In qual parte del ciel, in quale ydea
In qual parte del ciel, in quale ydea era l’exempio, onde Natura tolse quel bel viso leggiadro, in ch’ella volse mostrar qua giù quanto lassù potea? Qual nimpha in fonti, in selve mai qual dea, chiome d’oro sì fino a l’aura sciolse? quando un cor tante in sé vertuti accolse? benché la somma è di mia morte rea. Per divina bellezza indarno mira.. chi gli occhi de costei già mai non vide come soavemente ella gli gira; non sa come Amor sana, et come ancide, chi non sa come dolce ella sospira, et come dolce parla, et dolce ride.
Angela Barone e Sara Sanfilipo 3B
In qual parte del ciel, in quale ydea era l’exempio, onde Natura tolse quel bel viso leggiadro, in ch’ella volse mostrar qua giù quanto lassù potea? Qual nimpha in fonti, in selve mai qual dea, chiome d’oro sì fino a l’aura sciolse? quando un cor tante in sé vertuti accolse? benché la somma è di mia morte rea. Per divina bellezza indarno mira chi gli occhi de costei già mai non vide come soavemente ella gli gira; non sa come Amor sana, et come ancide, chi non sa come dolce ella sospira, et come dolce parla, et dolce ride.
Il riferimento a Cavalcanti e la sua visione dell'amore distruttiva ed espressa tramite temi religiosi, è implicito quando l'autore parla del volto della donna amata come il volto di cristo. Il personaggio di Laura di evolve all'interno del canzoniere, si passa da donnanemica ad una concezione dell'amore come passione sensuale e distruttiva. Si passerà a tratti più stilnovistici quando i rifiuti di Laura non saranno più segno di insensibilità ma una spinta a Francesco perchè si rivolga alla virtù. Quando Laura morirà si avrà una figura Laura-bearice, un'immagine positiva della donna, della quale ricordo pacifica l'animo dell'amante.
il nome Laura potrebbe avere diverse sfumature:Laura, nome proprio di persona;il lauro, simbolo della poesia e della gloria; l'aura, l'aria volubile ma portatrice di vita; l'auro, l'oro dei capelli ma anche delle ricchezze terrene.
Laura viene descritta come una ninfa delle sorgenti e una dea delle selve che scioglie al vento i capelli dorati ed è immersa in un alone di luce e di indeterminatezza. La donna viene dipinta come una creatura sovrumana, piena di virtù anche se motivo di sofferenza per il poeta: la figura femminile non ha implicazioni religiose ma introduce agli effetti contrastanti che Amore provoca nell’animo del poeta. Petrarca, seguendo il motivo della lode dell’amata, celebra la Natura, cioè Dio, e ha voluto ritrarre in una creatura soave e splendente di giovinezza eppure terrena, una copia dello splendore celeste.
L'autore evita termini realistici, utilizza una sintassi per coordinazione e crea un’accurata simmetria: nelle due quartine si succedono tre interrogative dirette che esprimono la contemplazione; nelle terzine le antitesi e le corrispondenze sintattiche sottolineano il tormento d’amore.
Presentazione geniale
Angela Barone
Created on February 28, 2024
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Modern Presentation
View
Terrazzo Presentation
View
Colorful Presentation
View
Modular Structure Presentation
View
Chromatic Presentation
View
City Presentation
View
News Presentation
Explore all templates
Transcript
In qual parte del ciel, in quale ydea
In qual parte del ciel, in quale ydea era l’exempio, onde Natura tolse quel bel viso leggiadro, in ch’ella volse mostrar qua giù quanto lassù potea? Qual nimpha in fonti, in selve mai qual dea, chiome d’oro sì fino a l’aura sciolse? quando un cor tante in sé vertuti accolse? benché la somma è di mia morte rea. Per divina bellezza indarno mira.. chi gli occhi de costei già mai non vide come soavemente ella gli gira; non sa come Amor sana, et come ancide, chi non sa come dolce ella sospira, et come dolce parla, et dolce ride.
Angela Barone e Sara Sanfilipo 3B
In qual parte del ciel, in quale ydea era l’exempio, onde Natura tolse quel bel viso leggiadro, in ch’ella volse mostrar qua giù quanto lassù potea? Qual nimpha in fonti, in selve mai qual dea, chiome d’oro sì fino a l’aura sciolse? quando un cor tante in sé vertuti accolse? benché la somma è di mia morte rea. Per divina bellezza indarno mira chi gli occhi de costei già mai non vide come soavemente ella gli gira; non sa come Amor sana, et come ancide, chi non sa come dolce ella sospira, et come dolce parla, et dolce ride.
Il riferimento a Cavalcanti e la sua visione dell'amore distruttiva ed espressa tramite temi religiosi, è implicito quando l'autore parla del volto della donna amata come il volto di cristo. Il personaggio di Laura di evolve all'interno del canzoniere, si passa da donnanemica ad una concezione dell'amore come passione sensuale e distruttiva. Si passerà a tratti più stilnovistici quando i rifiuti di Laura non saranno più segno di insensibilità ma una spinta a Francesco perchè si rivolga alla virtù. Quando Laura morirà si avrà una figura Laura-bearice, un'immagine positiva della donna, della quale ricordo pacifica l'animo dell'amante.
il nome Laura potrebbe avere diverse sfumature:Laura, nome proprio di persona;il lauro, simbolo della poesia e della gloria; l'aura, l'aria volubile ma portatrice di vita; l'auro, l'oro dei capelli ma anche delle ricchezze terrene.
Laura viene descritta come una ninfa delle sorgenti e una dea delle selve che scioglie al vento i capelli dorati ed è immersa in un alone di luce e di indeterminatezza. La donna viene dipinta come una creatura sovrumana, piena di virtù anche se motivo di sofferenza per il poeta: la figura femminile non ha implicazioni religiose ma introduce agli effetti contrastanti che Amore provoca nell’animo del poeta. Petrarca, seguendo il motivo della lode dell’amata, celebra la Natura, cioè Dio, e ha voluto ritrarre in una creatura soave e splendente di giovinezza eppure terrena, una copia dello splendore celeste.
L'autore evita termini realistici, utilizza una sintassi per coordinazione e crea un’accurata simmetria: nelle due quartine si succedono tre interrogative dirette che esprimono la contemplazione; nelle terzine le antitesi e le corrispondenze sintattiche sottolineano il tormento d’amore.