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Petrarca
Greta Galioto
Created on February 28, 2024
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Transcript
Francesco Petrarca
"Pace non trovo, et non ò da far guerra"
Presentazione di Greta Galioto, Federico Buttitta e Michele Toia
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Il sonetto
Nel sonetto "Pace non trovo", Petrarca esprime con intensità il tormento interiore causato dalla passione amorosa non corrisposta. Attraverso un susseguirsi di antitesi e contrasti, l'autore manifesta il proprio stato d'animo contraddittorio, diviso tra speranza e timore, desiderio e rassegnazione, amore e odio verso sé stesso. La tensione emotiva palpita in ogni verso, mentre l'uso sapiente della similitudine e dell'antitesi crea un'atmosfera di struggente conflitto interiore. Petrarca si rivolge direttamente alla donna amata, rivelando la sua condizione di prigioniero del proprio sentimento, incapace di trovare pace o liberazione. La poesia, intrisa di pathos e struggente sincerità, riflette il tormento amoroso del poeta e la sua ricerca incessante di risposte e conforto nell'oggetto del suo amore.
Pace non trovo, et non ò da far guerra; e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio; et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra; et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio. Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra, né per suo mi riten né scioglie il laccio; et non m’ancide Amore, et non mi sferra; né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio. Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido; et bramo di perir, et cheggio aita; et ò in odio me stesso, et amo altrui. Pascomi di dolor, piangendo rido; egualmente mi spiace morte et vita: in questo stato son, Donna, per voi.'
Parafrasi
'Non trovo pace, ma non ho nemmeno modo di combattere; e temo e spero; e ardo (d’amore) e mi sento gelare (per il timore); e volo sopra al cielo e sprofondo a terra; e nulla stringo e tutto il mondo abbraccio. Così mi tiene prigioniero l’amore, che non mi libera né mi rinchiude del tutto, né mi trattiene ma neppure scioglie le mie catene; e non mi uccide, ma neppure mi vuole vivo o mi salva dalle sofferenze. Vedo senza occhi e non ho lingua e grido; e desidero morire e chiedo aiuto; e ho in odio me stesso e amo un’altra persona. Mi nutro di dolore, rido piangendo; ugualmente disprezzo la vita e la morte: e sono ridotto in questo stato, donna, per voi.'
Il significato del sonetto
Se Petrarca è poeta del contrasto interiore, del lancinante dissidio psicologico, questo celebre testo è certamente emblematico della sua condizione. È un componimento tutto costituito da una serie di affermazioni paradossali in merito agli effetti che l’amore ha sull’amato, una lunga enumerazione di forti contraddizioni. I versi procedono con la presenza di assurdi logici e controsensi in forma di antitesi e ossimori, dove fanno la loro comparsa sentimenti estremi – la paura, la prigionia, il pianto, il desiderio di morte – accumulando progressivamente una tensione che si scarica solo nel verso conclusivo, con la rivelazione finale della causa di tutte le spietate emozioni contrastanti. La sintassi di "Pace non trovo, et non ò da far guerra" è costruita tramite studiate geometrie, dove ogni verso è occupato da una (ad esempio il v. 1, il v. 3, il v. 4, etc.) o da due (ad esempio il v. 2 e il v. 9) espressioni paradossali, sapientemente disposte secondo strutture a parallelismo o a chiasmo. Ogni verso è concluso in se stesso; completamente assenti sono gli enjambement.
Chi era Petrarca
Francesco Petrarca, nato nel 1304 a Arezzo, è uno dei più celebri poeti e scrittori del Trecento italiano, noto soprattutto per essere stato uno dei principali esponenti del movimento letterario del dolce stil novo. Una delle sue opere più celebri è il "Canzoniere", una raccolta di poesie liriche in cui il poeta esprime i suoi sentimenti più profondi e le sue esperienze personali. Tra i suoi componimenti più celebri spicca il sonetto "Pace non trovo", che incarna perfettamente la complessità emotiva e la profondità dei suoi versi.