Da Molecole a Capolavori:
Da Molecole a Capolavori:
La Chimica nel Cuore del Restauro Artistico
La Chimica nel Cuore del Restauro Artistico
ROSSELLA DI MAIO 4C
Cosa si intende per restauro?
Per restauro si intende quell’attività legata alla manutenzione, al recupero, e al ripristino delle opere d’arte, dei beni culturali, dei monumenti ed in generale dei manufatti storici, ai quali venga riconosciuto un particolare valore.
Il restauro si distingue dalla conservazione, che è l’insieme delle azioni preventive volte a rallentare il degrado delle opere e a proteggerle da agenti esterni. Il noto Cesare Brandi, storico dell'arte e specialista nella teoria del restauro, scriveva:
"Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte nella sua consistenza fisica e nella duplice polarità estetico-storica in vista della sua trasmissione al futuro"
Restauro nel Tempo: Dall'Antichità al XX secolo
ETà CLASSICA
SETTECENTO
RINASCIMENTO
NOVECENTO
OTTOCENTO
SEICENTO
MEDIOEVO
Il restauro artistico attraverso il microscopio chimico
Ad oggi, la chimica gioca un ruolo cruciale, fornendo strumenti e metodologie indispensabili per analizzare, conservare e proteggere le opere d'arte nel corso del tempo. La chimica applicata al restauro si occupa di diverse attività, tra cui:
- Analisi dei materiali: utilizzando tecniche analitiche avanzate come la spettroscopia, la microscopia e la spettrometria di massa, i chimici sono in grado di identificare i materiali costituenti delle opere d'arte e di comprendere i processi di degrado che li influenzano.
- Diagnosi dei danni: determinare le cause del deterioramento e progettare interventi di restauro mirati.
- Pulitura e consolidamento: sviluppo di metodologie per la pulitura delicata delle superfici artistiche, utilizzando solventi e agenti tensioattivi selezionati per rimuovere lo sporco senza danneggiare il materiale sottostante. Inoltre, vengono sviluppati agenti consolidanti per rafforzare materiali fragili o danneggiati.
- Trattamenti conservativi: un grosso contributo è quello che si occupa dello sviluppo di sostanze protettive, generalmente polimeri da applicare sulla superficie in modo da renderla chimicamente inerte e inattaccabile da parte di aggressivi chimici presenti nell’atmosfera.
La Sporca Decina: Le Dieci Sostanze Chiave nel Restauro Artistico
La "sporca decina" rappresenta un elenco delle dieci sostanze più utilizzate nel restauro artistico, ognuna con le proprie caratteristiche chimiche.
- Toluene, Idrocarburo aromatico utilizzato come solvente.
- White Spirit o Ragia Minerale, miscela di solventi idrocarburici utilizzata come solvente.
- Cloroformio, composto organoclorurato utilizzato come solvente.
- Benzalconio Cloruro, pesticida utilizzato come disinfettante.
- Piretroide, insetticida utilizzato per presidi medico-chirurgici.
- Acetone, composto organico volatile utilizzato come solvente.
- Diluente Nitro, miscela di solventi utilizzata come diluente per vernici.
- Ammoniaca, composto inorganico dell'azoto utilizzato come solvente.
- Trielina o Tricloroetilene,
composto organoclorurato utilizzato come solvente.
- Adesivi a Base di Cianoacrilato, esteri dell'acido cianoacrilico utilizzati come adesivi.
Collaborazione nel Restauro: Tutti i Ruoli per una Conservazione Eccellente
Restauratore
Chimico
Fotografo
Collaborazione nel Restauro: Tutti i Ruoli per una Conservazione Eccellente
Storico dell'arte
Esperto in logistica
Esperto in sicurezza
Il Restauro del Duomo di Milano: Storia di un cantiere destinato a durare per sempre
Marco BucciLiceo Scientifico di Stato G. Battaglini - Taranto
LA VENERANDA FABBRICA DEL DUOmO
IL RESTAURO DEL DUOMO DI MILANO
Era il 1387, quando, ad architettura ancora incompleta, Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano, istituì la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, al fine di salvaguardare e valorizzare la Cattedrale, e mettendo a disposizione di questa le Cave di marmo di Candoglia. È questo ente, dunque, da oltre 630 anni, il responsabile della conservazione e del restauro del Duomo, dell’attività di custodia e di servizio all’attività liturgica e della valorizzazione del suo patrimonio, provvedendo al reperimento delle risorse necessarie al suo mantenimento.
CENNI STORICI
Quello che un tempo è stato il principale materiale di costruzione della Cattedrale, rappresenta oggi un prezioso strumento di restauro. Si tratta del marmo di Candoglia, dalla delicata cromia bianco rosata, estratto a monte della frazione di Candoglia, sulla sinistra del fiume Toce, all'imboccatura della Val d'Ossola. È dovuto proprio all'estrema sensibilità agli agenti atmosferici di questo materiale, il motivo del costante restauro del Duomo. Le prime cave risalgono all’epoca romana ma con la costruzione del Duomo diventarono esclusive per il mantenimento della cattedrale. Oggi alla cava lavorano circa venti dipendenti, che - al contrario di quanto avveniva in passato, quando si usava tutto il materiale cavato anche se il blocco presentava delle imperfezioni - provvedono direttamente all'escavazione, alla selezione del materiale di sostituzione più appropriato e al trasporto a Milano. La scelta di utilizzare questo marmo, che ritroviamo dagli ornati alle strutture di sostegno, rivoluzionò l’architettura e comportò, grazie allo stile “gotico”, la ricerca di ingegneri e artisti da tutta Europa.
Il Materiale
Il Marmo di Candoglia
Il cantiere marmisti
Questa sede, infatti, è attrezzata con quanto di più aggiornato la tecnica offra, e vi lavora manodopera altamente specializzata tra cui fresatori, refilatori, quadratori, ornatisti, oltre che apprendisti e manovali.
Nel Cantiere Marmisti, i blocchi di marmo provenienti dalle cave vengono prelavorati con macchinari ad alta tecnologia e poi rifiniti negli elementi decorativi da operai quadratori e ornatisti, mentre alle statue provvedono esperti scultori.
Diversamente da quanto avveniva in passato, quando il marmo veniva scolpito con strumenti di ferro manuali, come picconi e palanchini, e necessitava per la sua manipolazione di un organico enorme, di 600-700 operai, i circa trenta dipendenti che vi operano ad oggi, si servono di tecnologie avanzate che consentono una lavorazione più rapida ed efficace.
Il Cantiere della Cattedrale
Nei pressi della Cattedrale, ha sede un ulteriore cantiere, a completamento del processo di manutenzione e restauro del Duomo, che vede impiegati circa cinquanta dipendenti. Qui, il personale, opera direttamente sull'architettura grazie ad alti ponteggi, restaurando le strutture lapidee, sostituendo le parti usurate con quelle realizzate ex novo, occupandosi anche dell'ordinaria manutenzione di vetrate, claristori, arredi e dipinti; il tutto al fine di salvaguardare e di rendere onore all'imponente edificio nel suo complesso.
Il Restauro nella pratica
Un'opera di tale maestosità, necessita di un lavoro continuo per essere mantenuta. Sebbene il Duomo sia strutturato ancor oggi, come una fabbrica medievale: con le sue maestranze e i suoi saperi, fortunatamente, il progresso e l'avanzamento della tecnologia, consentono ora, di mettere le mani sulla Cattedrale, restando sospesi a molti metri da terra.
TECNICHE DI MONITORAGGIO E RILIEVI DIAGNOSTICI
ANALISI CHIMICA DEI MATERIALI
RILIEVI TRIDIMENSIONALI
MODELLAZIONE CAD
+ info
+ info
+ info
IL RESTAURO NELLA PRATICA
ALLESTIMENTO DEL PONTEGGIO
PULITURA DELLA FACCIATA
SOSTITUZIONE DI CONCI E STATUE
+ info
+ info
+ info
Osservato sin dall'infanzia, mai totalmente "nudo", senza essere coperto da impalcature e ponteggi, la trattazione di tale edificio è stata principalmente spinta dal profondo legame emotivo con esso e la città meneghina. Icona dell'architettura italiana e fiore all'occhiello del Gotico cortese, quest'opera, più che tale sarebbe da definirsi un processo, che senza l'intervento umano - costante sin dalla sua costruzione - ma sottoposto all'azione delle piogge acide e degli agenti atmosferici, finirebbe secondo alcuni, per diventare quanto raffigurato, ormai diversi anni fa, in un dipinto di Dino Buzzati: una montagna dalle vette dolomitiche al posto delle guglie e dei pinnacoli.
Dino Buzzati - Piazza del Duomo di Milano
BIBLIOGRAFIA
- "Duomo di Milano. I lavori di restauro della facciata.", Giuseppe Giunta, Lucia Toniolo;
- "Il Cantiere del Duomo: occasione per la ricerca scientifica", Benigno Mörlin Visconti Castiglione;
- http://www.assomarmistilombardia.it/articoli/index.php?id=3
- https://www.veneto.beniculturali.it/il-restauro-architettonico-teorie-e-buona-prassi
"Da Molecole a Capolavori: La Chimica nel Cuore del Restauro Artistico
Marco Bucci
Created on February 12, 2024
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Da Molecole a Capolavori:
Da Molecole a Capolavori:
La Chimica nel Cuore del Restauro Artistico
La Chimica nel Cuore del Restauro Artistico
ROSSELLA DI MAIO 4C
Cosa si intende per restauro?
Per restauro si intende quell’attività legata alla manutenzione, al recupero, e al ripristino delle opere d’arte, dei beni culturali, dei monumenti ed in generale dei manufatti storici, ai quali venga riconosciuto un particolare valore. Il restauro si distingue dalla conservazione, che è l’insieme delle azioni preventive volte a rallentare il degrado delle opere e a proteggerle da agenti esterni. Il noto Cesare Brandi, storico dell'arte e specialista nella teoria del restauro, scriveva:
"Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell'opera d'arte nella sua consistenza fisica e nella duplice polarità estetico-storica in vista della sua trasmissione al futuro"
Restauro nel Tempo: Dall'Antichità al XX secolo
ETà CLASSICA
SETTECENTO
RINASCIMENTO
NOVECENTO
OTTOCENTO
SEICENTO
MEDIOEVO
Il restauro artistico attraverso il microscopio chimico
Ad oggi, la chimica gioca un ruolo cruciale, fornendo strumenti e metodologie indispensabili per analizzare, conservare e proteggere le opere d'arte nel corso del tempo. La chimica applicata al restauro si occupa di diverse attività, tra cui:
La Sporca Decina: Le Dieci Sostanze Chiave nel Restauro Artistico
La "sporca decina" rappresenta un elenco delle dieci sostanze più utilizzate nel restauro artistico, ognuna con le proprie caratteristiche chimiche.
Collaborazione nel Restauro: Tutti i Ruoli per una Conservazione Eccellente
Restauratore
Chimico
Fotografo
Collaborazione nel Restauro: Tutti i Ruoli per una Conservazione Eccellente
Storico dell'arte
Esperto in logistica
Esperto in sicurezza
Il Restauro del Duomo di Milano: Storia di un cantiere destinato a durare per sempre
Marco BucciLiceo Scientifico di Stato G. Battaglini - Taranto
LA VENERANDA FABBRICA DEL DUOmO
IL RESTAURO DEL DUOMO DI MILANO
Era il 1387, quando, ad architettura ancora incompleta, Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano, istituì la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, al fine di salvaguardare e valorizzare la Cattedrale, e mettendo a disposizione di questa le Cave di marmo di Candoglia. È questo ente, dunque, da oltre 630 anni, il responsabile della conservazione e del restauro del Duomo, dell’attività di custodia e di servizio all’attività liturgica e della valorizzazione del suo patrimonio, provvedendo al reperimento delle risorse necessarie al suo mantenimento.
CENNI STORICI
Quello che un tempo è stato il principale materiale di costruzione della Cattedrale, rappresenta oggi un prezioso strumento di restauro. Si tratta del marmo di Candoglia, dalla delicata cromia bianco rosata, estratto a monte della frazione di Candoglia, sulla sinistra del fiume Toce, all'imboccatura della Val d'Ossola. È dovuto proprio all'estrema sensibilità agli agenti atmosferici di questo materiale, il motivo del costante restauro del Duomo. Le prime cave risalgono all’epoca romana ma con la costruzione del Duomo diventarono esclusive per il mantenimento della cattedrale. Oggi alla cava lavorano circa venti dipendenti, che - al contrario di quanto avveniva in passato, quando si usava tutto il materiale cavato anche se il blocco presentava delle imperfezioni - provvedono direttamente all'escavazione, alla selezione del materiale di sostituzione più appropriato e al trasporto a Milano. La scelta di utilizzare questo marmo, che ritroviamo dagli ornati alle strutture di sostegno, rivoluzionò l’architettura e comportò, grazie allo stile “gotico”, la ricerca di ingegneri e artisti da tutta Europa.
Il Materiale
Il Marmo di Candoglia
Il cantiere marmisti
Questa sede, infatti, è attrezzata con quanto di più aggiornato la tecnica offra, e vi lavora manodopera altamente specializzata tra cui fresatori, refilatori, quadratori, ornatisti, oltre che apprendisti e manovali.
Nel Cantiere Marmisti, i blocchi di marmo provenienti dalle cave vengono prelavorati con macchinari ad alta tecnologia e poi rifiniti negli elementi decorativi da operai quadratori e ornatisti, mentre alle statue provvedono esperti scultori.
Diversamente da quanto avveniva in passato, quando il marmo veniva scolpito con strumenti di ferro manuali, come picconi e palanchini, e necessitava per la sua manipolazione di un organico enorme, di 600-700 operai, i circa trenta dipendenti che vi operano ad oggi, si servono di tecnologie avanzate che consentono una lavorazione più rapida ed efficace.
Il Cantiere della Cattedrale
Nei pressi della Cattedrale, ha sede un ulteriore cantiere, a completamento del processo di manutenzione e restauro del Duomo, che vede impiegati circa cinquanta dipendenti. Qui, il personale, opera direttamente sull'architettura grazie ad alti ponteggi, restaurando le strutture lapidee, sostituendo le parti usurate con quelle realizzate ex novo, occupandosi anche dell'ordinaria manutenzione di vetrate, claristori, arredi e dipinti; il tutto al fine di salvaguardare e di rendere onore all'imponente edificio nel suo complesso.
Il Restauro nella pratica
Un'opera di tale maestosità, necessita di un lavoro continuo per essere mantenuta. Sebbene il Duomo sia strutturato ancor oggi, come una fabbrica medievale: con le sue maestranze e i suoi saperi, fortunatamente, il progresso e l'avanzamento della tecnologia, consentono ora, di mettere le mani sulla Cattedrale, restando sospesi a molti metri da terra.
TECNICHE DI MONITORAGGIO E RILIEVI DIAGNOSTICI
ANALISI CHIMICA DEI MATERIALI
RILIEVI TRIDIMENSIONALI
MODELLAZIONE CAD
+ info
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IL RESTAURO NELLA PRATICA
ALLESTIMENTO DEL PONTEGGIO
PULITURA DELLA FACCIATA
SOSTITUZIONE DI CONCI E STATUE
+ info
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Osservato sin dall'infanzia, mai totalmente "nudo", senza essere coperto da impalcature e ponteggi, la trattazione di tale edificio è stata principalmente spinta dal profondo legame emotivo con esso e la città meneghina. Icona dell'architettura italiana e fiore all'occhiello del Gotico cortese, quest'opera, più che tale sarebbe da definirsi un processo, che senza l'intervento umano - costante sin dalla sua costruzione - ma sottoposto all'azione delle piogge acide e degli agenti atmosferici, finirebbe secondo alcuni, per diventare quanto raffigurato, ormai diversi anni fa, in un dipinto di Dino Buzzati: una montagna dalle vette dolomitiche al posto delle guglie e dei pinnacoli.
Dino Buzzati - Piazza del Duomo di Milano
BIBLIOGRAFIA