L'educazione sportiva delle giovani fasciste.
Giulia Bernasconi
Degree / Master's Title
00th of Month 20XX
LO SPORT PRIMA DEL '900
Fino alla fine della prima guerra mondiale in Italia non si dava importanza all'attività fisica. Le scuole prevedevano dei corsi di attività fisica destinate ai maschi ma solo con lo scopo di prepararli per le future attività militari.
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LO SPORT NEL '800
Per le ragazze nell'ottocento non veniva raccomandata alcuna attività fisica se non fare gite e passeggiate nei parchi delle città.
LO SPORT NEL'900
Solo con l'inizio del novecento viene preso in considerazione lo sport femminile grazie alle nuove teorie mediche che suggeriscono alle signorine di praticare tennis, andare in bicicletta, pattinare, nuotare, ma tutto con moderazoione.È l'inizio comunque di un cambiamemto radicale di mentalità.
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LO SPORT DURANTE IL FASCISMO
Nel novecento il regime fascista si interessa al culto dello sport nell'educazione dei giovani per far crescere le nuove generazioni con il fisico e il carattere per la selezione di razze. Quindi il miglioramento della razza italiana porta alla questione se le donne potevano o dovevano praticare sport.
LE PICCOLE ITALIANE
Nel periodo fascista la Piccola Italiana doveva prepararsi al suo futuro di perfetta moglie e madre, quindi lo sport le doveva renderle sane, robuste e feconde, ma allo stesso tempo docili e affettuose, ciò significa far praticare sport armoniosi e tranquilli come ginnastica, pattinaggio o tiro con l'arco. Tuttavia l'incoraggiamento del regime alla pratica dello sport porta a delle conseguenze che nussuno si sarebbe mai aspettato: le ragazze diventano meno timide e più libere.
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ONDINA VALLA
Un esempio fu Ondina.Nei giochi olimpici del 1932 alle atlete venne impedita la partecipazione. Le sportive si presero la rivincita nel 1936 qunado l'unico oro olimpico italiano nell'atletica fu vinto da Ondina Valla. La sua immagine sul podio verrà sfruttata dalla propaganda.
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LE ACCADEMIE
Una delle migliore invenzione del regime fascista per lo sport femminile fu la creazione delle Accademie di educazione fisica. Quella femminile si trova a Orvieto: era equiparata a un istituto universitario.Queste accademie in pochi anni formavano le giovani in delle insegnanti che ottenevano incarichi in scuole lontane dalle loro famiglie d'origine e quindi le giovani iniziavano una vita fuori dagli schemi previsti per le giovani donne.
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lo sport femminile durante il fascismo
Giulia Bernasconi
Created on February 16, 2024
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L'educazione sportiva delle giovani fasciste.
Giulia Bernasconi
Degree / Master's Title
00th of Month 20XX
LO SPORT PRIMA DEL '900
Fino alla fine della prima guerra mondiale in Italia non si dava importanza all'attività fisica. Le scuole prevedevano dei corsi di attività fisica destinate ai maschi ma solo con lo scopo di prepararli per le future attività militari.
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LO SPORT NEL '800
Per le ragazze nell'ottocento non veniva raccomandata alcuna attività fisica se non fare gite e passeggiate nei parchi delle città.
LO SPORT NEL'900
Solo con l'inizio del novecento viene preso in considerazione lo sport femminile grazie alle nuove teorie mediche che suggeriscono alle signorine di praticare tennis, andare in bicicletta, pattinare, nuotare, ma tutto con moderazoione.È l'inizio comunque di un cambiamemto radicale di mentalità.
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LO SPORT DURANTE IL FASCISMO
Nel novecento il regime fascista si interessa al culto dello sport nell'educazione dei giovani per far crescere le nuove generazioni con il fisico e il carattere per la selezione di razze. Quindi il miglioramento della razza italiana porta alla questione se le donne potevano o dovevano praticare sport.
LE PICCOLE ITALIANE
Nel periodo fascista la Piccola Italiana doveva prepararsi al suo futuro di perfetta moglie e madre, quindi lo sport le doveva renderle sane, robuste e feconde, ma allo stesso tempo docili e affettuose, ciò significa far praticare sport armoniosi e tranquilli come ginnastica, pattinaggio o tiro con l'arco. Tuttavia l'incoraggiamento del regime alla pratica dello sport porta a delle conseguenze che nussuno si sarebbe mai aspettato: le ragazze diventano meno timide e più libere.
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ONDINA VALLA
Un esempio fu Ondina.Nei giochi olimpici del 1932 alle atlete venne impedita la partecipazione. Le sportive si presero la rivincita nel 1936 qunado l'unico oro olimpico italiano nell'atletica fu vinto da Ondina Valla. La sua immagine sul podio verrà sfruttata dalla propaganda.
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LE ACCADEMIE
Una delle migliore invenzione del regime fascista per lo sport femminile fu la creazione delle Accademie di educazione fisica. Quella femminile si trova a Orvieto: era equiparata a un istituto universitario.Queste accademie in pochi anni formavano le giovani in delle insegnanti che ottenevano incarichi in scuole lontane dalle loro famiglie d'origine e quindi le giovani iniziavano una vita fuori dagli schemi previsti per le giovani donne.
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