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Solone e l'Eunomia

Giada Gabriele

Created on February 8, 2024

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Transcript

Solone e l' Eunomia

Giada Gabriele

Solone

Solone, nato ad Atene intorno al 640 a.C. venne incluso da Platone tra i sette sapienti della Grecia. Dopo avere realizzato le sue riforme si recò in Egitto e a Cipro; ritornato poi ad Atene verso il 580, mise in guardia gli ateniesi contro le aspirazioni di Pisistrato alla tirannide. Visse gli ultimi venti anni lontano dalla vita politica e morì nel 560. Dei suoi 5.000 versi ce ne restano non più di 250, fra i quali alcune elegie come l’ "Eunomia" e l’"Elegia alle Muse"

L' Eunomia

eunomìa s. f. [dal gr. εὐνομία, der. di εὔνομος «retto da buone leggi», comp. di εὖ «bene1» e νόμος «legge»]. – Buon governo.

Solone utilizzò per la prima volta il termine nel suo Discorso sul buon governo in cui narrava gli esisti sulla popolazione del buongoverno e del malgoverno, tenuto ad Atene nel 594 a.C. Nella politica soloniana, il termine indica il buon ordinamento che avrebbe consentito alla comunità della polis di vivere in pace e stabilità, evitando le guerre civili causate dall'ingiustizia e dall'abuso di potere, soprattutto da parte degli aristocratici.

Testo in Greco

Testo tradotto

L’opera si compone di 39 versi, divisi in esametri e pentametri, secondo lo schema dell’elegia. Il titolo Eunomia significa “buon ordinamento” o “buona legge”, ed è il termine che Solone usa per indicare il suo ideale di governo. L’opera si divide in tre parti: Nella prima parte (vv. 1-4), Solone invoca la protezione degli dèi, in particolare Zeus e Atena, per la salvezza di Atene. Solone mostra una profonda fede religiosa e un forte senso di appartenenza alla sua città. Nella seconda parte (vv. 5-31), Solone descrive la situazione drammatica di Atene, causata dagli eccessi e dagli abusi dei potenti, che opprimono i poveri e violano le leggi. Solone denuncia la corruzione, la violenza, l’ingiustizia e la tracotanza dei ricchi, che provocano la rovina della polis e la collera degli dèi. Solone usa un tono severo e indignato, e ricorre a immagini forti e crude per rappresentare il male che affligge la città. Nella terza parte (vv. 32-39), Solone propone la sua soluzione per risolvere i conflitti e ristabilire l’ordine e l’armonia. Solone sostiene che la legge scritta è il fondamento del buon governo, perché garantisce i diritti dei cittadini e impedisce le ingiustizie. Solone afferma che la legge deve essere uguale per tutti, senza distinzioni di classe o di ricchezza, e che deve essere rispettata e applicata con severità. Solone si presenta come il mediatore tra le parti in lotta, che cerca di conciliare gli interessi dei ricchi e dei poveri, senza favorire nessuno. Solone esorta i cittadini ad accettare le sue riforme e a collaborare per il bene comune.

L’Eunomia di Solone è considerata una delle prime opere di pensiero politico della storia, in cui si riflette sul rapporto tra legge e giustizia, tra potere e responsabilità, tra ordine e libertà. L’opera ha influenzato molti autori successivi, come Platone, Aristotele, Cicerone e Montesquieu, che hanno ripreso e sviluppato le idee di Solone. L’opera è anche un esempio di poesia civile, in cui il poeta si fa portavoce dei valori e degli ideali della sua comunità, e usa la parola come strumento di persuasione e di educazione. L’opera è infine un documento storico, che ci permette di conoscere la situazione sociale e politica di Atene nel VI secolo a.C., e le riforme che Solone introdusse per migliorarla.

fine