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Power point arte Sophie Calzolari

Sophie Calzolari

Created on February 28, 2024

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RINASCIMENTO A VENEZIA

Il Rinascimento a Venezia, nel contesto storico del XIV e XVI secolo, si caratterizza per la sua prosperità economica e il fervore artistico. Questo periodo fu influenzato dalla posizione strategica di Venezia come potenza marittima e centro commerciale. Gli artisti veneziani si distinsero per l'uso audace del colore, la rappresentazione realistica della natura e l'interesse per il ritratto e il paesaggio. Questi concetti riflettevano l'apertura culturale e la libertà creativa che caratterizzavano la Serenissima Repubblica di Venezia, contribuendo alla creazione di un'arte unica e ammirata ancora oggi.

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Giorgione di Castelfranco

Giorgione di Castelfranco, noto semplicemente come Giorgione, è stato un rinomato pittore italiano del Rinascimento. Nato intorno al 1477 a Castelfranco Veneto, in Italia, poco si sa della sua vita. Fu allievo di Giovanni Bellini e sviluppò uno stile pittorico innovativo caratterizzato dall'uso sottile e sfumato del colore e dalla creazione di atmosfere poetiche e misteriose. Le sue opere più celebri includono "La tempesta" e "Il concerto campestre". Morì giovane, all'età di circa 33 anni, nel 1510 a Venezia, lasciando un'eredità duratura nell'arte rinascimentale italiana.

"La Tempesta"

"La Tempesta" è una delle opere più misteriose e suggestive attribuite a Giorgione. Dipinta intorno al 1506-1508, questa opera è un'interpretazione enigmatica di un paesaggio naturale in una tempesta imminente. Nel dipinto, al centro della scena, vediamo una donna che allatta un bambino, seduta su un masso accanto a un fiume. Dietro di lei, un soldato seminudo guarda in avanti, con una lancia in mano. Sulla destra, un edificio in rovina emerge tra gli alberi, mentre sulla sinistra si staglia un albero solitario. Sullo sfondo, un fulmine illumina il cielo cupo e minaccioso, mentre una figura misteriosa sembra osservare la scena da lontano. L'opera è pervasa da un senso di mistero e incertezza, con numerosi elementi simbolici che suscitano interpretazioni diverse. La donna e il soldato potrebbero rappresentare allegorie di virtù morali o figure mitologiche, mentre il paesaggio selvaggio e incontaminato riflette il fascino per la natura e la sua imprevedibilità tipico del Rinascimento. In "La Tempesta", Giorgione crea un'atmosfera suggestiva e carica di emozioni, trasportando lo spettatore in un mondo di bellezza e mistero che continua a stimolare la curiosità e l'ammirazione dei visitatori.

Tiziano Vecellio

Vita

Tiziano Vecellio, comunemente conosciuto come Tiziano, è uno dei più grandi pittori del Rinascimento italiano e uno dei principali artisti della Scuola Veneziana. Nasce a Pieve di Cadore, una piccola cittadina della Repubblica veneziana, intorno al 1480. Si trasferisce giovanissimo a Venezia. Si forma nella bottega di Giovanni Bellini a Venezia, dove conosce Giorgione, con il quale lavora nei primi anni della sua carriera. Nel 1513 diventa il pittore ufficiale della Repubblica di Venezia e realizza per la nobiltà molte opere di tema profano. Lavora come ritrattista nelle magggiori corti italiane ed è molto apprezzato dall’imperatore Carlo V. Intorno alla metà del secolo lavora per le più prestigiose corti italiane, come le signorie di Urbino, Ferrara e Mantova. Tra il 1545 e il 1546 è a Roma. Muore a Venezia il 27 agosto 1576.

Venere di Urbino

'"Venere di Urbino", dipinta intorno al 1538, è una delle opere più celebri di Tiziano e rappresenta una delle sue interpretazioni più iconiche della dea dell'amore, Venere. Nel dipinto, Venere è raffigurata sdraiata su un letto, completamente nuda e distesa in modo seducente. La sua posa è sensuale e languida, mentre il suo sguardo diretto verso lo spettatore suggerisce un'intimità e una connessione immediata. Accanto a lei, un cane dormiente simboleggia fedeltà e desiderio. Il contesto intorno a Venere è ricco di simbolismo: sullo sfondo, una domestica sta aprendo un baule contenente gioielli, simbolo di lussuria e ricchezza, mentre in primo piano, un mazzo di fiori freschi rappresenta la fertilità e la sensualità. "Venere di Urbino" è ammirata per la sua bellezza formale e la maestria tecnica di Tiziano nell'uso del colore e della luce. La sua rappresentazione sensuale di Venere ha ispirato generazioni di artisti e continua a essere una delle immagini più iconiche dell'arte occidentale.

Lorenzo Lotto

Vita

Lorenzo Lotto è stato un pittore italiano del Rinascimento, nato nel 1480 a Venezia e morto nel 1556 a Loreto. La sua carriera artistica è caratterizzata da una produzione artistica significativa, con opere che riflettono sia gli stili veneziani che quelli delle regioni in cui ha lavorato. Lorenzo Lotto iniziò la sua formazione artistica a Venezia sotto la guida del pittore Giovanni Bellini, una delle figure chiave della scuola veneziana. Tuttavia, il suo stile e la sua sensibilità artistica si svilupparono ulteriormente attraverso il contatto con altri artisti dell’epoca e le influenze delle varie città in cui però. La sua produzione artistica si concentrò principalmente su opere religiose, ritratti e affreschi. Lotto è noto per la sua attenzione ai dettagli, l’uso vivace del colore e la capacità di esprimere emozioni attraverso le sue opere. Un esempio notevole della sua abilità ritrattistica è “Ritratto di Lucina Brembati” (1523), che cattura l’intensità e l’individualità del soggetto.

Il Polittico di San Domenico

Il "Polittico di San Domenico" (1508) è l'opera in cui il giovane Lorenzo esprime principalmente il proprio stile. Attualmente è composto da sei pannelli (e una cornice realizzata nel 1912), tra cui figura particolarmente il "Compianto sul Cristo Morto" in cui il grande e pallido cadavere di Gesù, seduto sul bordo del sepolcro, è accerchiato da vari personaggi, tra cui un angelo che gli stringe il braccio, Giuseppe d'Arimatea che gli tiene la testa, la Maddalena che gli bacia la mano e Maria, dietro di lei, piangente. I gesti dei personaggi formano un "moto ondoso", mentre l'atmosfera è dolorosissima ma non cupa. I personaggi assumono talmente tanta importanza da nascondere il paesaggio sullo sfondo.

Correggio

Vita

Antonio Allegri, conosciuto come Correggio, è stato un celebre pittore italiano del Rinascimento, attivo nel XVI secolo. Nato nel 1489 a Correggio, nel nord Italia, iniziò la sua formazione artistica nella sua città natale. Il suo stile pittorico distintivo è caratterizzato dall'uso magistrale della prospettiva e dalla capacità di creare effetti di luce e ombra che conferiscono ai suoi dipinti un senso di profondità e movimento. Correggio è noto soprattutto per le sue affrescature e dipinti religiosi, tra cui il celebre "Assunzione della Vergine" nella cupola del Duomo di Parma. La sua vita è stata segnata da successi artistici e da commissioni prestigiose, contribuendo a consolidare la sua reputazione come uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano.

Danae

"Danae" è un dipinto del celebre pittore rinascimentale italiano Correggio, realizzato intorno al 1531-1532. Rappresenta il mito di Danae, una principessa della mitologia greca, rinchiusa in una torre da suo padre per evitare che avesse figli, poiché un oracolo aveva predetto che il suo discendente lo avrebbe ucciso. Nell'opera, Correggio cattura il momento in cui Zeus, trasformato in una pioggia dorata, penetra nella torre per unirsi a Danae. La figura di Danae è ritratta in un momento di estasi, mentre la luce dorata che la avvolge simboleggia la divinità di Zeus. Il dipinto è rinomato per la sua sensualità e l'uso innovativo della luce, che crea un'atmosfera di mistero e desiderio.

Il Manierismo

Il Manierismo è un movimento artistico che fiorì in Europa nel XVI secolo, tra la fine del Rinascimento e l'inizio del Barocco. In questo periodo storico di transizione, caratterizzato da instabilità politica e religiosa, gli artisti abbandonarono le convenzioni del Rinascimento per esplorare nuove forme espressive e concettuali. Il Manierismo si distingue per la sua tendenza a esagerare le proporzioni, le pose e le espressioni dei soggetti, creando opere caratterizzate da un senso di straniamento e irrealità. Questo stile artistico complesso e sofisticato rifletteva le sfide e le incertezze del contesto storico in cui fiorì, anticipando le tendenze del periodo barocco successivo.

Andrea del Sarto

Andrea del Sarto, è stato un celebre pittore italiano del Rinascimento. Nacque nel 1486 a Firenze, Italia, e trascorse gran parte della sua vita nella stessa città, diventando uno dei principali artisti del suo tempo. Da giovane, Andrea del Sarto ricevette una formazione artistica nella bottega di Piero di Cosimo e, successivamente, entrò nell'atelier di Fra Bartolomeo. Il suo stile pittorico era influenzato dalle opere di artisti come Leonardo da Vinci e Raffaello, ma del Sarto sviluppò una tecnica distinta e raffinata, caratterizzata da una grande abilità nel disegno e nell'uso del colore.

Le opere di Andrea del Sarto spaziavano dai ritratti alle scene religiose, ma è noto soprattutto per i suoi capolavori sacri. Tra le sue opere più celebri si includono "Madonna delle Arpie", "Natività della Vergine" e "Ultima Cena".Andrea del Sarto infine morì nel 1530 a Firenze, all'età di 44 anni, lasciando un'eredità artistica duratura e influente nel panorama dell'arte rinascimentale italiana. La sua abilità tecnica e la sua sensibilità emotiva hanno reso le sue opere ammirate e studiate ancora oggi.

Madonna of the Harpies

Un'opera significativa di Andrea del Sarto è "Madonna of the Harpies" (Madonna delle Arpie), dipinta intorno al 1517-1518. Questo dipinto raffigura la Madonna con il Bambino circondata da angeli e arpia, creature mitologiche ibride. La Madonna appare come un'iconografia tradizionale, ma il dipinto è caratterizzato da un'atmosfera intensamente emotiva e una resa realistica dei personaggi. La composizione è dominata da un'abbondanza di colore e dalla luce, con un'attenzione particolare ai dettagli dei vestiti e dei volti dei personaggi. "Madonna delle Arpie" è considerata una delle opere più mature e significative di Andrea del Sarto, mostrando la sua abilità nel combinare la tradizione rinascimentale con una sensibilità artistica moderna.

    Pontormo

    Vita

    Chiamato così in virtù della sua località natale, Pontorme d'Empoli, Jacopo di Bartolomeo Carucci nacque nel 1494. Dopo l'esperienza come allievo di Andrea del Sarto, cominciò a lavorare per i Medici per la decorazione di numerose ville (ad esempio la Villa di Poggio a Caiano, la prima commissione).Tuttavia, ebbe una vita triste e non venne minimamente considerato dai suoi contemporanei. Morì a Firenze nel 1556/1557

    Alabandiere

    "L'alabardiere" raffigura un fiero adolescente in posa, identificato come Cosimo de' Medici ma che potrebbe essere Francesco, figlio di Giovanni di Gherardo Guardi, con la spada che pende alla sua sinistra e un'alabarda in mano, una posa fa pensare al David di Donatello.Indossa una giubba color avorio, una catena d'oro sopra di essa e dei pantaloni di un rosso intenso (lo stesso colore del berretto), che viene attenuato dal colore neutro della giubba.

    Le proporzioni lasciano trasparire quanto ci sia di giovanile in quest'opera, dato che la vita è troppo sottile, i fianchi troppo stretti, le braccia lunghissime e le mani decisamente troppo grandi. Tuttavia, ciò risulta anche in linea con il gusto dell'autore per la trasgressione

    Rosso fiorentino

    Vita

    Soprannome di Giovan Battista di Jacopo, Rosso Fiorentino (così chiamato per i suoi capelli rossi) fu, insieme al Pontormo, allievo di Andrea del Sarto. Nacque a Firenze nel 1495 e lavorò nei dintorni della città fino al 1523. Andò poi a Roma, Perugia, a Sansepolcro e Venezia, per poi approdare in Francia e lavorare per Francesco I alla reggia di Fontainebleau. Nella stessa località francese il Rosso morì nel 1540.

    Deposizione

    La tavola, risalente al 1521 e realizzata per la chiesa volterrana di San Francesco, rappresenta il momento in cui Gesù viene messo sulla croce. Quest'ultima è gigantesca e attraversa tutto il dipinto, e su di essa sono poggiate tre scale in direzioni diverse.La Vergine, in blu, è sorretta dalla Maddalena e altre donne pie, mentre San Giovanni, dall'altro lato, piange da solo. Il paesaggio e le piccolissime figure sullo sfondo sono evanescenti. Nella parte superiore tre uomini, insieme a Nicodemo, depongono Gesù, il cui corpo è immobile e verdastro, contrapposto alla foga dei movimenti degli uomini che crea una sorta di figura circolare

    Agnolo Bronzino

    Agnolo di Cosimo di Mariano Tori, o Bronzino, fu allievo, modello e figlio adottivo del Pontormo. Nacque a Monticelli di Firenze nel 1503 ed entrò nella bottega del maestro a quindici anni, per poi diventare pittore ufficiale dei Medici. Ciò dimostra, infatti, quanto fosse popolare tra i contemporanei rispetto al Pontormo.Morì a Firenze nel 1572

    Ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio

    Eleonora di Toledo, figlia del viceré di Napoli e moglie di Cosimo I, duca di Firenze, viene raffigurata spesso dal Bronzino, ma questa l'opera più significativa. Eleonora è raffigurata con una sfarzosa veste di raso con un disegno nero e una posa che rimanda alla Gioconda di Leonardo, mentre posa la mano destra sulla spalla del figlio. Alle loro spalle si staglia un paesaggio naturale che, tuttavia, sembra uno sfondo qualsiasi, conferendo, però, regalità. La donna indossa numerosissimi gioielli, anche sulla cintura dorata e, come si intravede dalle aperture del vestito, indossa anche una camicia di seta.

    Parmigianino

    Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, era considerato un Raffaello redivivo. Nacque a Parma nel 1503 e lavorò insieme al Correggio. Dopo essersi trasferito a Roma e Bologna, tornò a Parma, dove passò il resto della sua vita, e morì a Casalmaggiore, vicino Cremona, nel 1540.Lo stile del Parmigianino unisce la grazia del Correggio con la monumentalità e la bellezza di artisti come Raffaello, Michelangelo, Giulio Romano e Rosso Fiorentino, aggiungendo, poi, una certa passione per i colori freddi e lo snellimento delle figure.

    Madonna dal collo lungo

    Una riprova delle caratteristiche dello stile del Parmigianino è la "Madonna con il bambino e gli angeli", chiamata "Madonna dal collo lungo" per l'elemento che, di essa, spicca di più.La Vergine, i cui capelli sono adornati dai gioielli più vari, è seduta con la gamba destra più in alto, poggiata su due cuscini, mentre tiene sulle ginocchia il Bambino che dorme, guardandolo con tenerezza. Una veste leggera le risalta il seno, mentre il mantello azzurro-verde sta per scoprirle le spalle. La posa del Bambino e la croce riflessa dall'anfora di uno degli angeli sulla sinistra rimandano al tema della Pietà e, dunque, alla morte di Gesù. Dietro la scena, rappresentato tramite una prospettiva che dà monumentalità all'opera, c'è San Girolamo che mostra i suoi testi a un interlocutore sconosciuto

    Giulio Romano

    Vita

    Giulio Romano, è stato un importante pittore e architetto italiano del Rinascimento. Nacque nel 1499 a Roma e si formò nell'ambito artistico della città, influenzato in particolare dal lavoro di Raffaello. Giulio Romano divenne uno degli allievi più talentuosi di Raffaello e lavorò a stretto contatto con lui su progetti di grande importanza. Dopo la morte di Raffaello nel 1520, Giulio Romano proseguì la sua carriera come artista indipendente, diventando uno dei principali esponenti della scuola di pittura mantovana. È noto soprattutto per i suoi affreschi nel Palazzo Te a Mantova, dove dimostrò una straordinaria capacità di creare illusioni spaziali e prospettiche. Giulio Romano morì nel 1546 a Mantova, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'arte italiana.

      Palazzo te

      Nel 1525 Giulio Romano inizia a costruire, sull'isola di Tejéto, il Palazzo Te, un edificio quadrato di un solo piano adibito allo svago. Le facciate del palazzo sono tutte diverse, nonostante qualche similarità tra quella Nord e quella Ovest (quella Sud non è stata realizzata e quella Est ispira un immenso giardino). L'ingresso della facciata Nord ha tre aperture delimitate da gigantesche lesene doriche (presenti anche sulle finestre), quello Ovest ha un'unica apertura. In corrispondenza della facciata Est, la più monumentale, si apre l'enorme giardino. Alcune porzioni degli elementi architettonici sono fatte scivolare verso il basso come se, in seguito a un crollo, l'edificio si fosse miracolosamente riassestato.