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Presentazione su "IL SOSIA" di Dostoevskij

Greta Santamarianova

Created on February 26, 2024

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Transcript

"Il sosia"

Di F.Doestoevskij

Scheda libro

A cura di Greta santamarianova

Riferimenti bibliografici:

Autore: Fëdor Michajlovič Dostoevskij Titolo: "Il sosia" Casa editrice: Mondadori Anno e luogo di pubblicazione: 30 gennaio 1846, rivista pietroburghese "Annali patri" Genere narrativo: Romanzo psicologico

Copertina del libro

BREVI NOTIZIE SULL'AUTORE

Fëdor Michajlovič Dostoevskij nasce a Mosca nel 1821, secondo di sette fratelli. Il padre, Michail, è medico presso l’ospedale dei poveri ed è un uomo autoritario, dedito all’alcolismo; la madre, Marija, proviene invece da una famiglia di mercanti: minata dalle continue gravidanze e dalla tisi muore nel 1837. In seguito a questa scomparsa, Dostoevskij fa domanda per entrare alla Scuola Superiore di Ingegneria di Pietroburgo e vi si trasferisce nel 1838. L’anno successivo il padre viene assassinato dai propri servi, esasperati dai suoi comportamenti: ricevuta la notizia, Fëdor ha il primo degli attacchi epilettici che segneranno la sua vita. Sulla figura paterna Dostoevskij modellerà almeno in parte, molti anni dopo, il personaggio di Fëdor Karamazov nei "Fratelli Karamazov" (1878-1880), il suo ultimo libro.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij in un ritratto di Vasilij Grigor’evič Perov del 1872. Galleria Tret’jakov, Mosca

BREVI NOTIZIE SULL'AUTORE

Sono ,invece, gli anni di un apprendistato letterario che lo porterà a scrivere, nel 1844, il primo romanzo, "Povera gente", che diventa subito un caso letterario. L’anno successivo, con "Il sosia", Dostoevskij introduce nella propria narrativa uno dei suoi grandi filoni tematici: quello del doppio. Nel frattempo, contrae il vizio del gioco – che lo porterà più volte sull’orlo della bancarotta e del quale parlerà esplicitamente nel romanzo "Il giocatore" (1866). Nel 1849, insieme ad alcuni compagni, viene arrestato e condannato a morte ma, come era pratica frequente all’epoca, davanti al plotone d’esecuzione la sentenza è commutata in una condanna ai lavori forzati in Siberia. Questo è, naturalmente, uno spartiacque nella vita di Dostoevskij, che trascorre i successivi quattro anni in un campo di prigionia di Omsk.

Tornato a vivere a Pietroburgo, fonda con il fratello Michail la rivista di ispirazione nazionalista «Vremja» (Il Tempo), che verrà chiusa dopo pochi numeri. Nel frattempo, viaggia in Europa, gioca alla roulette e perde la prima moglie Marija, malata di tisi. È però iniziata la seconda fase della sua carriera letteraria, quella cosiddetta dei “grandi romanzi”. Nel 1864 esce "Memorie dal sottosuolo", i cui primi capitoli vengono pubblicati su una nuova rivista co-diretta col fratello, «Epocha» (L’epoca) Il 28 gennaio 1881, in seguito a un enfisema polmonare, muore nella sua Pietroburgo, il cupo e odiato sfondo della maggior parte dei suoi romanzi.

Dostoevskij trasformò la letteratura dell'Ottocento con i suoi grandi romanzi inquadrati nel realismo, un movimento che ha attraversato gran parte della seconda metà di quel secolo nei paesi europei. Il suo pensiero e la sua opera erano strettamente legati ai tempi vissuti durante il grande impero russo che sarebbe progressivamente giunto al termine.Durante la vita di Dostoevskij, due grandi zar governarono l'impero: Nicola I (regno: 1825-1855) e Alessandro II (regno: 1855-1881). Il clima in Russia durante il XNUMX° secolo era l'ideale per il confronto. Nonostante il marcato carattere assolutista della monarchia russa, Alessandro II sostenne varie riforme e cercò di promuovere un altro tipo di governo più liberale, ma non sarebbe bastato. La rivoluzione del 1917 trova la sua origine in questo secolo. La società era anche molto stanca del modello in cui era rimasta tradizionalmente. La maggior parte della popolazione russa nel XNUMX° secolo era composta da contadini e con il regno di Alessandro II la servitù della gleba terminò, con cui i contadini potevano cominciare ad avere un po' più di dignità e non essere trattati come semplici oggetti dai proprietari terrieri. Tuttavia, la società immobiliare era già obsoleta e questo clima sarebbe stato il preambolo della fine dello zarismo.

CONTESTO STORICO DI RIFERIMENTO

Viene invitato a casa di Olsoufi Berendiéïev Ivanovic, un alto funzionario che una volta era il suo benefattore, in occasione del compleanno di sua figlia Klara, di cui Goljàdkin è innamorato. I servi però hanno ricevuto l’ordine di non lasciar entrare Goljàdkin. Dopo un po di tempo riuscirà a imbucarsi in modo grottesco alla festa e per tre volte si precipita sulla povera Klara, e per tre volte non riesce a parlare ed è infine cacciato via.

Trama

Jakov Petrovich Goljàdkin, consigliere titolare (9 ° ufficiale classifica nella tabella dei ranghi) a San Pietroburgo, vive da solo con il suo valletto Petrushka in un condominio. Dopo aver ritirato i suoi soldi, Goljàdkin incontra due giovani colleghi che disprezza molto e non saluta, viene superato, poi, da Andrei Filippovich, un superiore che finge di non conoscere, ma che ha ben presente.

Stanco, torna a casa a piedi sotto la neve; è solo nella strada quando incontra un uomo, dal suo stesso nome, proveniente dal suo stesso paese e con una storia simile a quella di Goljàdkin. Un suo gemello, o un suo doppione. Il giorno seguente, avvilito dagli eventi del giorno prima, torna al lavoro. Il suo doppione, lo vede spostato proprio di fronte a lui al lavoro. Goljàdkin non capisce e teme di essere impazzito. Il suo capo gli dice che il suo doppione ha il suo stesso nome e che deve iniziare a lavorare. Riflettendoci po, trova una somiglianza miracolosa tra i due uomini. Dopo il lavoro, Goljàdkin prova a conversare col suo doppio ma il suo doppio è intimidito. Goljàdkin invita la sua copia a casa. Quest’ultimo gli racconta la sua vita. Goljàdkin è più sicuro di sé. Mangiano a cena e bevono alcool. Goljàdkin ora è entusiasta e gli dice i segreti della sua vita del suo lavoro. Si addormentano entrambi ubriachi. Goljàdkin si sveglia e il suo doppio è scomparso. A questo punto della storia, la sua copia viene chiamata “cadetto Goljàdkin.” Quando Goljàdkin incrocia il suo doppione, lui invece di ringraziarlo per la serata, cerca di mettere in cattiva luice Goljàdkin per prendergli il suo posto. Il suo doppio o “Goljàdkin giovane” lo mette in ridicolo e Goljàdkin non riesce a difendersi, cadendo ancora più in basso. Nell’ultima parte del romanzo Jakov Petrovič Goljadkin viene attirato in maniera ingannevole a una festa dove lo aspetta il suo medico al fine di condurlo a un istituto d’igiene mentale. Il suo sosia non è che una proiezione della sua mente.

Si ferma prima in Rue de la Fonderie, dove ha fatto una visita improvvisata al suo medico, Krestian Rutenspitz Ivanovic, che recentemente gli ha consigliato di uscire dal suo isolamento, per vedere il mondo. Goljàdkin risponde di preferire la tranquillità e spiega inoltre che lui non sa come parlare in pubblico. Scoppia poi a piangere senza motivo e dice che ha dei “nemici”. Dopo un discorso particolarmente sconnesso e incomprensibile, lascia in fretta il medico piuttosto stordito. Poi perde tempo alla Corte Merchant e fa finta di comprare oggetti costosi. Andrà a mangiare in un ristorante di lusso dove incontra i due colleghi della mattina che ridono di lui quando prova a fargli una lezione di morale.

TEMATICA CENTRALE

"Il sosia" affronta un tema caratteristico dell'opera di Dostoevskij: la scissione dell'io, lo scontro tra un io impacciato, tormentato, goffo, eternamente perseguitato e un io sfrontato, aggressivo, covo dell'inespressa “bassezza” che si annida nel profondo. Il racconto si svolge in quattro giornate, con un crescendo di angoscia e frenesia che culmina nella centuplicazione dei sosia davanti allo sguardo ottenebrato del protagonista.

"Un altro tema di fondo de "Il sosia" che è anche estremamente attuale è l’alienazione dell’uomo rispetto a una società che avverte indifferente, quando non ostile alla sua condizione di disadattato. È per questo che Goliadkin sprofonda dapprima nella solitudine, quindi nel delirio e infine nell’aperta pazzia, che lo vedrà lottare con un’altra versione di se stesso, al contrario fin troppo a suo agio con le convenzioni e il modus vivendi correnti.

R.Magritte, La riproduzione vietata

Parte che mi ha colpita di più

La parte che, personalmente, ho trovato più interessante è stata quella in cui Goljàdkin rivela i segreti della sua vita e del suo lavoro al suo sosia e il giorno seguente quest'ultimo lo mette in cattiva luce. Mi è piaciuto particolarmente questo momento in quanto il ritmo del racconto era molto incalzante e molto movimentato, inoltre qui ho amato lo stile dell'autore ( sebbene in qualche passaggio non ho colto subito il messaggio e ho dovuto rileggerlo più volte) poichè la situazione era veramente folle e surreale, ma lui ha saputo ancor più descriverla alla perfezione, secondo il punto di vista di Goljàdkin.

R. Magritte, Il doppio segreto

PERSONAGGI

Golijadkin Senior

Goliadkin è un piccolo impiegato statale solitario, teme coloro che lo circondano e sente il disprezzo dei colleghi. Nonostante la gentilezza, è permaloso e vede intrighi contro di sé ovunque, anche se non ha un alto grado o abilità speciali. Ha sete di riconoscimento e desidera incontrare gli altri, ma vive nell’angoscia e nell’insicurezza.

Secondo il dizionario russo di Vladimir Dahl, la parola “Goliadka” significa “povero” o “spaventapasseri”. La radice “GOL” forma l’aggettivo “nudo” o “nudità sostanziale”. Questa etimologia si adatta al prototipo del personaggio di Jakov, che visse in estrema povertà e morì in una stanza d’ospedale per mendicanti.

"Autoritratto" di L. Covis

Golijadkin Junior

Il doppio di Goljadkin, completamente opposto. Sa come farsi amare e portare dalla sua parte i colleghi. È subdolo, malefico, furbo e mira a sostituire Goljadkin in tutto e per tutto.

Klara

Dipinto di F. Toussaint

Donna dei desideri di Goljadkin e figlia del consigliere di stato.Alla festa organizzata per il suo compleanno viene più volte infastidita da Goljàdkin, che successivamente verrà portato via. E' una donna raffinata e molto educata.

Luoghi

Il romanzo è ambientato nella San Pietroburgo della metà del XIX secolo. Ci troviamo sempre nella stessa città, anche se troviamo diversi cambi di ambientazione: come la casa del protagonista, il suo ufficio, il palazzo dove si celebra la festa di Klara, lo studio del medico Rutenspitz e l'istituto di igiene mentale dove, alla fine, viene portato Golijadkin.

TEMPO

Dipinto raffigurante San Pietroburgo

Le vicende si svolgono nel giro di quattro giorni durante il freddo e nevoso mese di novembre.Non viene esplicitamente indicata l'epoca di riferimento, ma la possiamo dedurre in quanto sappiamo che l'autore ci racconta della società del suo tempo e poichè vi sono alcune informazioni come la moda a quel tempo e il sistema monetario utilizzato. I fatti sono narrati secondo l'ordine cronologico, non vi sono quindi anticipazioni o flashback.

TEcniche narrative

La narrazione è in terza persona. Il narratore invece è esterno ai fatti e nascosto e la focalizzazione è zero.

Inoltre, il romanzo alterna dialoghi lunghi a dense pagine di riflessioni, dubbi e impressioni della mente malata di Goljadkin. Anche i frequenti monologhi interiori e i flussi di coscienza contribuiscono ad esplorare il disagio del protagonista.

Prevalgono molti più discorsi diretti in quanto vi sono molti dialoghi, che a loro volta prevagono sulle descrizioni.

LIVREA

livrèa s. f. [dal fr. livrée, propr. part. pass. femm. di livrer nel senso di «fornire, consegnare» (sottint. robe «abito»), in quanto era regalata dal signore]. – 1. a. In origine, veste con i colori e lo stemma della casa che, dal sec. 12°, i nobili e regnanti regalavano ai familiari e alla gente del seguito

PAROLE CHE NON CONOSCEVO

TANGHERO

tànghero s. m. (f. -a, raro) [etimo incerto]. – Persona grossolana, rustica, goffa o villana; è parola usata soprattutto come epiteto offensivo

FOGGIA

Dal mazzocchio, cerchio di borra ricoperto di panno, che fasciava la testa, partiva il becchetto, striscia doppia del medesimo panno, che si poteva girare attorno al collo o lasciar cadere fino a terra, oppure arrotolare in giro al mazzocchio stesso da cui pendeva la foggia, falda di panno che, coprendo la guancia sinistra, arrivava sino alla spalla.

FONTE:Dizionario online Treccani

MESSAGGIO DEL LIBRO

Con "Il sosia", Dostoevskij è stato capace di esplorare le contraddizioni interne all’individuo, prima ancora che queste fossero indagate dalla psicanalisi. Attraverso la sua capacità di introspezione della psiche e grazie alle vicende universali a cui ha dato vita, l’autore russo ci ha lasciato in eredità degli strumenti di comprensione delle nostre debolezze e precarietà. Oggi, appare più che mai importante ricordarcene, in una realtà che vuole ad ogni costo classificare ogni persona o evento secondo le categorie opposte del bene e del male, e che ci porta a proiettare sull’altro la nostra stessa inadeguatezza, perché incapaci di orientare lo sguardo verso noi stessi e verso i limiti che ci determinano e che a volte ci annientano. L'autore, ancora oggi, è capace di metterci davanti a uno specchio, di farci osservare ciò che tentiamo di nascondere ai nostri occhi nostri e a quelli degli altri.

COMMENTO PERSONALE

'Talvolta la virtù può trionfare sulla malvagità, sul libero pensiero, sul vizio e sull'invidia'

Personalmente, ho trovato il libro molto interessante per quanto riguarda la tematica trattata. In alcune parti, però, il libro era quasi nebuloso e ho dovuto rileggere alcuni passaggi molte volte. lo consiglierei principalmente a persone amanti della cultura russa o a chi ricerca un libro molto significativo; in quanto è un libro difficile da comprendere. Avevo già letto sia "Delitto e castigo" che le "Notti bianche" di Dostoevskij e posso confermare che è un autore che mi stupisce sempre: nei suoi romanzi aleggia un velo di malinconia, ma grazie al suo impeccabile stile riesce a scrivere sempre dei capolavori. Devo ammettere però, che "Il sosia" mi è piaciuto di meno rispetto agli altri due romanzi, che ho trovato meno confusi e più lineari.

-Fedor Dostoevskij, Il sosia

Ho molto apprezzato questa frase all'interno del romanzo, in quanto seppur la storia che ci viene raccontata sempri cupa e priva di redenzione, c'è sempre una scintilla di speranza che illumina il nostro cammino. E' quindi importante essere persone virtuose e fare sempre del bene, sia verso di noi che verso il prossimo.

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