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IL RINASCIMENTO
Francesca D angelo
Created on February 28, 2024
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Transcript
IL RINASCIMENTO
06/10/18
Il termine "Rinascita" è stato usato, per primo, dal Vasari verso la metà del XVI secolo perché, secondo lui, il periodo in cui viveva "avrebbe fatto rinascere l'arte", dopo tanti secoli durante i quali i "barbari" l'avevano distrutta .
RINASCIMENTO=
Nasce nel XV sec. e giunge a piena maturazione nei primi decenni del XVI sec. '400 → periodo di generale ripresa economica, epoca di importanti scoperte geografiche ed invenzioni. '500 → Periodo di crisi politica (la penisola italiana diviene terreno di scontro fra le principali potenze dell’epoca), economica (guerre, saccheggi, spostamento dei commerci), religiosa (Riforma di Lutero), ma di grande splendore artistico e culturale. Alcune date importanti: 1450 → Stampa a caratteri mobili 1492 → Scoperta dell'America (= progressivo spostamento traffici commerciali dal Mediterraneo all'Atlantico) 1517 → Riforma luterana 1527 → Sacco di Roma
Il Rinascimento determinò una vera e propria rivoluzione nel pensiero, nella cultura e nella società del tempo. In epoca medievale l’esistenza ruotava quasi esclusivamente attorno alla religione, mentre con l'avvento del Rinascimento nasce una nuova concezione del mondo basata non più solo sulla fede, ma anche sulla ragione. l’individuo diventa il centro dell'attenzione; l'uomo indaga a fondo la realtà che lo circonda ed ha una maggiore fiducia nelle proprie capacità. Tutto questo rende gli uomini curiosi, ansiosi di imparare, conoscere, studiare, spiegare, scoprire ed inventare. Il nuovo stile nacque grazie ad artisti come Brunelleschi, Donatello e Masaccio ('400) e raggiunse una piena maturazione con autori come Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Tiziano ('500).
Il Rinascimento nasce a Firenze all'inizio del '400 e verso la metà del secolo cominciò a diffondersi nelle altre corti italiane. Raggiunse il suo massimo splendore nella prima metà del'500, periodo definito “Rinascimento maturo”, in città come Roma e Venezia. Il territorio era suddiviso in tanti piccoli Stati, le Signorie. Ciò favorì la nascita e la diffusione del nuovo stile. I signori (gli Estensi a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, i Malatesta a Rimini, i Montefeltro ad Urbino, ecc.) furono infatti grandi mecenati (a volte in quanto appassionati d’arte, spesso per aumentare prestigio ed ostentare potere attraverso l’abbellimento delle città, il possesso di oggetti preziosi e di opere d’arte)
Il Rinascimento fu un fenomeno soprattutto italiano, ma, con caratteristiche diverse, interessò anche altri Paesi europei. Nelle Fiandre si afferma uno stile che si distingue per una forte attenzione ai dettagli (favorita anche dall'introduzione della tecnica ad olio), per i ritratti molto innovativi. Dopo il Sacco di Roma alcuni artisti cercarono
protezione presso le corti europee favorendo la diffusione dello stile rinascimentale e manierista.
Si avvia, un processo di emancipazione sociale dell’artista che dalla condizione artigiana passa a quella di intellettuale. in quanto fonda il proprio operare sui principi della matematica, della geometria, dell’ottica e delle scienze naturali.
L'uomo diventa il “centro del mondo” e il suo grande ruolo è confermato anche dalla straordinaria fioritura di un genere come il ritratto
L’antico diventa un modello per quanto riguarda la forma e le proporzioni della figura umana, per le strutture e gli ordini architettonici, per i soggetti, per le tecniche artistiche.
Oltre ai soggetti religiosi, comunque profondamente rinnovati, si diffondono temi mitologici, storici, filosofici
Le immagini assumono sempre maggior naturalezza e si caricano di una nuova drammaticità. Questo processo raggiunge il suo apice nel XVI sec. grazie ad autori come Leonardo, Michelangelo, Tiziano e Raffaello che superano la rigidità di molte opere del secolo precedente.
La “rinascita”non riguardò solo le arti figurative ma anche la letteratura, le scienze e tutto il sapere. Il rapporto fra letterati, uomini di cultura, scienziati ed artisti si fece sempre più intenso tanto che spesso risulta difficile separare i ruoli. Gli artisti sono sempre più spesso studiosi, matematici, scienziati, inventori. Si assiste al moltiplicarsi di scoperte ed invenzioni destinate davvero a cambiare il corso della storia: la scoperta dell’America, l'invenzione della stampa, della prospettiva, di macchine straordinarie ed ingegnose.
RINASCIMENTO
SI DIVIDE IN
PRIMO RINASCIMENTO ( 1401-1500) BRUNELLESCHI DONATELLO MASACCIO MANTEGNA BOTTICELLI
RINASCIMENTO TARDO (MANIERISMO) (1520- 1600) TIZIANO GIORGIONE
RINASCIMENTO MEDIO ( 1500-1520) LEONARDO MICHELANGELO RAFFAELLO
PRIMO RINASCIMENTO
ARTISTI PIU' IMPORTANTI
- BRUNELLESCHI ( ARCHITETTURA)
- DONATELLO ( SCULTURA)
- MASACCIO( PITTURA)
L'INIZIO DEL RINASCIMENTO
Il Rinascimento si apre nel 1401 a Firenze con un importante evento artistico: il concorso per la realizzazione della seconda porta del Battistero di Firenze. Tra gli altri parteciperanno Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti, quest'ultimo vincitore del concorso
FILIPPO BRUNELLESCHI
Elabora la nuova teoria sulla PROSPETTIVA LINEARE come mezzo per dominare razionalmente l'ambiente circostante. L'arte diventa con lui un modo per conoscere e razionalizzare la realtà
E' ricordato per un'opera esemplare: la Cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze
DONATELLO
Egli rende la sua opera piena di pathos, tensione drammatica interiore inquietudini, talvolta tragica e disperata a un senso della caducità del corpo umano e dell’esistenza. E’ innovatore, è il perno della cultura settentrionale e quella centrale.
Donatello inventa la tecnica dello STIACCIATO
1440
MASACCIO
Visita virtuale Cappella Brancacci
http://brancaccipov.cnr.it/
"Io fui quello che voi siete e voi sarete quello che io sono"
PIERO DELLA FRANCESCA
SANDRO BOTTICELLI
Dal 1482 eseguì una serie di dipinti mitologici tra cui una delle più note è " La primavera". Committente : Lorenzo Pierfrancesco cugino di secondo grado di Lorenzo il Magnifico de Medici per il suo matrimonio. La primavera rappresenta l’arrivo e la festività della stagione. Al centro di un aranceto appare Venere, dea dell’amore, sopra il quale il figlio Amore (cupido) bendato scaglia le sue frecce. Atteggiamenti e movimento sono in armonia creando un’unità armonica fra uomo e natura. Sopra la venere, gli aranci si incurvano a formare un arco a semicerchio, che circonda come una gloria la dea, in quanto personaggio principale del dipinto. Il dio del vento appare sul lato destro come essere alato verdeazzurro. Gonfia con forza le guance per emettere una tiepida brezza. L’aspetto di Zefiro non è molto amichevole, entra prepotentemente nel giardino, così che gli alberi si piegano. Egli insegue una ninfa vestita con un abito trasparente che lo guarda impaurita. Dalla bocca della ninfa cadono fiori, che si mescolano a quelli che adornano riccamente l’abbigliamento della donna che cammina accanto a lei. Vicino alla ninfa è presente Flora, dea dei fiori e della primavera adornata da fiori che diffonde da una piega dell’abito. Sul lato sinistro vediamo le tre grazie, accompagnatrici di Venere, che danzano leggiadramente in girotondo, dopo di loro è raffigurato Mercurio. Riconoscibile dai suoi calzari alati e dalla bacchetta che porta nella mano destra alzata, simbolo di pace. Egli diventa così il protettore del giardino nel quale non vi sono nubi e domina un’eterna pace. La spada posta in grande risalto significa che egli in qualunque momento è pronto a scacciare i nemici. Oltre a questi significati simbolici, dietro quest’opera si può nascondere un altro significato molto importante legato al ritorno di Botticelli a Firenze dopo il viaggio a Roma. Si lega con la famiglia Medici dalla presenza di aranci chiamati in latino mala medica chiaro riferimento alla famiglia e dalla presenza di flora che in latino si chiama fiorentina chiaro riferimento alla città di Firenze.
LA PRIMAVERA 1482 Firenze Galleria degli Uffizi, Tempera su tavola, 203 x 314 cm.
LA NASCITA DI VENERE 1485 circa, tempera su tela, 172,5 x 278,5 cm., Galleria degli Uffizi, Firenze
Sulla sinistra il dio del vento Zefiro e la dolce brezza Aura personificazioni, si tengono stretti per spingere insieme verso la riva Venere, dea dell’amore. Venere è situata al centro del quadro, su una conchiglia galleggiante sull’acqua,. Secondo l’antica mitologia, la dea Venere era nata dalla spuma del mare. L’immagine di Venere appare nel dipinto di Botticelli come una statua antica. Una nuda bellezza dai lunghi capelli biondi nella posa antica della Venere pudica. Botticelli ha rafforzato il profilo con una linea scura, che mette in risalto sulla superficie pittorica e le conferisce una freschezza e un chiarore unici. Il morbido modellato del suo incarno bianco e luminoso ricorda il marmo, mentre nel suo atteggiamento ritroviamo l’antica scultura della venus pudica. In realtà non è rappresentata la nascita della dea dell’amore, come fa pensare il titolo del dipinto, ma bensì il suo arrivo all’isola di Cipro, sulla cui costa sarebbe approdata dal mare dopo la nascita. Maggiore ispirazione all’antico poema di Omero. Venere viene accolta da una ninfa dall’abito floreale forse dea delle stagioni che apre per lei un mantello, raffigurata in un gesto protettivo di voler coprire le nudità della Venere. I fiori che lo adornano indicano la stagione primaverile, stagione dedicata a Venere.
NASCITA DI VENERE NELLE PUBBLICITA'
http://www.italipes.com/citazionenascitavenere.htm
ANDREA MANTEGNA
Andrea Mantegna si forma a Padova e mostra subito un forte interesse per l'antichità classica. Intorno al 1460 si trasferisce a Mantova alla corte dei Gonzaga, dove resterà fino alla morte e dove realizzerà una delle sue opere più famose: "La camera degli sposi"
La Camera degli sposi o Camera picta, fu affrescata da Mantegna tra il 1465 e il 1474 nel Palazzo Ducale di Mantova. Al centro c'è il famoso oculo con una mirabile prospettiva "da sott'in su" che si apre nel cielo
Il Cristo morto fu realizzato da Mantegna tra il 1475 e il 1478 ed è un'opera conservata nella Pinacoteca di Brera. E' celeberrima per il vertiginoso scorcio prospettico della figura di Cristo, strutturata per produrre un inedito impatto emotivo poiché trascina l'occhio dell'osservatore al centro del dramma. A sinistra si trovano tre figure dolenti: Maria ( che si asciuga le lacrime), San Giovanni ( che piange e tiene le mani unite) e la Maddalena, che si dispera
Dalla bocca della ninfa Clori escono alcuni fiori
Le tre Grazie, figlie di Zeus, ballano intrecciando le dita
Il vento Zefiro e la brezza Aura soffiano verso Venere per trasportarla sull'isola di Cipro
Venere, dea della bellezza, è il centro compositivo dell'opera e conferisce una forma piramidale alla composizione
I santi ai lati sono (da sinistra): San Giovanni Battista, barbuto, con la pelle scura e il bastone, la cui presenza è giustificata dalla Chiesa in suo onore nella città di Gubbio dove è morta Battista Sforza, moglie di Federico; San Bernardino da Siena, in secondo piano, la cui presenza è giustificata dal fatto che Bernardino conobbe Federico, ne divenne amico e forse confessore; inoltre spiega la collocazione nel convento che porta il suo nome; San Girolamo, a sinistra rispetto alla Madonna, con la veste lacera dell'eremita e il sasso per percuotersi il petto; egli, in quanto studioso e traduttore della Bibbia, era considerato il protettore degli umanisti; San Francesco d'Assisi, che mostra le stimmate la cui presenza viene messa in relazione con una possibile destinazione originaria per la chiesa francescana di San Donato degli Osservanti, che peraltro ospitò per un periodo la stessa tomba del Duca Federico; San Pietro martire, con il taglio sulla testa; San Giovanni Evangelista, con il libro e il mantello tipicamente rosato