le numerose divinità che popolano l’universo. Gli esseri divini si chiamano kami, sono generalmente benigni e proteggono coloro che si rivolgono a essi. I kami si identificano con numerosi oggetti naturali (montagne, ruscelli, animali, alberi, ecc.), con alcuni personaggi mitici o storici e con gli antentati. Secondo la mitologia shintoista del Kojiki e del Nihon shoki, la famiglia imperiale (il cui primo imperatore è ritenuto Jimmu Tenno) discende direttamente dalla dea del sole Amaterasu, considerata la capostipite.

Collocazione

Lo Shintoismo è praticato quasi esclusivamente in Giappone. È molto difficile stimare il numero complessivo degli shintoisti in quanto si può essere shintoisti e, contemporaneamente, aderire al Buddhismo. Secondo alcune fonti vi sono circa 100 milioni di giapponesi che praticano una combinazione di Shintoismo e Buddhismo.

Consumi alimentari giapponesi

Adele Kolari

Il consumo alimentare pro-capite giornaliero è stato di 2.444kcal, quasi 14kcal in più rispetto all'anno precedente. Ciò che ha portato a una così bassa autosufficienza è stato il rilevante cambiamento delle abitudini alimentari dei giapponesi. L’autosufficienza alimentare del Giappone è progressivamente scesa dal 73% dell’anno fiscale 1965 al 38% del 2017. Il consumo alimentare pro-capite giornaliero è stato di 2.444kcal, quasi 14kcal in più rispetto all’anno precedente. Ciò che ha portato a una così bassa autosufficienza è stato il rilevante cambiamento delle abitudini alimentari dei giapponesi. Da un lato, è diminuito il consumo di riso, alimento base la cui produzione è la più adatta al clima giapponese; dall’altro, è aumentato il consumo di carne, olio e grassi. La produzione è divenuta sempre meno competitiva nel soddisfare la domanda, a causa della crescente importanza della ristorazione che ha favorito i prodotti esteri più economici. A ciò si è aggiunto il mutamento del consumo alimentare che ha creato una domanda di prodotti non disponibili in Giappone.

Rapporti con altre religioni

Lo Shintoismo convive facilmente con le altre religioni e, difatti, molti shintoisti sono contemporaneamente devoti al Buddhismo. Si tratta di una religione che non incoraggia il proselitismo poiché è considerata inadatta ai popoli non giapponesi.

Le abitudini alimentari dei giapponesi sono profondamente mutate dagli anni ’60 a oggi. Numerosi fattori hanno contribuito al cambiamento, ma i principali possono essere raggruppati nelle seguenti categorie: progresso tecnologico, mutamento della struttura sociale, progressiva terziarizzazione dell’economia, ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Con gli anni si è delineata una netta divisione del comportamento alimentare, nelle tre fondamentali forme “alimentazione domestica”, “cestino pronto” e “ristorazione”. - Alimentazione domestica. L’alimentazione domestica si delineò negli anni ’60 dell’economia ad alto sviluppo, quando le forniture d’acqua, gas ed elettricità reggiunsero tutte le abitazioni. si sviluppò anche l’industria alimentare, che mise in commercio farina di grano, zucchero, sale, oli, grassi, salsa di soia, etc. A seguito dell’urbanizzazione e dello sviluppo edilizio sorsero delle concentrazioni di negozi alimentari che resero disponibili anche verdure e alimenti freschi. In questo modo si ebbe la prima rivoluzione dell’alimentazione domestica, che, originando la tavola domestica, ha determinato un aumento del lavoro in ambito casalingo. Negli anni ’90 si è assistito allo sviluppo di nuove pietanze per i bento, il cui prezzo medio si è stabilizzato intorno ai 600 yen. Negli anni ’90 si è avuta la seconda rivoluzione dell’alimentazione domestica, conseguenza soprattutto del miglioramento delle infrastrutture domestiche. Assieme all’aumento della grandezza delle cucine si sono diffusi gli scalda-acqua e il frigorifero a scomparti.

Testi sacri

Sebbene lo Shintoismo non abbia dei veri e propri testi sacri, vi sono alcuni libri che raccolgono i miti e le tradizioni religiose del popolo giapponese: tra questi, i principali sono il Kojiki ("Memorie degli avvenimenti dell’antichità"), e il Nihon shoki ("Annali del Giappone").