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CREPUSCOLARISMO, FUTURISMO, ERMETISMO

Melissa Hu

Created on February 14, 2024

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Transcript

Gli autori italiani nella Grande Guerra

All'inizio del novecento si diffondono nuovi correnti poetiche molto diverse tra loro

CREPUSCOLARISMO

FUTURISMO

ERMETISMO

il crepuscolarismo è un corrente poetica concentrata sulla malinconia, tristezza e stanchezza, con ironia e autoironiaAlcuni crepuscolari sono Sergio Corazzini, Marino Moretti, Corrado Govoni Aldo Palazzeschi.

Il Futurismo è un corrente poetica che l'esalta la modernità, la velocità la guerra e l'individualismo.FIlippo Tommaso Marinetti è il fondatore del Futurismo.

Il Ermetismo è un corrente poetica che ha come tema la solitudine, il dolore, il dramma e il angoscia dell'esistenza.Alcuni Ermetici sono come Ungaretti, Montale, Quasimodo.

Corazzini

CREPUSCOLARISMO

Nacque a Roma nel 1866, dove morì di tubercolosi a soli 20 anni nel 1907. Visse un’adolescenza difficile a causa della malattia e dell’improvviso dissesto economico della famiglia. All’inizio scrisse poesie in romanesco, successivamente iniziò a scriverle in lingua italiana. Era amico di Palazzeschi e di Moretti.

Corazzini

CREPUSCOLARISMO

Perché tu mi dici poeta

Invito

Perché tu mi dici: poeta?Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange. Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio. Perché tu mi dici: poeta? II Le mie tristezze sono povere tristezze comuni. Le mie gioie furono semplici, semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei. Oggi io penso a morire.

Anima pura come un'alba pura, anima triste per i suoi destini, anima prigioniera nei confini come una bara nella sepoltura, anima, dolce buona creatura, rassegnata nei tristi occhi divini, non più rifioriranno i tuoi giardini in questa vana primavera oscura. Luce degli occhi, cuore del mio cuore, tenerezza, sorella nel dolore rondine affranta nel mio stesso cielo, giglio fiorito a pena su lo stelo e morto, vieni, ho spasimato anch'io, vieni, sorella, il tuo martirio è il mio.

Moretti

CREPUSCOLARISMO

Marino Moretti Il poeta e scrittore Marino Moretti nasce a Cesenatico il 18 luglio 1885. Diciassettenne, abbandona la scuola e si trasferisce a Firenze, dove si iscrive alla scuola di recitazione di Luigi Rasi. Qui conosce Aldo Palazzeschi, con cui stringe una profonda amicizia che durerà per tutta la vita, anche se a nessuno dei due arriderà il successo sulle scene. Moretti, abbandona presto le speranze di carriera teatrale, e si dedica alla scrittura poetica.

Moretti

CREPUSCOLARISMO

La prima pioggia

Autunno

Il cielo ride un suo riso turchino benché senta l’inverno ormai vicino: il bosco scherza con le foglie gialle benché l’inverno senta ormai alle spalle; ciancia il ruscel col rispecchiato cielo benché senta nell’onda il primo gelo. E’ sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo.

Scendon le gocce della prima pioggia che sui selciati ancor timida batte, mentre settembre lietamente sfoggia l’ardire delle sue bacche scarlatte. E’ dolce il chiacchierio di tante foglie in capannelli sugli alberi spessi come quello che fan sopra le soglie le comari che parlan d’interessi. E invece tante foglie chiacchierine- parlano dell’autunno che ritorna e che, sotto la pioggia fine fine, di pampini e di bacche agile s’orna.

i temi principali di questa poesia sono la natura, la malinconia e un eterno propendere all’infanzia passata.

Govoni

CREPUSCOLARISMO/FU

Corrado Govoni Nato a Tamara di Copparo (Ferrara) il 17 novembre 1908, ucciso alle Fosse Ardedtine il 24 marzo 1944, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria. Govoni aveva prestato servizio nei Balcani come capitano di complemento del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna. A venticinque ha fondato Still I Rise, un organizzazione umanitarid che apre scuole per i bambini più vulnerabili tra Grecia, Turchia, Siria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Colombia. Still I Rise è la prima no-profit al mondo a offrire gratuitamente il Baccalaureato Internazionale di profughi.

Govoni

CREPUSCOLARISMO/FUT

Crepuscolo ferrarese

aIl mao si stira sopra il davanzale sbadigliando nel vetro lagrimale. Nella muscosa pentola d’argilla il geranio rinfresca i fiori lilla. La tenda della camera sciorina le sue rose di fine mussolina. I ritratti che sanno tante storie son disposti a ventaglio di memorie. Nella bonaccia della psiche ornata il lume sembra una nave affondata. Sul tetto d’una prossima chiesuola sopra una pertica una ventarola agita l’ali come un uccelletto che in un laccio per i piedi sia stretto. Altissimi, per l’aria, dai bastioni, capriolano fantastici aquiloni. Le rondini bisbigliano nel nido. Un grillo dentro l’orto fa il suo strido. Il cielo chiude nella rete d’oro la terra come un insetto canoro. Dentro lo specchio, tra giallastre spume ritorna a galla il polipo del lume. La tristezza s’appoggia a una spalliera mentre le chiese cullano la sera.

La poesia descrive un paesaggio quotidiano nell'ora del crepuscolo

FUTURISMO

Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti nasce il 21 dicembre 1876 ad Alessandria d'Egitto. Compie i primi studi presso il collegio dei gesuiti francesi, dove a diciassette anni fonda una rivista giovanile, "Le Papyrus". Nel 1894 la famiglia si trasferisce a Milano e nel 1895 Marinetti si iscrive ai corsi di legge all'università di Pavia. Termina gli studi a Genova dove si laurea nel 1899. Nel 1900 decide di dedicarsi completamente alla letteratura e avvia un'intensa attività di declamatore in teatri italiani e francesi: diviene così uno dei primi divulgatori in Italia della poesia

FUTURISMO

Marinetti

Bombardamento

ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrare spazio con un accordo tam-tuuumb ammutinamento di 500 echi per azzannarlo sminuzzarlo sparpagliarlo all'infinito nel centro di quei tam-tuuumb spiaccicati (ampiezza 50 chilometri quadrati) balzare scoppi tali pugni batterie tiro rapido Violenza ferocia regolarità questo basso grave scandere gli strani folli agitatissimi acuti della battaglia Furia affanno orecchie occhi narici aperti attenti forza che gioia vedere udire fiutare tutto tutto tara-tatatata delle mitragliatrici strillare a perdifiato sotto morsi schiaffffi traak-traak frustate pic-pac-pum-tumb bizzzzarrie salti altezza 200 m della fucileria Giù giù in fondo all'orchestra stagni diguazzare buoi buffali pungoli carri pluff plaff impennarsi di cavalli flic flac zing zing sciaaack ilari nitriti iiiiii scalpiccii tintinnii 3 battaglioni bulgari in marcia croooc-craac [LENTO DUE TEMPI] Sciumi Maritza o Karvavena croooc craaac grida degli ufficiali sbataccccchiare come piattttti d'otttttone pan di qua paack di là cing buuum cing ciack [PRESTO] ciaciaciaciaciaak su giù là là in-torno in alto attenzione sulla testa ciaack bello Vampe

Questa poesia descrive il bombardamento dell'attuale città di Edirne da parte della 2ª Armata bulgara,

ERMETISMO

Ungaretti

Poeta e scrittore, Giuseppe Ungaretti è nato ad Alessandria d'Egitto l'8 febbraio 1888 e morto a Milano il 1° giugno 1970. Durante gli anni della scuola Ungaretti ha iniziato a provare un amore per la poesia, si è avvicinato alla letteratura francese e a quella italiana.Ungaretti ha partecipato alla prima e alla guerra mondiale, combattendo nelle trincee. Ha scritto tante poesie che centrano con la guerra, come "Veglia", "Fratelli", "In dormiveglia", "Pellegrinaggio", "San Martino del Carso", "Soldati" ecc.....

ERMETISMO

Ungaretti

San Martino del Carso

ll poeta descrive il paese distrutto dalla guerra, per parlare della desolazione che avverte nel suo cuore, a causa della dolorosa perdita di tanti amici cari.

Di queste case non è rimasto che qualche brandello di muro Di tanti che mi corrispondevano non è rimasto neppure tanto Ma nel cuore nessuna croce manca È il mio cuore il paese più straziato

Montale

ERMETISMO

Eugenio Montale nasce a Genova il 12 ottobre 1896 da una famiglia benestante. La sua è stata un’adolescenza difficile a causa di problemi di salute, è molto sensibile.Ha partecipato le due grande guerre e durante la seconda Guerra mondiale, ha aiuto anche alcuni amici ebrei nascondendolo in casa sua.

Montale

ERMETISMO

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.

questa poesia si rivela un grande dolore per la perdita della moglie. Il poeta ripensa alla vita trascorsa insieme a lei e ci dice che la sua donna è stata una guida per lui, l'unica capace di accompagnarlo attraverso le difficoltà della vita.

ERMETISMO

Quasimodo

Salvatore Quasimodo nasce a Modica (Ragusa) nel 1901, figlio di un capostazione, trascorre l'infanzia e l'adolescenza in Sicilia.Dal 1939 insegna letteratura italiana al conservatorio di musica di Milano. Durante un soggiorno fiorentino, il cognato Elio Vittorini lo presenta al gruppo di letterati che collaborano alla rivista Solaria, sulla quale vengono pubblicate le sue prime poesie. Il secondo dopoguerra, poi, vede Quasimodo impegnarsi attivamente sulla scena politica e di conseguenza anche le sue poesie diventano strumento di testimonianza civile e di polemica sociale e assumono toni più discorsivi. Nel 1959 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura. Muore improvvisamente a Napoli nel 1968. Quasimodo, rappresentante dell'Ermetismo, ha parlato della guerra in due raccolte: Giorno dopo giorno (1947) e Uomo del mio tempo

ERMETISMO

Quasimodo

Ed è subito sera

Già la pioggia è con noi

Già la pioggia è con noi, scuote l’aria silenziosa. Le rondini sfiorano le acque spente presso i laghetti lombardi, volano come gabbiani sui piccoli pesci; il fieno odora oltre i recinti degli orti. Ancora un anno è bruciato, senza un lamento, senza un grido levato a vincere d’improvviso un giorno.

Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.

la solitudine, derivata dall'incomunicabilità; l'alternarsi della gioia e del dolore; il senso della precarietà della vita.

eprime la malinconia e il rimpianto del poeta per il dissolversi del tempo inutile e monotono.

ERMETISMO

Palazzeschi

Aldo Pietro Vincenzo Giurlani nasce a Firenze nel 1885; all'età di diciassette anni si iscrive ad una scuola di recitazione teatrale e per non indispettire il padre, contrario alla carriera teatrale, decide di adottare il cognome della nonna, Palazzeschi, come nome d'arte che lo accompagnerà per il resto della vita.Alla passione per il teatro si sostituisce rapidamente quella per la poesia, e così nel 1905 dà alle stampe I cavalli bianchi, una raccolta di liriche in stile crepuscolare,

ERMETISMO

Palazzeschi

Chi sono

Son forse un poeta? No, certo. Non scrive che una parola, ben strana, la penna dell’anima mia: “follia”. Son dunque un pittore? Neanche. Non ha che un colore la tavolozza dell’anima mia: “malinconia”. Un musico, allora? Nemmeno. Non c’è che una nota nella tastiera dell’anima mia: “nostalgia”. Son dunque... che cosa? Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente. Chi sono? Il saltimbanco dell’anima mia.

Palazzeschi traccia una sorta di autoritratto in cui afferma in maniera ironica e giocosa quale sia a suo avviso il ruolo del poeta e della poesia