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L'arte cretese e micenea - Chirico Gabriel 1BSIA
Gabriel Chirico
Created on February 17, 2024
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Transcript
L'arte cretese e micenea
Un po' di storia...
Periodizzazione, i primi palazzi, pittura parietale
Le civiltà dell'Egeo: i Cretesi
Cretesi e architettura
Popoli cicladici e idoli di marmo
Artigianato
Statuette votive, vasi in ceramica e pietra
Periodizzazione e idoli
Elaborato realizzato da Chirico Gabriel, classe 1BSIA a.s. 2023/24
L'arte cretese e micenea
Un po' di storia...
Struttura, Tesoro di Atreo
Le civiltà dell'Egeo: i Micenei
Tombe a thòlos
Dentro le tombe a fossa...
Architettura
Acropoli di Tirinto, mura ciclopiche, Porta dei Leoni
Gioielli e maschere funebri
Elaborato realizzato da Chirico Gabriel, classe 1BSIA a.s. 2023/24
L'architettura micenea
Una peculiarità per cui i Micenei sono conosciuti sono sicuramente le grandi e imponenti strutture che costruivano, come le imponenti mura ciclopiche che circondano l'acropoli della città di Micene, costituite da giganteschi massi che "solo un ciclope avrebbe potuto spostare". Ebbene ci sono altre imponenti strutture oltre alle mura di Micene, come le mura che circondano l'acropoli di Tirinto, alla quale si accede tramite il própylon, un ingresso monumentale, che porta a un cortile porticato. Vi è poi la parte più estesa e interna dell'acropoli, ossia il
megaron, composto a sua volta dal vestibolo, dall'antisala (o prodómos) e la sala del trono alla quale si accede da un unica via. Ultima ma non meno importante, vi è la Porta dei Leoni, un imponente ingresso monumentale situato sul fianco occidentale della cinta muraria della città di Micene. La porta è costituita da due stipiti e un architrave, su cui poggia un triangolo di scarico sul quale sono scolpite due leonesse rampanti.
Le civiltà dell'Egeo: i Micenei
La civiltà cretese trova il suo misterioso declino in una serie di fattori, primo fra tutti l'arrivo in Grecia di una nuova popolazione, quella dei Micenei, dal nome del loro centro più importante, per l'appunto Micene, ma molto probabilmente è stata dovuta anche all'eruzione del vulcano dell'isola di Santorini. Quella micenea era anch'essa una
civiltà palaziale, ma la differenza coi Cretesi stava nel fatto che essendo i primi un popolo bellicoso, i loro palazzi erano delle rocche fortificate situate su alture. Un altro nome dei Micenei è Achei e con tutta probabilità è questo il popolo le cui gesta sono state narrate nei poemi omerici. La storia micenea segue la seguente periodizzazione: miceneo antico (1600-1500 a.C.), miceneo medio (1500-1400 a.C.), miceneo tardo (1400-1100 a.C.)
Dentro le tombe a fossa...
Del periodo miceneo antico sono state ritrovate molte tombe a fossa, ossia scavate nel terremo, le quali contenevano molti beni e oggetti preziosi, parte del corredo funebre del defunto. Fra tutte suscitano maggiore interesse alcune di queste tombe, quella del guerriero del Grifone e le tombe ritrovate nella città di Micene da Schliemann. Contenenti, tra le altre cose, rispettivamente un'agata raffigurante un combattimento e due maschere funebri in laminad'oro realizzate con una tecnica a sbalzo.
Una di queste due maschere è stata attribuita al re di Micene Agamènnone (vedi foto a destra). Si pensa che probabilmente esse siano state realizzate utilizzando una matrice lignea sulla quale poi le lamine siano state poggiate e battute.
Le tombe a tholos
Le tombe a tholos sono tombe di famiglia, un tempo riservate solo alle famiglie nobili. Esse venivano riaperte e riusate ogni volta che un membro del clan veniva a mancare. La tholos è una sala circolare costituita da una pseudocupola ogivale. La pseudocupola è formata da conci disposti a formare cerchi concentrici che tendono a restringersi con l'altezza fino a chiudersi. La pseudocupola si differenzia da una cupola ordinaria per il suo comportamento statico: di fatto essa si regge per gravità (come un arco) e diverso quindi da una cupola.
La più illustre di queste tombe è il Tesoro di Atreo. Scavato nel fianco di un colle vi si accede tramite un lungo corridoio (dromos) che termina con l'ingresso vero e proprio alla tholos, una porta decorata con motivi geometrici e a can corrente. La camera sepolcrale dove veniva conservato l'intero corredo funebre si trova attigua alla tholos stessa.
Le civiltà dell'Egeo: i Cretesi
Come abbiamo già visto in precedenza, gran parte delle antiche grandi civiltà che si sono affermate nella storia nacquero nei pressi di vaste sorgenti idriche, come il Tigri e l'Eufrate per i popoli mesopotamici e il Nilo per gli Egizi. I Cretesi, prima, e i Micenei dopo si stabilirono e prosperarono
nei pressi del Mar Egeo, nel Mediterraneo. La civiltà cretese nacque sull'isola di Creta. Viene talvolta detta "minoica" dal nome del suo più illustre re, Minosse. Era una civiltà palaziale, ossia il cui centro nevralgico stava proprio in queste strutture. Era una civiltà pacifica, a tal punto che le sue città non possedevano mura difensive, e la sua economia si basava sul commercio via mare. Il suo dominio commerciale sul Mediterraneo era tale che alcuni parlavano di "talassocrazia cretese
I Cretesi e l'architettura
La civiltà cretese nacque sull'isola di Creta, nell'Egeo meridionale, attorno al 3000 a.C. Come già detto nell'introduzione, quella cretese fu una civiltà palaziale, ossia avente nei palazzi i propri centri di potere. In base a questi la storia cretese si divide in 4 periodi: periodo prepalaziale (3000-2000 a.C.), periodo protopalaziale (2000-1700 a.C.), periodo neopalaziale (1700-1500 a.C.), periodo postpalaziale (1500-1100 a.C.). I palazzi per i Cretesi costituivano il centro politico (sede del re), religioso (luogo di culto) economico-amministrativo (sede di molte botteghe e deposito delle ricchezze della città).
Si sviluppavano attorno a una corte centrale rettangolare, lastricata e scoperta, e si strutturavano su più livelli. Il più famoso è sicuramente il Palazzo di Cnosso (vedi foto), nonché uno dei più grandi, tanto che dalla presenza di numerose abitazione private si è arrivati alla conclusione che fosse residenza ,oltre che dei regnanti, anche di un importante parte di popolo.
I Cretesi e l'artigianato
I Cretesi erano esperti nella lavorazione della ceramica, come testimoniano i vari ritrovamenti archeologici. Svilupparono un proprio stile, detto di Kamàres, i cui prodotti furono a lungo esportati. Conoscevano l'utilizzo del tornio girevole veloce, grazie al quale realizzavano ceramiche a guscio d'uovo dalle pareti sottilissime e vivacemente decorate, con motivi geometrici e persino con elementi tridimensionali incollati sull'oggetto. Le produzioni in ceramica cretesi avevano la peculiare caratteristica di essere dipinte con colori scuri su
fondo chiaro. Venivano realizzate in due stili: vegetale (motivi di piante) e marino (creature marine). Venivano realizzati anche vasi in pietra oltre che in ceramica. Essi erano spesso rhytà, ossia delle sorta di boccali per vino utilizzati per versarlo nei bicchieri. Oltre ai vasi, realizzavano anche statuette votive in argilla e ceramica smaltata, raffiguranti la taurocatapsia, la preghiera e le divinità (quale la Dea dei serpenti).
Popoli cicladici e idoli di marmo
Prima ancora dei Cretesi, un'altra civiltà abitava l'Egeo, la civiltà cicladica, il cui nome deriva dall'arcipelago in cui si era stabilita, le isole Cicladi, dette così per la particolare disposizione circolare delle isole. Lo sviluppo di tale civiltà segue la seguente periodizzazione: cicladico antico (3200-2100 a.C.), cicladico medio (2100- 1550 a.C.) e cicladico tardo (1550-1150 a.C.).
La loro arte si costituiva principalmente di idoli in marmo, divisi in 3 categorie: idoli a forma di violino, idoli a braccia conserte e suonatori. L'utilizzo e lo scopo di tali manifatture è tuttora ignoto ma si pensa fossero adibiti a riti funebri. Altro elemento d'artigianato tipico sono i manufatti in ceramica decorati con motivi geometrici, come la spirale.