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il mito degli androgini

giulia parpagiola

Created on February 15, 2024

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Transcript

GIULIA SOFIA PARPAGIOLA

IL MITO DEGLI ANDROGINI

La concezione dell'amore

Motivazione

Il mito degli androgini offre un'interpretazione poetica dell'amore romantico. L'amore è centro della vita dell'uomo, parte importante e fondamentale: ogni tipo d'amore, che sia esso la philia, l'agape, la storgé, è necessario alla crescita umana. Ho deciso di rivolgermi a studenti di terza superiore.

INTRODUZIONE

SIGNIFICATO E RUOLO DEL MITO

Il mito sostituisce il discorso razionale nel momento in cui le questioni vanno al di là della ragione, e la dialetica non è in grado di dimostrarre: il mito porta a una visualizzazione del concetto.Il mito non presenta le cose come stanno: non scavalca il pensiero razionale ma gli viene in soccorso. Questi miti sono trascritti: pur riconoscendo l'importanza della scrittura (diversamente da Socrate), la ritiene uno strumento di diffusione, ma non un rimedio per memoria e conoscenza, come espone nel mito di Teuth. La scrittura dà vita a falsi sapienti e causa l'oblio delle menti, in quanto non permette di esercitare la conoscenza, che è interna all'uomo. La vera sapienza può essere appresa tramite il dialogo.

IL MITO OGGI

Il mito continua a svolgere fuonzioni diverse all'interno della società odierna: può intanto offrire un modo per comprendere aspetti profondi dell'esistenza umana, come amore, identità, significato della vita, relazione col divino e vita dopo la morte. Fornisce inoltre una lente attraverso la quale esaminare virtù, principi morali, etici e situazioni. Il mito può essere anche fonte di ispirazione artistica e letteraria, del cinema, e fungere da sorta di legame tra generazioni, tanto da creare una comunità.

Introduzione al mito

mito degli androgini

“A dir la verità, Erissimaco, - disse Aristofane -, ho intenzione di parlare diversamente da te e da Pausania. Infatti mi sembra che gli uomini non si rendano assolutamente conto della potenza dell’Eros. Se se ne rendessero conto, certamente avrebbero elevato templi e altari a questo dio, e dei più magnifici, e gli offrirebbero i più splendidi sacrifici. Non sarebbe affatto come è oggi, quando nessuno di questi omaggi gli viene reso. E invece niente sarebbe più importante, perché è il dio più amico degli uomini: viene in loro soccorso, porta rimedio ai mali la cui guarigione è forse per gli uomini la più grande felicità. Dunque cercherò di mostrarvi la sua potenza, così potrete essere maestri a vostra volta.

I TRE GENERI

mito degli androgini

Avevano quattro mani, quattro gambe, due volti su un collo perfettamente rotondo, ai due lati dell’unica testa. Avevano quattro orecchie, due organi per la generazione, e il resto come potete immaginare. Si muovevano camminando in posizione eretta, come noi, nel senso che volevano. E quando si mettevano a correre, facevano un po’ come gli acrobati che gettano in aria le gambe e fan le capriole: avendo otto arti su cui far leva, avanzavano rapidamente facendo la ruota. La ragione per cui c’erano tre generi è questa, che il maschio aveva la sua origine dal Sole, la femmina dalla Terra e il genere che aveva i caratteri d’entrambi dalla Luna, visto che la Luna ha i caratteri sia del Sole che della Terra. La loro forma e il loro modo di muoversi era circolare, proprio perché somigliavano ai loro genitori. Per questo finivano con l’essere terribilmente forti e vigorosi e il loro orgoglio era immenso.

Ma innanzitutto bisogna che conosciate la natura della specie umana e quali prove essa ha dovuto attraversare. Nei tempi andati, infatti, la nostra natura non era quella che è oggi, ma molto differente. Allora c’erano tra gli uomini tre generi, e non due come adesso, il maschio e la femmina. Ne esisteva un terzo, che aveva entrambi i caratteri degli altri. Il nome si è conservato sino a noi, ma il genere, quello è scomparso. Era l’ermafrodito, un essere che per la forma e il nome aveva caratteristiche sia del maschio che della femmina. Oggi non ci sono più persone di questo genere. Quanto al nome, ha tra noi un signifocato poco onorevole. Questi ermafroditi erano molto compatti a vedersi, e il dorso e i fianchi formavano un insieme molto arrotondato.

la punizione divina

mito degli androgini

Detto questo, si mise a tagliare gli uomini in due, come si tagliano le sorbe per conservarle, o come si taglia un uovo con un filo. Quando ne aveva tagliato uno, chiedeva ad Apollo di voltargli il viso e la metà del collo dalla parte del taglio, in modo che gli uomini, avendo sempre sotto gli occhi la ferita che avevano dovuto subire, fossero più tranquilli, e gli chiedeva anche di guarire il resto. Apollo voltava allora il viso e, raccogliendo d’ogni parte la pelle verso quello che oggi chiamiamo ventre, come si fa con i cordoni delle borse, faceva un nodo al centro del ventre non lasciando che un’apertura - quella che adesso chiamiamo ombelico. [191] Quanto alle pieghe che si formavano, il dio modellava con esattezza il petto con uno strumento simile a quello che usano i sellai per spianare le grinze del cuoio. Lasciava però qualche piega, soprattutto nella regione del ventre e dell’ombelico, come ricordo della punizione subita.

Così attaccarono gli dèi e quel che narra Omero di Efialte e Oto, riguarda anche gli uomini di quei tempi: tentarono di dar la scalata al cielo, per combattere gli dèi. Allora Zeus e gli altri dei si domandarono quale partito prendere. Erano infatti in grave imbarazzo: non potevano certo ucciderli tutti e distruggerne la specie con i fulmini come avevano fatto con i Giganti, perché questo avrebbe significato perdere completamente gli onori e le offerte che venivano loro dagli uomini; ma neppure potevano tollerare oltre la loro arroganza. Dopo aver laboriosamente riflettuto, Zeus ebbe un’idea. «lo credo - disse - che abbiamo un mezzo per far sì che la specie umana sopravviva e allo stesso tempo che rinunci alla propria arroganza: dobbiamo renderli più deboli. Adesso - disse - io taglierò ciascuno di essi in due, così ciascuna delle due parti sarà più debole. Ne avremo anche un altro vantaggio, che il loro numero sarà più grande. Essi si muoveranno dritti su due gambe, ma se si mostreranno ancora arroganti e non vorranno stare tranquilli, ebbene io li taglierò ancora in due, in modo che andranno su una gamba sola, come nel gioco degli otri».

Conseguenze della separazione

mito degli androgini

Il suo scopo era il seguente: nel formare la coppua, se un uomo avesse incontrato una donna , essi avrebbero avuto un bambino e la specie si sarebbe così riprodotta; ma se un maschio avesse incontrato un maschio, essi avrebbero raggiunto presto la sazietà nel loro rapporto, si sarebbero calmati e sarebbero tornati alle loro occupazioni, provvedendo così ai bisogni della loro esistenza. E così evidentemente sin da quei tempi lontani in noi uomini è innato il desiderio d’amore gli uni per gli altri, per riformare l’unità della nostra antica natura, facendo di due esseri uno solo: così potrà guarire la natura dell’uomo. Dunque ciascuno di noi è una frazione dell’essere umano completo originario. Per ciascuna persona ne esiste dunque un’altra che le è complementare, perché quell’unico essere è stato tagliato in due, come le sogliole. E’ per questo che ciascuno è alla ricerca continua della sua parte complementare.

Quando dunque gli uomini primitivi furono così tagliati in due, ciascuna delle due parti desiderava ricongiungersi all’altra. Si abbracciavano, si stringevano l’un l’altra, desiderando null’altro che di formare un solo essere. E così morivano di fame e d’inazione, perché ciascuna parte non voleva far nulla senza l’altra. E quando una delle due metà moriva, e l’altra sopravviveva, quest’ultima ne cercava un’altra e le si stringeva addosso - sia che incontrasse l’altra metà di genere femminile, cioè quella che noi oggi chiamiamo una donna, sia che ne incontrasse una di genere maschile. E così la specie si stava estinguendo. Ma Zeus, mosso da pietà, ricorse a un nuovo espediente. Spostò sul davanti gli organi della generazione. Fino ad allora infatti gli uomini li avevano sulla parte esterna, e generavano e si riproducevano non unendosi tra loro, ma con la terra, come le cicale. Zeus trasportò dunque questi organi nel posto in cui noi li vediamo, sul davanti, e fece in modo che gli uomini potessero generare accoppiandosi tra loro, l’uomo con la donna.

l'amore degli uomini

MITO DEGLI ANDROGINI

Non si tratta infatti per niente di mancanza di pudore: no, è il loro ardore, la loro virilità, il loro valore che li spinge a cercare i loro simili. Ed eccone una prova: una volta cresciuti, i ragazzi di questo tipo sono i soli a mostrarsi davvero molto bravi nell’occuparsi di politica. Da adulti, amano i ragazzi: il matrimonio e la paternità non li interessano affatto - è la loro natura; solo che le consuetudini li costringono a sposarsi ma, quanto a loro, sarebbero ben lieti di passare la loro vita fianco a fianco, da celibi. In una parola, l’uomo cosiffatto desidera ragazzi e li ama teneramente, perché è attratto sempre dalla specie di cui è parte.

Stando così le cose, tutti quei maschi che derivano da quel composto dei sessi che abbiamo chiamato ermafrodito si innamorano delle donne, e tra loro ci sono la maggior parte degli adulteri; nello stesso modo, le donne che si innamorano dei maschi e le adultere provengono da questa specie; ma le donne che derivano dall’essere completo di sesso femminile, ebbene queste non si interessano affatto dei maschi: la loro inclinazione le porta piuttosto verso le altre donne ed è da questa specie che derivano le lesbiche. I maschi, infine, che provengono da un uomo di sesso soltanto maschile cercano i maschi. Sin da giovani, poiché sono una frazione del maschio primitivo, si innamorano degli uomini e prendono piacere a stare con loro, tra le loro braccia. Si tratta dei migliori tra i bambini e i ragazzi, perché per natura sono più virili. Alcuni dicono, certo, che sono degli spudorati, ma è falso. [192]

il desiderio di essere uno

mito degli androgini

Queste persone - ma lo stesso, per la verità, possiamo dire di chiunque - quando incontrano l’altra metà di se stesse da cui sono state separate, allora sono prese da una straordinaria emozione, colpite dal sentimento di amicizia che provano, dall’affinità con l’altra persona, se ne innamorano e non sanno più vivere senza di lei - per così dire - nemmeno un istante. E queste persone che passano la loro vita gli uni accanto agli altri non saprebbero nemmeno dire cosa desiderano l’uno dall’altro. Non è possibile pensare che si tratti solo delle gioie del far l’amore: non possiamo immaginare che l’attrazione sessuale sia la sola ragione della loro felicità e la sola forza che li spinge a vivere fianco a fianco. C’è qualcos’altro: evidentemente la loro anima cerca nell’altro qualcosa che non sa esprimere, ma che intuisce con immediatezza. Se, mentre sono insieme, Efesto si presentasse davanti a loro con i suoi strumenti di lavoro

e chiedesse: “Che cosa volete l’uno dall’altro?”, e se, vedendoli in imbarazzo, domandasse ancora: «Il vostro desiderio non è forse di essere una sola persona, tanto quanto è possibile, in modo da non essere costretti a separarvi né di giorno né di notte? Se questo è il vostro desiderio, io posso ben unirvi e fondervi in un solo essere, in modo che da due non siate che uno solo e viviate entrambi come una persona sola. Anche dopo la vostra morte, laggiù nell’Ade, voi non sarete più due, ma uno, e la morte sarà comune. Ecco: è questo che desiderate? è questo che può rendervi felici?» A queste parole nessuno di loro - noi lo sappiamo - dirà di no e nessuno mostrerà di volere qualcos’altro. Ciascuno pensa semplicemente che il dio ha espresso ciò che da lungo tempo senza dubbio desiderava: riunirsi e fondersi con l’amato. Non più due, ma un essere solo.

la paura del divino

mito degli androgini

La ragione è questa, che la nostra natura originaria è come l’ho descritta. Noi formiamo un tutto: il desiderio di questo tutto e la sua ricerca ha il nome di amore. [193] Allora, come ho detto, eravamo una persona sola; ma adesso, per la nostra colpa, il dio ci ha separati in due persone, come gli Arcadi lo sono stati dagli Spartani. Dobbiamo dunque temere, se non rispettiamo i nostri doveri verso gli dei, di essere ancora una volta dimezzati, e costretti poi a camminare come i personaggi che si vedono raffigurati nei bassorilievi delle steli, tagliati in due lungo la linea del naso, ridotti come dadi a metà. Ecco perché dobbiamo sempre esortare gli uomini al rispetto degli dei: non solo per fuggire quest’ultimo male, ma anche per ottenere le gioie dell’amore che ci promette Eros, nostra guida e nostro capo. A lui nessuno resista - perché chi resiste all’amore è inviso agli dei. Se diverremo amici di questo dio, se saremo in pace con lui, allora riusciremo a incontrare e a scoprire l’anima nostra metà, cosa che adesso capita a ben pochi.

APPROFONDIMENTO

in Platone

Platone inserisce questo mito all'interno del Simposio. Sei uomini, Pausania, Agatone, Erissimaco, Socrate, Fedro e Aristofane, discutono d'ampre durante un banchetto. Per Pausania, l'amore comanda l'intero universo; Erissimaco confronta eros carnale e eros celeste; Aristofane narra il mito degli androgini; Agatone compie un elogio a Zeus. L'ultimo a prendere la parola è socrate: per lui, Eros è figlio di Poros e Penia, la mancanza e la povertà, e per questo accumunabile ai filosofi (come loro, Eros è alla continua ricerca di qualcosa che non ha). Questa situazione di mancanza lo avvicina all'uomo e lo rende un demone (gli dèi, infatti, in quanto creature perfette e divine, non mancano di nulla), sospeso tra umano e divino.

SEZIONE FILOSOFICA

IL SIMPOSIO E L'AMORE

Nel contesto filosofico, il mito degli androgini è inserito all'interno del "Simposio". L'androgino è l'essere umano originale, unito e perfetto, mentre la divisione in due metà riflette la condizione umana di frammentazione. La ricerca dell'"altra metà" simboleggia il desiderio umano di ricongiunzione con la perfezione. In un'ottica più ampia, il mito degli androgini può essere interpretato come un invito a riconoscere e abbracciare la diversità e la complessità dell'esperienza umana, oltrepassando le divisioni e le dualità per abbracciare la totalità e l'unità dell'essere.

APPROFONDIMENTO: l'identità di genere da un punto di vista psicologico

La connessione del mito degli androgini alla psicologia, in particolare alla teoria dell'identità di genere. Nella teoria psicologica moderna, l'androgino è un concetto che si riferisce a individui che integrano caratteristiche sia maschili che femminili all'interno della propria identità, senza essere limitati dai tradizionali ruoli di genere imposti dalla società. Questo concetto sfida l'idea binaria di genere e suggerisce che le persone possano manifestare una gamma più ampia di tratti e comportamenti che vanno oltre le norme culturali e sociali associate ai ruoli maschili e femminili. Gli individui androgini possono possedere una combinazione unica di qualità che non si limitano ai cliché di genere. L'analisi della psicologia dell'androgino contribuisce alla comprensione della fluidità di genere e alla varietà delle identità sessuali, sottolineando l'importanza di riconoscere e rispettare la diversità individuale. Inoltre, evidenzia la necessità di superare gli stereotipi di genere e di promuovere una cultura che accoglie e celebra la ricchezza e la complessità delle identità umane.

APPROFONDIMENTO: orlando, virginia woolf

Orlando è un'opera che sfida le convenzioni letterarie e sociali del suo tempo. Scritto e pubblicato nel 1928, ha una prosa ricca di introspezione e uno stile sperimentale tipici della Woolf. Attraverso la storia di Orlando, l'autrice esplora l'identità, il genere e il potere.La trasformazione di Orlando e il suo viaggio attraverso i secoli offrono uno sguardo profondo sulla complessità dell'uomo e sulle limitazioni sociali. Le norme sociali sonno messe in discussione, così come quelle culturali, e è aprta così una strada alla riflessione sulla natura e sulla vita.

Nell'antica Grecia, l'omosessualtà maschile era largamete accettata: la pederastia, ovvero la relazione tra un uomo adulto (erastes) e un giovane tra i 12 e i 20 anni (eromenos), aveva addirittura uno scopo paideutico, legato all'insegnamento di virtù come lealtà, correttezza e virtù militare. L'uomo adulto doveva provare affetto verso il giovane, mentre l'eromeno ammirazione: non si trattava di un rapporto romantico, in quanto non era ben visto che l'erastes provasse eros nei confronti del giovane. Diversamente, i legami tra uomini adulti erano meno accettati, seppur presenti, soprattuto tra aristocratici e uomini anziani.

La lotta per l'uguaglianza di genere e l'accettazione delle diverse identità sessuali ha radici profonde nella storia dell'umanità. Tuttavia, la discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere persiste ancora oggi in molte parti del mondo. L'omosessualità, definita come l'attrazione romantica o sessuale verso individui dello stesso sesso, è stata a lungo oggetto di stigma sociale e discriminazione.La desciminazione delle persone queer è un fenomeno sociale che prende il nome di omofobia, e deriva da pregiudizi radicati, stereotipi e convinzioni culturali arcaiche e incorrette che limitano l'inclusione.

...

MITO E ATTUALITà

conclusione

suggerimenti di lettura e approfondimenti

Frammenti e testimonianze, Saffo

Amore e Psiche, Apuleio

Simposio, Platone

Orlando, Virginia Woolf

sitOGRAFIA

https://www.romanoimpero.com/2012/12/culto-di-eros-cupido.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Hybris

https://www.treccani.it/vocabolario/hybris/

https://btfp.sp.unipi.it/dida/simposio/ar01s04.xhtml

https://btfp.sp.unipi.it/dida/simposio/ar01s06.xhtml

https://www.vocedellasera.com/filosofia/platone-simposio-eva-cantarella/

https://www.storicang.it/a/lomosessualita-nellantica-grecia_15276

https://it.wikipedia.org/wiki/Lega_arcadica

https://it.wikipedia.org/wiki/Philia

10

https://www.unobravo.com/post/mascolinita-tossica-definizione-problemi-comuni-e-come-affrontarla#:~:text=La%20mascolinit%C3%A0%20tossica%20%C3%A8%20strettamente,frenare%20i%20loro%20impulsi%20sessuali.

11

file:///C:/Users/giulia/Downloads/Il_Mito_ieri_e_oggi.pdf

12

https://it.wikipedia.org/wiki/Intersessualit%C3%A0

Efesto

Efesto è il dio fabbro, figlio di Zeus e Era, che lo scagliò dall'Olimpo dopo la sua nascita a causa della sua bruttezza. Per vendicarsi della madre, la imprigionò su un trono dorato e acconsentì a liberarla solo in cambio della mano di Afrodite.

Philia

Si tratta di un rapporto di amicizia disinteressata basato su stima, fiducia e simpatia. Secondo Empedocle, è una forza cosmica che ricompone in armonia terra, acqua, aria e fuoco nello Sfero. Anche Platone ne parla nel Liside, dove la descrive come un principio fondato sul Bene, in quanto spinge a farvi ritorno.

Gli Arcadi e gli Spartani

Gli Spartani dominarono per lungo tempo sul Peloponneso, suscitando però malcontento tra le città sottomesse, che cerarono più volte di ribellarsi contro Sparta. Il dominio militare spartano sull'Arcadia terminò nel 371 a.C., quando gli Spartani furoo sconfitti da Epaminonda a Leuttra.

Conseguenze della separazione

Le metà cercavano così disperatamente di tornare alla perfezione originaria da morire per inazione e fame. Zeus allora, per evitare che la specie si estinguesse, spostò gli organi genitali sul davanti (l'uomo si riproduceva originariamente direttamente con la terra), in modo tale che l'incontro di un uomo e una donna portasse alla nascita di un figlio, mentre quello di due uomini generasse sollievo. L'eros è quindi innato nell'uomo in quanto ricongiunge le due metà che originariamente componevano un unico corpo.

La paura del divino

A causa della loro tracotanza, gli uomini sono stati divisi da Zeus dalla loro forma originaria: è quindi necessario temere il divino in quanto gli dèi possono dividere ulteriormente a metà gli uomini.Gli uomini devono rispetto agli dèi, sia per sfuggire a questa eventualità che permettere le gioie dell'amore promesse da Eros. Chi resiste ad Eros è malvisto dagli dèi.

Nelle Leggi Platone riprenderà questo concetto e indicherà la religione come strumento di controllo tramite la paura scatenata dalla reazione divina.

Intersessualità

L'intersessualità comprende nel suo spettro coloro che hanno caratteri sessuali primari o secondari non riconducibili esclusiamente alla concezione binaria maschile o femminile.L'intersessualità non può essere acquisita e non sempre è visibile alla nascita: talvolta, come nel caso di quella ormonale, sono visibili solo durante la pubertà.

Il desiderio di essere uno

Quando le due metà si incontrano, provano un affetto tale da innamorarsi l'una dell'altra e non riescono più a vivere in solitudine. A spingerli a vivere fianco a fianco è la loro anima, che cerca nell'altro qualcosa che non è in grado di esprimere ma percepisce immediatamente. Le anime desiderano fondersi tra loro e tornare a formare l'essere perfetto originario, tanto che se Efesto desse loro la possibilità, il loro desiderio sarebbe quello di essere uno.

Hybris

Il concetto di hybris indica l'eccessiva arroganza e tracotanza provata dagli uomini nei confronti dell'ordine divino. Viene seguita dalla punizione divina (tesis), che in questo caso consiste nella divisione degli androgini.Il topos della hybris è tipico della letteratura e della tragedia greca.

Eros

Eros è dio dell'amore fisico e del desiderio. Nella concezione platonica, espressa all'interno del simposio da Socrate, Eros è definito un demone, sospeso tra cielo e terra: la sua condizione di mancanza perenne causata dai genitori, Poros (espediente) e Penia (povertà), lo allontana infatti dal divino in quanto gli dèi non aspirano a nulla. Lo accomuna invece alla figura del filosofo, in quanto entrambi vivono del desiderio di ciò che non possiedono.

I tre generi

Inizilamente, i generi umani erano tre: maschio, femmina e erafrodito. Quest'ultimo presentava entrambe le caratteristiche degli altri due generi.I generi avevano un corpo rotondo, a simboleggiare la loro perfezione e completezza (il cerchio era considerato la figura perfetta), presentavano quattro arti inferiori e quattro arti superiori, e due facce orientate in direzioni opposte sulla stessa testa.I generi avevano origini diverse: il maschio aveva origine dal Sole, la femmina dalla Terra, mentre l'ermafrodito dalla Luna, che aveva in sè i caratteri sia del Sole che della Terra.

Introduzione del mito

Il Simposio continua con il discorso di Aristofane, commediografo greco vissuto tra il 450 e il 385 a.C.: secondo lui, la potenza di Eros è sottovalutata dall'uomo, che altrimenti erigerebbe templi e compirebbe più sacrifici al dio. Eros è infatti in grado di rimediare ai mali che limitano la felicità umana, ma, nonostante questo, nessuno di questi omaggi gli viene reso, in quanto il culto del dio è in secondo piano rispetto a quello della madre Afrodite.

L'amore degli uomini

L'amore è quindi diviso in tre categorie:

  • eterosessuale, di cui fanno parte quelli che erano ermafroditi
  • lesbico
  • omosessuale maschile, considerato l'amore più alto, in quanto l'uomo ricerca la compagnia di altri uomini, suoi pari. Diversamente dagli altri non si intrattiene con la donna, considerata dalla società profondamente misogina e patriarcale dell'antica Grecia come inferiore.

Il concetto di mascolinità

Nell'antica Grecia, la mascolinità era legata a partecipazione agli affari pubblici, educazione fisica e valori militari, pur non escludendo l'espressione di emozioni e l'omosessualità. A portare all'ideale di mascolinità attuale, quello ancora fortemente legato al concetto sessista che è la mascolinità tossica, sono la storia culturale, la socializzazione di genere e i numerosi stereotipi: molte società infatti hanno storicamente attribuito valori diversi ai ruoli di genere, sottolineando la forza e l'inidipendenza maschile.

Come quindi gli antichi greci non vedevano di buon occhio pratiche omosessuali tra adulti, in quanto considerate "femminilizzanti" per l'eromenos, l'idea di mascolinità ha perpetuato gli stereotipi della donna "debole" e "sottomessa".

Ermafroditismo

L'ermafroditismo è la condizione in cui i gameti dei due sessi si trovano in uno stesso individuo. Nella mitologia greca, Ermafrodito era figlio di Ermes e Afrodite, e, in seguito all'unione soprannaturale con la ninfa Salmace, venne trasformato in un essere androgino che presentava appunto sia caratteristiche femminili che maschili. L'ermafroditismo è tipico anche degli animali invertebrati, di alcune specie di pesci e talvolta anche di vertebrati.

Zeus

Zeus è dio del cielo e re degli dèi. Secondo il mito, sarebbe stato salvato dalle fauci del padre Crono che, per evitare l'avverarsi della profezia che ne preannunciava la morte per mano di uno dei suoi figli, li ingeriva dopo la nascita. Zeus, cresciuto quindi lontano dal padre, liberò i fratelli e portò a compimento la profezia spodestando e uccidendo Crono.

distingue l'eros passionale e quello celeste: come le azioni umane non sono fondamentalmente buone o cattive, ma è la modalità con cui vengono compiute a renderle o l'una o l'altra cosa, allo stesso modo l'eros non è né positivo né negativo in sè, ma dipende dall'intenzione dell'uomo. Bisogna quindi celebrarlo quando fa amare in modo nobile.

Pausania

Secondo Erissimaco la definizione di Pausania non è completa: Eros agisce infatti su tutto, sia in ambito divino che umano. Dall'Eros Uranio deriva la felicità e l'armonia, mentre da quello Pandemio sofferenza e disordine.

Erissimaco

VS

Efialte e Oto

Omero riporta la leggenda nel libro V dell'Iliade e nel XI dell'Odissea. Efialte e Oto, due giganti figli di Aloeo, e per questo noti col nome di Aloadi,volevano assaltare il monte Olimpo. Non temevano la morte poichè era stato profetizzato loro che non sarebbero stati uccisi né da dèi né da uomini. Artemide si trasformò in un cervo bianco e andò loro incontro. Cercado di colpirla, i due giganti finirono per colpirsi e uccidersi a vicenda.

La gigantomachia

La gigantomachia è la battaglia ingaggiata dai Giganti, aizzati da Gea e dai Titani, contro gli dèi.Gli dèi riuscirono a sconfiggerli grazie all'aiuto di Eracle (era necessaria la collaborazione di un dio e un semidio). I giganti furono dunque scacciati sotto l'Etna, dove, sussultando, causavano i terremoti.

La punizione divina

A causa della loro superbia, gli uomini tentarono di scalare l'Olimpo. Gli dèi, non potendo ucciderli, decisero di dividerli per indebolirli e per aumentarne il numero: così Zeus li divideva e Apollo li guariva, indirizzando il volto verso la parte del taglio, ad eterno monito.