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L'Arte cretese e micenea

Vincenzo

Created on February 12, 2024

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Transcript

L'Arte cretese e micenea

Indice

Micenei

Cretesi

1. La Civiltà micenea

1. La Civiltà cretese

2. Maschere funebri delle tombe reali

2. Il Palazzo di Cnosso

3. La thòlos e la sua struttura

3. L' Architettura

4. Le città-fortezza

4. Le Statuette

5. La Porta dei Leoni

5. La pittura

6. I vasi

L'Arte cretese

La civiltà cretese

La civiltà cretese detta anche minoica dal nome del 1° mitico re Minosse, si sviluppò tra il 3000 a.C. e il 1400 a.C. sull' isola di Creta.Qui sorsero piccoli regni indipendenti (Cnosso, Festo e Mallia) raccolti intorno alle città-palazzo, chiamate così perché caratterizzate da vasti palazzi reali, veri centri del potere politico e religioso, e di attività produttive; prive di mura difensive, le città-palazzo rispecchiavano il carattere pacifico del popolo cretese. Nel 2000 a.C. si ha il massimo sviluppo e nel 1200 a.C. venne conquistata dai micenei.

Cronologia della civiltà cretese

Periodo neopalaziale

Periodo prepalaziale

Periodo postpalaziale

Periodo protopalaziale

Il palazzo di Cnosso

Il 1° palazzo di Creta più importante è stato quello di Cnosso, simbolo della civiltà cretese, costruito intorno al 1600 a.C., esteso lungo una collina di fronte al mare. Esso si sviluppava attorno ad uno spazio centrale a pianta rettangolare, lastricato e scoperto, con diversi ambienti situati a vari livelli perchè assecondavano l'andamento del terreno. Composto da circa 1300 ambienti che si ramificavano a partire da un grande cortile, il palazzo oltre alla residenza del re, era circondato da: - abitazioni; - uffici per l'amministrazione; - luoghi di culto; - aree per spettacoli; - botteghe e numerosi magazzini. Ogni ambiente era collegato tra loro da scale, corridoi e terrazze, creando un vero e proprio labirinto. Di particolar bellezza era la Sala del trono, che si affacciava sulla corte centrale e forse era riservata alle cerimonie religiose. Al suo interno vi erano le tipiche colonne, mentre le pareti erano decorate da pitture fatte in tinte forti che raffiguravano coppie di grifoni , posti uno di fronte all'altro, essere mitici con il corpo di leone e la testa di aquila, simbolo di saggezza e determinazione qualità necessarie per un re.

L' Architettura

L'Architettura Cretese viene ben definita osservando i maestosi e caratteristici elementi che costituiscono i palazzi minoici, costruiti con pietra e mattoni di fango essiccati al sole.Un esempio è il Palazzo di Cnosso, maestoso labirinto privo di mura difensive ma ricco di portici, di cortili minori e da molte logge, edifici con uno o più lati aperti affacciate sui cortili, sorrette dalle tipiche colonne minoiche: -tozze e colorate, poggiate su una base di pietra a sezione circolare; -rastremate verso il basso, sormontate da un capitello composto da un elemento solido a pianta circolare detto toro, dalle pareti laterali convesse, e da un elemento di raccordo con il sovrastante architrave di forma parallelepipeda schiacciata detto àbaco.

Statuette cretesi

L'eleganza e la raffinatezza, distingueva l'arte scultoria cretese, anche se, si concentravano soprattutto su opere di piccole dimensioni, raffigurante per lo più, atleti o devoti mentre pregavano. Nel periodo dei "nuovi palazzi" vennero prodotte anche statuette votive, in ceramica smaltata, che rappresentavano la Dea dei serpenti, divinità della terra o del sottosuolo. Le figurette vestivano il tipico abito a falde ricadenti bloccato sui fianchi da un elemento a sella, che sembrerebbe in stoffa pesante, con un bustino stretto che vassottiglia la vita comprimendo e lasciando scoperti i seni fino a cingere anche gli avambracci. Le braccia allargate, piegate e rivolte in alto mentre stringono tra le mani dei serpenti e per concludere un gatto le sta accovacciato sulla testa .

Pittura cretese

Gli affreschi del palazzo di Cnosso erano realizzati con colori forti e vivaci, le ornamentazioni erano a soggetto geometrico, mentre i soggetti erano legati alla vita del tempo, come i giochi atletici, oppure gli animali marini, oppure quelli che appartenevano alla sfera sacra come il toro, animale considerato sacro per i cretesi.L' affresco di particolare bellezza che mette in risalto questo stile è quello che raffigura "Il gioco del toro". Mostra su un fondo turchese monocromo due fanciulle a tinta chiara e un giovanotto a tinta scura, intenti a cimentarsi nello sport del salto acrobatico del toro. Le posizioni che assumono, rilevano i tre momenti del gioco, a partire da sinistra, consistente nell'afferrare il toro per le corna, eseguire su di esso un doppio salto mortele, ricadere a terra restando in posizione verticale. La presenza di atleti dei due sessi è testimonianza di una cultura nella quale la donna iniziava a godere di un certo prestigio sociale.

Vasi cretesi

L'arte cretese, trae ispirazione dal mondo della natura, e la produzione dei vasi di ceramica assunse proprio questo stile. Le decorazioni a colori scuri su sfondo chiaro fantasiose e complesse, avevano come base soggetti di stile vegetale, con motivi di erbe e piante, e soggetti di stile marino, con raffigurazioni di esseri marini. Due esempi significativi sono una brocca del Museo Archeologico di Heraklion, ornata con ramoscelli fogliati che sembrano rivestire il vaso, dando l'idea di essere il vero materiale, e la Brocchetta di Gurnià, a tinta nera su sfondo bianco che raffigura un fondale marino con alghe e frammenti di corallo in sospensione, mentre un polpo con i suoi tentacoli si muove nell'acqua liberamente facendo apparire la brocchetta modellata all'acqua del fondale marino. Nel periodo neopalaziale si ebbe uno straordinario sviluppo nella produzione di vasi in pietra, i rhytà, una specie di boccale in terracotta a bocca larga, corpo tronco-cronico, piede appuntito spesso modellato con motivi zoomorfi. L'opera simbolo di questa tipologia è un rhytòn che riproduce la testa di un toro sacro, un vaso usato durante le cerimonie religiose. Il vaso era dotato di un foro sul collo e uno in corrispondenza delle narici per versare appunto i liquidi. Il vaso era lavorato con precisione, gli occhi era impreziositi da cristallo di roccia, i ciuffi di pelo erano incisi sul muso e altri a forme di virgole tra le corna.

L'Arte micenea

La civiltà micenea

La civiltà micenea prende il nome da Micene, la più importante città fondata dagli achei, che invasero la Grecia da nord agli inizi del II millennio a.C. e si sviluppano nel Peloponneso e successivamente estesero il loro dominio anche su Creta. Gli achei edificano città-fortezze, tra cui Micene, Tirinto, Argo, Sparta e Atene, arroccate su alture, in posizioni strategiche, e chiuse da mura imponenti. Queste città, si differenziavano profondamente da quelle cretesi, aperte e prive di strutture difensive, perchè riflettevano lo spirito guerriero e bellicoso del popolo acheo.

Cronologia della civiltà micenea

Miceneo tardo

Miceneo antico

Miceneo medio

Maschere funebri delle tombe reali

L'archeologo tedesco Schliemann, durante la sua spedizione a Micene, trovò delle sepolture regali risalenti al XVI secolo a.C., composte da 6 tombe a fossa, una accanto all'altro, formando una circonferenza, ognuna contrassegnata da una stele. Le tomba conservavano un ricco corredo funerario: spade, pugnali, vasi, gioielli, ma tra i reperti più celebri di quel tesoro, vi erano 5 maschere funebri in lamine d'oro, anche se, Schliemann solo ad una attribuì l'appartenenza, ovvero pensò fosse quella di Agamennone. Curata nei minimi dettagli e molto pregiata, aveva una linea incavata che sottolineava le palpebre chiuse, la fine barba e i baffi dalla linea ondulata, nobilitavano il personaggio. Questa maschera, raffinata e stilisticamente notevole rispetto alle altre, resta però dubbia la sua autenticità.

La Thòlos e la sua struttura

Tra la fine del XV e gli inizi del XIV secolo a.C. vennero realizzati all'esterno delle cinte murarie della città di Micene un notevole numero di tombe di notevoli dimensioni, le cosidette tombe a thòlos.Esse, erano tombe di famiglia, riservate ai membri della nobiltà e usate per più generazioni. La thòlos è una sala circolare costituita da una pseùdocupola ogivàle, formata da diversi anelli di pietra concentrici, che all'aumentare dell'altezza, vanno sempre di più a restringersi, finchè la struttura non si chiude. Anche se la facciata interna conferisce alla thòlos, l'aspetto di una cupola, in realtà si differenzia per il diverso comportamento statico. Infatti la pseudocupola (falsa cupola) si regge per gravità, ovvero grazie al peso dei conci; al contrario, nella cupola che ha lo stesso principio statico dell'arco, i conci sono disposti filare per filare lungo una superficie conica, in questo modo i conci si spingono l'un l'altro e di conseguenza la struttura si sostiene per reciproco contrasto.

Le città-fortezza

I palazzi reali e gli altri edifici, sorgevano sulla sommità di una collina formavano l'acropoli circondata da immense mura acquisendo l'aspetto di una fortezza, ecco perché solitamente queste città sono state definite città-fortezza.La cinta muraria superava i 7 mt di alezza e gli 8 mt di spessore, mura realizzate da enormi blocchi di pietra che davano alla costruzione un aspetto di inaccessibilità e per questo vennero dette "ciclopiche", cioè "gigantesche", dal nome dei ciclopi, mostruosi giganti della mitologia greca. Sulla parte alta della rocca si ergeva il palazzo del re, al cui centro si trovava la sala del trono,tutto intorno si diponevano gli appartamenti, il santuario e gli ambienti di servizio. Un esempio tra i più notevoli di queste costruzioni ciclopiche è l'acrpopli di Tirinto, dotato di pochi accessi, solo uno era monumentale pròpylon, (dal greco "pro" davanti, "pylòn" portone), che immetteva in un vasto cortile esterno da cui, attrverso un portone un pò più piccolo si accedeva a un cortile porticato (aulè). Sul lato nord si apriva il mègaron (dal greco mègas, grande) il cuore dei palazzi micenei, l'organismo più vasto e più interno , ed era composto: - dal vestibolo, intermediario con l'esterno, ha due colonne sul fronte fra le terminazioni dei muri laterali; - l' antisala, accessibile tramite tre aperture nel vestibolo; - la sala del trono, comunicante con l'antisala tramite un solo accesso, dotata di quattro colonne a sostegno della copertura. Le sue pareti erano riccamente e vivacemente affrescate, al centro vi era un grande focolare, attorno al quale si riunivano il re e i suoi cortigiani. In seguito, il mègaron, sarà d'ispirazione all'atrio della domus romana.

La porta dei leoni

Intorno al 1300 a.C. , la città-fortezza di Micene venne dotata di una nuova cinta muraria e sul fianco ovest venne eretta una maestosa e monumentaria porta detta dei Leoni, larga 3 metri e alta 3,20 e si trovava nelle vicinanze del recinto delle tombe reali.La porta dei Leoni, era affiancata a destra da una fortificazione (baluardo), da dove gli arcieri colpivano i nemici e aveva un imponente varco costruito da: - una soglia incassata sotto il livello del terreno; -da due stipiti (pietritti verticali); -da un architrave sovrastato nel triangolo di scarico da un rilievo che raffigurava due leonesse, entrambe poggiate sulle zampe posteriori e con il corpo inarcato verso l'alto, ora senza testa. I felini, simboleggiavano sia la potenza delle mura sia quella della città, rispecchiando l'aggressività degli abitanti della fortezza.

Secondo la tradizione, dalla distruzione dei Dori, solo una città si salvò, ovvero Atene, è da essa che si svilupperà la grande arte ellenica, erede e continuatrice della cultura minoica e micenea.

Grazie per l'attenzione!

By Vincenzo Giudice

Periodo prepalaziale

E' stato il periodo della storia cretese detto anche "precedente alla costruzione dei palazzi" risalente al 3000-2000 a.C.I Cretesi, in quest'epoca costruivano insiediamenti per la gestione di gruppi di edifici realizzati in mattoni crudi con le pareti dei vani interni dipinti.

Periodo protopalaziale

E' stato il periodo del 2000-1700 a.C. detto anche periodo "dei primi palazzi" quando i primi insediamenti incominciarono a trasformarsi nei primi palazzi, veri centri di potere.

Miceneo medio (1500-1400 a.C.)

In questo periodo la civiltà micenea raggiunse il suo massimo sviluppo estendendosi su gran parte della penisola greca e dell'Egeo.

Periodopostpalaziale

E' stato il periodo della storia cretese del 1500-1100 a.C., detto anche "successivo ai palazzi" visto che, l'eruzione vulcanica e i terremoti che lo seguirono, causarono la distruzione dei nuovi palazzi.

Miceneo antico (1600-1500 a.C.)

In questo periodo sorsero i primi centri abitati fotificati, purtroppo si conosce poco dei palazzi e delle abitazioni, e per altro le ornamentazioni e gli affreschi sono andati perduti.I pochi frammenti rimasti però ci mostrano gli influssi cretesi, i temi trattati dalla ceramica micenea sono infatti quelli cretesi, come sono assenti le statue monumentali.

Periodo neopalaziale

E' stato il periodo del 1700-1500 a.C. detto anche periodo "dei nuovi palazzi", nel quale vennero costruiti appunto nuovi palazzi con le stesse caratteristiche dei primi palazzi, come il cortile centrale, a cui venne aggiunto un ampio stazio esterno con gradinate.

Miceneo tardo(1400-1100 a.C.)

In questo periodo i micenei costruirono i grandi palazzi così imponenti che ancora oggi possiamo ammirare i resti, come quello di Micene e di Tirinto. In questa fase della storia delle civiltà antiche greche la caratteristica, la maestosità e l'estensione dei palazzi serviva ad incudere paura al nemico.