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Il potere delle donne nel Medioevo centrale

SANTO BARBERA

Created on February 29, 2024

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Transcript

ALESSIA AFFETTUOSO GIULIANO ALBA GIUSEPPINA AMORE ELETTRA ANFUSO SANTO BARBERA DANIELA BELLA

Corso di specializzazione per il sostegno "Scuola sec. di secondo grado" Prof.ssa Greco

"Il potere delle donne nel Medioevo centrale"

" 3 FASI "

2SCHEMATIZZAZIONE

SEMPLIFICAZIONE E FACILITAZIONE DEL TESTO

3RIDUZIONE

1EVIDENZIAZIONE

"il potere delle donne nel medioevo centrale"

Il secolo XI conferma l’esercizio del potere femminile delle sovrane e conosce anche l’affermarsi del potere delle badesse, le quali esercitano la loro autorità nei confronti del clero e dei fedeli a loro sottoposti. Anche alcuni monasteri doppi, nei quali convivono una comunità maschile e una femminile, iniziano a conoscere, alla fine del secolo, la preminente autorità del ramo femminile. L’inasprimento delle leggi contro il clero indisciplinato e concubinario, tuttavia, favorisce l’affermarsi di una concezione negativa della donna, allontanata dal sacro.

LIVELLO 1

DONNE REGGENTI NELLE TRAME DEL POTERE Il secolo XI conferma l’esercizio del potere femminile aristocratico con modalità simili a quanto già accadeva nei secoli altomedievali. Per quanto concerne l’esercizio della reggenza, esso si articola su vari piani e vede le donne adottare soluzioni differenziate, di seguito esemplificate attraverso l’esposizione di due casi riguardanti contesti geografici diversi: la Scozia, l’Italia. Un primo modello è offerto da Margherita di Scozia – in seguito canonizzata – sposa nel 1070 di Malcolm III di Scozia. Sotto la sua reggenza la nazione scozzese comincia a prendere forma: viene avviato un processo di centralizzazione governativa e burocratica, sancita l’unione della Chiesa di Scozia alla Chiesa di Roma, mentre la corte, sempre più modellata sulla cultura degli Angli, diventa centro di mecenatismo. Per 23 anni Margherita, in qualità di consigliera del marito, ha un ruolo considerevole nella politica e nell’organizzazione del regno, anche sotto i profili culturale e religioso.

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Il suo impegno nel promuovere e incoraggiare la cristianizzazione della Scozia, nel patrocinare nuove fondazioni monastiche, opere di carità e ospizi, nonché l’esemplare condotta di sposa-madre-regina (che mette insieme regalità, pietà religiosa e umiltà), ne faranno ben presto un modello tipicamente medievale. Margherita genererà sei figli maschi, dei quali gli ultimi tre, Edgardo, Alessandro e David, assurgeranno in successione al trono di Scozia, e due figlie, Maria ed Edith, quest’ultima andata in sposa a Enrico I d’Inghilterra. Diverso il ruolo esercitato dalla marchesa Matilde di Canossa che, insieme alla madre Beatrice di Lotaringia, governa la Toscana con energia e determinazione a sostegno del papato nella lotta contro gli imperatori tedeschi Enrico IV ed Enrico V. Beatrice e Matilde si dimostrano personaggi di primo piano nel processo di riforma della Chiesa, presenziando entrambe ai sinodi di Roma del 1074 e 1075.

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Matilde ospita Gregorio VII ed è testimone autorevole dell’atto di penitenza di Enrico IV, rimanendo punto di collegamento e di mediazione tra papato e impero; un ruolo che la vedrà, per oltre 40 anni, ai vertici della diplomazia internazionale medievale e che le consentirà di arginare le pretese egemoniche imperiali. Matilde in persona guiderà le truppe a Sorbara (1084), riportando una clamorosa vittoria su Enrico IV. In tali frangenti, il suo castello, più volte posto sotto assedio dal sovrano, diviene simbolo della resistenza di una donna all’imperatore. Un altro segno della sua autorevolezza è da cogliersi nell’influenza esercitata nella designazione di nuovi pontefici. Nel 1087 partecipa in prima persona alla spedizione militare che riporta a Roma l’abate Desiderio di Montecassino, in seguito eletto papa con il nome di Vittore III. Spentosi il pontefice in breve tempo, Matilde invia suoi rappresentanti all’incontro di Terracina, dal quale uscirà il nome del nuovo papa, Urbano II.

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IL POTERE DELLE ABBADESSE I monasteri sono strumento delle strategie politiche adottate dall’aristocrazia, che investe beni e prestigio nel fondare, ingrandire e arricchire comunità religiose presso le quali inviare le donne non destinate al matrimonio. Il governo del monastero è perlopiù riservato a una donna appartenente alla famiglia del fondatore attraverso la sua elezione a badessa, ruolo che, nel monachesimo benedettino, consente di svolgere legittimi e riconosciuti compiti e funzioni episcopali. Si tratta di un potere ampio ed esteso, che le badesse eserciteranno sui propri territori all’incirca dall’VIII al XVI secolo. L’autonomia giurisdizionale di tali monasteri, indipendenti dalla locale autorità episcopale in quanto direttamente soggetti a Roma, comporta per le badesse autorità nei confronti del clero e della popolazione del distretto e la possibilità di esercizio di molte prerogative prettamente episcopali, eccettuate quelle strettamente connesse al sacramento dell’ordine, per cui si può parlare di poteri “semiepiscopali”. Non di rado avviene che ad alcune badesse sia consentito di fregiarsi delle insegne dell’autorità episcopale, quali l’anello, la mitra, il pastorale.

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Oltre a essere responsabili dell’impostazione della direzione spirituale delle monache loro sottoposte, nonché delle necessità della vita religiosa dei fedeli che abitano il territorio amministrato dal monastero, in qualità di feudatarie le badesse sono chiamate a occuparsi dell’amministrazione dei feudi soggetti al proprio monastero, con relative conseguenze giuridiche ed economiche. Agiscono, dunque, come vere e proprie sovrane, sia pure su di un territorio limitato, cui è spesso anche demandato il compito dell’amministrazione della giustizia civile e penale, tanto sui laici direttamente dipendenti dal monastero, quanto sul clero a esso legato. Le badesse assistono ai sinodi e firmano i testi dei concili ai quali partecipano; dirigendo le abbazie, ne fanno spesso importanti centri di studi, di committenza artistica, di direzione spirituale. Un fenomeno tutt’altro che sporadico, bensì riscontrabile in tutta Europa. Un’altra singolare realtà nel quadro dell’esercizio dell’autorità femminile è quella costituita dai “monasteri doppi”.

LIVELLO 1

Nel 1099 Roberto d’Arbrissel fonda la congregazione benedettina di Notre- Dame de Fontevrault, nella quale convivono una comunità maschile e una femminile, entrambe poste sotto l’autorità dell’abbadessa, rappresentante la Vergine Maria. Tutti, uomini e donne, fanno professione nelle sue mani. Nelle mani della badessa è riposta la piena autorità, a lei deve rispondere lo stesso priore del monastero maschile. È lei che detiene il potere supremo: sceglie tra i novizi coloro da destinare al sacerdozio, riceve le professioni religiose, sorveglia la vita dell’ordine tramite visitatori da lei nominati e che, pur investiti di ampi poteri, sono sempre a lei subordinati.

LIVELLO 1

IL POTERE NELLA CHIESA: ORDINE E GIURISDIZIONE La riforma della Chiesa che attraversa l’XI secolo, con l’inasprimento delle leggi contro il clero indisciplinato e concubinario, favorisce l’affermarsi di una concezione negativa della donna, che viene allontanata dal sacro, avvertito come incompatibile con la vita matrimoniale. Si delinea in maniera sempre più netta una teologia del sacramento dell’ordine sacro. Considerato di diritto divino, esso è riservato esclusivamente agli uomini, cui vengono riconosciuti la potestà di attuare il sacrificio eucaristico e di santificare i credenti attraverso l’amministrazione dei sacramenti (potere d’ordine), la facoltà dell’insegnamento ai fedeli (potere di magistero) e la direzione della vita cristiana attraverso leggi (potere giurisdizionale). Tale distinzione tra potere d’ordine e potere 4 di giurisdizione, se esclude le donne dall’esercizio delle prerogative di chi ha ricevuto l’ordine sacro, consente loro di esercitare il potere di giurisdizione, considerato di diritto positivo, distinto in foro esterno e foro interno (potere di legare e sciogliere, come ad esempio nel sacramento della confessione). Molte badesse fruiscono del potere di giurisdizione in foro esterno.

LIVELLO 1

Anche le badesse, nelle vesti di madri spirituali, svolgono l’ufficio pastorale di istruzione e di guida, utilizzando le più diverse forme di evangelizzazione. I loro insegnamenti, rivolti perlopiù ad altre religiose, si presentano sia come nutrimento spirituale, sia come indicazione etico-formativa. Ammonizione fraterna, istruzione religiosa, ma anche discorsi a carattere teologico e commenti esegetici esprimono, comunque, il potere della parola autorevole femminile che ammaestra e disciplina.

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GLOSSARIO

secolo XI : anno mille d. C. badesse : la Badessa è la madre superiora di un monastero di monache. clero: Insieme dei sacerdoti che curano le anime dei fedeli. fedele: Fedele è colui che segue un credo religioso. Indisciplinato:Ribelle, non rispettoso delle norme. Concubinario: Quando membri del clero convivono o si sposano. reggenza: Governo temporaneo di uno Stato. canonizzata: Riconosciuta come Santa. cristianizzazione: Spingere un popolo ad abbracciare il credo cristiano. politica: é tutto ciò che riguarda l'organizzazione di uno Stato.
patrocinare: Finanziare la costruzione di nuovi monasteri. sinodi: Riunione di tutti i vescovi chiamati dal Papa. legittimi: Riconosciuti dalla legge. funzioni episcopali: Sono i poteri dei vescovi nella chiesa cattolica. distretto: La porzione di territorio che dipende da un monastero. abbazia: L'altro nome dei monasteri delle badesse. monasteri doppi: è un'istituzione monastica che ospita, in strutture monastiche separate, monaci e monache, sotto la direzione unica di un abate o di una badessa.diritto divino: Il potere che discende direttamente da Dio. sacrificio eucaristico: è il potere di celebrare la messa. evangelizzazione: Diffondere la conoscenza e i contenuti del vangelo. ammonizione: Rimprovero commenti esegetici: Spiegazione dei testi sacri.

IL POTERE DELLE DONNE NEL MEDIOEVO CENTRALE

Nel corso dell'undicesimo secolo, il potere è concentrato nelle mani delle donne. Queste ultime comandano sia sui preti che sui fedeli. In alcuni monasteri misti, in cui vivono insieme maschi e femmine, le donne hanno il potere.

livello 2

Margherita di Scozia è una donna che ha potere, svolge un ruolo importante nella politica, nel regno e nella comunità cristiana. Matilde di Canossa, in Toscana, è un punto di collegamento tra papato e impero. Guida l'esercito a Sorbara.

livello 2

I monasteri sono comunità religiose per le donne che non si devono sposare. La gestione del monastero è affidato a una donna chiamata badessa.

livello 2

Le badesse che indossano l'anello, il copricapo (mitra) e il bastone (pastorale) hanno poteri maggiori sul popolo e gestiscono le regole dell'intero monastero.

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livello 3

GRUPPO 8

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