microrganismi patogeni
Mycobacterium tuberculosis
Plasmodium falciparum
Clostridium tetani
Candida albicans
HIV
Meningococco B
HPV
Bordetella pertossi
sommario
Vibrio colera
Clostridum botulinum
Aspergillus fumigatus
Variola virus
Rubella virus
Taenia solium
Yersinia pestis
Toxoplasma gondii
Classificazione
mycrobacterium tuberculosis
Classificazione e Patologia
Terapia
Mycobacterium tuberculosis (chiamato anche bacillo di Koch) appartiene alla famiglia delle Mycobacteriacee, famiglia di batteri gram-variabili. È il bacillo responsabile della tubercolosi nell'uomo.
Il regime tradizionale tipicamente usato si chiama “RIPE” e prevede l'uso di 4 tipi di antibiotici battericida: Rifampicina, Isoniazide, Pirazinamide ed Etambutolo. La terapia, nella fase di attacco, inizia con tutti e 4 i farmaci e continua, nella fase di mantenimento, solo con isoniazide e rifampicina.
Profilassi
Attualmente l’unico vaccino a disposizione contro la tubercolosi è il vaccino vivo attenuato BCG (bacillo di Calmette Guérin) che è efficace nella prevenzione di forme gravi infantili della malattia (meningite e altre forme di tubercolosi). Il vaccino è utilizzato spesso in bambini piccoli in Paesi con un’elevata incidenza di tubercolosi. In Italia il vaccino è utilizzato solo in alcune categorie a rischio. Attualmente sono in corso numerosi sperimentazioni per la ricerca di vaccini più efficaci.
Trasmissione
La tubercolosi si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni respiratorie emesse nell'aria da un individuo contagioso, per esempio tramite saliva, starnuto o colpo di tosse.
clostridium tetani
Classificazione
Clostridium tetani è un bacillo Gram-positivo che cresce solo in assenza di ossigeno (cioè è anaerobio) ed è presente in natura sia in forma vegetativa, sia sotto forma di spore. Il germe in forma vegetativa produce una tossina che è neurotossica. Il batterio è normalmente presente nell’intestino degli animali (bovini, equini, ovini) e nell’intestino umano e viene eliminato con le feci.
Trasmissione
L'infezione batterica da tetano si contrae a seguito della contaminazione di ferite (tagli e/o graffi/abrasioni della pelle che presentino sanguinamento o meno della cute lesa) da parte delle spore del batterio.
La malattia non è contagiosa, quindi l’isolamento del paziente non è necessario.
Patologia
Le spore possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra. Possono penetrare nell’organismo umano attraverso ferite dove, in condizioni opportune (che si verificano specialmente nei tessuti necrotici), si possono trasformare nelle forme vegetative che producono la tossina.
Il batterio non invade i tessuti ma la tossina raggiunge attraverso il sangue e il sistema linfatico il sistema nervoso centrale, interferendo con il rilascio di neurotrasmettitori che regolano la muscolatura, causando contrazioni e spasmi diffusi
Profilassi
Terapia
La somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche (TIG) e l’accurata pulizia della ferita infetta, con rimozione dell’eventuale tessuto necrotico, l’uso di disinfettanti ad azione ossidante (come l’acqua ossigenata) e la somministrazione di antibiotici (penicillina) sono importanti per prevenire la fissazione alle cellule nervose della tossina eventualmente ancora presente in circolo e per impedire che ne venga prodotta di nuova.Tuttavia, le TIG non sono in grado di limitare l’azione neurotossica della tossina che ha già raggiunto le terminazioni nervose: la terapia degli spasmi tetanici è quindi essenzialmente sintomatica, e si avvale di sedativi o anestetici generali. La malattia non conferisce immunità, perciò i pazienti che hanno avuto il tetano devono iniziare o continuare il ciclo vaccinale non appena le condizioni cliniche lo consentano.
La prevenzione della malattia si basa sulla vaccinazione, prevista in Italia per tutti i nuovi nati. La somministrazione di tre dosi di vaccinazione antitetanica conferisce una protezione molto elevata, con un’efficacia superiore al 95%. La durata della protezione nel tempo è di almeno 10 anni ed è ulteriormente garantita dall'esecuzione dei richiami.
HIV
Classificazione
HIV è un virus a RNA che appartiene a una particolare famiglia virale, quella dei retrovirus, dotata di un meccanismo replicativo assolutamente unico. Grazie a uno specifico enzima, la trascrittasi inversa, i retrovirus sono in grado di trasformare il proprio patrimonio genetico a RNA in un doppio filamento di DNA. Questo va ad inserirsi nel DNA della cellula infettata (detta "cellula ospite" o “cellula bersaglio”) e da lì dirige la produzione di nuove particelle virali.
Il virus dell'HIV ha una elevata capacità di replicazione, soprattutto nelle prime fasi dell'infezione. Le cellule bersaglio appartengono al sistema immunitario.
Patologia
Il virus dell'HIV è responsabile della Sindrome da Immunodeficienza acquisita, nota come AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome). Questa malattia è stata riportata per la prima volta in letteratura nel 1981.
Terapia
Profilassi
A causa della forte tendenza alla mutazione dell’HIV, è necessario non soltanto trovare farmaci sempre nuovi, ma anche somministrare contemporaneamente più farmaci antiretrovirali (terapia combinata). La terapia antiretrovirale consiste nella somministrazione di farmaci specifici, che bloccano la riproduzione del virus nelle cellule, riducendo, di conseguenza, la quantità di virus che circola nell’organismo. Esistono diverse classi di farmaci, che, combinate tra loro, controllano il virus e consentono alle persone con Hiv di avere una buona qualità di vita, grazie anche al minor impatto sull’organismo e ai minori effetti collaterali. Attualmente viene proposta alle persone sieropositive una terapia altamente efficace, detta Haart (Higly Active Anti-Retroviral Therapy), che consiste nella combinazione di vari farmaci antiretrovirali. Occorre tuttavia tenere presente che le attuali strategie terapeutiche, anche se molto efficaci, non consentono la guarigione dall’infezione, ma permettono di tenerla sotto controllo. Attualmente sono in sperimentazione nuove classi di farmaci mirati a stimolare e supportare il sistema immunitario, piuttosto che a una diretta azione antivirale
Sono in corso da vari anni molti studi per mettere a punto un vaccino che possa prevenire l’infezione da HIV o possa migliorare il decorso della malattia in chi è già infetto. Poche semplici precauzioni possono ridurre o addirittura annullare, il rischio di infezione da HIV. Per evitare la trasmissione dell’infezione per via ematica: evitare l’uso in comune di siringhe e aghi, sottoporsi a iniezioni, agopuntura, mesoterapia, tatuaggi e piercing solo se gli aghi utilizzati sono monouso. Per evitare la trasmissione dell’infezione per via sessuale: utilizzare sempre il preservativo nel caso di rapporti occasionali.
HPV
Classificazione
Terapia
In base alla sede e all’estensione delle lesioni nel singolo paziente, si può utilizzare:l’approccio farmacologico topico, grazie all’utilizzo di specifici preparati in crema, che agiscono sia distruggendo fisicamente la lesione, che attivando il sistema immunitario locale; l'approccio chirurgico, per la rimozione fisica delle escrescenze.
L’HPV (Human Papilloma Virus) costituisce una famiglia di virus a dsDNA composta da oltre duecento genotipi virali, appartenenti alla famiglia Papillomaviridae. L’infezione da Papilloma virus ha effetti molto diversi a seconda del tipo e della famiglia a cui appartiene il ceppo virale con cui si entra in contatto. La maggior parte dei virus di questa famiglia causa sintomi o patologie non gravi, quali ad esempio le verruche cutanee; tuttavia alcuni genotipi possono causare lesioni iperplastiche e altri ancora causano lesioni che possono trasformarsi in tumori maligni come il cancro al collo dell'utero, al cavo orale, all'ano, all'esofago e alla laringe.
Profilassi
L’unica vera forma di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione. Da più di 25 anni è a disposizione il vaccino per la prevenzione dell‘infezione da HPV che protegge la cervice uterina dai ceppi di HPV oncologicamente più aggressivi e dall’infezione dei ceppi a basso rischio più infettivi. La somministrazione alla popolazione adolescente di entrambi i sessi è ormai da anni inserita nel piano vaccinale obbligatorio /consigliato in tutti i paesi occidentali. Il vaccino contro l’HPV di ultima generazione impedisce il contagio dai ceppi HPV responsabili di quasi il 100% dei tumori.
Trasmissione
L’infezione genitale da Papilloma virus umano si trasmette essenzialmente attraverso i rapporti sessuali: è infatti una delle più frequenti malattie sessualmente trasmesse. È possibile che la trasmissione possa avvenire anche con un contatto fisico, se ci sono cellule virali attive e se sono presenti lacerazioni, tagli o abrasioni nella pelle e/o mucose.
vibrio colera
Patologia
Il colera è un’infezione diarroica acuta causata dal batterio e la tramissione avviene per contatto orale, diretto o indiretto, con feci o alimenti contaminati e nei casi più gravi può portare a pericolosi fenomeni di disidratazione.
Classificazione
Terapia
La via da adottare è quella della reintegrazione dei liquidi e dei sali persi con la diarrea e il vomito, La reidratazione orale ha successo nel 90% dei casi, può avvenire tramite assunzione di soluzioni ricche di zuccheri, elettroliti e acqua, e deve essere intrapresa immediatamente. Gli antibiotici possono abbreviare il decorso della malattia e ridurre l’intensità dei sintomi e sono utilizzati soprattutto per le forme più gravi o nei pazienti più a rischio, come gli anziani.
Vibrio cholerae è un batterio Gram negativo dalla caratteristica “forma a virgola”, appartenente al genere dei vibrioni ed abitante di due ecosistemi molto differenti: l'ambiente acquatico e l'intestino umano. Questo vibrione ha la tendenza a causare epidemie esplosive con una diffusione pandemica
Profilassi
I vibrioni del colera sono estremamente sensibili all'azione dei comuni detergenti e disinfettanti, pertanto accorgimenti igienici durante la preparazione o l’assunzione del cibo, come il lavarsi le mani con il sapone prima di iniziare a cucinare o mangiare, può contribuire a ridurre la diffusione delle epidemie. Sono disponibili anche dei vaccini: tuttavia la loro efficacia, insieme a quella delle campagne di vaccinazione, deve ancora essere valutata e approfondita.
variola virus
Classificazione e Patologia
Il Variola virus appartiene alla famiglia Orthopoxviridae ed era un virus a DNA.Questo virus, ormai scomparso in natura, era l’agente responsabile del vaiolo umano. L'ultimo caso di vaiolo acquisito naturalmente nel mondo è stato diagnosticato nel 1977 in Somalia. Riserve del virus sono mantenute ufficialmente solo in due laboratori in condizioni di stretta sicurezza: uno negli Stati Uniti e uno in Russia.
Trasmissione
Prima dell’eradicazione, la trasmissione dell’infezione avveniva per contatto diretto o indiretto con il virus presente nelle lesioni cutanee, o attraverso la diffusione di goccioline respiratorie emesse con la tosse e gli starnuti. Inoltre, il virus è stabile in forma essiccata per mesi ed è stato trasmesso da fomiti come la biancheria da letto. La contagiosità iniziava con la comparsa delle prime lesioni cutanee e durava fino alla scomparsa di tutte le croste (circa tre settimane).
Terapia e Profilassi
Il controllo del vaiolo nell'era pre-eradicazione si basava sull'identificazione e l'isolamento dei casi e dei contatti e su terapie di supporto basate su antivirali.Il vaccino antivaioloso utilizzato per eradicare la malattia è composto da un virus simile a quello del vaiolo (ma meno dannoso), il virus Vaccinia di origine bovina. Storicamente, il vaccino si è dimostrato efficace nel prevenire l'infezione da vaiolo nel 95% delle persone vaccinate. Grazie al periodo di incubazione relativamente lungo per il vaiolo, la vaccinazione entro un periodo di quattro giorni dopo l'esposizione era efficace nel prevenire o attenuare la malattia clinica. Data l’eradicazione, la vaccinazione di routine contro il vaiolo è stata sospesa nel corso degli anni ’70 e ’80 in tutti i Paesi occidentali.
rubella virus
Classificazione e Patologia
Il Rubivirus è un genere di virus di medie dimensioni a RNA, con genoma contenuto in un singolo filamento positivo di RNA, unico membro della famiglia dei Togaviridae. Il Rubella virus causa la rosolia che è una malattia infettiva acuta esantematica che si manifesta con un’eruzione cutanea. Generalmente è una malattia lieve ma diventa pericolosa se contratta durante la gravidanza perché può portare ad aborto spontaneo, morte intrauterina del feto, o gravi anomalie congenite.
Trasmissione
Trasmissione
Terapia e Profilassi
Non esiste una terapia farmacologica specifica per la rosolia, a parte l’uso di sintomatici per la febbre o i dolori articolari o antibiotici in caso di sovrapposizioni batteriche. La rosolia è prevenibile attraverso la vaccinazione con il vaccino vivo attenuato Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR). In Italia il vaccino è somministrato ai bambini ma anche gli adolescenti e adulti mai vaccinati possono vaccinarsi. L’eliminazione della rosolia e della sindrome da rosolia congenita nella Regione europea dell’Oms rappresenta uno degli obiettivi del Piano Vaccinale Europeo.
La rosolia si trasmette per via aerea attraverso le goccioline respiratorie diffuse nell’aria dal malato, per esempio con colpi di tosse o starnuti, o il contatto diretto con le secrezioni nasofaringee.
yersinia pestis
Classificazione
Patologia
Questo batterio causa la peste, una malattia infettiva di origine batterica tuttora diffusa in molte parti del mondo, anche in alcune regioni dei paesi industrializzati.
Il Yersinia pestis è un batterio cocco-bacillo gram-negativo a forma di bastoncino senza spore, appartenente alla famiglia Yersiniaceae
Trasmissione
Terapia e profilassi
La peste si manifesta principalmente sotto tre forme diverse, che a volte possono anche essere compresenti:
- Peste polmonare: il batterio infetta i polmoni. Questa forma della malattia può trasmettersi da persona a persona attraverso l’aria o gli aerosol di persone infette e quindi costituisce una delle forme più pericolose per il potenziale epidemico che la caratterizza.
- Peste bubbonica: è la forma di peste più comune e si manifesta in seguito alla puntura di pulci infette o per contatto diretto tra materiale infetto e lesioni della pelle di una persona. In questa forma la peste non si trasmette da persona a persona.
- Peste setticemica: deriva dalla moltiplicazione della Y. Pestis nel sangue, e può essere una conseguenza di complicazioni delle due forme precedenti. Viene contratta per le stesse cause di quella bubbonica, e non si trasmette da persona a persona.
Non è disponibile un vaccino contro la peste, per cui non è possibile effettuare un trattamento preventivo di questa malattia. Diventa quindi essenziale riconoscere i sintomi rapidamente e intervenire nelle prime ore dalla loro comparsa. La terapia antibiotica deve iniziare entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi e il trattamento con antibiotici è raccomandato per 7 giorni anche alle persone che entrano a contatto con il malato per prevenire l’insorgenza della malattia
plasmodium falciparum
CLASSIFICAZIONE: Plasmodium falciparum è un protozoo parassita unicellulare, facente parte delle delle specie di Plasmodium.
PATOLOGIA: causa nell’uomo la malaria e questa specie è la più pericolosa, avendo il tasso più elevato di complicanze e di mortalità.
TRASMISSIONE: le specie di plasmodi responsabili della malaria umana si trasmettono in modo naturale da uomo a uomo mediante la puntura di zanzare femmine infette appartenenti al genere Anopheles, tuttavia si può verificare trasmissione anche con eventi accidentali mediante contagio ematico diretto. Le abitudini di puntura delle Anopheles sono crepuscolari e notturne, le ore in cui in zone endemiche è più alto il rischio di contrarre la malaria. Attualmente la malaria risulta diffusa principalmente in zone tropicali e subtropicali
PROFILASSI: Non esiste un unico schema profilattico applicabile per chi si reca in zona endemica, ma la scelta dei farmaci dipende dal paese visitato.Il controllo del vettore rappresenta una delle misure fondamentali per prevenire e ridurre la trasmissione della malaria. Le principali misure attuate sono focalizzate sulla riduzione del contatto tra zanzare e uomo. Misure di protezione personale contro le punture di zanzara sono rappresentate dalle zanzariere da letto impregnate con insetticida. Gli interventi per la riduzione della densità delle zanzare si focalizzano sulle bonifiche ambientali e sull'uso di larvicidi o predatori naturali di larve di zanzare. Purtroppo i programmi di lotta alla malaria hanno evidenziato un fenomeno di resistenza ai farmaci e agli insetticidi. Dopo oltre 30 anni d’intensa ricerca è stato messo a punto il primo vaccino, che ha mostrato una parziale protezione contro la malaria da Plasmodium falciparum nei bambini, riuscendo a prevenire circa 4 casi su 10 di malaria per un periodo di 4 anni. A causa però di questa protezione solo parziale, il vaccino potrà affiancare gli altri metodi di lotta contro la malaria ma non sostituirli.
TERAPIA: l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) definisce la malaria umana una malattia seria, prevenibile e curabile se diagnosticata tempestivamente e trattata con farmaci adeguati.
Candida albicans
Trasmissione
Classificazione
L’infezione da Candida albicans si trasmette attraverso i rapporti sessuali e per contatto con secrezioni di persone infette (utilizzando asciugamani e biancheria usata). L'infezione però può insorgere anche spontaneamente, in seguito a deficit immunitario legato, ad esempio, all'uso protratto di antibiotici, all'impiego di contraccettivi orali. Anche l'uso di biancheria intima troppo stretta o di nylon è stato messo in relazione con la comparsa di candidosi. La terapia della candidosi è antimicotica (antifungina), sia sistemica (compresse) che locale (con crema, ovuli e lavande). Essendo un'infezione sessualmente trasmissibile, il trattamento va eseguito in entrambi i partner, altrimenti l’infezione rischia di ritrasmettersi nella coppia. Bisogna, inoltre, tener presente che la terapia è di tipo fungostatico, ossia non elimina il fungo, ma ne blocca la replicazione e la moltiplicazione, dando tempo al sistema immunitario del soggetto di eliminarlo. Pertanto, può ritornare dopo l'interruzione della terapia.L’unica forma di prevenzione possibile consiste nei rapporti sessuali protetti. Perciò è molto importante diffondere le informazioni sulla frequenza di questa infezione, soprattutto tra i giovani, e rendere note le conseguenze che la candida potrebbe avere sulla fertilità di coppia se non trattata. Per prevenire le infezioni ripetute (più di 3 episodi all’anno) può aiutare una corretta alimentazione, che limita l’assunzione di zuccheri, alcol, latte e formaggi, bibite fermentate o gasate e lieviti, a vantaggio di frutta, verdura, yogurt e fermenti lattici. Inoltre importante la cura dell'igiene intima e indossare biancheria intima di cotone ed evitare capi in nylon, microfibra e abiti troppo stretti e attillati.
La Candida albicans è un fungo saprofita. Si tratta di un lievito appartenente alla famiglia dei Saccaromiceti. Normalmente si trova in natura.
Terapia e profilassi
Patologia
La Candida albicans abita nell'organismo umano nel cavo orale e sulle mucose genitali ma in determinate circostanze, legate a particolari condizioni in cui si trova la persona (per esempio, deficit immunologico, uso di antibiotici,diabete ecc.) la candida può crescere velocemente e più abbondantemente, causando la candidosi, un'infezione che provoca irritazioni alle mucose.
MENINGOCOCCO B
Trasmissione
Classificazione e patologia
La trasmissione del Meningococco avviene da persona a persona attraverso il contatto con saliva o droplets (gocce di saliva provenienti dalle altre vie respiratorie) di persone asintomatiche e portatrici. La frequentazione di feste e locali affollati, fumo di tabacco o cannabis, infezioni delle vie respiratorie, baciare molte persone favorisce la trasmissione dell’agente patogeno.
Il Meningococco B è un batterio. Sono stati classificati fino ad ora 12 diversi sierogruppi di meningococco. 5 di questi sierogruppi (A, B, C, Y, W135) sono responsabili della meningite meningococcica, un’infiammazione che colpisce le meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale.
Profilassi
Per prevenire la meningite da meningococco di tipo B è disponibile un vaccino, che viene somministrato tramite iniezione intramuscolare (nel muscolo della spalla o della coscia). Lo sviluppo del vaccino contro questo batterio ha rappresentato per molto tempo una sfida per i vaccinologi di tutto il mondo. Infatti, i metodi tradizionali, utilizzati con successo per la messa a punto di vaccini contro gli altri 4 sierogruppi meningococcici si sono rivelati fallimentari per questo sierogruppo. Grazie alla tecnica innovativa denominata “reverse vaccinology” è stato possibile lo sviluppo di un vaccino universale contro il meningococco B.
Terapia
La meningite batterica viene trattata con la terapia antibiotica. Identificare il sierogruppo che causa l’infezione è fondamentale per la scelta del trattamento più adeguato ed efficace e per impostare una eventuale profilassi tra le persone che sono entrate in contatto con il malato.
BORDETELLA PERTOSSI
CLASSIFICAZIONE: Bordetella pertussis è un batterio, un piccolo coccobacillo Gram-negativo.
PATOLOGIA: Questo batterio causa la pertosse, una malattia infettiva batterica altamente contagiosa che causa una forte tosse.
TRASMISSIONE: L’uomo è l’unico serbatoio noto del batterio, di conseguenza la trasmissione della malattia avviene solo fra esseri umani per via respiratoria (muco o droplets diffusi con la tosse o gli starnuti).
TERAPIA: consiste in antibiotici che, se presi all’inizio della malattia, abbreviano il tempo di contagiosità e la durata della malattia, mentre non riducono la tosse che viene curata con antitussivi e sedativi. PROFILASSI: In Italia la vaccinazione è obbligatoria e viene somministrata nei bambini a partire dal compimento dell’ottava settimana. Entro i 2 anni vengono somministrate 4 dosi.
CLOSTRIDIUM BOTULINUM
CLASSIFICAZIONE E PATOLOGIAIl Clostridium botulinum è un batterio Gram+ della famiglia delle Clostridiaceae. In questo caso, non è il batterio Clostridium botulinum a causare il botulismo, ma è l’accumulo nell'intestino delle tossine rilasciate dal batterio, che causano un’intossicazione.
TRASMISSIONEIl botulismo alimentare è la più nota e comune forma di botulismo, quando la contaminazione interessa conserve sott'olio, carne o pesce in scatola, salumi. Si tratta di un'intossicazione con conseguenze che possono essere mortali. Esistono anche altre forme di botulismo: quello infantile e quello negli adulti, quando si ingeriscono accidentalmente le spore dei batteri che si moltiplicano nell'intestino; botulismo da ferita, quando il batterio penetra in una ferita, si moltiplica e rilascia tossine (ciò può avvenire anche tramite l'uso di siringhe sporche); botulismo iatrogeno, dovuto all'uso errato della tossina botulinica per scopi terapeutici o cosmetici.
PROFILASSILa prevenzione del Botulismo si attua evitando di consumare cibi sulla cui preparazione e conservazione non si hanno garanzie e i cibi scaduti. Le conserve fatte in casa, ad esempio, sono maggiormente rischiose di quelle di produzione industriale. Sono ritenute sicure le conserve di alimenti acidi, come passata di pomodoro e sott'aceto, con alte concentrazioni di zucchero come marmellate e confetture, sale, conserve in salamoia.In tutti i casi valgono le regole di igiene personale, regolare e scrupolosa. Quando ci si procura una ferita è sempre necessario disinfettarla accuratamente.
TERAPIALa terapia specifica consiste nella somministrazione di un siero di antitossine botuliniche, distribuito dal ministero della Salute tramite la rete della scorta nazionale antidoti, che deve essere somministrato il prima possibile. Il paziente affetto da botulismo necessita del ricovero ospedaliero, possibilmente in terapia intensiva.
ASPERGILLUS FUMIGATUS
CLASSIFICAZIONE E PATOLOGIA Aspergillus fumigatus è un fungo del genere Aspergillus, nella famiglia delle Trichocomaceae. Il nome deriva dal latino fumus ("fumo"), ad indicare il colore grigio fumo-verdastro del fungo, dovuto ad un particolare pigmento presente nelle sue spore. L’Aspergillus fumigatus è perlopiù responsabile di aspergillosi invasiva polmonare, una grave infezione polmonare che si espande ad altri organi attraverso il flusso sanguigno.
TRASMISSIONE L’aspergillosi invasiva polmonare non si trasmette da uomo a uomo ma la principale via di contagio è l'inalazione delle spore di aspergillus presenti nell’aria. Se inalate da persone con un normale sistema immunitario, le spore vengono eliminate dal corpo, ma in persone immunodepresse le spore inalate possono germogliare e causare un’infezione.
TERAPIA E PROFILASSILa terapia consiste in un trattamento aggressivo con farmaci antimicotici e successivamente un supporto medicinale per rafforzare il sistema immunitario per prevenire recidive.L'Aspergillus vive nell'ambiente, è molto comune sia all'interno che all'esterno. Per le persone con un sistema immunitario sano, respirare Aspergillus non è dannoso
taenia solium
CLASSIFICAZIONE: Taenia solium è un parassita della famiglia dei tenidi (platelminti cestodi). E' meglio nota come verme solitario, ha un aspetto nastriforme ed è in grado di vivere nell'intestino umano.
PROFILASSI: L'infezione intestinale da Taenia solium può essere prevenuta cucinando bene la carne di maiale, cuocendola sopra i 71°C. Quando si viaggia in zone con scarsa igiene, la gente deve fare attenzione ad evitare gli alimenti che potrebbero essere contaminati da feci umane ed evitare carne di maiale cruda e non adeguatamente cotta.
PATOLOGIA: Questo parassita è responsabile della teniasi, un'infezione intestinale da tenia adulta, della cisticercosi, sempre un'infezione intestinale da larve di Taenia solium e nella forma più grave della neurocisticercosi se le larve si localizzano nel cervello.
TERAPIA: Il trattamento delle infezioni intestinali causate da Taenia solium prevede l'assunzione di farmaci specifici antiparassitari che agiscono uccidendo i vermi. Nei casi di neurocisticercosi è necessaria una terapia molto più complessa che comprende anche l'utilizzo di farmaci antiinfiammatori.
TRASMISSIONE: avviene dal maiale all'uomo, a seguito dell'ingestione di carne di maiale contaminata, consumata cruda o poco cotta. L'uomo può ingerire sia il verme adulto o le larve, che poi si insediano e si sviluppano nell'intestino. La trasmissione può avvenire anche da persona a persona, quando la persona infetta contamina il cibo, a causa della scarsa igiene attraverso le larve contenute nelle loro feci.
toxoplasma gondii
PATOLOGIAQuesto parassita è responsabile della toxoplasmosi, una malattia particolarmente rischiosa in gravidanza perché può causare malformazioni e addirittura la morte del feto.
CLASSIFICAZIONEToxoplasma gondii è un microrganismo, una specie di protista parassitario che compie il suo ciclo vitale all'interno delle cellule.
TERAPIA E PROFILASSIAllo stato attuale non esiste un vaccino contro la toxoplasmosi. Nel caso in cui una donna venga contagiata durante la gravidanza, è possibile bloccare la trasmissione dell'infezione al feto attraverso un trattamento antibiotico specifico. Ci sono però una serie di comportamenti e pratiche che riducono il rischio di contrarre questa malattia: evitare di mangiare carne poco cotta, lavarsi molto bene le mani sotto acqua corrente dopo averla toccata, lavare accuratamente frutta ed ortaggi, mettersi dei guanti se si fa giardinaggio. Sembra che il serbatoio del parassita siano i gatti randagi che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, che defecando nel terreno rilasciano Toxoplasma per diverse settimane.
TRASMISSIONE Toxoplasma gondii può infettare moltissimi animali a sangue caldo e si trasmette da un animale all'altro attraverso l'alimentazione con carne cruda infetta. Il parassita si trova anche nelle feci di gatto e nel terreno in cui abbia defecato un gatto o un altro animale infetto. Anche l'uomo può infettarsi esattamente come gli altri animali, mangiando carne poco cotta e venendo a contatto con il parassita maneggiando terra infetta.
Microrganismi patogeni
martina.pitamitz
Created on February 28, 2024
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microrganismi patogeni
Mycobacterium tuberculosis
Plasmodium falciparum
Clostridium tetani
Candida albicans
HIV
Meningococco B
HPV
Bordetella pertossi
sommario
Vibrio colera
Clostridum botulinum
Aspergillus fumigatus
Variola virus
Rubella virus
Taenia solium
Yersinia pestis
Toxoplasma gondii
Classificazione
mycrobacterium tuberculosis
Classificazione e Patologia
Terapia
Mycobacterium tuberculosis (chiamato anche bacillo di Koch) appartiene alla famiglia delle Mycobacteriacee, famiglia di batteri gram-variabili. È il bacillo responsabile della tubercolosi nell'uomo.
Il regime tradizionale tipicamente usato si chiama “RIPE” e prevede l'uso di 4 tipi di antibiotici battericida: Rifampicina, Isoniazide, Pirazinamide ed Etambutolo. La terapia, nella fase di attacco, inizia con tutti e 4 i farmaci e continua, nella fase di mantenimento, solo con isoniazide e rifampicina.
Profilassi
Attualmente l’unico vaccino a disposizione contro la tubercolosi è il vaccino vivo attenuato BCG (bacillo di Calmette Guérin) che è efficace nella prevenzione di forme gravi infantili della malattia (meningite e altre forme di tubercolosi). Il vaccino è utilizzato spesso in bambini piccoli in Paesi con un’elevata incidenza di tubercolosi. In Italia il vaccino è utilizzato solo in alcune categorie a rischio. Attualmente sono in corso numerosi sperimentazioni per la ricerca di vaccini più efficaci.
Trasmissione
La tubercolosi si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni respiratorie emesse nell'aria da un individuo contagioso, per esempio tramite saliva, starnuto o colpo di tosse.
clostridium tetani
Classificazione
Clostridium tetani è un bacillo Gram-positivo che cresce solo in assenza di ossigeno (cioè è anaerobio) ed è presente in natura sia in forma vegetativa, sia sotto forma di spore. Il germe in forma vegetativa produce una tossina che è neurotossica. Il batterio è normalmente presente nell’intestino degli animali (bovini, equini, ovini) e nell’intestino umano e viene eliminato con le feci.
Trasmissione
L'infezione batterica da tetano si contrae a seguito della contaminazione di ferite (tagli e/o graffi/abrasioni della pelle che presentino sanguinamento o meno della cute lesa) da parte delle spore del batterio. La malattia non è contagiosa, quindi l’isolamento del paziente non è necessario.
Patologia
Le spore possono sopravvivere nell’ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra. Possono penetrare nell’organismo umano attraverso ferite dove, in condizioni opportune (che si verificano specialmente nei tessuti necrotici), si possono trasformare nelle forme vegetative che producono la tossina. Il batterio non invade i tessuti ma la tossina raggiunge attraverso il sangue e il sistema linfatico il sistema nervoso centrale, interferendo con il rilascio di neurotrasmettitori che regolano la muscolatura, causando contrazioni e spasmi diffusi
Profilassi
Terapia
La somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche (TIG) e l’accurata pulizia della ferita infetta, con rimozione dell’eventuale tessuto necrotico, l’uso di disinfettanti ad azione ossidante (come l’acqua ossigenata) e la somministrazione di antibiotici (penicillina) sono importanti per prevenire la fissazione alle cellule nervose della tossina eventualmente ancora presente in circolo e per impedire che ne venga prodotta di nuova.Tuttavia, le TIG non sono in grado di limitare l’azione neurotossica della tossina che ha già raggiunto le terminazioni nervose: la terapia degli spasmi tetanici è quindi essenzialmente sintomatica, e si avvale di sedativi o anestetici generali. La malattia non conferisce immunità, perciò i pazienti che hanno avuto il tetano devono iniziare o continuare il ciclo vaccinale non appena le condizioni cliniche lo consentano.
La prevenzione della malattia si basa sulla vaccinazione, prevista in Italia per tutti i nuovi nati. La somministrazione di tre dosi di vaccinazione antitetanica conferisce una protezione molto elevata, con un’efficacia superiore al 95%. La durata della protezione nel tempo è di almeno 10 anni ed è ulteriormente garantita dall'esecuzione dei richiami.
HIV
Classificazione
HIV è un virus a RNA che appartiene a una particolare famiglia virale, quella dei retrovirus, dotata di un meccanismo replicativo assolutamente unico. Grazie a uno specifico enzima, la trascrittasi inversa, i retrovirus sono in grado di trasformare il proprio patrimonio genetico a RNA in un doppio filamento di DNA. Questo va ad inserirsi nel DNA della cellula infettata (detta "cellula ospite" o “cellula bersaglio”) e da lì dirige la produzione di nuove particelle virali.
Il virus dell'HIV ha una elevata capacità di replicazione, soprattutto nelle prime fasi dell'infezione. Le cellule bersaglio appartengono al sistema immunitario.
Patologia
Il virus dell'HIV è responsabile della Sindrome da Immunodeficienza acquisita, nota come AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome). Questa malattia è stata riportata per la prima volta in letteratura nel 1981.
Terapia
Profilassi
A causa della forte tendenza alla mutazione dell’HIV, è necessario non soltanto trovare farmaci sempre nuovi, ma anche somministrare contemporaneamente più farmaci antiretrovirali (terapia combinata). La terapia antiretrovirale consiste nella somministrazione di farmaci specifici, che bloccano la riproduzione del virus nelle cellule, riducendo, di conseguenza, la quantità di virus che circola nell’organismo. Esistono diverse classi di farmaci, che, combinate tra loro, controllano il virus e consentono alle persone con Hiv di avere una buona qualità di vita, grazie anche al minor impatto sull’organismo e ai minori effetti collaterali. Attualmente viene proposta alle persone sieropositive una terapia altamente efficace, detta Haart (Higly Active Anti-Retroviral Therapy), che consiste nella combinazione di vari farmaci antiretrovirali. Occorre tuttavia tenere presente che le attuali strategie terapeutiche, anche se molto efficaci, non consentono la guarigione dall’infezione, ma permettono di tenerla sotto controllo. Attualmente sono in sperimentazione nuove classi di farmaci mirati a stimolare e supportare il sistema immunitario, piuttosto che a una diretta azione antivirale
Sono in corso da vari anni molti studi per mettere a punto un vaccino che possa prevenire l’infezione da HIV o possa migliorare il decorso della malattia in chi è già infetto. Poche semplici precauzioni possono ridurre o addirittura annullare, il rischio di infezione da HIV. Per evitare la trasmissione dell’infezione per via ematica: evitare l’uso in comune di siringhe e aghi, sottoporsi a iniezioni, agopuntura, mesoterapia, tatuaggi e piercing solo se gli aghi utilizzati sono monouso. Per evitare la trasmissione dell’infezione per via sessuale: utilizzare sempre il preservativo nel caso di rapporti occasionali.
HPV
Classificazione
Terapia
In base alla sede e all’estensione delle lesioni nel singolo paziente, si può utilizzare:l’approccio farmacologico topico, grazie all’utilizzo di specifici preparati in crema, che agiscono sia distruggendo fisicamente la lesione, che attivando il sistema immunitario locale; l'approccio chirurgico, per la rimozione fisica delle escrescenze.
L’HPV (Human Papilloma Virus) costituisce una famiglia di virus a dsDNA composta da oltre duecento genotipi virali, appartenenti alla famiglia Papillomaviridae. L’infezione da Papilloma virus ha effetti molto diversi a seconda del tipo e della famiglia a cui appartiene il ceppo virale con cui si entra in contatto. La maggior parte dei virus di questa famiglia causa sintomi o patologie non gravi, quali ad esempio le verruche cutanee; tuttavia alcuni genotipi possono causare lesioni iperplastiche e altri ancora causano lesioni che possono trasformarsi in tumori maligni come il cancro al collo dell'utero, al cavo orale, all'ano, all'esofago e alla laringe.
Profilassi
L’unica vera forma di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione. Da più di 25 anni è a disposizione il vaccino per la prevenzione dell‘infezione da HPV che protegge la cervice uterina dai ceppi di HPV oncologicamente più aggressivi e dall’infezione dei ceppi a basso rischio più infettivi. La somministrazione alla popolazione adolescente di entrambi i sessi è ormai da anni inserita nel piano vaccinale obbligatorio /consigliato in tutti i paesi occidentali. Il vaccino contro l’HPV di ultima generazione impedisce il contagio dai ceppi HPV responsabili di quasi il 100% dei tumori.
Trasmissione
L’infezione genitale da Papilloma virus umano si trasmette essenzialmente attraverso i rapporti sessuali: è infatti una delle più frequenti malattie sessualmente trasmesse. È possibile che la trasmissione possa avvenire anche con un contatto fisico, se ci sono cellule virali attive e se sono presenti lacerazioni, tagli o abrasioni nella pelle e/o mucose.
vibrio colera
Patologia
Il colera è un’infezione diarroica acuta causata dal batterio e la tramissione avviene per contatto orale, diretto o indiretto, con feci o alimenti contaminati e nei casi più gravi può portare a pericolosi fenomeni di disidratazione.
Classificazione
Terapia
La via da adottare è quella della reintegrazione dei liquidi e dei sali persi con la diarrea e il vomito, La reidratazione orale ha successo nel 90% dei casi, può avvenire tramite assunzione di soluzioni ricche di zuccheri, elettroliti e acqua, e deve essere intrapresa immediatamente. Gli antibiotici possono abbreviare il decorso della malattia e ridurre l’intensità dei sintomi e sono utilizzati soprattutto per le forme più gravi o nei pazienti più a rischio, come gli anziani.
Vibrio cholerae è un batterio Gram negativo dalla caratteristica “forma a virgola”, appartenente al genere dei vibrioni ed abitante di due ecosistemi molto differenti: l'ambiente acquatico e l'intestino umano. Questo vibrione ha la tendenza a causare epidemie esplosive con una diffusione pandemica
Profilassi
I vibrioni del colera sono estremamente sensibili all'azione dei comuni detergenti e disinfettanti, pertanto accorgimenti igienici durante la preparazione o l’assunzione del cibo, come il lavarsi le mani con il sapone prima di iniziare a cucinare o mangiare, può contribuire a ridurre la diffusione delle epidemie. Sono disponibili anche dei vaccini: tuttavia la loro efficacia, insieme a quella delle campagne di vaccinazione, deve ancora essere valutata e approfondita.
variola virus
Classificazione e Patologia
Il Variola virus appartiene alla famiglia Orthopoxviridae ed era un virus a DNA.Questo virus, ormai scomparso in natura, era l’agente responsabile del vaiolo umano. L'ultimo caso di vaiolo acquisito naturalmente nel mondo è stato diagnosticato nel 1977 in Somalia. Riserve del virus sono mantenute ufficialmente solo in due laboratori in condizioni di stretta sicurezza: uno negli Stati Uniti e uno in Russia.
Trasmissione
Prima dell’eradicazione, la trasmissione dell’infezione avveniva per contatto diretto o indiretto con il virus presente nelle lesioni cutanee, o attraverso la diffusione di goccioline respiratorie emesse con la tosse e gli starnuti. Inoltre, il virus è stabile in forma essiccata per mesi ed è stato trasmesso da fomiti come la biancheria da letto. La contagiosità iniziava con la comparsa delle prime lesioni cutanee e durava fino alla scomparsa di tutte le croste (circa tre settimane).
Terapia e Profilassi
Il controllo del vaiolo nell'era pre-eradicazione si basava sull'identificazione e l'isolamento dei casi e dei contatti e su terapie di supporto basate su antivirali.Il vaccino antivaioloso utilizzato per eradicare la malattia è composto da un virus simile a quello del vaiolo (ma meno dannoso), il virus Vaccinia di origine bovina. Storicamente, il vaccino si è dimostrato efficace nel prevenire l'infezione da vaiolo nel 95% delle persone vaccinate. Grazie al periodo di incubazione relativamente lungo per il vaiolo, la vaccinazione entro un periodo di quattro giorni dopo l'esposizione era efficace nel prevenire o attenuare la malattia clinica. Data l’eradicazione, la vaccinazione di routine contro il vaiolo è stata sospesa nel corso degli anni ’70 e ’80 in tutti i Paesi occidentali.
rubella virus
Classificazione e Patologia
Il Rubivirus è un genere di virus di medie dimensioni a RNA, con genoma contenuto in un singolo filamento positivo di RNA, unico membro della famiglia dei Togaviridae. Il Rubella virus causa la rosolia che è una malattia infettiva acuta esantematica che si manifesta con un’eruzione cutanea. Generalmente è una malattia lieve ma diventa pericolosa se contratta durante la gravidanza perché può portare ad aborto spontaneo, morte intrauterina del feto, o gravi anomalie congenite.
Trasmissione
Trasmissione
Terapia e Profilassi
Non esiste una terapia farmacologica specifica per la rosolia, a parte l’uso di sintomatici per la febbre o i dolori articolari o antibiotici in caso di sovrapposizioni batteriche. La rosolia è prevenibile attraverso la vaccinazione con il vaccino vivo attenuato Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR). In Italia il vaccino è somministrato ai bambini ma anche gli adolescenti e adulti mai vaccinati possono vaccinarsi. L’eliminazione della rosolia e della sindrome da rosolia congenita nella Regione europea dell’Oms rappresenta uno degli obiettivi del Piano Vaccinale Europeo.
La rosolia si trasmette per via aerea attraverso le goccioline respiratorie diffuse nell’aria dal malato, per esempio con colpi di tosse o starnuti, o il contatto diretto con le secrezioni nasofaringee.
yersinia pestis
Classificazione
Patologia
Questo batterio causa la peste, una malattia infettiva di origine batterica tuttora diffusa in molte parti del mondo, anche in alcune regioni dei paesi industrializzati.
Il Yersinia pestis è un batterio cocco-bacillo gram-negativo a forma di bastoncino senza spore, appartenente alla famiglia Yersiniaceae
Trasmissione
Terapia e profilassi
La peste si manifesta principalmente sotto tre forme diverse, che a volte possono anche essere compresenti:
Non è disponibile un vaccino contro la peste, per cui non è possibile effettuare un trattamento preventivo di questa malattia. Diventa quindi essenziale riconoscere i sintomi rapidamente e intervenire nelle prime ore dalla loro comparsa. La terapia antibiotica deve iniziare entro le prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi e il trattamento con antibiotici è raccomandato per 7 giorni anche alle persone che entrano a contatto con il malato per prevenire l’insorgenza della malattia
plasmodium falciparum
CLASSIFICAZIONE: Plasmodium falciparum è un protozoo parassita unicellulare, facente parte delle delle specie di Plasmodium.
PATOLOGIA: causa nell’uomo la malaria e questa specie è la più pericolosa, avendo il tasso più elevato di complicanze e di mortalità.
TRASMISSIONE: le specie di plasmodi responsabili della malaria umana si trasmettono in modo naturale da uomo a uomo mediante la puntura di zanzare femmine infette appartenenti al genere Anopheles, tuttavia si può verificare trasmissione anche con eventi accidentali mediante contagio ematico diretto. Le abitudini di puntura delle Anopheles sono crepuscolari e notturne, le ore in cui in zone endemiche è più alto il rischio di contrarre la malaria. Attualmente la malaria risulta diffusa principalmente in zone tropicali e subtropicali
PROFILASSI: Non esiste un unico schema profilattico applicabile per chi si reca in zona endemica, ma la scelta dei farmaci dipende dal paese visitato.Il controllo del vettore rappresenta una delle misure fondamentali per prevenire e ridurre la trasmissione della malaria. Le principali misure attuate sono focalizzate sulla riduzione del contatto tra zanzare e uomo. Misure di protezione personale contro le punture di zanzara sono rappresentate dalle zanzariere da letto impregnate con insetticida. Gli interventi per la riduzione della densità delle zanzare si focalizzano sulle bonifiche ambientali e sull'uso di larvicidi o predatori naturali di larve di zanzare. Purtroppo i programmi di lotta alla malaria hanno evidenziato un fenomeno di resistenza ai farmaci e agli insetticidi. Dopo oltre 30 anni d’intensa ricerca è stato messo a punto il primo vaccino, che ha mostrato una parziale protezione contro la malaria da Plasmodium falciparum nei bambini, riuscendo a prevenire circa 4 casi su 10 di malaria per un periodo di 4 anni. A causa però di questa protezione solo parziale, il vaccino potrà affiancare gli altri metodi di lotta contro la malaria ma non sostituirli.
TERAPIA: l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) definisce la malaria umana una malattia seria, prevenibile e curabile se diagnosticata tempestivamente e trattata con farmaci adeguati.
Candida albicans
Trasmissione
Classificazione
L’infezione da Candida albicans si trasmette attraverso i rapporti sessuali e per contatto con secrezioni di persone infette (utilizzando asciugamani e biancheria usata). L'infezione però può insorgere anche spontaneamente, in seguito a deficit immunitario legato, ad esempio, all'uso protratto di antibiotici, all'impiego di contraccettivi orali. Anche l'uso di biancheria intima troppo stretta o di nylon è stato messo in relazione con la comparsa di candidosi. La terapia della candidosi è antimicotica (antifungina), sia sistemica (compresse) che locale (con crema, ovuli e lavande). Essendo un'infezione sessualmente trasmissibile, il trattamento va eseguito in entrambi i partner, altrimenti l’infezione rischia di ritrasmettersi nella coppia. Bisogna, inoltre, tener presente che la terapia è di tipo fungostatico, ossia non elimina il fungo, ma ne blocca la replicazione e la moltiplicazione, dando tempo al sistema immunitario del soggetto di eliminarlo. Pertanto, può ritornare dopo l'interruzione della terapia.L’unica forma di prevenzione possibile consiste nei rapporti sessuali protetti. Perciò è molto importante diffondere le informazioni sulla frequenza di questa infezione, soprattutto tra i giovani, e rendere note le conseguenze che la candida potrebbe avere sulla fertilità di coppia se non trattata. Per prevenire le infezioni ripetute (più di 3 episodi all’anno) può aiutare una corretta alimentazione, che limita l’assunzione di zuccheri, alcol, latte e formaggi, bibite fermentate o gasate e lieviti, a vantaggio di frutta, verdura, yogurt e fermenti lattici. Inoltre importante la cura dell'igiene intima e indossare biancheria intima di cotone ed evitare capi in nylon, microfibra e abiti troppo stretti e attillati.
La Candida albicans è un fungo saprofita. Si tratta di un lievito appartenente alla famiglia dei Saccaromiceti. Normalmente si trova in natura.
Terapia e profilassi
Patologia
La Candida albicans abita nell'organismo umano nel cavo orale e sulle mucose genitali ma in determinate circostanze, legate a particolari condizioni in cui si trova la persona (per esempio, deficit immunologico, uso di antibiotici,diabete ecc.) la candida può crescere velocemente e più abbondantemente, causando la candidosi, un'infezione che provoca irritazioni alle mucose.
MENINGOCOCCO B
Trasmissione
Classificazione e patologia
La trasmissione del Meningococco avviene da persona a persona attraverso il contatto con saliva o droplets (gocce di saliva provenienti dalle altre vie respiratorie) di persone asintomatiche e portatrici. La frequentazione di feste e locali affollati, fumo di tabacco o cannabis, infezioni delle vie respiratorie, baciare molte persone favorisce la trasmissione dell’agente patogeno.
Il Meningococco B è un batterio. Sono stati classificati fino ad ora 12 diversi sierogruppi di meningococco. 5 di questi sierogruppi (A, B, C, Y, W135) sono responsabili della meningite meningococcica, un’infiammazione che colpisce le meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale.
Profilassi
Per prevenire la meningite da meningococco di tipo B è disponibile un vaccino, che viene somministrato tramite iniezione intramuscolare (nel muscolo della spalla o della coscia). Lo sviluppo del vaccino contro questo batterio ha rappresentato per molto tempo una sfida per i vaccinologi di tutto il mondo. Infatti, i metodi tradizionali, utilizzati con successo per la messa a punto di vaccini contro gli altri 4 sierogruppi meningococcici si sono rivelati fallimentari per questo sierogruppo. Grazie alla tecnica innovativa denominata “reverse vaccinology” è stato possibile lo sviluppo di un vaccino universale contro il meningococco B.
Terapia
La meningite batterica viene trattata con la terapia antibiotica. Identificare il sierogruppo che causa l’infezione è fondamentale per la scelta del trattamento più adeguato ed efficace e per impostare una eventuale profilassi tra le persone che sono entrate in contatto con il malato.
BORDETELLA PERTOSSI
CLASSIFICAZIONE: Bordetella pertussis è un batterio, un piccolo coccobacillo Gram-negativo.
PATOLOGIA: Questo batterio causa la pertosse, una malattia infettiva batterica altamente contagiosa che causa una forte tosse.
TRASMISSIONE: L’uomo è l’unico serbatoio noto del batterio, di conseguenza la trasmissione della malattia avviene solo fra esseri umani per via respiratoria (muco o droplets diffusi con la tosse o gli starnuti).
TERAPIA: consiste in antibiotici che, se presi all’inizio della malattia, abbreviano il tempo di contagiosità e la durata della malattia, mentre non riducono la tosse che viene curata con antitussivi e sedativi. PROFILASSI: In Italia la vaccinazione è obbligatoria e viene somministrata nei bambini a partire dal compimento dell’ottava settimana. Entro i 2 anni vengono somministrate 4 dosi.
CLOSTRIDIUM BOTULINUM
CLASSIFICAZIONE E PATOLOGIAIl Clostridium botulinum è un batterio Gram+ della famiglia delle Clostridiaceae. In questo caso, non è il batterio Clostridium botulinum a causare il botulismo, ma è l’accumulo nell'intestino delle tossine rilasciate dal batterio, che causano un’intossicazione.
TRASMISSIONEIl botulismo alimentare è la più nota e comune forma di botulismo, quando la contaminazione interessa conserve sott'olio, carne o pesce in scatola, salumi. Si tratta di un'intossicazione con conseguenze che possono essere mortali. Esistono anche altre forme di botulismo: quello infantile e quello negli adulti, quando si ingeriscono accidentalmente le spore dei batteri che si moltiplicano nell'intestino; botulismo da ferita, quando il batterio penetra in una ferita, si moltiplica e rilascia tossine (ciò può avvenire anche tramite l'uso di siringhe sporche); botulismo iatrogeno, dovuto all'uso errato della tossina botulinica per scopi terapeutici o cosmetici.
PROFILASSILa prevenzione del Botulismo si attua evitando di consumare cibi sulla cui preparazione e conservazione non si hanno garanzie e i cibi scaduti. Le conserve fatte in casa, ad esempio, sono maggiormente rischiose di quelle di produzione industriale. Sono ritenute sicure le conserve di alimenti acidi, come passata di pomodoro e sott'aceto, con alte concentrazioni di zucchero come marmellate e confetture, sale, conserve in salamoia.In tutti i casi valgono le regole di igiene personale, regolare e scrupolosa. Quando ci si procura una ferita è sempre necessario disinfettarla accuratamente.
TERAPIALa terapia specifica consiste nella somministrazione di un siero di antitossine botuliniche, distribuito dal ministero della Salute tramite la rete della scorta nazionale antidoti, che deve essere somministrato il prima possibile. Il paziente affetto da botulismo necessita del ricovero ospedaliero, possibilmente in terapia intensiva.
ASPERGILLUS FUMIGATUS
CLASSIFICAZIONE E PATOLOGIA Aspergillus fumigatus è un fungo del genere Aspergillus, nella famiglia delle Trichocomaceae. Il nome deriva dal latino fumus ("fumo"), ad indicare il colore grigio fumo-verdastro del fungo, dovuto ad un particolare pigmento presente nelle sue spore. L’Aspergillus fumigatus è perlopiù responsabile di aspergillosi invasiva polmonare, una grave infezione polmonare che si espande ad altri organi attraverso il flusso sanguigno.
TRASMISSIONE L’aspergillosi invasiva polmonare non si trasmette da uomo a uomo ma la principale via di contagio è l'inalazione delle spore di aspergillus presenti nell’aria. Se inalate da persone con un normale sistema immunitario, le spore vengono eliminate dal corpo, ma in persone immunodepresse le spore inalate possono germogliare e causare un’infezione.
TERAPIA E PROFILASSILa terapia consiste in un trattamento aggressivo con farmaci antimicotici e successivamente un supporto medicinale per rafforzare il sistema immunitario per prevenire recidive.L'Aspergillus vive nell'ambiente, è molto comune sia all'interno che all'esterno. Per le persone con un sistema immunitario sano, respirare Aspergillus non è dannoso
taenia solium
CLASSIFICAZIONE: Taenia solium è un parassita della famiglia dei tenidi (platelminti cestodi). E' meglio nota come verme solitario, ha un aspetto nastriforme ed è in grado di vivere nell'intestino umano.
PROFILASSI: L'infezione intestinale da Taenia solium può essere prevenuta cucinando bene la carne di maiale, cuocendola sopra i 71°C. Quando si viaggia in zone con scarsa igiene, la gente deve fare attenzione ad evitare gli alimenti che potrebbero essere contaminati da feci umane ed evitare carne di maiale cruda e non adeguatamente cotta.
PATOLOGIA: Questo parassita è responsabile della teniasi, un'infezione intestinale da tenia adulta, della cisticercosi, sempre un'infezione intestinale da larve di Taenia solium e nella forma più grave della neurocisticercosi se le larve si localizzano nel cervello.
TERAPIA: Il trattamento delle infezioni intestinali causate da Taenia solium prevede l'assunzione di farmaci specifici antiparassitari che agiscono uccidendo i vermi. Nei casi di neurocisticercosi è necessaria una terapia molto più complessa che comprende anche l'utilizzo di farmaci antiinfiammatori.
TRASMISSIONE: avviene dal maiale all'uomo, a seguito dell'ingestione di carne di maiale contaminata, consumata cruda o poco cotta. L'uomo può ingerire sia il verme adulto o le larve, che poi si insediano e si sviluppano nell'intestino. La trasmissione può avvenire anche da persona a persona, quando la persona infetta contamina il cibo, a causa della scarsa igiene attraverso le larve contenute nelle loro feci.
toxoplasma gondii
PATOLOGIAQuesto parassita è responsabile della toxoplasmosi, una malattia particolarmente rischiosa in gravidanza perché può causare malformazioni e addirittura la morte del feto.
CLASSIFICAZIONEToxoplasma gondii è un microrganismo, una specie di protista parassitario che compie il suo ciclo vitale all'interno delle cellule.
TERAPIA E PROFILASSIAllo stato attuale non esiste un vaccino contro la toxoplasmosi. Nel caso in cui una donna venga contagiata durante la gravidanza, è possibile bloccare la trasmissione dell'infezione al feto attraverso un trattamento antibiotico specifico. Ci sono però una serie di comportamenti e pratiche che riducono il rischio di contrarre questa malattia: evitare di mangiare carne poco cotta, lavarsi molto bene le mani sotto acqua corrente dopo averla toccata, lavare accuratamente frutta ed ortaggi, mettersi dei guanti se si fa giardinaggio. Sembra che il serbatoio del parassita siano i gatti randagi che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, che defecando nel terreno rilasciano Toxoplasma per diverse settimane.
TRASMISSIONE Toxoplasma gondii può infettare moltissimi animali a sangue caldo e si trasmette da un animale all'altro attraverso l'alimentazione con carne cruda infetta. Il parassita si trova anche nelle feci di gatto e nel terreno in cui abbia defecato un gatto o un altro animale infetto. Anche l'uomo può infettarsi esattamente come gli altri animali, mangiando carne poco cotta e venendo a contatto con il parassita maneggiando terra infetta.