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1939 - 1945

la seconda guerra mondiale

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la guerra di spagna

La guerra civile spagnola del 1936-1939 vide Francisco Franco guidare un'insurrezione contro la Repubblica, conquistando regioni chiave come Burgos. La guerra, caratterizzata da scontri tra forze repubblicane e franchiste, causò un milione di morti e la distruzione di città come Madrid e Toledo. Franco instaurò una dittatura di destra, con il clero, la burocrazia e l'esercito come pilastri. Internazionalmente, Germania e Italia sostennero Franco, testando armamenti come la legione Condor. Francia e Regno Unito, temendo il comunismo, promossero il "non intervento" senza fermare il sostegno italiano e tedesco a Franco. L'Unione Sovietica sostenne i repubblicani, ma le Brigate internazionali non riuscirono a contrastare l'intervento italiano e tedesco. La battaglia di Guadalajara evidenziò la dimensione internazionale del conflitto, con l'obiettivo di fermare il fascismo in Spagna.

La guerra civile spagnola del 1936-1939 si rivelò come un banco di prova e un preludio al conflitto che avrebbe sconvolto l'Europa a partire dal settembre del 1939, anticipando il confronto tra le forze democratiche e l'Unione Sovietica da un lato, e gli eserciti nazifascisti dall'altro.

L'intervento congiunto in Spagna e la vittoria di Francisco Franco rafforzarono l'alleanza tra Adolf Hitler e Benito Mussolini. Questo consolidamento si manifestò nel patto anti-Komintern firmato tra Germania e Giappone nel novembre 1936, al quale si unì l'Italia nel 1937. L'obiettivo del patto era contrastare l'influenza dell'Unione Sovietica e dell'Internazionale Comunista.

Parallelamente agli eventi in Europa, il Giappone, approfittando della guerra civile in Cina tra nazionalisti e comunisti, invase il territorio cinese nel 1937, cercando di formare un Impero asiatico. Questo evento metteva in evidenza la debolezza della Società delle Nazioni nel mantenere la pace internazionale, esemplificata anche dalla mancanza di azioni significative durante l'invasione italiana dell'Etiopia.

gli ultimi anni di pace in europa

L'aggressiva politica estera di Hitler sfruttò la debolezza della Società delle Nazioni. Il Führer, deciso a realizzare i suoi obiettivi di potenza, godeva del supporto dell'Italia fascista e dell'atteggiamento accomodante di Francia e Regno Unito, orientato a evitare un nuovo conflitto con la Germania.

Il primo passo dell'espansionismo tedesco fu l'annessione dell'Austria, l'Anschluss, avvenuta nel marzo del 1938. Successivamente, Hitler rivolse la sua attenzione alla questione dei Sudeti, regione della Cecoslovacchia abitata da una minoranza tedesca. La Conferenza di Monaco del settembre 1938, alla quale parteciparono Francia, Regno Unito, Italia e Germania, segnò un punto di svolta nella politica europea, con la cessione dei Sudeti alla Germania.

La politica espansionistica di Hitler, basata sulla dottrina dello "spazio vitale", mirava all'espansione territoriale attraverso la guerra. Il fallimento delle trattative tra Francia, Regno Unito, Polonia e Unione Sovietica aprì la strada al patto Molotov-Ribbentrop del 1939, che garantiva a Hitler un fronte orientale sicuro per l'invasione della Polonia.

Adolf Hitler e Hermann Goring (politico e generale tedesco)

L'invasione della Polonia da parte della Germania il 1° settembre 1939 portò alla dichiarazione di guerra da parte di Francia e Regno Unito, segnando l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Nonostante il patto d'acciaio con la Germania, l'Italia dichiarò la sua non belligeranza, motivata dall'impreparazione bellica del paese.

la prima fase della seconda guerra mondiale

Successivamente, la Germania invase Danimarca e Norvegia nel 1940, assicurandosi il controllo del Mar Baltico e delle risorse scandinave. Nel frattempo, l'Unione Sovietica espandeva la propria sfera d'influenza annettendo territori orientali polacchi e imponendo il proprio protettorato negli Stati baltici e in Finlandia.

La Seconda Guerra Mondiale, che si protrasse dal 1939 al 1945, può essere suddivisa in due fasi significative in base allo sviluppo del conflitto. La prima fase, che si estende dal 1939 al 1942, è caratterizzata dai successi nazisti, dal ritiro delle potenze democratiche e dalla minaccia grave che l'Unione Sovietica affrontò. Questa fase culminò con l'ingresso diretto degli Stati Uniti e del Giappone nel conflitto alla fine del 1941, espandendo così il teatro di guerra a Europa, Africa, Asia e Oceano Pacifico. L'aggressione nazista iniziò con l'invasione della Polonia nel settembre 1939, segnando l'avvio ufficiale della guerra. L'uso della Luftwaffe e delle Panzerdivisionen dimostrò l'efficacia della tattica del Blitzkrieg, che consentì alle forze tedesche di superare le difese nemiche in modo rapido e devastante. La campagna polacca fu un preludio alla guerra lampo che caratterizzò le prime fasi del conflitto.

Tattica del Blitzkrieg

Guerra lampo (giornale italiano del '43)

Nel Regno Unito, Winston Churchill assunse il ruolo di primo ministro nel momento più critico della guerra, rifiutando qualsiasi compromesso con il nazismo. Durante la Battaglia d'Inghilterra, la Royal Air Force respinse gli attacchi aerei tedeschi, sfruttando anche il vantaggio dei radar. Nel Mediterraneo, l'Italia tentò di espandere il proprio controllo attaccando le forze britanniche, ma subì una serie di sconfitte navali significative. Gli attacchi italiani in Egitto furono respinti, costringendo Hitler a inviare il generale Erwin Rommel con l'Afrikakorps per sostenere le forze italiane. Inoltre, l'Italia tentò un'offensiva contro la Grecia, ma fu costretta a ritirarsi con l'aiuto delle forze tedesche. Questi eventi segnarono il predominio tedesco nei Balcani. Nonostante i successi iniziali dei tedeschi, la resistenza delle forze alleate e le difficoltà incontrate nel superare la tenace opposizione britannica e nel dominare le rotte atlantiche mantennero in equilibrio il conflitto, preparando il terreno per la seconda fase della guerra.

Il crollo della Francia nel 1940, travolta dalla rapidità della Blitzkrieg tedesca, portò alla divisione del paese: una parte settentrionale rimase sotto il controllo diretto della Germania, mentre il sud, con capitale a Vichy, mantenne un'autonomia formale, sebbene collaborasse attivamente con il nazismo. La resistenza francese, guidata da Charles De Gaulle, si organizzò dall'estero per continuare la lotta contro l'occupazione.

la seconda fase

Nel teatro del Pacifico, l'espansione giapponese portò alla creazione della "sfera di coprosperità della Grande Asia Orientale", con promesse di autonomia per i popoli locali. Tuttavia, il dominio giapponese si rivelò spietato e non diverso dall'imperialismo occidentale. L'attacco a Pearl Harbor segnò l'ingresso degli Stati Uniti nella guerra mondiale, portando alla dichiarazione di guerra contro il Giappone e, successivamente, contro Germania e Italia. La Carta Atlantica segnò l'abbandono dell'isolazionismo americano e l'impegno degli Stati Uniti a diventare "il grande arsenale della democrazia".

Dopo il fallimento italiano nelle prime fasi della guerra, con la perdita dell'Impero coloniale nel 1941, Hitler rivolse l'attenzione verso l'Est.

L'attacco tedesco all'Unione Sovietica, con l'operazione Barbarossa, rappresentò un momento cruciale del conflitto. Nonostante l'impreparazione dell'URSS e l'inaspettata avanzata nazista, la resistenza russa si rivelò formidabile, portando alla guerra di logoramento e alla strategia della terra bruciata.

In mostra a San Pietroburgo le armi della seconda guerra mondiale

Nel teatro europeo, nonostante il controllo dell'Asse su diverse nazioni, l'intervento statunitense minò la strategia del Blitzkrieg tedesco. L'Europa continentale rimase in gran parte sotto il controllo di Hitler, con l'aggiunta di nazioni come Romania, Ungheria e Bulgaria. La ripresa americana si manifestò con successi significativi, come la conferenza di Washington e le vittorie nel Pacifico, come la battaglia delle Midway e lo sbarco di Guadalcanal. L'offensiva alleata cominciò a mettere in discussione il dominio giapponese nella regione. Complessivamente, il periodo tra il 1940 e il 1942 vide una serie di sconvolgimenti geopolitici e militari che avrebbero plasmato il corso della guerra. Dall'Europa all'Asia-Pacifico, le potenze mondiali si confrontarono in un conflitto di proporzioni globali, con conseguenze durature per la storia mondiale.

Conferenza di Washington

Battaglia delle Midway, USA contro Giappone

Dopo un inverno difficile per l'Armata rossa, nell'inizio della primavera del 1942, l'esercito tedesco lanciò un'offensiva verso sud-est, riducendo il fronte ma mantenendo l'obiettivo di privare Stalin delle risorse agricole e industriali per portarlo alla resa. L'offensiva tedesca, guidata dalle Panzerdivisionen, si estese in Ucraina e verso sud, mirando ai pozzi petroliferi del Caucaso, e a est, in direzione di Stalingrado, uno dei principali centri industriali dell'URSS. La battaglia per Stalingrado, iniziata nel settembre del 1942, rappresentò il culmine dell'avanzata tedesca in Oriente. Tuttavia, il piano strategico tedesco non considerò adeguatamente la resistenza sovietica e gli altri teatri di guerra in corso. Nel novembre del 1942, l'Armata Rossa lanciò una massiccia controffensiva che circondò le truppe tedesche assedianti a Stalingrado. Nonostante i tentativi tedeschi di rompere l'accerchiamento e rifornire le truppe del generale Friedrich Paulus, l'assedio si concluse con la resa della VI armata tedesca nel gennaio del 1943. La sconfitta segnò la perdita della fama d'invincibilità delle forze tedesche e un punto di svolta nel fronte orientale, con la Germania e i suoi alleati costretti a ritirarsi su tutto il fronte.

COMBATTIMENTI A STALINGRADO

Le conseguenze immediate del protocollo segreto del patto Molotov - Ribbentrop, sottoscritto pochigiorni prima dell'invasione nazista della Polonia: spartizione della Polonia

La tattica della terra bruciata è una strategia militare in cui le truppe in ritirata o in difesa distruggono o rendono inutilizzabili risorse strategiche come raccolti, infrastrutture, e risorse industriali per impedire al nemico di utilizzarle, mirando a rendere il territorio inospitale e privo di risorse utili all'avanzata del nemico, costringendolo a rallentare o a ritirarsi

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