L'economia
dal medioevo all'umanesimo
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11. La moneta;
INDICE
12. Crociate: le motivazioni economiche;
13. Le conseguenze economiche della peste del '300;
14. Economia in Europa Occidentale (XIV-XV sec.);
1.Etimologia;
15. L'economia durante l'Umanesmo e il Rinascimento.
2. Economia Alto Medioevo;
3. La foresta;
4. Economia Basso Medioevo;
5. Nuovi strumenti;
6. Mercato settimanale;
7. Le città;
8. La bottega;
9. Commerci;
10. Primi strumenti finanziari;
ETIMOLOGIA
Economia (origine greca)
nomos che significa dividere, ripartire.
oikos che significa casa.
Letteralmente significa amministrazione della casa, anche nel senso ampio di comunità, società, stato. .
L’economia, quindi, rappresenta quell’insieme di attività, istituzioni e strumenti il cui scopo è regolare e soddisfare tutti i nostri bisogni.
ECONOMIA NEL MEDIOEVO
ANDIAMO INDIETRO NEL TEMPO...
PARTENDO DALL'ALTO MEDIOEVO
IL DECLINO DELL'AGRICOLTURA
Dal 10.000 a.C. fino alla Rivoluzione industriale (metà del XVIII secolo) più del 90% dell’economia del pianeta si basa sulla coltivazione della Terra.
Tuttavia, durante l’Alto Medioevo una serie di fattori causano un gravissimo impoverimento dei terreni europei.
Nell’Alto Medioevo l’Europa attraversa un lungo periodo di ristagno economico.
Gli scambi tra i villaggi o i feudi avvengono quasi unicamente attraverso il baratto, anche se non sono del tutto spariti i commerci a lunga distanza e la circolazione della moneta di metalli preziosi.
Prima del Mille, però, la quantità di commerci e moneta in circolazione è minima e non riesce a dare impulso all’economia, che resta a lungo basata sull’autoconsumo.
L’economia curtense dell’Alto Medioevo era un’economia basata sull’autoconsumo, dove si produceva il necessario alla sopravvivenza della famiglia del contadino e alla soddisfazione dei bisogni del signore.
PERCHE?
- abbandono delle città
- calo demografico
- rottura delle reti stradali
- aumento delle terre incolte e insalubri
- unica ricchezza fondamentale, presente in queste zone è la foresta, che diventerà simbolo del paesaggio alto-medievale.
- decadimento della cultura materiale
- diminuirono i commerci a lunga distanza.
la connotazione della foresta
Il bosco e la foresta, se da un lato erano fonti di cibo e di legna, dall’altro erano pieni di mistero per gli uomini del Medioevo. Lo storico Jacques Le Goff descriveva il paesaggio europeo dell’Alto Medioevo attraverso una immagine paradossale: un immenso deserto punteggiato da oasi. Ma quello spazio disabitato era una selva verde e vastissima. E le oasi erano i pochi territori rimasti senza alberi.
La curtis
La curtis (da cui sistema curtense) è l’unità più piccola del latifondo (grande proprietà fondiaria)
CURTIS
PARS MASSARICIA
PARS DOMINICIA
Il dominicium è la parte meno estesa, che prende il nome da dominus (cioè signore, padrone), perchè vi sorgevano edifici adibiti a dimora permanente del dominus, della sua famiglia e dei servi.
Il massaricium è la parte composta da fattorie chiamate MANSI, assegnata ad ogni famiglia di contadini
Prestazioni al signore:
in natura, corvées (giornate di lavoro gratuito da parte dei contadini) o in denaro.
passiamo ora al basso medioevo (1000-1492)
Vamos!
IL BASSO MEDIOEVO COMINCIA CON UNA CONGIUNTURA POSITIVA
Dall’anno mille invece ci fu un aumento demografico che non si arrestò fino al XIV secolo, visto l’esaurimento dell’epidemie, disboscamento e bonifica dei territori e la ripresa degli scambi commerciali. Gli studiosi hanno affiancato a questa crescita un miglioramento climatico (si parla di Optimum climatico medievale). La crescita della popolazione e dell’agricoltura non avvenne solo per l’estensione dei campi agricoli per bonifica ma soprattutto per uno sviluppo negli attrezzi e dei materiali adoperati dal contadino.
nuovi strumenti
Aratro in metallo fornito di ruote (prima in legno) e di una superficie concava, detta versoio, capace di devitalizzare radici di piante infestanti soprattutto in territori argillosi
Nuovo collare rigido (prima vecchia cinghia di cuoio tenero) per la pesantezza degli strumenti
Rotazione triennale consisteva nel dividere il terreno in tre parti:
- nella prima si seminano in autunno frumento e segale;
- nella seconda si seminano in primavera piselli, fave, lenticchie, orzo e avena;
- la terza viene lasciata a maggese, cioè a riposo.
L’anno successivo si ruota, alternando le colture.
Benefici rotazione triennale, per le coltivazioni primaverili, arricchivano il territorio d’azoto e rendevano l’alimentazione varia e proteica.
mercato settimanale
In questa fase di crescita di sviluppa il mercato settimanale, che divenne occasione di incontro tra le popolazioni dei villaggi rurali, occasione di miglioramento della posizione sociale dei contadini ed occasione per i grandi proprietari di avere l’accesso ai maggiori centri commerciali
Tra i vari territori, però, c’erano differenti climi e tipi di terreno così nelle zone dell’Inghilterra, Germania e Francia settentrionale, nacquero forme di collaborazione tra contadini, ad esempio i lotti di terra non erano separati tra di loro perché la rotazione delle colture era sincronizzata. Nell’Europa Meridionale invece c’è un forte individualismo agrario e in queste zone venne utilizzato per azionare le macine i primi mulini (ad acqua e a vento).
Le città
Si rafforzarono i contatti con la città e la campagna (le mura non separavano in modo netto le due realtà): i contadini vendevano grano ai cittadini, questi ultimi acquistavano terre, edificazione di residenze di campagna, coltivazione dei prodotti più richiesti sul mercato
Sorsero nuove realtà cittadine nuove intorno all’VIII (prive di un passato romano). I primi centri abitativi nascono anche grazie a poteri signorili (laici o ecclesiastici es. conti vescovi, abati ecc) che ospitavano intorno ad un castello o ad un’abbazia gruppi di artigiani o mercanti. In italia centro-settentrionale lo sviluppo urbano partì dalle città di fondazione romana e dopo l’anno Mille nacquero Alessandria e Ferrara;
la bottega
La bottega rappresenta un luogo di produzione e di vendita, del maestro, assistito da familiari, salariati e apprendisti, che se meritevoli potevano conoscere i segreti del maestro. Le varie botteghe potevano associarsi in organizzazione (che prenderanno il nome di corporazioni di arti e mestiere) chiamate mestieri in Francia, gilde in Germania ed Inghilterra, arti in Italia. Questo per regolare la concorrenza tra le botteghe, evitare ribasso dei prezzi e della qualità dei prodotti;
COMMERCI...
VIA MARE
TRA REGIONI DISTANTI
- Aumento degli scambi a lunga distanza; Collegamenti tra il Mediterraneo e i mari nordici;
- Francia settentrionale punti di incontro;
- Tra la fine del XII e la prima metà del XIII secolo nella regione della Champagne si sviluppano le fiere, cioè mercati periodici che si tenevano in coincidenza di festività religiose (dal latino feria che significa giorno festivo);
- Nel XIII secolo nasce la Lega anseatica, formata da città commerciali tedesche;
- Miglioramento di imbarcazioni;
- Redazione di portolani
- introduzione della bussola (di origine cinese);
- Collegamento marittimo tra il Mediterraneo e le Fiandre;
- Per la posizione geografica dell’Italia, molte città della Penisola, svilupparono rapporti commerciali con L’Europa, Oriente e Africa Islamica;
PRIMI STRUMENTI FINANZIARI
- Nascita delle colleganze o commende
- Nascita delle lettere di cambio (o cambiali).
- Il credito prevedeva un interesse. Il fatto stesso di prestare denaro era remunerato, man mano che il tempo passava, con una percentuale della cifra prestata.
- Nel mondo cristiano quest’attività fu delegata agli ebrei. La Chiesa riteneva contronatura il fatto che il denaro creasse denaro con il trascorrere del tempo, come se appartenesse all’uomo e non a Dio
Pregunta 1/3
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LA MONETA
Pregunta 1/3
Nei primi secoli della ripresa economica la domanda di moneta aumentò, con l’aumento degli scambi. Le zecche pubbliche, cominciarono a produrre denaro, che conteneva una percentuale minore di metallo prezioso (valore nominale). La moneta aurea, coniata con il metallo proveniente dal Levante e dall’Africa, era ideale per il commercio a lunga distanza, a causa del grande valore universalmente riconosciuto al metallo giallo.
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IL COMMERCIO ATTRAVERSO UN MARE DI SABBIA
Il potere berbero in Nord Africa si era consolidato grazie al controllo delle vie carovaniere attraverso le quali passava il commercio di oro e di schiavi dall’Africa occidentale subsahariana. Su questo asse viaggiavano, verso nord l’oro delle miniere africane e verso sud il sale delle regioni mediterranee. Il Sahara ha costituito per l’Africa una sorta di mare interno che separava ma allo stesso tempo metteva in collegamento le sponde opposte. Le rotte transahariane permettevano ai traffici commerciali a lunga distanza di raggiungere dai terminali mediterranei gli snodi costituiti dai centri di mercato ai margini meridionali del deserto. Le merci attraversavano il deserto in lunghe carovane composte spesso da migliaia di dromedari lungo le principali vie di comunicazione:
- La via occidentale, che dall’Africa centrale e occidentale raggiungeva il sud del Marocco;
- La via centrale che dall’ansa del fiume Niger attraversava il Sahara per poi dividersi in due rami che arrivavano ai rispettivi terminali sulle coste mediterranee in Tunisia e in Tripolitania;
- La via orientale che dall’ansa del Niger si dirigeva verso nord-est per raggiungere il basso Egitto e poi risalire lungo la Valle del Nilo;
LE CROCIATE: MOTIVI ECONOMICI
Vamos!
MOTIVAZIONI ECONOMICHE DURANTE LA QUARTA CROCIATA
Nel 1198 il papa Innocenzo III bandì la quarta crociata. L’obiettivo restava Gerusalemme, ma per conseguirlo si programmò di attraversare il Mediterraneo e attaccare l’Egitto. Era necessaria una grande flotta messa a disposizione da Venezia ma a pagamento. A presentarsi sull’imbarco furono meno del previsto. La spedizione partì ugualmente nel 1202 condizionata dal debito. Per alleviarlo i crociati conquistarono per Venezia Zara. Quindi la flotta puntò su Costantinopoli. La guerra si concluse quando i crociati espugnarono Costantinopoli e la sottoposero a un violento saccheggio. Così finì la quarta crociata. La resistenza bizantina continuò nelle provincie ma i capi crociati trovarono un accordo per spartirsi l’intero territorio imperiale. Proclamarono la nascita di un Impero latino d’Oriente. Venezia ottenne i tre ottavi di Costantinopoli e una serie di centri costieri e di isole in posizione strategica. Una conquista di grande valore fu l’isola di Creta. Il controllo di Venezia sul Mediterraneo orientale toccò il suo apice.
l'impero mongolo e la via della seta
Vamos!
LA VIA DELLA SETA E LE AREE COMMERCIALI NEL BASSO MEDIOEVO
La via della seta era una rete di strade carovaniere e rotte marittime che collegavano l’impero romano con la Cina. Queste si consolidarono durante il regno della dinastia Han, che spinse i mercanti cinesi a spostarsi in Occidente, facendo uscire il Paese dall’isolamento.Il periodo di maggior ricchezza fu nel Duecento, quando il condottiero mongolo Gengis Khan unificò sotto un unico impero gran parte dell’Asia, dalla Russia alla Cina. La pax mongola, consolidata dalle conquiste di Kubilai, nipote di Gengis, favorì gli scambi commerciali. Questa fase terminò con la caduta dell’impero mongolo, nella seconda metà del Trecento. Gli scambi commerciali venivano effettuati sia per terra sia per mare:
- Via terra: per mezzo di una serie di itinerari noti con il nome di Via della Seta, che attraversavano l’Asia centrale collegando l’Europa alla Cina;
- Via mare: prima attraverso le navi di marinai arabi, che portavano le spezie dall’India e dal Sud-Est asiatico fino all’Egitto, poi attraverso le navi veneziane, che distribuivano le spezie nei porti del Mediterraneo;
la reconquista in spagna: gli aspetti socio-economici nel regno di castiglia
Vamos!
ASSETTI SOCIO-ECONOMICI NEL REGNO DI CASTIGLIA
Nei territori che la Castiglia e l’Aragona riconquistarono esistevano importanti città; le campagne erano coltivate da contadini convertiti nel corso del tempo alla fede musulmana dei loro dominatori arabi e berberi. A seguito della conquista, i re castigliani distribuirono alla grande aristocrazia e agli ordini monastici cavallereschi gran parte delle terre sottratte ai musulmani. Sorse presto una contraddizione: il desiderio di sfruttare il lavoro dei contadini entrava in contrasto con lo zelo crociato dei monaci guerrieri e con la generale ideologia di Reconquista. La repressione di una rivolta islamica, sfociò nell’espulsione di massa dei musulmani dall’Andalusia. Da allora, la predominante attività economica di quelle regioni smise di essere l’agricoltura. La sostituì un’attività che richiedeva minore quantità di manodopera e grande estensione spaziale: la pastorizia di transumanza. Tuttavia questa pastorizia non si accompagnò alla fioritura di una manifattura tessile in terra castigliana: la lana grezza sarebbe stata in massima parte esportata verso le Fiandre e l’Italia.
LA LIBERTà DI CIRCOLAZIONE
Questo che segue è un articolo della Magna Charta nella versione stabilita da Enrico ll, emanata I'11 febbraio 1225. Essa fu confermata definitivamente da re Edoardo I nel 1297 e quindi entrò nelle raccolte degli statuti del Regno d'Inghilterra (e oggi del Regno Unito di Gran Bretagna).
Pregunta 1/3
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LE CONSEGUENZE ECONOMICHE DELLA PESTE DEL '300
Vamos!
COME SI DIFFUSE?
La peste giunse in Europa nel momento in cui una nuova fase climatica rese più precaria la produzione agricola, già insufficiente per una popolazione che negli ultimi due secoli aveva conosciuto una crescita costante.Tale contesto rese più rapido e letale il diffondersi dell'epidemia tra il 1347 ed il 1350. Manifestatasi in Cina nella prima metà del Trecento, la peste giunse in Europa attraverso le vie commerciali. Probabilmente furono alcune navi genovesi, che, da Caffa, trasportarono il morbo a Messina. Nel giro di tre anni, la malattia si diffuse in tutto il continente e sino allla Penisola Scandinava, procurando la morte di circa un terzo della popolazione europea.
Il crollo demografico causato dall'epidemia incise profondamente sull'economia europea, cambiando il paesaggio agrario:
- Ci fu un aumento del potere di contrattazione dei contadini nei confronti dei proprietari terrieri, data la minore quantità di manodopera.
- Si diffuse il contratto di mezzadria: prevedeva che alcuni animali da cortile (i suini, gli ovini), gli animali da lavoro (bovini) e gli attrezzi fossero acquistati a metà dal contadino e dal padrone, e poi decidevano insieme cosa coltivare e dividevano a mezzo il prodotto finale (da qui il nome mezzadria).
Tuttavia, era a vantaggio dei contadini, che non dovevano più corrispondere al padrone una quantità fissa di raccolto ed evitavano il rischio della fame in caso di cattivi raccolti.
trasformazioni del paesaggio.
Dopo l'epidemia, con l’accresciuta possibilità di scegliere i terreni da coltivare, dato il gran numero di campi abbandonati per mancanza di manodopera, ci fu anche un miglioramento della produzione agricola.
- Il bosco riconquistò terreno a spese dei campi, molti villaggi sorti in prossimità di terre poco produttive vennero abbandonati e alcune aree ospitarono meno attività agricole e più greggi ovine transumanti.
Miniatura tratta dal Tacuinum sanitatis, un manoscritto del tardo XIV secolo.
Anche in città, dopo un primo momento di crisi economica, la pestilenza produsse, nel medio-lungo periodo, un miglioramento delle condizioni economiche:
Un'altra causa delle trasformazioni: la guerra e i suoi costi
Pregunta 1/3
L'esercito feudale fu sostituito dalle compagnie mercenarie, cioè imprese economiche guidate da capitani di ventura che vendevano i propri servizi militari a re e nobili. Trovare le risorse finanziarie per remunerare i mercenari diventò, di conseguenza, una costante preoccupazione dei poteri politici, attraverso l’aumento delle tasse e i prestiti.
In questo contesto, le banche si trovarono più volte a correre dei rischi, di conseguenza vennero riorganizzate adottando una struttura meno centralizzata: si pensò a distribuire meglio il rischio di future bancarotte.
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LE RIVOLTE POPOLARI
nuovi assetti delle monarchie in europa occidentale (xiv - xv secolo)
Vamos!
LA GUERRA E LE TASSE: IL BISOGNO DI CONSENSO DEI SOVRANI
Apparati e milizie avevano un costo e necessitavano, pertanto, di una tassazione più diffusa: le entrate tradizionali (rendite dei terreni di proprietà regia, tasse sui feudatari del re, tariffe richieste per accedere alla giustizia dei tribunali regi) non erano più sufficienti a sostenere le spese della monarchia. Si poteva ricorrere al credito dei banchieri (tra i più importanti c'erano quelli toscani) oppure spremere le comunità ebraiche, l’altra tradizionale fonte di capitali nel Medioevo: ma anche i banchieri potevano fallire e anche gli ebrei potevano impoverirsi. Se si volevano imporre tasse sulla massa dei sudditi, tuttavia, non era possibile fare a meno del consenso di quelle assemblee, note come Parlamenti (Inghilterra) e Stati generali (Francia), la cui gestazione cominciò nel XIII secolo.
Un gruppo di banchieri al lavoro. Miniatura del XIV sec.
il papato ad avignone: le tasse e la curia
Ad Avignone il complesso sistema fiscale andò di pari passo con l'incremento della facoltà papale di nominare i vescovi senza passare per le elezioni episcopali previste dagli antichi canoni. Ogni nomina a un ufficio ecclesiastico - con relativo reddito, detto beneficio - comportava ormai il pagamento immediato di una tassa (ad alcuni spiriti critici sembrava una forma sofisticata di simonia).C'erano poi prelievi straordinari atti a finanziare particolari imprese.
Il personale della curia, dai giudici di tribunale ai compilatori delle lettere di cancelleria, crebbe fino a svariate centinaia di persone. Sotto papa Benedetto XII (1334-42) cominciò anche l'edificazione di un grande palazzo papale. Più si sviluppava la curia, più era complicato immaginare un ritorno a Roma: lo capì il letterato italiano Francesco Petrarca, che contro il microcosmo avignonese scrisse sprezzanti sonetti (dopo averlo frequentato a lungo al seguito di due cardinali italiani).
NUOVE VISIONI DELL'UOMO: L'ECONOMIA DURANTE L'UMANESIMO E IL RINASCIMENTO
Vamos!
UMANESIMO E RINASCIMENTO A CONFRONTO
ETIMOLOGIA DI UMANESIMO E RINASCIMENTO
L'ECONOMIA DEL RINASCIMENTO
Le cause dell'aumento della popolazione sono ancora oscure ma la conseguenza più evidente fu l'aumento del costo della vita che riguardò tutti i paesi contemporaneamente e nella stessa misura e non interessò in uguale misura tutti i generi di prima necessità. I più alti aumenti interessarono in particolare i cereali, il grano, l'orzo, la segale.
Nel 500 l’economia europea era in ripresa dopo la crisi del XIV secolo. La produzione agricola e artigianale aumentò, perché la domanda di prodotti era alta e la manodopera abbondante. Il commercio assunse dimensioni mondiali, per cui i mercanti, grazie all’argento che proveniva dalle colonie americane, accumularono capitali da investire, per ottenere profitto: nacque così il Capitalismo. Il dato più significativo di questo periodo fu l'aumento della popolazione di cui siamo venuti a conoscenza grazie ai censimenti e ai registri parrocchiali.
Già nel XIV sec. erano avvenute grandi trasformazioni anche nella produzione
artigianale controllata dalle corporazioni. Accadde allora che singoli artigiani, per soddisfare le aumentate esigenze del mercato interno e soprattutto estero, cominciassero ad allargare la loro produzione aldilà delle rigide barriere corporative. Quelli che possedevano le botteghe più grandi commissionavano il lavoro
ai piccoli artigiani, consegnando loro la materia prima o semilavorata e ricevendo il prodotto finito. In tal modo aumentava la ricchezza degli artigiani più abbienti e lo sfruttamento di quelli piccoli.
DI CONSEGUENZA...
Sorsero poi unioni d'imprenditori che si occupavano contemporaneamente
del commercio, dell'industria e dell'attività bancaria e che smerciavano la produzione soprattutto nei mercati esteri (cioè nei paesi dell'Europa occidentale, del Mediterraneo orientale e dell'Asia). La domanda estera contribuì a sviluppare la manifattura: il lavoro cioè in un unico luogo di un gran numero di operai sotto la direzione di un capitalista. Le prime manifatture dell'Europa tardo-feudale sorsero nelle città italiane
più sviluppate e in alcuni centri del commercio d'esportazione di altri Paesi (come ad es. le città delle Fiandre, dell'Olanda, ecc.).
Le città italiane, isolate fra loro economicamente, commerciavano merci
di produzione propria, che finivano principalmente sui mercati esteri.
Per la conquista di questi mercati le città erano sempre in concorrenza fra loro: di qui le interminabili guerre, che portavano sempre, all'indebolimento delle reciproche parti.
La mancanza di un unico mercato nazionale fu il motivo principale della decadenza economica dell'Italia.
Il Mediterraneo perse d'importanza per le città italiane
anche a causa dell'occupazione di Costantinopoli nel 1453 (oltre che alla scoperta dell' America).
L'ECONOMIA DELL'UMANESIMO
Si affermò così la tendenza a una finanza speculativa, che stravolse il modo di concepire l’economia e il suo ruolo nella civiltà: il mercato divenne il luogo esclusivo dell’utilitarismo. Un modello che, nei decenni successivi, ha mostrato tutte le sue fragilità con una sostenibilità non fiscale e incapace di rispondere in modo adeguato ai diversi bisogni delle persone.
Gli imprenditori dell’epoca investirono parte dei propri profitti in infrastrutture e servizi a disposizione della comunità, in monumenti e luoghi di culto, nella consapevolezza di quanto il benessere dei lavoratori e dei cittadini potesse contribuire allo sviluppo delle attività economiche e della società stessa.Una visione di avanguardia, su cui si è strutturato lo sviluppo economico dei secoli successivi, fino alla grande svolta del secondo Dopoguerra. Con l’impegno di garantire i servizi necessari ai cittadini, venne meno la responsabilità civile degli imprenditori, il cui obiettivo non era più la realizzazione di uno sviluppo personale e sociale, ma la piena massimizzazione del profitto.
grazie per l'attenzione!!!
ALIBERTI MARIABOVE LUCIABOVE MARIANNA SENATORE ERSILIA
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La moneta, di conseguenza, restò scarsa e questo fece da freno alla crescita economica. La pandemia non fece ripiombare l'Europa del Trecento e del
Quattrocento nelle condizioni precedenti alla grande espansione dei secoli centrali del Medioevo. Se la massa degli scambi e dei prodotti decrebbe, gli effetti
non furono eguali nelle varie regioni del continente: alcune realtà e alcuni settori
declinarono, altri si rafforzarono.
I PILASTRI DELL'ECONOMIA
Quali sono le caratteristiche che definiscono un’economia? Vediamole insieme!
La produzione: ossia i beni e servizi che vengono prodotti a beneficio delle persone.
I consumatori: cioè tutte le persone che necessitano e utilizzano beni e servizi.
Il sistema monetario o moneta corrente: lo strumento che permette l’acquisto dei beni e servizi e il mantenimento di un’attività produttiva.
Lo Stato: inteso come organismo che tutela e regolamenta tutte le attività economiche.
- Un clima terribile e squilibrato causa prolungate siccità seguite da devastanti inondazioni;
- tra il IV e il V secolo, durante le Prime invasioni, i popoli germanici razziano le campagne europee;
- nell’VIII secolo, durante le Seconde invasioni, Arabi, Ungari e Normanni devastano i campi.
- Le rivolte contadine si concentrarono in Francia, in Inghilterra meridionale e in Danimarca.
- Le rivolte cittadine più significative hanno luogo a Parigi, Londra e nelle città italiane (in particolare Firenze).
Da secoli gli agricoltori, per evitare di impoverire i terreni, hanno usato un sistema chiamato “rotazione biennale delle colture”: in autunno seminano la prima metà a cereali e lasciano la seconda a maggese, cioè a riposo. L’anno dopo fanno l’inverso.
Una manodopera più numerosa e libera di muoversi permette ai feudatari di varare delle iniziative note come “riconquista delle terre incolte”.
Grandi masse contadine, protette e finanziate dai signori, emigrano verso regioni coperte da foreste e paludi, con il compito di trasformarle in terreni agricoli.
Lo sfruttamento degli operai era notevole: la giornata lavorativa,
in media, era di 14-16 ore, sotto lo stretto controllo dei sorveglianti, con salari molto bassi, coi quali spesso l'operaio doveva pagare delle multe anche per le più piccole infrazioni. Ci furono varie rivolte degli operai salariati. Se i tumulti popolari non riuscirono a trasformare il capitalismo manifatturiero italiano in un sistema produttivo più equo e democratico, il frazionamento politico-economico del territorio (nel quale esso si era pur formato) ne impedì l'ulteriore sviluppo, determinandone infine la decadenza.
Con l'occupazione di Costantinopoli i mercanti, per riavere i diritti commerciali di un tempo, dovevano pagare forti tasse. A causa della decadenza economica, questi ultimi ed imprenditori
cominciarono ad abbandonare l'attività commerciale e industriale,
ricercando altri settori nei quali investire con profitto i propri capitali.
Fu così che si svilupparono le operazioni finanziarie e usurai, ma anche l'acquisto di terre
insieme ai titoli nobiliari da parte della borghesia cittadina. Imprenditori, mercanti e banchieri si trasformarono in proprietari terrieri
che concedevano piccoli appezzamenti di terra in affitto a contadini a condizioni semi-feudali.
L'Italia, frazionata in tanti stati e staterelli, fu il teatro di lunghe guerre per il suo predominio ad opera degli Stati vicini come Francia e Spagna, che avevano ultimato la loro unificazione alla fine del '400 e queste guerre finirono con il far crollare l'economia italiana, già indebolita dalle rotte atlantiche.
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ECONOMIA: dal Medioevo all'Umanesimo
Maria Aliberti
Created on February 18, 2024
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L'economia
dal medioevo all'umanesimo
Start
11. La moneta;
INDICE
12. Crociate: le motivazioni economiche;
13. Le conseguenze economiche della peste del '300;
14. Economia in Europa Occidentale (XIV-XV sec.);
1.Etimologia;
15. L'economia durante l'Umanesmo e il Rinascimento.
2. Economia Alto Medioevo;
3. La foresta;
4. Economia Basso Medioevo;
5. Nuovi strumenti;
6. Mercato settimanale;
7. Le città;
8. La bottega;
9. Commerci;
10. Primi strumenti finanziari;
ETIMOLOGIA
Economia (origine greca)
nomos che significa dividere, ripartire.
oikos che significa casa.
Letteralmente significa amministrazione della casa, anche nel senso ampio di comunità, società, stato. .
L’economia, quindi, rappresenta quell’insieme di attività, istituzioni e strumenti il cui scopo è regolare e soddisfare tutti i nostri bisogni.
ECONOMIA NEL MEDIOEVO
ANDIAMO INDIETRO NEL TEMPO...
PARTENDO DALL'ALTO MEDIOEVO
IL DECLINO DELL'AGRICOLTURA
Dal 10.000 a.C. fino alla Rivoluzione industriale (metà del XVIII secolo) più del 90% dell’economia del pianeta si basa sulla coltivazione della Terra. Tuttavia, durante l’Alto Medioevo una serie di fattori causano un gravissimo impoverimento dei terreni europei.
Nell’Alto Medioevo l’Europa attraversa un lungo periodo di ristagno economico. Gli scambi tra i villaggi o i feudi avvengono quasi unicamente attraverso il baratto, anche se non sono del tutto spariti i commerci a lunga distanza e la circolazione della moneta di metalli preziosi.
Prima del Mille, però, la quantità di commerci e moneta in circolazione è minima e non riesce a dare impulso all’economia, che resta a lungo basata sull’autoconsumo.
L’economia curtense dell’Alto Medioevo era un’economia basata sull’autoconsumo, dove si produceva il necessario alla sopravvivenza della famiglia del contadino e alla soddisfazione dei bisogni del signore.
PERCHE?
la connotazione della foresta
Il bosco e la foresta, se da un lato erano fonti di cibo e di legna, dall’altro erano pieni di mistero per gli uomini del Medioevo. Lo storico Jacques Le Goff descriveva il paesaggio europeo dell’Alto Medioevo attraverso una immagine paradossale: un immenso deserto punteggiato da oasi. Ma quello spazio disabitato era una selva verde e vastissima. E le oasi erano i pochi territori rimasti senza alberi.
La curtis
La curtis (da cui sistema curtense) è l’unità più piccola del latifondo (grande proprietà fondiaria)
CURTIS
PARS MASSARICIA
PARS DOMINICIA
Il dominicium è la parte meno estesa, che prende il nome da dominus (cioè signore, padrone), perchè vi sorgevano edifici adibiti a dimora permanente del dominus, della sua famiglia e dei servi.
Il massaricium è la parte composta da fattorie chiamate MANSI, assegnata ad ogni famiglia di contadini
Prestazioni al signore: in natura, corvées (giornate di lavoro gratuito da parte dei contadini) o in denaro.
passiamo ora al basso medioevo (1000-1492)
Vamos!
IL BASSO MEDIOEVO COMINCIA CON UNA CONGIUNTURA POSITIVA
Dall’anno mille invece ci fu un aumento demografico che non si arrestò fino al XIV secolo, visto l’esaurimento dell’epidemie, disboscamento e bonifica dei territori e la ripresa degli scambi commerciali. Gli studiosi hanno affiancato a questa crescita un miglioramento climatico (si parla di Optimum climatico medievale). La crescita della popolazione e dell’agricoltura non avvenne solo per l’estensione dei campi agricoli per bonifica ma soprattutto per uno sviluppo negli attrezzi e dei materiali adoperati dal contadino.
nuovi strumenti
Aratro in metallo fornito di ruote (prima in legno) e di una superficie concava, detta versoio, capace di devitalizzare radici di piante infestanti soprattutto in territori argillosi
Nuovo collare rigido (prima vecchia cinghia di cuoio tenero) per la pesantezza degli strumenti
Rotazione triennale consisteva nel dividere il terreno in tre parti:
- nella prima si seminano in autunno frumento e segale;
- nella seconda si seminano in primavera piselli, fave, lenticchie, orzo e avena;
- la terza viene lasciata a maggese, cioè a riposo.
L’anno successivo si ruota, alternando le colture.Benefici rotazione triennale, per le coltivazioni primaverili, arricchivano il territorio d’azoto e rendevano l’alimentazione varia e proteica.
mercato settimanale
In questa fase di crescita di sviluppa il mercato settimanale, che divenne occasione di incontro tra le popolazioni dei villaggi rurali, occasione di miglioramento della posizione sociale dei contadini ed occasione per i grandi proprietari di avere l’accesso ai maggiori centri commerciali
Tra i vari territori, però, c’erano differenti climi e tipi di terreno così nelle zone dell’Inghilterra, Germania e Francia settentrionale, nacquero forme di collaborazione tra contadini, ad esempio i lotti di terra non erano separati tra di loro perché la rotazione delle colture era sincronizzata. Nell’Europa Meridionale invece c’è un forte individualismo agrario e in queste zone venne utilizzato per azionare le macine i primi mulini (ad acqua e a vento).
Le città
Si rafforzarono i contatti con la città e la campagna (le mura non separavano in modo netto le due realtà): i contadini vendevano grano ai cittadini, questi ultimi acquistavano terre, edificazione di residenze di campagna, coltivazione dei prodotti più richiesti sul mercato
Sorsero nuove realtà cittadine nuove intorno all’VIII (prive di un passato romano). I primi centri abitativi nascono anche grazie a poteri signorili (laici o ecclesiastici es. conti vescovi, abati ecc) che ospitavano intorno ad un castello o ad un’abbazia gruppi di artigiani o mercanti. In italia centro-settentrionale lo sviluppo urbano partì dalle città di fondazione romana e dopo l’anno Mille nacquero Alessandria e Ferrara;
la bottega
La bottega rappresenta un luogo di produzione e di vendita, del maestro, assistito da familiari, salariati e apprendisti, che se meritevoli potevano conoscere i segreti del maestro. Le varie botteghe potevano associarsi in organizzazione (che prenderanno il nome di corporazioni di arti e mestiere) chiamate mestieri in Francia, gilde in Germania ed Inghilterra, arti in Italia. Questo per regolare la concorrenza tra le botteghe, evitare ribasso dei prezzi e della qualità dei prodotti;
COMMERCI...
VIA MARE
TRA REGIONI DISTANTI
PRIMI STRUMENTI FINANZIARI
Pregunta 1/3
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LA MONETA
Pregunta 1/3
Nei primi secoli della ripresa economica la domanda di moneta aumentò, con l’aumento degli scambi. Le zecche pubbliche, cominciarono a produrre denaro, che conteneva una percentuale minore di metallo prezioso (valore nominale). La moneta aurea, coniata con il metallo proveniente dal Levante e dall’Africa, era ideale per il commercio a lunga distanza, a causa del grande valore universalmente riconosciuto al metallo giallo.
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IL COMMERCIO ATTRAVERSO UN MARE DI SABBIA
Il potere berbero in Nord Africa si era consolidato grazie al controllo delle vie carovaniere attraverso le quali passava il commercio di oro e di schiavi dall’Africa occidentale subsahariana. Su questo asse viaggiavano, verso nord l’oro delle miniere africane e verso sud il sale delle regioni mediterranee. Il Sahara ha costituito per l’Africa una sorta di mare interno che separava ma allo stesso tempo metteva in collegamento le sponde opposte. Le rotte transahariane permettevano ai traffici commerciali a lunga distanza di raggiungere dai terminali mediterranei gli snodi costituiti dai centri di mercato ai margini meridionali del deserto. Le merci attraversavano il deserto in lunghe carovane composte spesso da migliaia di dromedari lungo le principali vie di comunicazione:
LE CROCIATE: MOTIVI ECONOMICI
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MOTIVAZIONI ECONOMICHE DURANTE LA QUARTA CROCIATA
Nel 1198 il papa Innocenzo III bandì la quarta crociata. L’obiettivo restava Gerusalemme, ma per conseguirlo si programmò di attraversare il Mediterraneo e attaccare l’Egitto. Era necessaria una grande flotta messa a disposizione da Venezia ma a pagamento. A presentarsi sull’imbarco furono meno del previsto. La spedizione partì ugualmente nel 1202 condizionata dal debito. Per alleviarlo i crociati conquistarono per Venezia Zara. Quindi la flotta puntò su Costantinopoli. La guerra si concluse quando i crociati espugnarono Costantinopoli e la sottoposero a un violento saccheggio. Così finì la quarta crociata. La resistenza bizantina continuò nelle provincie ma i capi crociati trovarono un accordo per spartirsi l’intero territorio imperiale. Proclamarono la nascita di un Impero latino d’Oriente. Venezia ottenne i tre ottavi di Costantinopoli e una serie di centri costieri e di isole in posizione strategica. Una conquista di grande valore fu l’isola di Creta. Il controllo di Venezia sul Mediterraneo orientale toccò il suo apice.
l'impero mongolo e la via della seta
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LA VIA DELLA SETA E LE AREE COMMERCIALI NEL BASSO MEDIOEVO
La via della seta era una rete di strade carovaniere e rotte marittime che collegavano l’impero romano con la Cina. Queste si consolidarono durante il regno della dinastia Han, che spinse i mercanti cinesi a spostarsi in Occidente, facendo uscire il Paese dall’isolamento.Il periodo di maggior ricchezza fu nel Duecento, quando il condottiero mongolo Gengis Khan unificò sotto un unico impero gran parte dell’Asia, dalla Russia alla Cina. La pax mongola, consolidata dalle conquiste di Kubilai, nipote di Gengis, favorì gli scambi commerciali. Questa fase terminò con la caduta dell’impero mongolo, nella seconda metà del Trecento. Gli scambi commerciali venivano effettuati sia per terra sia per mare:
la reconquista in spagna: gli aspetti socio-economici nel regno di castiglia
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ASSETTI SOCIO-ECONOMICI NEL REGNO DI CASTIGLIA
Nei territori che la Castiglia e l’Aragona riconquistarono esistevano importanti città; le campagne erano coltivate da contadini convertiti nel corso del tempo alla fede musulmana dei loro dominatori arabi e berberi. A seguito della conquista, i re castigliani distribuirono alla grande aristocrazia e agli ordini monastici cavallereschi gran parte delle terre sottratte ai musulmani. Sorse presto una contraddizione: il desiderio di sfruttare il lavoro dei contadini entrava in contrasto con lo zelo crociato dei monaci guerrieri e con la generale ideologia di Reconquista. La repressione di una rivolta islamica, sfociò nell’espulsione di massa dei musulmani dall’Andalusia. Da allora, la predominante attività economica di quelle regioni smise di essere l’agricoltura. La sostituì un’attività che richiedeva minore quantità di manodopera e grande estensione spaziale: la pastorizia di transumanza. Tuttavia questa pastorizia non si accompagnò alla fioritura di una manifattura tessile in terra castigliana: la lana grezza sarebbe stata in massima parte esportata verso le Fiandre e l’Italia.
LA LIBERTà DI CIRCOLAZIONE
Questo che segue è un articolo della Magna Charta nella versione stabilita da Enrico ll, emanata I'11 febbraio 1225. Essa fu confermata definitivamente da re Edoardo I nel 1297 e quindi entrò nelle raccolte degli statuti del Regno d'Inghilterra (e oggi del Regno Unito di Gran Bretagna).
Pregunta 1/3
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LE CONSEGUENZE ECONOMICHE DELLA PESTE DEL '300
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COME SI DIFFUSE?
La peste giunse in Europa nel momento in cui una nuova fase climatica rese più precaria la produzione agricola, già insufficiente per una popolazione che negli ultimi due secoli aveva conosciuto una crescita costante.Tale contesto rese più rapido e letale il diffondersi dell'epidemia tra il 1347 ed il 1350. Manifestatasi in Cina nella prima metà del Trecento, la peste giunse in Europa attraverso le vie commerciali. Probabilmente furono alcune navi genovesi, che, da Caffa, trasportarono il morbo a Messina. Nel giro di tre anni, la malattia si diffuse in tutto il continente e sino allla Penisola Scandinava, procurando la morte di circa un terzo della popolazione europea.
Il crollo demografico causato dall'epidemia incise profondamente sull'economia europea, cambiando il paesaggio agrario:
Tuttavia, era a vantaggio dei contadini, che non dovevano più corrispondere al padrone una quantità fissa di raccolto ed evitavano il rischio della fame in caso di cattivi raccolti.
trasformazioni del paesaggio.
Dopo l'epidemia, con l’accresciuta possibilità di scegliere i terreni da coltivare, dato il gran numero di campi abbandonati per mancanza di manodopera, ci fu anche un miglioramento della produzione agricola.
Miniatura tratta dal Tacuinum sanitatis, un manoscritto del tardo XIV secolo.
Anche in città, dopo un primo momento di crisi economica, la pestilenza produsse, nel medio-lungo periodo, un miglioramento delle condizioni economiche:
Un'altra causa delle trasformazioni: la guerra e i suoi costi
Pregunta 1/3
L'esercito feudale fu sostituito dalle compagnie mercenarie, cioè imprese economiche guidate da capitani di ventura che vendevano i propri servizi militari a re e nobili. Trovare le risorse finanziarie per remunerare i mercenari diventò, di conseguenza, una costante preoccupazione dei poteri politici, attraverso l’aumento delle tasse e i prestiti.
In questo contesto, le banche si trovarono più volte a correre dei rischi, di conseguenza vennero riorganizzate adottando una struttura meno centralizzata: si pensò a distribuire meglio il rischio di future bancarotte.
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LE RIVOLTE POPOLARI
nuovi assetti delle monarchie in europa occidentale (xiv - xv secolo)
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LA GUERRA E LE TASSE: IL BISOGNO DI CONSENSO DEI SOVRANI
Apparati e milizie avevano un costo e necessitavano, pertanto, di una tassazione più diffusa: le entrate tradizionali (rendite dei terreni di proprietà regia, tasse sui feudatari del re, tariffe richieste per accedere alla giustizia dei tribunali regi) non erano più sufficienti a sostenere le spese della monarchia. Si poteva ricorrere al credito dei banchieri (tra i più importanti c'erano quelli toscani) oppure spremere le comunità ebraiche, l’altra tradizionale fonte di capitali nel Medioevo: ma anche i banchieri potevano fallire e anche gli ebrei potevano impoverirsi. Se si volevano imporre tasse sulla massa dei sudditi, tuttavia, non era possibile fare a meno del consenso di quelle assemblee, note come Parlamenti (Inghilterra) e Stati generali (Francia), la cui gestazione cominciò nel XIII secolo.
Un gruppo di banchieri al lavoro. Miniatura del XIV sec.
il papato ad avignone: le tasse e la curia
Ad Avignone il complesso sistema fiscale andò di pari passo con l'incremento della facoltà papale di nominare i vescovi senza passare per le elezioni episcopali previste dagli antichi canoni. Ogni nomina a un ufficio ecclesiastico - con relativo reddito, detto beneficio - comportava ormai il pagamento immediato di una tassa (ad alcuni spiriti critici sembrava una forma sofisticata di simonia).C'erano poi prelievi straordinari atti a finanziare particolari imprese. Il personale della curia, dai giudici di tribunale ai compilatori delle lettere di cancelleria, crebbe fino a svariate centinaia di persone. Sotto papa Benedetto XII (1334-42) cominciò anche l'edificazione di un grande palazzo papale. Più si sviluppava la curia, più era complicato immaginare un ritorno a Roma: lo capì il letterato italiano Francesco Petrarca, che contro il microcosmo avignonese scrisse sprezzanti sonetti (dopo averlo frequentato a lungo al seguito di due cardinali italiani).
NUOVE VISIONI DELL'UOMO: L'ECONOMIA DURANTE L'UMANESIMO E IL RINASCIMENTO
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UMANESIMO E RINASCIMENTO A CONFRONTO
ETIMOLOGIA DI UMANESIMO E RINASCIMENTO
L'ECONOMIA DEL RINASCIMENTO
Le cause dell'aumento della popolazione sono ancora oscure ma la conseguenza più evidente fu l'aumento del costo della vita che riguardò tutti i paesi contemporaneamente e nella stessa misura e non interessò in uguale misura tutti i generi di prima necessità. I più alti aumenti interessarono in particolare i cereali, il grano, l'orzo, la segale.
Nel 500 l’economia europea era in ripresa dopo la crisi del XIV secolo. La produzione agricola e artigianale aumentò, perché la domanda di prodotti era alta e la manodopera abbondante. Il commercio assunse dimensioni mondiali, per cui i mercanti, grazie all’argento che proveniva dalle colonie americane, accumularono capitali da investire, per ottenere profitto: nacque così il Capitalismo. Il dato più significativo di questo periodo fu l'aumento della popolazione di cui siamo venuti a conoscenza grazie ai censimenti e ai registri parrocchiali.
Già nel XIV sec. erano avvenute grandi trasformazioni anche nella produzione artigianale controllata dalle corporazioni. Accadde allora che singoli artigiani, per soddisfare le aumentate esigenze del mercato interno e soprattutto estero, cominciassero ad allargare la loro produzione aldilà delle rigide barriere corporative. Quelli che possedevano le botteghe più grandi commissionavano il lavoro ai piccoli artigiani, consegnando loro la materia prima o semilavorata e ricevendo il prodotto finito. In tal modo aumentava la ricchezza degli artigiani più abbienti e lo sfruttamento di quelli piccoli.
DI CONSEGUENZA...
Sorsero poi unioni d'imprenditori che si occupavano contemporaneamente del commercio, dell'industria e dell'attività bancaria e che smerciavano la produzione soprattutto nei mercati esteri (cioè nei paesi dell'Europa occidentale, del Mediterraneo orientale e dell'Asia). La domanda estera contribuì a sviluppare la manifattura: il lavoro cioè in un unico luogo di un gran numero di operai sotto la direzione di un capitalista. Le prime manifatture dell'Europa tardo-feudale sorsero nelle città italiane più sviluppate e in alcuni centri del commercio d'esportazione di altri Paesi (come ad es. le città delle Fiandre, dell'Olanda, ecc.).
Le città italiane, isolate fra loro economicamente, commerciavano merci di produzione propria, che finivano principalmente sui mercati esteri. Per la conquista di questi mercati le città erano sempre in concorrenza fra loro: di qui le interminabili guerre, che portavano sempre, all'indebolimento delle reciproche parti. La mancanza di un unico mercato nazionale fu il motivo principale della decadenza economica dell'Italia.
Il Mediterraneo perse d'importanza per le città italiane anche a causa dell'occupazione di Costantinopoli nel 1453 (oltre che alla scoperta dell' America).
L'ECONOMIA DELL'UMANESIMO
Si affermò così la tendenza a una finanza speculativa, che stravolse il modo di concepire l’economia e il suo ruolo nella civiltà: il mercato divenne il luogo esclusivo dell’utilitarismo. Un modello che, nei decenni successivi, ha mostrato tutte le sue fragilità con una sostenibilità non fiscale e incapace di rispondere in modo adeguato ai diversi bisogni delle persone.
Gli imprenditori dell’epoca investirono parte dei propri profitti in infrastrutture e servizi a disposizione della comunità, in monumenti e luoghi di culto, nella consapevolezza di quanto il benessere dei lavoratori e dei cittadini potesse contribuire allo sviluppo delle attività economiche e della società stessa.Una visione di avanguardia, su cui si è strutturato lo sviluppo economico dei secoli successivi, fino alla grande svolta del secondo Dopoguerra. Con l’impegno di garantire i servizi necessari ai cittadini, venne meno la responsabilità civile degli imprenditori, il cui obiettivo non era più la realizzazione di uno sviluppo personale e sociale, ma la piena massimizzazione del profitto.
grazie per l'attenzione!!!
ALIBERTI MARIABOVE LUCIABOVE MARIANNA SENATORE ERSILIA
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La moneta, di conseguenza, restò scarsa e questo fece da freno alla crescita economica. La pandemia non fece ripiombare l'Europa del Trecento e del Quattrocento nelle condizioni precedenti alla grande espansione dei secoli centrali del Medioevo. Se la massa degli scambi e dei prodotti decrebbe, gli effetti non furono eguali nelle varie regioni del continente: alcune realtà e alcuni settori declinarono, altri si rafforzarono.
I PILASTRI DELL'ECONOMIA
Quali sono le caratteristiche che definiscono un’economia? Vediamole insieme!
La produzione: ossia i beni e servizi che vengono prodotti a beneficio delle persone.
I consumatori: cioè tutte le persone che necessitano e utilizzano beni e servizi.
Il sistema monetario o moneta corrente: lo strumento che permette l’acquisto dei beni e servizi e il mantenimento di un’attività produttiva.
Lo Stato: inteso come organismo che tutela e regolamenta tutte le attività economiche.
Da secoli gli agricoltori, per evitare di impoverire i terreni, hanno usato un sistema chiamato “rotazione biennale delle colture”: in autunno seminano la prima metà a cereali e lasciano la seconda a maggese, cioè a riposo. L’anno dopo fanno l’inverso.
Una manodopera più numerosa e libera di muoversi permette ai feudatari di varare delle iniziative note come “riconquista delle terre incolte”. Grandi masse contadine, protette e finanziate dai signori, emigrano verso regioni coperte da foreste e paludi, con il compito di trasformarle in terreni agricoli.
Lo sfruttamento degli operai era notevole: la giornata lavorativa, in media, era di 14-16 ore, sotto lo stretto controllo dei sorveglianti, con salari molto bassi, coi quali spesso l'operaio doveva pagare delle multe anche per le più piccole infrazioni. Ci furono varie rivolte degli operai salariati. Se i tumulti popolari non riuscirono a trasformare il capitalismo manifatturiero italiano in un sistema produttivo più equo e democratico, il frazionamento politico-economico del territorio (nel quale esso si era pur formato) ne impedì l'ulteriore sviluppo, determinandone infine la decadenza.
Con l'occupazione di Costantinopoli i mercanti, per riavere i diritti commerciali di un tempo, dovevano pagare forti tasse. A causa della decadenza economica, questi ultimi ed imprenditori cominciarono ad abbandonare l'attività commerciale e industriale, ricercando altri settori nei quali investire con profitto i propri capitali. Fu così che si svilupparono le operazioni finanziarie e usurai, ma anche l'acquisto di terre insieme ai titoli nobiliari da parte della borghesia cittadina. Imprenditori, mercanti e banchieri si trasformarono in proprietari terrieri che concedevano piccoli appezzamenti di terra in affitto a contadini a condizioni semi-feudali. L'Italia, frazionata in tanti stati e staterelli, fu il teatro di lunghe guerre per il suo predominio ad opera degli Stati vicini come Francia e Spagna, che avevano ultimato la loro unificazione alla fine del '400 e queste guerre finirono con il far crollare l'economia italiana, già indebolita dalle rotte atlantiche.
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