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HEALTH SCIENCES PRESENTATION
GIUSEPPE ZARBANO
Created on February 22, 2024
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Transcript
principioresponsabilità
Giuseppe Zarbano
euristica della paura
etica tradizionale
Index
bioetica e biotecnologie
imperativo etico
l'oggetto della tecnica
il tema religioso
nuovo imperativo categorico
Etica Tradizionale
Nell’etica tradizionale era prevalente l’idea dell’esistenza di un equilibrio tra uomo e natura e la considerazione di un agire umano come circoscritto e quindi l’uomo veniva considerato come incapace di porre in pericolo la natura, proprio per la sua intrinseca forza autorigenerante.
Imperativo etico
Al posto dell'imperativo categorico su cui si fonda l'etica tradizionale (kantiana), viene così innalzato a dignità etica l'imperativo ipotetico: se vuoi che ci sia un futuro per l'umanità, agisci in modo tale da crearne le condizioni possibili.
L'uomo è il nuovo oggetto della tecnica
E' naturale conseguenza dell'evoluzione dell'uomo che insieme a quest'uoltimo evolva anche il rapporto con le teconologie che gli permetono di concepire il mondo .
Nuovo imperativo categorico
Jonas formula un nuovo imperativo categorico per il nostro presente: «Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza della vita umana sulla terra.»
Euristica della Paura
Nella tesi di Jonas, il significato della paura è associato all'euristica, ossia alla possibilità di apprendimento e di scoperta che viene offerta all'uomo dall'esercizio consapevole e controllato di questa emozione
Biotecnica e Biotecnologia
Le biotecnologie mediche sono una branca delle biotecnologie. Sono quelle dedicate alla messa a punto di principi attivi, alla produzione di vaccini e allo sviluppo di nuove tecniche di analisi e di diagnosi delle malattie e delle relative terapie geniche e cellulari.
Il teme religioso
Adorno parla di una filosofia dopo Auschwitz, in cui si deve ripensare il concetti di giustizia divina (teodicea), la quale è stata messa in crisi dalla radicalità del male di cui Auschwitz è il simbolo. Jonas affronta questo tema in una famosa conferenza intitolata ”Il concetto di Dio dopo Auschwitz”.
L’etica tradizionale comporta, pertanto, una forma di responsabilità che si limita all’imputazione dell’azione, all’individuazione dell’agente che determina, con le sue scelte, un’azione eticamente rilevante in un universo spazialmente e temporalmente circoscritto. Si tratta di un universo morale, limitato al rapporto tra coscienze che si determina in una contemporaneità prevalente e non prevede responsabilità per conseguenze involontarie di un atto ben intenzionato. Nondimeno oggi, la prossimità dei fini dell’agire etico, l’assenza di previsione e la considerazione dell’universalità del bene, la certezza del valore bene che accompagnano e fanno da sfondo alla etica tradizionale non sono più sufficienti. Oggi, di fatto, viene modificato, nella sua complessità, proprio il rapporto uomo-natura. L’equilibrio è, definitivamente, compromesso nel momento in cui l’agire umano irrompe nel non umano e la dimensione umana diventa sempre più produzione di una dimensione artificiale a prescindere e a scapito di quella naturale.
La nuova etica deve, secondo Jonas, ripudiare “lo spietato antropocentrismo” e la “strutturale miopia” che caratterizzano l’etica tradizionale di matrice ellenistica ed ebraico-cristiana. Questo significa che oggi non è più sufficiente essere “a posto con la propria coscienza” o accontentarsi di regole formali (ad esempio di tipo evangelico), ma occorre saper prevedere l’influenza che le nostre azioni potranno avere sulle sorti dell’umanità e del pianeta.
Jonas ossrva le grandi innovazioni tecnologiche del XX secolo ed è, in alcuni casi, costretto anche a biasimarne l'impatto sulla vita degli uomini e sull'ambiente come anche sulle future generazioni, in riferimento anche alla bomba atomica. Per questo motivo è naturale che il suo pensiero sul principi Responsabilità debba essere applicato anche alle tecnologie che l'uomo intende adoperare perchè non possano divenire un danno alle future generazioni.
L'imperativo categorico considera un'azione come oggettivamente necessaria per se stessa: non consiglia, ma ordina quell'azione. Esso concerne la forma e il principio da cui l'azione stessa risulta. Non considera che cosa si deve fare e il suo risultato ma l'intenzione con cui l'azione viene compiuta.in questo senso si può definire come Nuovo Imperativo Categorico il Principio Responsabilità, dato che è necessario osservarlo per la prosecuzione della vita sulla terra.
L’euristica è una parte dell’epistemologia e del metodo scientifico nella ricerca che si occupa di favorire l’accesso a nuovi sviluppi teorici, nuove scoperte empiriche e nuove tecnologie. L’approccio di questa ai problemi, tuttavia, non segue un chiaro percorso ma si affida allo stato temporaneo delle circostanze, liberandosi della responsabilità nei confronti di ciò che potrebbe accadere in futuro. Viste le caratteristiche e la pericolosità di questo particolare metodo, Jonas ci induce ad elaborare quella che definisce “euristica della paura” al fine di ispirare le nostre scelte in modo d’agire con la consapevolezza che il male, che può compiersi a seguito di talune scelte, può mettere in pericolo la vita stessa dell’umanità.
Nel mondo moderno la Biotecnica e la Biotecnologia si configurano come una duplice possibilità per il divenire della società: esse possono essere, infatti, sia il trampolino per il raggiungimento di traguardi estremamente importanti nella la lotta contro la carestia, la fame e il cambiamento climatico; ma possono altrsì essere il mezzo graze al quale l'uomo danneggia ulteriormente il futuro della specie.Proprio per questo è più importante che mai che il principio Responsabilità venga sempre rispettato e tenuto a mente dai ricercatori.
Aushwitz per Jonas chiama in causa i tre aspetti fondamentali che qualificano Dio per la tradizione ebraica: onnipotenza, bontà e conoscibilità. Jonas arriverà a dimostrare che dopo Aushwitz tali aggettivi non possono essere mantenuti. La domanda centrale della conferenza era: "Quale Dio permetterebbe che accadesse?". Aushwitz, quindi, rivela che Dio non può essere onnipotente, secondo Jonas; rivola cioè un volto sofferente della Divinità