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ITALO SVEVO (SINTESI)

carmelina licata

Created on February 8, 2024

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Transcript

ITALO SVEVO

VITA

OPERE
Italo Svevo nasce sotto l'impero asburgico da padre di origine austriaca e madre di origine italiana

SENILITA' 1898 LA COSCIENZA DI ZENO 1923 UNA VITA 1892 UNA LOTTA 1888

Nascita: 19 dicembre 1861, Trieste Vero nome: Ettore Schmitz Morte: 13 settembre 1928, Motta di Livenza Influenze: James Joyce, Sigmund Freud, Marcel Proust... Genitori: Allegra Moravia, Franz Schmitz
Nel 1892, anno in cui muore suo padre, avviene la pubblicazione del suo primo romanzo , Una vita. Nel 1898 scrive il secondo romanzo Senilità che , come il primo non riscosse alcun successo. Decise allora di allontanarsi dall'attività letteraria per circa 20 anni. In quegli anni si dedicherà al lavoro presso la ditta del suocero che lo porterà a divenire un industriale di successo.
Negli anni del cosiddetto silenzio, cioè dopo la pubblicazione di Senilità, a Svevo, sono parole sue, “capitarono, non voluti da lui, due avvenimenti veramente letterari ch'egli accolse senza sospetto non sapendoli tali”: l'incontro con Joyce e la lettura di alcune opere di Freud.

Personaggi della produzione sveviana

Al termine del conflitto(prima guerra mondiale) e con l'annessione di Triste all'Italia inizia a colllaborare con il quotidiano

I protagonisti dei tre romanzi di Svevo (una vita, senilità e la coscienza di Zeno) vivono un'evoluzione. Il primo è il meno consapevole, l'ultimo è il più consapevole, c'è un processo di "crescita". Tutti e tre sono degli inetti, si sentono inadatti e diversi rispetto all'ambiente in cui vivono.

LA NAZIONE

Quali caratteristiche presenta il personaggio dell inetto sveviano?

Si può definire l'inetto di Svevo come un antieroe, un debole, un vinto dalla vita, un uomo che non possiede qualità e che quindi incapace di intervenire nel mondo. Un'essere senza determinazione.

I temi principali dell'opera di Svevo sono l'inetto, la psicanalisi, la malattia e la vecchiaia, descritti molto spesso attraverso l'ironia. L'inetto non è porato ad agire ma a meditare, è un fallito sul piano pratico perchè incapace dioperare delle scelte nel campo degli affetti e del lavoro.
Nel 1928, in quelli che saranno i suoi ultimi mesi di vita, Svevo inizia a progettare un quarto romanzo il cui titolo doveva essere IL VECCHIONE o LE CONFESSIONI DI UN VEGLIARDO che rimarrà incompiuto.