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Lo spazio nel contesto di apprendimento

clarissa.granieri

Created on February 19, 2024

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Transcript

Lo spazio nel contesto di apprendimento

Fourier e Froebel

Agazzi

L'ambiente come "Casa dei bambini"

SPAZIO PREORDINATO

LA PROGETTAZIONE DEGLI SPAZI SCOLASTICI

SPAZIO SEMI-DETERMINATO

L'aula è lo spazio dell'apprendimento?

Pizzigoni

SPAZIO INFORMALE

Montessori

Malaguzzi

SPAZIO

MalaguzziScuole belle, accoglienti ed originali

I docenti predispongono l’attività didattica valorizzando l’esperienza degli allievi in un contesto significativo.

spazio e competenze

Le scuole belle per i più piccoli

Atelier

Lo spazio attivo e costruttivo della discussione

"La didattica per competenze. Apprendere competenze, descriverle, valutarle."

"Didattica generale"

"I cento linguaggi dei bambini. L'approccio di Reggio Emilia all'educazione dell'infanzia"

"Si può fare. La scuola come ce la insegnano i bambini"

"La scoperta del bambino".

"Esperienza e didattica. Le metodologie attive"

È lo spazio rappresentato dalle distanze mantenute nei diversi tipi di rapporto con l’altro: intime, personali, sociali e pubbliche. Ognuna fa riferimento a schemi culturali inconsapevoli e può anche causare degli equivoci.

Le scuole secondo Loris Malaguzzi dovevano essere luoghi di alta qualità, scuole belle, pubbliche e dunque accessibili a tutti. Il compito di una buona società democratica è quello di garantire a tutti i bambini le migliori condizioni per crescere e dunque di assicurare ad ognuno, soprattutto nei primi anni di vita, la scuola migliore possibile.

  • Spazio in continuità con ciò che si svolge in sezione, un luogo di osservazione e documentazione privilegiata.
  • Libertà di esplorare tecniche, strumenti e materiali attraverso percorsi originali che stimolano la creatività.
  • Strumento culturale per salvaguardare la complessità dei processi di co-costruzione della conoscenza, utilizzando la dimensione estetica come elemento unificatore per le diverse attività di documentazione.
L'obiettivo è dunque allestire spazi che favoriscono relazioni, stimolano l’immaginazione, promuovono il fare insieme tra bambini e adulti.

FourierParte dalla necessità di educare bambini e bambine all'esercizio dei sensi sfruttando gli spazi aperti, le manipolazioni, il gioco, gli atelier per il canto e per la danza. Froebel Nel 1939 realizza il primo giardino d’infanzia, progettando spazi all’interno delle scuole, in cui i bambini potessero giocare liberamente all’aperto. La natura inizia a manifestarsi come elemento necessario per l’educazione.

È quello che modella gran parte dei nostri comportamenti e orienta le nostre esperienze.

Scelta radicale riguardo la progettazione degli spazi.Montessori realizza spazi, ambienti e materiali esclusivamente a misura di bambino.

"La scuola è il mondo" Decentra la scuola collocandola all'interno di spazi aperti che permettono di coltivare, essere a contatto con la natura, dedicarsi alla cura degli animali favorendo così la libera scoperta. Inserisce nella scuola l’orto, i campi da coltivare. Il lavoro della terra diventa l’asse intorno al quale si orienta la progettazione complessiva della scuola.

Il percorso basato sulle competenze tiene conto anche dell'organizzazione degli spazi per la gestione della classe e del curriculo. Il collegio dei docenti mette a punto percorsi di apprendimento (UDA) che tengono conto anche degli spazi didattici ed educativi.

La strutturazione dello spazio (e l'uso di materiali scolastici) è una dimensione essenziale del processo educativo. Periodo antico: mancata progettazione degli spazi. Nel 1600: struttura architettonica, arredo, spazi interni delle scuole vengono progettati in funzione del controllo delle condotte (infanzia come età da "educare"). Metà 1900: vero cambiamento positivo.

Con l'apertura delle scuole di Reggio Emilia di Loris Malaguzzi si riprogettano gli spazi in maniera innovativa. Gli spazi sono disegnati per favorire le attività esplorative, manipolative, creative ed espressive dei bambini (atelier). Gli ambienti vengono progettati per essere idonei alla pratica della documentazione, all'uso autonomo, al lavoro in piccoli gruppi, alla discussione.

Le sorelle Agazzi pongono un forte accento sull'ordine, sulla strutturazione chiara degli spazi, sull'utilizzo di materiali poveri e di riciclo per favorire l'attività di scoperta e la creatività.

L'aula come una casa: arredata a poco a poco durante l’anno, gli oggetti si possono spostare, così come gli arredi. Molto utile è disporre i banchi e le sedie a cerchio perché il cerchio è la figura che trasmette accoglienza e permette la condivisione delle esperienze con tutti. La cattedra non dovrebbe segnare la superiorità del docente ma dovrebbe essere messa in un angolo come mensola o addirittura tolta. I muri devono diventare le pagine della vita dei bambini e sostenere la quotidianità (l’insegnante potrebbe appendere alla parete i valori verso i quali tende).

DeweyL’origine teorica della discussione va fatta risalire nel momento in cui si considera il soggetto attivo e competente che co-costruisce la conoscenza.

  • Cura dello spazio di "discussione" (personalizzare, predisporre, realizzare spazi "a misura del gruppo").
  • Punto di partenza: testare le conoscenze (inizio o fine del programma scolastico), approfondimento, rielaborazione, socializzazione.
  • Se la discussione è bene impostata è in grado di provocare nei bambini riflessioni metacognitive (con l'aiuto di mappe cognitive).
  • Il ruolo dell'insegnante: creare un clima favorevole, sostenere la comunicazione, far rispettare le regole sociali esplicite e implicite, sostenere il conflitto socio-cognitivo per una costruzione della conoscenza.

È quello determinato dalla possibilità di distribuire e sistemare gli spazi (e l’arredamento interno) secondo i propri gusti personali che però incontrano in ogni cultura dei limiti. È la sistemazione di questo spazio che influisce sulla condotta umana e sui suoi processi comunicativi e sulle possibilità di cambiamento.

L'ambiente della "Casa dei bambini" deve accogliere bambini e bambine di età eterogenea e deve essere adatto al lavoro individuale e di gruppo. Casa con spazi ben articolati e separati, angoli nascosti e tranquilli dove lavorare, pensare, fantasticare, secondo i ritmi e i tempi dei bambini. Ambiente a misura di bambino dove tutto è proporzionato alle esigenze fisiche, psichiche e intellettuali. Un ambiente ordinato e organizzato per dare certezza al bambino e facilitare un'attività autonoma. Arredi leggeri, facili da trasportare; oggetti attraenti e belli per stimolare il senso estetico, ma anche fragili per invitare i bambini a movimenti coordinati e precisi. Scuola = ambiente di vita.