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Folklore Giovanni Pascoli

giulia.gerbino

Created on February 20, 2024

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Transcript

AGRICOLTURA ARCAICA E FOLKLORE DI GIOVANNI PASCOLI

Introduzione

Giovanni Pascoli, che vuole sentiri contadino,decide di soggiornare nal territorio di Barga (località Toscana), dove può vivere con contadini.Facendo ciò fa sua l'idea del "piccolo prorprietario terriero". Ideologia patrialcale in cui il campo, la famiglia e gli animali costituiscono l'esclusiva proprietà dell'uomo. Pascoli, cercava di impedire l'avanzata del capitalismo, industrialismo e socialismo . le condizioni materiali di vita e il patrimonio colturale, rappresentati da Pascoli, appaiono comuni e condivisi in tutto il "mondo" contadino della Toscana e dell'Italia intera. Anche nelle opere di Pascoli, c'e un riferimento che riporta alla campagna, alla vita semplice e dura del contadino tra il dicianovesimo secolo e il ventesimo.

Inoltre Pascoli, durante il corso della sua vita, oltre a porre attenzione alla poesia,decise di dedicarsi a quello che era considerato lavoro manuale , alla vita quotidiana, alla devozione religiosa, al mondo animale e materiale (ricerca antropologica).Inoltre, nelle sue poesie sono presenti elementi tratti dal folklore. Troviamo, dei componimenti che illustrano vicende umane,comportamenti e tradizioni che ricorrono a quella che è la vita contadina, il mondo agricolo con tutte le sue credenze, con termini dialettali e proverbi.

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Lavandare

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero resta un aratro senza buoi, che pare dimenticato, tra il vapor leggero. E cadenzato dalla gora viene lo sciabordare delle lavandare con tonfi spessi e lunghe cantilene. Il vento soffia e nevica la frasca, e tu non torni ancora al tuo paese! Quando partisti, come son rimasta! Come l'aratro in mezzo alla maggese.

Qui Pascoli, cita l'aratro, ovvero uno strumento utilizzato in agricoltura , per smuovere il terreno e preparalo per successive lavorazioni o direttamente per la semina. la poesia si apre con il contrasto tra i tristi colori del grigio e del nero di un campo arato a metà, sucessivamente si crea un'atmosfera vaporosa che sfuma,quelli che sono i contorni di un paesaggio e dietro alla quale si vede l'immagine dell'aratro senza buoi e abbandonato in mezzo al campo. I versi descrivono con malinconia i colori e i suoni dell'abbandono della nostalgia

Arano

Al campo , dove roggio nel filare qualche pampano brilla, e dalle fratte sembra la nebbia mattinal fumare arano: a lente grida , uno le lente vacche spinge; altri semina; un ribatte le porche con sua marra pazïente chè il passero saputo in cor già gode , e il tutto spia dai rami irti del moro e il pettirosso: nelle siepi s’ode il suo sottil tintinno 11 come d’oro.

In quest'opera Pascoli nomina la marra,ovvero uno strumento che è simile alla zappa, con il ferro a forma triangolare, utilizzato per lavorare la terra in superficie. Questo conponimento presenta un quadro di idillica vita campestre,tratteggiatocon colori malinconici dell'autunno, e in cui il lavoro dei contatdini si caratterizza per la placida armonia con il ritmo della natura. attenzione anche al mondo animale; nella quartina conclusiva un passero e un pettirosso comtemplano la scena dell'aratura.

Patria

Conseguenze della guerra Sogno d’un dì d’estate. Quanto scampanellare tremulo di cicale! Stridule pel filare moveva il maestrale le foglie accartocciate. Scendea tra gli olmi il sole In fascie polverose; erano in ciel due sole nuvole, tenui, rose; due bianche spennellate in tutto il ciel turchino. Siepi di melograno, fratte di tamerice, il palpito lontano d’una trebbiatrice l’angelus argentino… dov’ero? Le campane mi dissero dov’ero, piangendo, mentre un cane latrava al forestiero, che andava a capo chino.

Pascoli,nomina la trebbiatrice, macchina utilizzata per sgranare icereali e separarli dalla paglia, come il frumento dal riso. l'opera si apre con la descrizione di un giorno estivo,mette in risalto il suono prodotto dalle cicale e quello delle foglie prodotto dal maestrale.L'autore si rende conto del luogo in cui si trova ascoltando il suono delle campane, che rievocano la morte del padre.

Siepe

Siepe del mio campetto , utile e pia , che al campo sei come l’anello al dito, che dice mia4 la donna che fu mia (ch’io pur ti sono florido marito, o bruna terra ubbidïente, che ami chi ti piagò col vomero brunito...); siepe che il passo chiudi co’ tuoi rami irsuti al ladro dormi ’l-dì; ma dài ricetto ai nidi e pascolo a gli sciami; siepe che rinforzai, che ripiantai, quando crebbe famiglia, a mano a mano, più lieto sempre e non più ricco mai ; d’albaspina, marruchee melograno, tra cui la madreselva odorerà; io per te vivo libero e sovrano, verde muraglia della mia città.

Il vomero è l'organo principale dell'aratro, costituito da un lama d'accaio appuntita ,la sua funzionalità è tagliare orrizontalmente la fetta di terreno.

Castanea:

All'interno di quest'opera, viene fatto riferimento a tutti quegli elemnti del folklore popolare e alle tradizioni. Qui viene in particolar modo descritta la raccolta delle castagne, alle lavorazioni,per creare quelli che sono conosciuti come "prodotti locali" . Citati differenti attrezzi utilizzati nell'agricoltura