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PRESENTAZIONE LAVORO IPDA

Mariateresa Anne'

Created on February 17, 2024

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Transcript

STEP 1

PRESENTAZIONE LAVORO IPDA

Perchè e' utile fare uno screening durante la scuola dell'infanzia

GO!

IPDA

OBIETTIVI E TARGET

COSA E COME OSSERVARE

PREVENZIONE E

SCREENING

PROTOCOLLO SCUOLA DELL'INFANZIA

IPDA E TIPOLOGIE DI INTERVENTO

POSSIBILI PROBLEMI

PREVENZIONE E SCREENING

La scuola dell’infanzia ha un ruolo determinante nel favorire un percorso di prevenzione delle difficoltà di apprendimento

OBIETTIVI DELLO SCREENING

Identificare precocemente possibili situazioni di difficoltà o di disagio, in modo da poter programmare ed attivare percorsi pedagogici atti a risolvere rapidamente ed in modo efficace tali problematiche

Aggiornare gli insegnanti su tecniche, supporti, strategie utili a valutare difficoltà specifiche di apprendimento negli alunni e ad intervenire per risolverli;

Ottimizzazione degli interventi didattici

ATTENZIONE AI FALSI POSITIVI

Lo screening non ha le pretese di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma di individuare, con buon livello di attendibilità, i soggetti a rischio di un determinato disturbo. Non si tratta di effettuare una diagnosi.

COSA E COME OSSERVARE

Lo screening sottolinea la presenza di una prestazione atipica, che non per forza sottende ad un disturbo e non necessariamente richiede invio a step successivo. Lo sviluppo delle competenze di ciascun bambino può subire rallentamenti ed accelerazioni poco prevedibili: una situazione di "rischio" può quindi non costituire una caratteristica stabile nel tempo.

COSA OSSERVARE:

  • DISTURBI DEL LINGUAGGIO
  • GENERALI DIFFICOLTA' SPAZIALI E TEMPORALI
  • GRAFO-MOTRICITA'
  • GOFFAGGINE MOTORIA
  • PERCEZIONE VIISVA
  • FAMILIARITA'
COME OSSERVARE

STRUMENTO EFFICACE ,SEMPLICE, RAPIDO DA SOMMINISTRARE , POCO COSTOSO IN TERMINI DI STRUMENTAZIONE E DI RISORSE , SOMMINISTRATO IN LARGA SCALA E RIPETUTAMENTE

IPDA E TIPOLOGIE DI INTERVENTO

  • è pensato per i bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia (5 anni);
  • è un questionario osservativo;
  • è da compilarsi subito dopo il periodo dell’inserimento;
  • è compilato da una sola insegnante che però può confrontarsi con le colleghe;
  • i punteggi vanno attribuiti considerando i comportamenti al momento dell’osservazione

Il questionario si compone di 43 item suddivisi in due sezioni:

ABILITA’ GENERALI: aspetti comportamentali, motricità, comprensione linguistica, espressione orale, metacognizione, altre abilità cognitive

e pre-matematica

ABILITA’ SPECIFICHE:

pre-alfabetizzazione

I RISULTATI DEL QUESTIONARIO NON PORTANO ALL'INDIVIDUAZIONE DI CATEGORIE DIAGNOSTICHE

lo scopo di ridurre, per quanto possibile, le differenze in entrata alla scuola primaria; I bambini risultati a rischio da questa prima osservazione saranno soggetti ad uno SCREENING DI 2° LIVELLO

IPDA

Gli item che hanno come oggetto le abilità generali sono così suddivisi:

item 1-9 Aspetti comportamentali • Item 10-11 Motricità • Item 12-14 Comprensione linguistica • Item 15-19 Espressione orale • Item 20-23 Metacognizione • Item 24-33 Altre abilità cognitive (memoria, prassie, orientamento)

Quelli per le abilità specifiche sono:

Item 34-40 Pre-alfabetizzazione • Item 41-43 Pre-matematica.

Per ciascuna affermazione espressa negli item l’insegnante deve dare una valutazione utilizzando una scala a quattro livelli: 1) per niente / mai 2) poco / a volte 3) abbastanza / il più delle volte 4) molto / sempre

Lo strumento proposto può essere altresì utile nel creare continuità didattica tra scuola dell’infanzia e primaria, attraverso la predisposizione di una scheda di passaggio che tenga conto anche dei profili emersi

TIPOLOGIA DI INTERVENTO

VALUTAZIONE DELLA SEZIONE
  • OSSERVAZIONE E STRUMENTI/PROVE
INTERVENTO DIDATTICO DI POTENZIAMENTO
  • ATTIVITA' PER TUTTA LA SEZ. E/O GRUPPI IN BASE AL LIVELLO
RIVALUTAZIONE
  • DELLA SEZ. O DEL GRUPPO A RISCHIO
SEGNALAZIONE
  • DEI BAMBINI RESISTENTI AL CAMBIAMENTO

PROTOCOLLO SCUOLA DELL'INFANZIA

OSSERVAZIONE INSEGNANTI:

  • NOVEMBRE-DICEMBRE

APPROFONDIMENTO INDIVIDUALE:

  • GENNAIO

PROGETTAZIONE:

  • FEBBRAIO

POTENZIAMENTO:

  • MARZO-APRILE-MAGGIO (SECONDA SOMMINISTRAZIONE)

OSSERVAZIONE FINALE:

  • MAGGIO-GIUGNO

1.MOTRICITA’ E LATERALITA’ 2. GRAFO-MOTRICITA’ 3. DISCRIMINAZIONE PERCETTIVA 4. ORGANIZZAZIONE SPAZIO TEMPORALE 4.LINGUAGGIO 5.PRE-NUMERICITA’ E NUMERICITA’.

POSSIBILI PROBLEMI

ASPETTI DI CUI TENERE CONTO

QUALE MODELLO?

  • I bambini in età scolare sono in rapida evoluzione

Presenza di possibile “effetto pavimento” per quanto riguarda il tempismo ottimale della loro realizzazione. Questo effetto potrebbe portare a un’alta probabilità di identificazioni eccessive (falsi positivi) e

Modello "wait to fail"Aspettare di poter dire con certezza che il bambino è dislessico prima di avviare un intervento

ridurre di conseguenza la precisione dell’identificazione precoce

Modello “response to intervention” (RTI)

Intervenire fin da subito sui bambini con difficoltà Se i bambini “resistono” all’intervento educativo vengono inviati per una valutazione da parte di professionisti.

Consideriamo “A RISCHIO” tutti quei bambini il cui punteggio totale risulti inferiore a quello corrispondente al 10° percentile (punteggio totale < = 111)

ACCORTEZZE E CONSIDERAZIONI

E LA FAMIGLIA?

  • ACCERTARSI DELLA COMPRENSIONE DELLE CONSEGNE
  • CONDIVISIONE DELLE REGOLE E DEI TEMPI
  • ATTENZIONE AL CLIMA GENERALE

I genitori devono essere messi costantemente al corrente dalla scuola delle difficoltà degli apprendimenti evidenziate nei propri bambini e delle attività di potenziamento attivate nelle quali, laddove possibile, devono essere coinvolti. La «segnalazione» vera e propria avviene quindi quando il bambino è risultato resistente a tutte le attività predisposte.

  • I risultati vanno contestualizzati
  • Non è sufficiente attribuire un punteggio
  • Il risultato è indicatore di prestazione atipica
  • La valutazione qualitativa dell'errore permette di orientare l'intervento

Creare una rete educativa che coinvolga genitori, insegnanti,professionisti, in grado di lavorare in sinergia per il raggiungimento degli obiettivi educativi previsti per ogni singolo bambino. Coinvolgere i genitori ed i servizi territoriali in caso di deficit gravi.