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25 AGOSTO 1960
OLIMPIADI ROMA
LE OLIMPIADI DI ROMA
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IL CONTESTO STORICO
Gli anni '60 sono spesso considerati un periodo di crescita economica per l'Italia. Il paese stava vivendo il cosiddetto "miracolo economico" con un rapido sviluppo industriale ed economico.Il decennio fu caratterizzato da cambiamenti sociali significativi: c'era un'evoluzione culturale, con l'emergere di nuovi movimenti artistici , così come cambiamenti nei modelli comportamentali e sociali. A metà degli anni '60 gli studenti protestavano contro le istituzioni tradizionali e cercavano di influenzare cambiamenti sociali e politici. Il contesto politico italiano vedeva la continuazione della Democrazia Cristiana come forza dominante, ma con crescenti sfide da parte di altri partiti. La politica italiana stava attraversando un periodo di transizione e cambiamento. L’organizzazione delle olimpiadi fu un momento importante per l'Italia, che mostrò al mondo la sua capacità di organizzare eventi internazionali su larga scala.
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IL LOGO E IL POSTER OLIMPIONICO
Il logo è costituito dai 5 cerchi Olimpici situati sotto alla lupa che sta allattando Romolo e Remo, i due gemelli che, secondo la leggenda, fondarono la città di Roma. Nel mezzo l'anno "1960" scritto con i numeri romani. Il poster è il risultato di una competizione a cui partecipano 212 artisti. La lupa che allatta i fondatori di Roma, Romolo e Remo, sopra una colonna. Sotto un atleta vittorioso incoronato secondo gli usi romani, circondato da persone in toga che lo festeggiano. Vengono prodotte 290.000 copie in 11 lingue.
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CARATTERISTICHE E SITUAZIONI PARTICOLARI
Alle Olimpiadi, le tre principesse di Svezia: Brigitta, Desirée e Margaretha
In occasione delle Olimpiadi, si installa un lampione allo xenon
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CARATTERISTICHE E SITUAZIONI PARTICOLARI
Descrizione: richiamando il tocco classico che ha caratterizzato questa edizione dei Giochi, la forma della torcia è ispirata a quelle presenti sui monumenti antichi. Esili scanalature decorano e rifiniscono il corpo della torcia. Porta la scritta: “Giochi della XVII Olympiade”. Il designer della torcia, Amedeo Maiuri, era un archeologo famoso per i suoi studi sul sito antico-romano di Pompei. Per i Giochi di Roma 1960, la staffetta è stata trasmessa per la prima volta in televisione.
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CARATTERISTICHE E SITUAZIONI PARTICOLARI
La staffetta ha voluto mettere in risalto Atene e Roma, i due poli della civiltà classica. In particolare, la staffetta ha viaggiato attraverso la regione costiera dell'Italia del Sud, conosciuta nell'antichità come Magna Grecia, dove si trovano colonie greche come Metaponto e Taranto.13 agosto 1960: dopo una staffetta in Grecia la fiamma ha raggiunto Atene alla fine della giornata. La sera stessa è salpata sull'Amerigo Vespucci, nave scuola della marina italiana. 18 agosto 1960: la fiamma ha raggiunto il suolo italiano. 24 agosto 1960: la staffetta è entrata nella provincia di Roma sulla via Appia Nuova. Quella stessa sera la fiamma è stata accolta con grande sfarzo sul Campidoglio dove ha trascorso la notte, e il giorno successivo è stata portata alla Cerimonia di Apertura allo Stadio Olimpico.
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ABEBE BIKILA: A PIEDI NUDI VERSO L'ORO OLIMPICO
La maratona è, tra le discipline olimpiche, la più dura. Sfiora l'epica. I sovietici partiscono favoriti ma alla fine di una gara lunga e drammatica a vincere è un allora poco conosciuto atleta etiope, Abebe Bikila, che stabilisce anche il nuovo record del mondo strappandolo al ceco Emil Zatopek, che lo aveva ottenuto otto anni prima ad Helsinki durante i giochi olimpici, nei quali vinse anche le gare dei 5000 e dei 10000 metri.Bikila ha 28 anni e, caratteristica per la quale è ricordato, percorre i 42 chilometri della gara a piedi nudi.
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La vittoria, al termine di 42,195 km attraverso alcuni dei luoghi più solenni della storia del mondo, l'agile correre a piedi nudi sulle pietre dell'Appia Antica, la capacità di controllare il proprio corpo e le proprie emozioni, l'arrivo solitario sotto l'Arco di Costantino illuminato dai riflettori: tutto ciò fece di Abebe Bikila non soltanto il primo campione olimpico dell'Africa nera ma soprattutto, l'ambasciatore di un continente giovane, capace di sconfiggere, in pacifiche competizioni, i più o meno antichi colonizzatori.La maratona olimpica di Roma fu la prima a svolgersi di notte, con partenza e arrivo fuori dello stadio. Essa fu anche la prima a essere dominata da due africani: alle spalle di Bikila si piazzò il marocchino Rhadi Ben Abdesselam. Ma Bikila, fidando sull'istinto di corridore di lunga lena (e sull'allenamento sotto la supervisione del finlandese Onni Niskanen), trionfò in 2h15′16,2″, avendo per punto di riferimento il passaggio a fianco dell'Obelisco di Axum che, ironia della storia, era stato portato sin là dall'Etiopia dalle truppe d'occupazione italiana.
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WILMA RUDOLPH: VINCE TRE MEDAGLIE D'ORO
Wilma Rudolph è stata una velocista e saltatrice in lungo statunitense, nata il 23 giugno 1940 e deceduta il 12 novembre 1994. Rudolph è diventata una delle atlete più celebrate della storia delle Olimpiadi, in particolare durante i Giochi Olimpici del 1960 a Roma. Durante quei giochi, ha vinto tre medaglie d'oro nel salto in lungo, nei 100 metri piani e nella staffetta 4x100 metri.La sua carriera è stata ancora più notevole considerando le sfide che ha affrontato. Da bambina, Wilma Rudolph ha sopravvissuto a poliomielite, una malattia che ha colpito gravemente le sue gambe e che l’ha costretta a vivere e gareggiare con un piccolo apparecchio ortopedico ai piedi.Nonostante questa disabilità iniziale, ha superato le avversità e ha raggiunto il vertice nello sport. La sua storia ispiratrice la rende un'icona dello sport e della perseveranza.
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MUHAMMAD ALI: TRE VOLTE CAMPIONE DEL MONDO
Muhammad Ali, noto anche come Cassius Clay Jr. è nato il 17 gennaio 1942 e scomparso il 3 giugno 2016, ed è stato uno dei più grandi pugili della storia. Clay si recò alle Olimpiadi per competere nella divisione dei pesi massimi leggeri. Nonostante avesse solo 18 anni, vinse tutti e quattro i suoi incontri facilmente. In finale sconfisse il tre volte campione europeo Zbigniew Pietrzykowski per vincere la medaglia d'oro. Ha avuto una carriera straordinaria nel pugilato professionistico, diventando tre volte campione del mondo dei pesi massimi. Negli anni successivi si convertì all’Islam e cambiò il suo nome in Muhammad Ali. Appena tornato in patria, gettò la sua medaglia d’oro in un fiume in segno di protesta contro il razzismo. La sua carriera è stata caratterizzata da un talento eccezionale e un impegno sociale significativo. Ali è stato coinvolto in alcuni dei combattimenti più memorabili nella storia del pugilato, inclusi "The Fight of the Century" contro Joe Frazier e "The Rumble in the Jungle" contro George Foreman. Al di fuori del ring, Ali è diventato noto anche per il suo attivismo sociale, la sua opposizione alla guerra del Vietnam e la sua conversione all'Islam.
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LE MEDAGLIE ITALIANE
Le medaglie di Roma sono circondate da un cerchio di bronzo, raffigurante una corona di alloro con una catena disegnata come una sequenza di foglie di alloro in bronzo.Dal 1928 al 1968, le medaglie per I Giochi Estivi sono state identiche: su una faccia, la tradizionale dea della vittoria con una palma nella mano sinistra e la corona della vittoria nella destra, sull'altro lato, un campione olimpico portato in trionfo dalla folla con lo stadio olimpico sullo sfondo. In via eccezionale, per i Giochi di Roma i due lati delle medaglie furono invertiti: il campione Olimpico portato in trionfo su quello davanti, la tradizionale dea della vittoria con palma e corona dietro. Un design utilizzato dai Giochi del 1928 a Amsterdam, creato dall'artista fiorentino Giuseppe Cassioli (ITA, 1865-1942) e scelto con una competizione organizzata dal Comitato Olimpico Internazionale. Per questi Giochi, l'immagine della vittoria è accompagnata dall'incisione specifica: "GIOCHI DELLA XVII OLIMPIADE ROMA MCMLX".
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L'UNIONE SOVIETICA VINCE LE OLIMPIADI
L'Unione sovietica terminò al primo posto nella classifica finale per medaglie, con 43 medaglie d'oro e 103 in totale.
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martina giulivi
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Gli anni '60 sono spesso considerati un periodo di crescita economica per l'Italia. Il paese stava vivendo il cosiddetto "miracolo economico" con un rapido sviluppo industriale ed economico.Il decennio fu caratterizzato da cambiamenti sociali significativi: c'era un'evoluzione culturale, con l'emergere di nuovi movimenti artistici , così come cambiamenti nei modelli comportamentali e sociali. A metà degli anni '60 gli studenti protestavano contro le istituzioni tradizionali e cercavano di influenzare cambiamenti sociali e politici. Il contesto politico italiano vedeva la continuazione della Democrazia Cristiana come forza dominante, ma con crescenti sfide da parte di altri partiti. La politica italiana stava attraversando un periodo di transizione e cambiamento. L’organizzazione delle olimpiadi fu un momento importante per l'Italia, che mostrò al mondo la sua capacità di organizzare eventi internazionali su larga scala.
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Wilma Rudolph è stata una velocista e saltatrice in lungo statunitense, nata il 23 giugno 1940 e deceduta il 12 novembre 1994. Rudolph è diventata una delle atlete più celebrate della storia delle Olimpiadi, in particolare durante i Giochi Olimpici del 1960 a Roma. Durante quei giochi, ha vinto tre medaglie d'oro nel salto in lungo, nei 100 metri piani e nella staffetta 4x100 metri.La sua carriera è stata ancora più notevole considerando le sfide che ha affrontato. Da bambina, Wilma Rudolph ha sopravvissuto a poliomielite, una malattia che ha colpito gravemente le sue gambe e che l’ha costretta a vivere e gareggiare con un piccolo apparecchio ortopedico ai piedi.Nonostante questa disabilità iniziale, ha superato le avversità e ha raggiunto il vertice nello sport. La sua storia ispiratrice la rende un'icona dello sport e della perseveranza.
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Le medaglie di Roma sono circondate da un cerchio di bronzo, raffigurante una corona di alloro con una catena disegnata come una sequenza di foglie di alloro in bronzo.Dal 1928 al 1968, le medaglie per I Giochi Estivi sono state identiche: su una faccia, la tradizionale dea della vittoria con una palma nella mano sinistra e la corona della vittoria nella destra, sull'altro lato, un campione olimpico portato in trionfo dalla folla con lo stadio olimpico sullo sfondo. In via eccezionale, per i Giochi di Roma i due lati delle medaglie furono invertiti: il campione Olimpico portato in trionfo su quello davanti, la tradizionale dea della vittoria con palma e corona dietro. Un design utilizzato dai Giochi del 1928 a Amsterdam, creato dall'artista fiorentino Giuseppe Cassioli (ITA, 1865-1942) e scelto con una competizione organizzata dal Comitato Olimpico Internazionale. Per questi Giochi, l'immagine della vittoria è accompagnata dall'incisione specifica: "GIOCHI DELLA XVII OLIMPIADE ROMA MCMLX".
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