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PSYCHOLOGY PRESENTATION

ambra innocenzi

Created on February 28, 2024

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Presentazione sul simbolismo

Ambra Innocenzi IIIg

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Caratteri e protagonisti

Il simbolo è qualcosa "che sta in luogo di", come, per esempio, la bilancia simboleggia la giustizia e si differenzia dall’allegoria in quanto quest’ultima è confinata nell’ambito delle espressioni letterarie, poetiche e logiche. Il simbolismo è una delle componenti fondamentali dell’animo umano che spesso traduce solo in immagini concetti e emozioni che con le parole necessitano di complesse elaborazioni. Il simbolo, pertanto, ha una sintesi che riesce a racchiudere, nella sua forma, contenuti anche complessi, per lo più universali o mitici, come sostiene la scienza che nasce in quel periodo: La Psicanalisi. Il principale pittore simbolista è Odilon Redon (1840-1916). Benché frequentatore ed amico degli impressionisti, egli rifiutò decisamente l’uso di questo stile, soprattutto perché non era interessato a rappresentare la realtà così come essa appare. Nella sua pittura la natura è soprattutto sogno, per questo egli ne coglie, e raffigura, gli aspetti più sfuggenti, anormali e inspiegabili. Altro pittore emblema del simbolismo è Emile Bernard che fece parte del gruppo di Pont-Aven e produsse quadri capaci di far trionfare il simbolismo che si nutriva anche di musica e di poesia, influenzando e lasciandosi influenzare dalle opere di Richard Wagner, dalle poesie di Charles Baudelaire e dalla penna di Edgar Allan Poe e Gustave Flaubert.

G. Moreau L'apparizione

Il simbolismo

Corrente artistica e letteraria sorta in Francia e diffusasi in Europa nel 19° sec. caratterizzata, in opposizione al realismo e al naturalismo, dalla tendenza a non rappresentare fedelmente il mondo esteriore ma a creare piuttosto il mondo della suggestione fantastica dei sogni per mezzo di allusioni simboliche.I caratteri del movimento simbolista, che si pone come un’inversione di tendenza rispetto al naturalismo e alle ricerche neoimpressioniste, sono individuati nel Manifesto di J. Moréas (1886), secondo cui compito dell’arte è rivestire l’Idea di una forma sensibile che attraverso una rete di analogie ne veicoli le potenzialità allusive. Di qui l’interesse per la dimensione del sogno, della visione interiore, dell’immaginazione, attraverso l’ambigua modalità del simbolo. Diffusione in Europa Il simbolismo non interessò solo la Francia ma conobbe una ampia diffusione in tutta Europa. In Svizzera può considerarsi simbolista l’opera pittorica di Arnold Böcklin (1827-1901) che colloca la sua pittura negli spazi tra realtà e sogno, senza cadere nel clima di morboso decadentismo dei colleghi francesi. Del pittore è la famosa "Isola dei Morti" dipinta in cinque versioni dal 1880 al 1886 e l'"Isola dei Vivi" (Lebensinsel) del 1888 che mostra una piccola isola con tutti i simboli della gioia e della vita. Simbolista è anche il contenuto della pittura di Gustav Klimt (1862-1918), il maggiore esponente della Secessione viennese, la cui pittura, stilisticamente molto originale, si basa sempre su soggetti di tipo simbolico, fino al risultato massimo di "Le tre età della vita". Anche in Inghilterra il simbolismo ebbe successo, specialmente con il giovane pittore Dante Gabriele Rossetti, ed in Belgio con Jean Delville. I precorritori di questo movimento furono i pittori Gustave Moreau (1826-1898) e Pierre Puvis de Chavannes (1824-1898). Il termine Simbolista venne da critici e dagli artisti stessi che volevano distingueresi dagli Impressionisti, non solo nello stile pittorico, ma nel contenuto e nei temi delle loro opere. Provenienti dall'esperienza Impressionista, Moreau e De Chavannes, inserirono nei loro dipinti elementi e temi che diventeranno caratteristici della pittura simbolista, in particolare, il ricorso alla mitologia e alle storie bibliche, descritte come visioni di un sogno in cui le immagini e i contenuti hanno un aspetto o possono essere interpretati come simboli.

Vita di Bocklin

Arnold Böcklin è stato un pittore svizzero, nato il 16 ottobre 1827 a Basilea e morto il 16 gennaio 1901 a San Domenico, in Italia. La sua vita è stata segnata da un percorso artistico ricco e variegato, contribuendo al movimento simbolista e all’arte della fine del XIX secolo.Educatosi a Basilea, Böcklin studiò all’Accademia di Düsseldorf e successivamente a Anversa, acquisendo influenze che spaziavano dal Romanticismo tedesco alla tradizione della pittura fiamminga. Dopo aver viaggiato in Italia, fu profondamente colpito dalla sua arte e cultura, e questi elementi avrebbero avuto un impatto significativo sulla sua produzione artistica successiva.Arnold Böcklin divenne noto per i suoi paesaggi mitologici, le allegorie e le scene legate alla morte. Il suo stile unico, spesso descritto come simbolista e misterioso, lo rese una figura di spicco nell’arte europea di fine Ottocento.Arnold Böcklin trascorse gli ultimi anni della sua vita in Italia, dove continuò a dipingere e insegnare. La sua eredità artistica è significativa, e la sua influenza si estende al di là del suo tempo, contribuendo allo sviluppo dell’espressionismo e della pittura simbolista nel XX secolo.

Lo stile di Bocklin

Un simbolismo mitologico Arnold Böcklin è stato uno degli esponenti più maturi e convinti del Simbolismo in pittura. Egli, infatti, fu animato dal proposito di superare le poetiche naturalistiche del Realismo e dell’Impressionismo non dal punto di vista scientifico, ma da quello spirituale. Era opinione dei Simbolisti, e di Böcklin in particolare, che lo scopo dell'arte fosse quello di rivelare mediante l'utilizzo di un linguaggio non più logico, ma analogico quella realtà «altra» che si cela dietro quella immediatamente percepibile con l'uso dei sensi e della ragione, rivelando dunque le magiche possibilità offerte dall'esplorazione della realtà psichica delle cose con un utilizzo accorto di «simboli», per l'appunto. Arnold Böcklin, si distingue per uno stile artistico eclettico e originale che attraversa diverse sfere creative. La sua opera è un amalgama di influenze, unendo elementi del Romanticismo tedesco, della tradizione fiamminga e dell’estetica simbolista. Il suo stile è caratterizzato da una profonda immersione nel simbolismo, che si riflette in opere intrise di allegorie e simboli mitologici. Böcklin spesso dipinge paesaggi fantastici, isole misteriose e scene mitologiche, sottolineando la sua propensione per il mondo dell’immaginazione e della simbologia. Le sue rappresentazioni di paesaggi, anche quando sono surreali, mostrano una sorprendente attenzione al dettaglio e una maestria tecnica. Böcklin è noto per il suo realismo preciso, che conferisce un’impressione di concretezza anche alle sue visioni più fantastiche

Altra cifra stilistica fondamentale dell'arte di Arnold Böcklin è il suo sfrenato colorismo, al quale tutto è subordinato, anche il disegno e la composizione. L'energia creativa di Böcklin, oltre che nella scelta dei temi, si concretizza infatti anche nell'adozione di una tavolozza smagliante, volta a ricercare le alchimie che determinano la purezza dei colori, i veri e unici motori immobili della pittura. Era obiettivo del Böcklin evitare lo sfumato leonardesco, che smorzava le gradazioni cromatiche rendendole prive di luminosità, e sperimentare nuove tecniche che esaltassero le qualità luministiche intrinseche dei colori, nel tentativo di animarli dello stesso bagliore vitale che percepisce l'occhio umano quando li vede.Il colore di Böcklin, sia perché preparato artigianalmente sia perché attira l'occhio con un «risultato pittorico risucchiante», è ben distante dall'immediatezza del plein air in quei tempi decantato dagli Impressionisti e piuttosto «penetra nella psicologia in modo, per così dire, più musicale che visivo e il carattere timbrico richiama l'arte dei primitivi» (Volpi). Lo stesso Böcklin si interessava di musica e il suo orecchio era talmente fine da consentirgli di ripetere una melodia anche dopo averla ascoltata una sola volta: egli, inoltre, si dilettava con il flauto traverso, il tamburo e l'armonium.

Il gioco delle Naiadi (1886); olio su tela, 151×176 cm, Kunstmuseum Basel, Basilea.

L'isola dei morti (Die Toteninsel) è il nome di cinque dipinti del pittore svizzero Arnold Böcklin, realizzati tra il 1880 e il 1886 e conservati a Basilea, New York, Berlino e Lipsia.Un luogo tranquillo: era questo il titolo originale della prima versione dell'opera, eseguita da Böcklin dopo una gestazione molto meditata su commissione di Alexander Günther, il suo mecenate ricco e misterioso: «L’isola dei morti è pronta, finalmente» gli comunicò in una missiva del 19 maggio 1880 «e sono convinto che susciterà l’impressione che desidero». Lo stesso Böcklin, tuttavia, rimase talmente stregato dalla sua creatura da non volersene separare più. Non sappiamo nulla sullo spunto che sollecitò Böcklin a dare vita a questa precisa composizione, che potrebbe aver preso le mosse da una visione onirica, o magari da un'immagine reale poi rielaborata dal genio artistico e dall'inconscio del pittore, o magari da luttuose fantasticherie. Quello che è certo è che il risultato finale emanava un fascino magnetico tale da aver folgorato Marie Berna, contessa di Oriola. Su sua commissione Böcklin realizzò ben quattro varianti del dipinto, cambiandovi i colori, le condizioni luministiche, o magari aggiungendo e rimuovendo dettagli.

L'isola dei morti

Prima versione dell'opera nel museo d'arte di Basilea

Autore Arnold Böcklin Data 1880-1886 Tecnica olio su tela olio su tavola olio su rame

Desacrizione e simbolismo

Il dipinto raffigura un’isola circondata da acque calme, con un lungo viale di cipressi che conduce a un edificio, forse un tempio o un mausoleo. Al centro dell’isola, un barcone funebre attende, pronto per trasportare i defunti verso l’aldilà (ricorda la figura Dantesca di Caronte). L’atmosfera è avvolta da una luce mistica e iridescente, creando un senso di tranquillità e solennità. "L’Isola dei Morti" è permeato di simbolismo e mistero. Böcklin ha descritto la sua opera come una rappresentazione di un sogno, e questo enigma ha suscitato varie interpretazioni nel corso del tempo. L’isola è spesso associata a un luogo mitologico dell’aldilà, un punto di passaggio tra la vita e la morte. I cipressi, simboli tradizionali di lutto e morte, accentuano ulteriormente l’atmosfera funebre.L’Isola dei Morti" è un capolavoro che continua a stimolare la curiosità e l’ammirazione, alimentando riflessioni sul significato della vita, della morte e dell’aldilà attraverso la lente della pittura simbolista. L’opera ha conosciuto diverse versioni create da Böcklin e ha ispirato molti altri artisti, scrittori e musicisti. La sua influenza si è estesa al di là del mondo dell’arte, contribuendo a plasmare l’immaginario collettivo e a consolidare la figura di Böcklin come uno dei principali esponenti dell’arte simbolista.

Grazie per la visione