Plauto & terenzio
Giada Tuzi, Alexandra Anghel, Alessio Rubeo, Elia Petricca.
Start
Plauto
'" Da quando Plauto è morto,la Commedia è in lacrime, il palcoscenico è vuoto, poi il Riso, il Gioco, lo Scherzo e i metri infiniti tutti insieme si sono messi a piangere."
Tito Maccio Plauto
-Aulo Gellio, Noctes Atticae, I, 24, 3
De comoedis plautinis
Fu il primo poeta latino a scrivere palliate: sono state trovate circa centotrenta commedie sotto il suo nome. Tuttavia un gran erudito roma, Marco Terenzio Varrone, le divise in tre gruppi:
- 21 certamente plautine ( dette "Fabulae Varronianae");
- 19 di attribuzione incerta;
- tutte le atre spurie.
Le commedie di Plauto possono essere catalogate in 7 gruppi, a seconda del tipo di dispositivo comico:
- dei Simillimi ( o dei sosia);
- dell'Agnizione ( del "Riconoscimento");
- della beffa;
- del romanzesco;
- della caricatura ( o dei Caratteri);
- composita;
- del servus callidus.
Stile
MOTIVI-GUIDA
- STRUTTURA
Le trame sono complicate, ma ripetitive e giocano sul passaggio di un bene da un lenone o un soldato all'adulescens, tramite una beffa ordita dal servus.
Le commedie di Plauto rispettano uno schema tripartito, che prevede il prologo, la parte centrale e l'epilogo.
- ATTI E SCENE
L'azione scenica al tempo di Plauto era continuativa e veniva interrotta soltanto da intermezzi musicali, i cantica, parti liriche in metri vari cantate dagli attori.I manoscritti presentano una suddivisione del testo in atti, a loro volta suddivisi in scene.
- ADATTAMENTO AI GUSTI ROMANI
Nonostante Plauto riprendesse i modelli della commedia nuova greca, questi dovevano essere riadattati ai gusti romani, che prevedevano personaggi comici, un intreccio avventuroso, duelli verbali scurrili e scene con ballerine e cantanti. Le rappresentazioni, organizzate dallo Stato, accoglievano un pubblico prevalentemente plebeo.
- RUOLI
Nelle commedie si trovano personaggi ricorrenti e convenzionali:
- il senex, il vecchio padre di famiglia;
- l'adulescens, il giovane innamorato e squattrinato;
- il servus callidus ("astuto"), protagonista del teatro plautino;
- la meretrix, oggetto dell'amore dell'adulescens.
Plauto
- miles gloriosus
- L' aulularia
- TRINUMMUS
Terenzio
'" Anche tu, Menandro a metà, sei collocato tra i più grandi -e a buon diritto, essendo un amante della correttezza linguistica. E magari in aggiunta alle tue opere delicate vi fosse del nerbo, perchè la qualità comica fosse efficace con identica lode e tu non rimanessi spregiato, sotto questo aspetto, rispetto ai Greci! Questa è l'unica dote, Terenzio, che mi tormento e mi rammarico ti manchi ."
Publio Terenzio Afro
-Cesare, De poetis, Vita Terenti, 5
- LE COMMEDIE
Nonostante la brevità della vita di Terenzio e del suo scarso successo, è stato possibile determinare con sicurezza la cronologia di tutte le sue 6 commedie:
- l'Andria (166 a.C.);
- l'Hécyra (165 a.C.);
- l'Haeutontimorumenos (163 a.C.)
- l'Eunuchus ( 161 a.C.);
- il Phormio (161 a.C.);
- gli Adelphoe (160 a.C.).
- I PROLOGHI
Il prologo nella commedia nuova serviva ad informare gli spettatori sull'argomento, sull'antefatto e spesso sull'esito della vicenda Nelle commedie terenziane, invece, il prologo risulta quasi completamente avulso dal testo teatrale a cui è preposto ed è usato a fini di polemica letteraria.
Stile
IL PUBBLICO
Il pubblico era caratterizzato da una cerchia ristretta di nobili, culturalmente raffinati, con un'aderenza agli originali greci. Per questo il teatro terenziano ebbe scarso successo.
- STRUTTURA
Alla base delle innovazioni introdotte da Terenzio c'erano precise scelte di poetica, in particolare il rispetto del verosimile e dell'illusione scenica.L'introspezione e lo studio dei caratteri conferivano un andamento più riflessivo e un tono più serio.
- RUOLI
- NUOVI RAPPORTI INTERPERSONALI
I personaggi terenziani di norma sono seri e dotati di una spiccata umanità. Questi sono riconducibili a maschere fisse ( il vecchio padre, il giovane innamorato, la cortigiana...) ma sono differenziati nei caratteri.
Al contrario della produzione plautina, ci fu un ribaltamento nel rapporto padre-figlio e padrone-schiavo. Con la proposta di scelte pedagogiche innovative, Terenzio si mostrò perlopiù a favore dei giovani. Lo stesso vale per gli schiavi, ora considerati persone autentiche, e per le donne, non più oggetto del desiderio dei personaggi maschili.
- LINGUA
Il rispetto delle situazioni reali, l'approfondimento psicologico e lo sviluppo del dialogo imposero a Terenazio da un lato uno stile tenuo e misurato e dall'altro il culto della brevitas.
Terenzio
PHORMIO
EUNUCHUS
Fine
Grazie per l'attenzione!
Accanto a loro si muove una folla multiforme di personaggi minori, che interpretano i ruoli di antagonisti o aiutanti: il parasitus ("parassita"), il miles ("soldato"), la fidicina ("suonatrice di lira"), il cocus ("cuoco"), il leno ("lenone") e la lena, la matrona.
L'Aulularia è una commedia di Plauto in cui i motivi principali sono l’avarizia, l’avidità, l’insaziabilità, la lussuria e l’oro. Nella parte introduttiva Euclione scopre nel suo giardino una pentola piena d’oro, sepolta da suo nonno e subito la nasconde. Nel secondo atto, Megadoro, un suo vicino di casa, desidera sposarsi con Fedra, la figlia di Euclione. Durante il terzo atto la pentola d’oro scompare, però Liconide riesce a risolvera la confusione. L’ultimo atto ci porta lo scioglimento della trama. Euclione alla fine ottiene il suo tesoro, mentre Liconide ottiene sua figlia Fedra.
Accanto a loro si muove una folla multiforme di personaggi minori, che interpretano i ruoli di antagonisti o aiutanti: il parasitus ("parassita"), il miles ("soldato"), la fidicina ("suonatrice di lira"), il cocus ("cuoco"), il leno ("lenone") e la lena, la matrona.
Trinummus è la commedia più seria di Plauto e che molto si avvicina al modello greco di Terenzio. Un giovane, Lesbonico, durante l’assenza del padre, Carmide, ha dissipato tutto il suo patrimonio, per cui è costretto a vendere la casa a Callicle, un vecchio amico di famiglia. Carmide, prima di partire, aveva confidato a Callicle che nella suddetta casa teneva nascosto un tesoro come dote per la sorella di Lesbonico. Quando la giovane viene chiesta in sposa, Callicle, per salvare l’onore della famiglia dell’amico, incarica un servo, a prezzo di tre monete di consegnare il tesoro dicendo che è da parte di un amico generoso.
Publio Terenzio Afro nacque nel 195/194 o nel 185/184 a.C. a Cartagine. Fu condotto a Roma come schiavo dal senatore Terenzio Lucano, che poi gli concesse la libertà e il nome gentilizio. Era un giovane brillante e fu accolto con favore dell’aristocrazia romana e in particolare dagli esponenti del Circolo degli Scipioni, che era promotore della cultura filoellenica. Lì si esaltava il valore dell’humanitas, centrale nel teatro di Terenzio. Terenzio decise di andare in Grecia, forse per familiarizzare con gli usi e i costumi della Grecia o forse per trovare altre opere di Menandro, il commediografo greco, suo principale ispiratore. Vi andò intorno al 159 a. C. e non fece più ritorno. Si racconta che morì annegato in un naufragio.
La commedia ripropone il tema del travestimento e degli inganni d'amore e segna il ritorno di Terenzio a una comicità di tipo plautino, fattore rivelatosi determinante del suo successo.La protagonista è una cortigiana di nome Taide, amata dal soldato Trasone e dal giovane Fedria. Trasone dona a Taide una schiava trovatella, Panfilia, di cui si innamora il fratello di Fedria, tale Chèrea. Questi, travestito da eunuco, si incontra segretamente con lei. Trasone cercherà poi di riprendersi Panfilia, ma alla fine essa verrà liberata grazie alla provvida scoperta della sua vera condizione di cittadina ateniese. Potrà così avvenire il matrimonio tra lei e Chèrea, mentre la cortigiana Taide preferirà, alla fine, convivere con Fedria.
Miles Gloriosus è la più famosa tra le commedie plautine. Ritrae una delle figure più riuscite e inverosimili del teatro di Plauto: il soldato Pirgopolinice, nel suo essere spaccone, vanitoso e un vero e proprio stupido che non si accorge di essere preso in giro dall’interlocutore di turno. Pirgopolinice rapisce la prostituta Filocomasio di cui era innamorato il giovane Pleusicle. Grazie ad una beffa architettata dal servo di Pleusicle, Palestrione, i due amanti riescono a ricongiungersi e Pirgopolinice viene sbeffeggiato.
Tito Maccio Plauto nacque intorno al 255/250 a.C. a Sarsìna, città alleata di Roma, da una famiglia di condizione sociale modesta. Non ricevette mai la cittadinanza romana.La vita di Plauto si svolse nel periodo drammatico delle guerre puniche e del primo allargamento di Roma nel mondo mediterraneo. La tradizione biografica colloca Plauto tra gli artifices scaenici, ovvero fra i teatranti. Morì a Roma nel 184 a.C., l'anno della censura di Marco Porcio Catone.
- LE ACCUSE
Le accuse che gli avversari rivolsero a Terenzio, dalle quali il poeta ritenne di doversi difendere nei prologhi, sono:
- di essere un prestanome;
- di essere privo di un'adeguata preparazione artistica e culturale;
- di scrivere in uno stile troppo dimesso;
- di servirsi di personaggi e scene già sfruttati da altri commediografi latini;
- di ricorrere alla contaminazione delle fonti greche.
La storia narra le peripezie del parassita Formione il quale riesce nell’impresa di aiutare due cugini, Fedria e Antifone, a sposare le ragazze di cui sono rispettivamente innamorati. Le due donne in questione sono una suonatrice di cetra ed una povera ragazza, creduta orfana quasi fino alla fine: in realtà si scopre poi che Fanio (la ragazza di cui è innamorato Antifone) è figlia illegittima di Cremete, padre di Fedria e dunque zio dello stesso Antifone.
- LINGUA E TROVATE STILISTICHE
Le commedie plautine risentono della vivacità della lingua parlata (sermo cotidianus), ossia quella della conversazione familiare. A questo vanno ad inserirsi giochi di parole, doppi sensi, riprese parodiche di linguaggi specialistici, metafore comiche, straordinari neologismi e nomi parlanti.
Plauto e Terenzio
Alexandra Anghel
Created on February 18, 2024
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Plauto & terenzio
Giada Tuzi, Alexandra Anghel, Alessio Rubeo, Elia Petricca.
Start
Plauto
'" Da quando Plauto è morto,la Commedia è in lacrime, il palcoscenico è vuoto, poi il Riso, il Gioco, lo Scherzo e i metri infiniti tutti insieme si sono messi a piangere."
Tito Maccio Plauto
-Aulo Gellio, Noctes Atticae, I, 24, 3
De comoedis plautinis
Fu il primo poeta latino a scrivere palliate: sono state trovate circa centotrenta commedie sotto il suo nome. Tuttavia un gran erudito roma, Marco Terenzio Varrone, le divise in tre gruppi:
- 21 certamente plautine ( dette "Fabulae Varronianae");
- 19 di attribuzione incerta;
- tutte le atre spurie.
Le commedie di Plauto possono essere catalogate in 7 gruppi, a seconda del tipo di dispositivo comico:Stile
MOTIVI-GUIDA
- STRUTTURA
Le trame sono complicate, ma ripetitive e giocano sul passaggio di un bene da un lenone o un soldato all'adulescens, tramite una beffa ordita dal servus.
Le commedie di Plauto rispettano uno schema tripartito, che prevede il prologo, la parte centrale e l'epilogo.
- ATTI E SCENE
L'azione scenica al tempo di Plauto era continuativa e veniva interrotta soltanto da intermezzi musicali, i cantica, parti liriche in metri vari cantate dagli attori.I manoscritti presentano una suddivisione del testo in atti, a loro volta suddivisi in scene.
- ADATTAMENTO AI GUSTI ROMANI
Nonostante Plauto riprendesse i modelli della commedia nuova greca, questi dovevano essere riadattati ai gusti romani, che prevedevano personaggi comici, un intreccio avventuroso, duelli verbali scurrili e scene con ballerine e cantanti. Le rappresentazioni, organizzate dallo Stato, accoglievano un pubblico prevalentemente plebeo.
- RUOLI
Nelle commedie si trovano personaggi ricorrenti e convenzionali:
Plauto
- miles gloriosus
- L' aulularia
- TRINUMMUS
Terenzio
'" Anche tu, Menandro a metà, sei collocato tra i più grandi -e a buon diritto, essendo un amante della correttezza linguistica. E magari in aggiunta alle tue opere delicate vi fosse del nerbo, perchè la qualità comica fosse efficace con identica lode e tu non rimanessi spregiato, sotto questo aspetto, rispetto ai Greci! Questa è l'unica dote, Terenzio, che mi tormento e mi rammarico ti manchi ."
Publio Terenzio Afro
-Cesare, De poetis, Vita Terenti, 5
- LE COMMEDIE
Nonostante la brevità della vita di Terenzio e del suo scarso successo, è stato possibile determinare con sicurezza la cronologia di tutte le sue 6 commedie:
- I PROLOGHI
Il prologo nella commedia nuova serviva ad informare gli spettatori sull'argomento, sull'antefatto e spesso sull'esito della vicenda Nelle commedie terenziane, invece, il prologo risulta quasi completamente avulso dal testo teatrale a cui è preposto ed è usato a fini di polemica letteraria.
Stile
IL PUBBLICO
Il pubblico era caratterizzato da una cerchia ristretta di nobili, culturalmente raffinati, con un'aderenza agli originali greci. Per questo il teatro terenziano ebbe scarso successo.
- STRUTTURA
Alla base delle innovazioni introdotte da Terenzio c'erano precise scelte di poetica, in particolare il rispetto del verosimile e dell'illusione scenica.L'introspezione e lo studio dei caratteri conferivano un andamento più riflessivo e un tono più serio.
- RUOLI
- NUOVI RAPPORTI INTERPERSONALI
I personaggi terenziani di norma sono seri e dotati di una spiccata umanità. Questi sono riconducibili a maschere fisse ( il vecchio padre, il giovane innamorato, la cortigiana...) ma sono differenziati nei caratteri.
Al contrario della produzione plautina, ci fu un ribaltamento nel rapporto padre-figlio e padrone-schiavo. Con la proposta di scelte pedagogiche innovative, Terenzio si mostrò perlopiù a favore dei giovani. Lo stesso vale per gli schiavi, ora considerati persone autentiche, e per le donne, non più oggetto del desiderio dei personaggi maschili.
- LINGUA
Il rispetto delle situazioni reali, l'approfondimento psicologico e lo sviluppo del dialogo imposero a Terenazio da un lato uno stile tenuo e misurato e dall'altro il culto della brevitas.
Terenzio
PHORMIO
EUNUCHUS
Fine
Grazie per l'attenzione!
Accanto a loro si muove una folla multiforme di personaggi minori, che interpretano i ruoli di antagonisti o aiutanti: il parasitus ("parassita"), il miles ("soldato"), la fidicina ("suonatrice di lira"), il cocus ("cuoco"), il leno ("lenone") e la lena, la matrona.
L'Aulularia è una commedia di Plauto in cui i motivi principali sono l’avarizia, l’avidità, l’insaziabilità, la lussuria e l’oro. Nella parte introduttiva Euclione scopre nel suo giardino una pentola piena d’oro, sepolta da suo nonno e subito la nasconde. Nel secondo atto, Megadoro, un suo vicino di casa, desidera sposarsi con Fedra, la figlia di Euclione. Durante il terzo atto la pentola d’oro scompare, però Liconide riesce a risolvera la confusione. L’ultimo atto ci porta lo scioglimento della trama. Euclione alla fine ottiene il suo tesoro, mentre Liconide ottiene sua figlia Fedra.
Accanto a loro si muove una folla multiforme di personaggi minori, che interpretano i ruoli di antagonisti o aiutanti: il parasitus ("parassita"), il miles ("soldato"), la fidicina ("suonatrice di lira"), il cocus ("cuoco"), il leno ("lenone") e la lena, la matrona.
Trinummus è la commedia più seria di Plauto e che molto si avvicina al modello greco di Terenzio. Un giovane, Lesbonico, durante l’assenza del padre, Carmide, ha dissipato tutto il suo patrimonio, per cui è costretto a vendere la casa a Callicle, un vecchio amico di famiglia. Carmide, prima di partire, aveva confidato a Callicle che nella suddetta casa teneva nascosto un tesoro come dote per la sorella di Lesbonico. Quando la giovane viene chiesta in sposa, Callicle, per salvare l’onore della famiglia dell’amico, incarica un servo, a prezzo di tre monete di consegnare il tesoro dicendo che è da parte di un amico generoso.
Publio Terenzio Afro nacque nel 195/194 o nel 185/184 a.C. a Cartagine. Fu condotto a Roma come schiavo dal senatore Terenzio Lucano, che poi gli concesse la libertà e il nome gentilizio. Era un giovane brillante e fu accolto con favore dell’aristocrazia romana e in particolare dagli esponenti del Circolo degli Scipioni, che era promotore della cultura filoellenica. Lì si esaltava il valore dell’humanitas, centrale nel teatro di Terenzio. Terenzio decise di andare in Grecia, forse per familiarizzare con gli usi e i costumi della Grecia o forse per trovare altre opere di Menandro, il commediografo greco, suo principale ispiratore. Vi andò intorno al 159 a. C. e non fece più ritorno. Si racconta che morì annegato in un naufragio.
La commedia ripropone il tema del travestimento e degli inganni d'amore e segna il ritorno di Terenzio a una comicità di tipo plautino, fattore rivelatosi determinante del suo successo.La protagonista è una cortigiana di nome Taide, amata dal soldato Trasone e dal giovane Fedria. Trasone dona a Taide una schiava trovatella, Panfilia, di cui si innamora il fratello di Fedria, tale Chèrea. Questi, travestito da eunuco, si incontra segretamente con lei. Trasone cercherà poi di riprendersi Panfilia, ma alla fine essa verrà liberata grazie alla provvida scoperta della sua vera condizione di cittadina ateniese. Potrà così avvenire il matrimonio tra lei e Chèrea, mentre la cortigiana Taide preferirà, alla fine, convivere con Fedria.
Miles Gloriosus è la più famosa tra le commedie plautine. Ritrae una delle figure più riuscite e inverosimili del teatro di Plauto: il soldato Pirgopolinice, nel suo essere spaccone, vanitoso e un vero e proprio stupido che non si accorge di essere preso in giro dall’interlocutore di turno. Pirgopolinice rapisce la prostituta Filocomasio di cui era innamorato il giovane Pleusicle. Grazie ad una beffa architettata dal servo di Pleusicle, Palestrione, i due amanti riescono a ricongiungersi e Pirgopolinice viene sbeffeggiato.
Tito Maccio Plauto nacque intorno al 255/250 a.C. a Sarsìna, città alleata di Roma, da una famiglia di condizione sociale modesta. Non ricevette mai la cittadinanza romana.La vita di Plauto si svolse nel periodo drammatico delle guerre puniche e del primo allargamento di Roma nel mondo mediterraneo. La tradizione biografica colloca Plauto tra gli artifices scaenici, ovvero fra i teatranti. Morì a Roma nel 184 a.C., l'anno della censura di Marco Porcio Catone.
- LE ACCUSE
Le accuse che gli avversari rivolsero a Terenzio, dalle quali il poeta ritenne di doversi difendere nei prologhi, sono:
La storia narra le peripezie del parassita Formione il quale riesce nell’impresa di aiutare due cugini, Fedria e Antifone, a sposare le ragazze di cui sono rispettivamente innamorati. Le due donne in questione sono una suonatrice di cetra ed una povera ragazza, creduta orfana quasi fino alla fine: in realtà si scopre poi che Fanio (la ragazza di cui è innamorato Antifone) è figlia illegittima di Cremete, padre di Fedria e dunque zio dello stesso Antifone.
- LINGUA E TROVATE STILISTICHE
Le commedie plautine risentono della vivacità della lingua parlata (sermo cotidianus), ossia quella della conversazione familiare. A questo vanno ad inserirsi giochi di parole, doppi sensi, riprese parodiche di linguaggi specialistici, metafore comiche, straordinari neologismi e nomi parlanti.