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Unni

Serena Colantonio

Created on February 8, 2024

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Transcript

USI, COSTUMI E TRADIZIONI

UNNI

I romani li chiamavano "barbari" e disprezzavano il loro stile di vita, che consideravano incivile e negletto, ma come vivevano realmente gli Unni?

GLI UNNI

1. L'economia

indice

2. Beni di lusso e commercio

3. Le case e il palazzo di Attila

4. La vita di corte

5. la famiglia

6. La religione

la guerra

nomadi

economia

Grazie alle incursioni belliche in terre ricche gli Unni si procacciavano bottini che poi utilizzavano per sostenere la popolazione. Con la minaccia della guerra sottomettevano i popoli che fornivano grano, ortaggi e foraggio in cambio di pace e protezione. Poi c'erano i tributi, ossia i pagamenti in oro e gioielli preziosi che la ricca Costantinopoli versava, per tenere a bada la minaccia unna e prosperare nel governo del giovane, ma già solido, Impero d'Oriente.

La loro vita nomade li portava a spostarsi frequentementeGli unni erano abili cavalieri, questo li rendeva guerrieri temibili e allevatori di cavalli molto stimati, questa era alla base della loro economia. La vendita dei cavalli e la guerra.

commercio

beni di lusso

Gli aristocratici avevano gioielli d'oro e d'argento, perle indiane, tessuti di seta e alimenti ricercati come i datteri fenici, il pepe indiano o i vini europei. Se parte di questi beni proveniva dai bottini di guerra, in particolare l'oro, gli altri beni venivano sicuramente acquistati secondo le normali regole del commercio, principalmente in cambio di cavalli.

e le abitazioni

Stavano acquisendo abitudini del mondo imperiale, e verso la metà del V secolo iniziarono a risiedere in case di legno nei villaggi. Fino a quel momento le loro abitazioni erano state le tende e i carri.Il palazzo di Attila, costruito in legno come le altre abitazioni, era grande e impreziosito da tende e decori di grande pregio, si camminava su tappeti di lana per muoversi tra le stanze. I bagni, rivestiti di marmi pregiati e pietre fatte arrivare dalla Pannonia. I bagni furono costruiti da un architetto greco fatto prigioniero a Mitrovica che sperava, assecondando i desideri di Attila, di guadagnarsi la libertà, ma quei bagni piacquero tanto che il suo lavoro consistette probabilmente nel curarne la manutenzione per tutta la vita.

Il palazzodi Attila

a corte

Anche se può sembrare eccessivo definire "corte" la cittadella in legno di Attila, nel palazzo vigeva un'etichetta influenzata dalla cultura centro asiatica persiana. C'erano quindi regole molto precise ed elaborate incentrate sul decoro e sull'etichetta, il galateo non sono non era sconosciuto ma era applicato più che in molte corti romane.

la vita

Gli Unni venivano descritti come un popolo rozzo e sporco. Attila era un uomo essenziale, motivo per cui la pulizia e l'igiene personale erano innate in lui quanto nel suo popolo, era un uomo sobrio e pulito e nulla può far credere che queste non fossero le comuni usanze della popolazione. Le donne ricamavano tessuti di lino. Erano evoluti molto più di quanto non lo fossero i loro contemporanei.

aspetto fisico

Vengono raccontati come uomini dal cranio deforme, piccoli e brutti, con le guance solcate da profonde cicatrici.

Le cicatrici erano ferite che i guerrieri si infliggevano dopo un lutto, come la morte di un capo, si tagliavano la pelle con la lama più volte, da guancia a guancia.

Il cranio oblungo era la conseguenza di strette fasciature indossate sin dall'infanzia per distinguere il destino di un futuro guerriero o sacerdote. Questo tipo di rituale era comune nelle tribù mongoliche-cinesi, da cui originano gli Unni.

Nella società Unna era praticata la poligamia, un uomo poteva avere più mogli, ovviamente solo i più ricchi e importanti potevano provvedere alle esigenze di una famiglia allargata. Quindi la poligamia era probabilmente destinata alle classi dirigenziali, a quei capi e governatori che potevano permettersela.La prima moglie rivestiva comunque un ruolo privilegiato, così come i figli di primo letto erano considerati più importanti rispetto agli altri.

famiglia

Le origini della religione unna sembrano risalire a quella Mongola, tra i riti sacrificali più cruenti della cultura unna c'era il sacrificio dei cavalli a quella che sembra essere la stessa divinità adorata dagli Hiung-Nu della Mongolia. Gli animali assumevano un valore simbolico nei momenti più significativi e venivano esposti come Totem, i teschi di cavallo davanti alle case o alle tende avevano il compito di tenere lontano il male, il ghiottone, animale molto combattivo, era il totem di guerra mentre l'orso il totem della pace.

religione