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Duomo di Giarre
sarahmarano15
Created on February 4, 2024
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Transcript
Progetto di educazione civica
Il Duomo di Giarre
Chiesa di Sant'Isidoro
- Andreea Duia
- Carola Ferlito
- Sarah Marano
- Luana Raciti
Classe: 2H
Che cos'è?
La chiesa di Sant'Isidoro è la chiesa madre di Giarre. Edificio neoclassico, con facciata interamente in pietra bianca di Comiso, sorge in piazza del Duomo lungo la via Callipoli, principale asse viario della cittadina jonica.
Duomo di Giarre
La Storia
La costruzione della chiesa madre di Giarre iniziò nel 1794, in sostituzione di una piccola chiesa esistente dal XVII secolo. A causa dell'incremento demografico nel XVIII secolo, il sacerdote Domenico La Spina avviò la costruzione del nuovo tempio. Nel 1818, il tempio fu aperto al culto a causa di un terremoto che rese inagibile la vecchia chiesa di Sant'Agata, incorporandola in parte nella nuova struttura.Nel 1845, l'architetto Pietro Valente iniziò il progetto del prospetto est della chiesa madre, che fu completato nel 1859. Circa trent'anni dopo, l'architetto Carlo Sada fu incaricato del completamento dei prospetti est e nord. Tuttavia, il suo progetto originale non fu interamente realizzato, poiché alcune caratteristiche come le cupole e le grandi statue non furono mai aggiunte. Nel 1890, l'ingegnere Pasqualino Musumeci completò il progetto.
Architettura interna
Impianto a croce latina ripartito in tre navate per mezzo di colonne binate. Il prospetto est è costituito da un portico monumentale e due torri campanarie a base quadrata. La cupola, sormontata da lanterna, poggia su di un tamburo finestrato.Al suo interno sono esposte numerose tele di illustri pittori siciliani del Settecento ed Ottocento, fra le quali spicca una del grande artista acese Pietro Paolo Vasta, raffigurante l'Immacolata e santi. Si conserva inoltre un pregevole arazzo in velluto rosso con ricami in fili d'oro raffigurante un'aquila con una croce sul petto, uno stemma borbonico, le iniziali C.G. (città di Giarre) e la raffigurazione di sette torri, simbolo questo, che fu già della città di Mascali. Strettamente legato alla chiesa è il cosiddetto Camposanto Vecchio, ipogeo costituito dalle antiche cripte della chiesa di Sant'Agata e Sant'Isidoro. Da molti anni è in corso un'opera di restauro e di messa in sicurezza affinché il sito archeologico possa divenire accessibile al pubblico.
Navata destra
Prima Campata (Fonte Battesimale): La campata contiene il fonte battesimale con una cancellata in ferro. Il fonte è realizzato in marmo bianco con dorature sui bordi e motivi fitomorfi. Un cupolino ligneo scanalato con l'Agnus Dei sormontato arricchisce il manufatto, completato da pitture e dorature. Accanto si trova un dipinto raffigurante il Battesimo di Gesù.Seconda Campata (Cappella di Sant'Agata): Conosciuta anche come Cappella di Santa Lucia, contiene un dipinto raffigurante il Martirio e apoteosi di Sant'Agata, realizzato dai fratelli Vaccaro nel 1849. Il dipinto rappresenta scene legate alla vita di Sant'Agata, con la sua apoteosi circondata da figure religiose. Terza Campata (Ingresso Laterale Settentrionale): Questa campata funge da ingresso laterale settentrionale alla chiesa, accessibile dalla piazza del duomo. Quarta Campata (Cappella di San Giuseppe): La campata ospita la Cappella di San Giuseppe con un dipinto di Giuseppe Rapisarda del 1839, raffigurante il Transito di San Giuseppe. Vi è anche un pulpito risalente alla prima metà del XIX secolo, rimodellato nel 1864 da Carlo Calì. Quinta Campata (Cappella della Madonna di Pompei): Questa campata contiene la Cappella della Madonna di Pompei con un dipinto di Giuseppe Rapisarda del 1831. Il dipinto raffigura la Vergine del Rosario tra i Santi, con dettagli dei misteri del rosario e figure angeliche che adornano l'altare.
Navata di sinistra
Prima Campata (Cappella della Madonna della Mercede): Contiene un dipinto raffigurante il canonico Tobiolo, attribuito a Pietro Paolo Vasta del XVIII secolo. Il dipinto mostra Tobiolo con l'arcangelo Raffaele e il padre Tobia, con uno sfondo architettonico e un cane accovacciato.Seconda Campata (Cappella di San Sebastiano): La campata presenta un dipinto raffigurante il Martirio di San Sebastiano, anch'esso attribuito a Pietro Paolo Vasta del tardo XVIII secolo. La scena mostra San Sebastiano, un sacerdote, i carnefici e Diocleziano, con uno sfondo paesaggistico illuminato da un'apertura fra le nuvole. Terza Campata (Ingresso Laterale Meridionale): Funge da ingresso laterale meridionale alla chiesa. Quarta Campata (Ingresso Sacrestia): Contiene un dipinto raffigurante l'Immacolata e Santi, attribuito a Pietro Paolo Vasta del secondo XVIII secolo. Questo dipinto è il più antico della chiesa, proveniente dal precedente edificio di Sant'Agata e Sant'Isidoro. Quinta Campata (Cappella della Madonna del Carmine): Presenta un dipinto di Giuseppe Zacco del 1824 raffigurante la Madonna del Carmelo e Santi. La scena mostra la Madonna con il bambino circondata da angeli, dona il manto a un santo, e altre figure di santi completano l'immagine, con un angelo accanto a un cane reggente uno stelo di giglio. In sintesi, le diverse campate della chiesa madre di Giarre contengono dipinti di vari artisti e epoche, rappresentando scene religiose legate a santi e miracoli.
Transetto
Parete Destra: Cappella di Sant'Isidoro La cappella è dedicata al patrono Sant'Isidoro Agricola ed è situata dirimpetto alla Cappella di San Sebastiano. Costruita nel 1845 da Giovan Battista e modificata negli anni '20 da Antonio De Francesco. L'altare in marmo policromo è diviso in due parti, con una mensa sorretta da un elemento convesso e decorata con listelli scanalati. L'edicola è delimitata da colonne binate con capitelli corinzi, sorreggenti un architrave con due putti ai lati. Un piccolo timpano curvilineo e una croce sormontano il pannello con l'iscrizione dedicata a Sant'Isidoro Agricola. Le ante della nicchia celano la statua lignea di Sant'Isidoro, risalente all'antica chiesa e restaurata nei primi anni del '900 da Orazio Consoli e successivamente dal Rametta. Ai lati dell'emiciclo ci sono nicchie con le statue di Santa Teresa del Bambin Gesù a sinistra e Santa Rita da Cascia a destra.
Parete Sinistra: Cappella di San SebastianoSpeculare e simmetrica rispetto alla Cappella di Sant'Isidoro. La mensa è sorretta da un elemento convesso e decorata con due listelli scanalati, il gradino presenta tre specchi con semplici cornici. L'edicola è affiancata da colonne binate scure con capitelli, sorreggenti un architrave con due putti ai lati di una croce raggiata. Sul timpano è presente l'iscrizione dedicata a San Sebastiano Martire. La nicchia con ante custodisce la statua lignea di San Sebastiano, acquistata a Napoli e restaurata da Orazio Consoli. Ai lati dell'emiciclo ci sono nicchie con le statue dell'Immacolata Concezione a sinistra e del Sacro Cuore a destra.
Absidi
Absidiola Sinistra: Cappella del Santissimo SacramentoL'ambiente è preceduto da due gradini e una balaustra in marmo. L'abside è decorato con paraste e capitelli corinzi, la volta è ornata con stucchi a colori. La mensa è al centro, dietro si trova la tribuna che sovrasta il tabernacolo in legno scolpito del XIX secolo.Il tabernacolo è composto da colonne decorate con motivi geometrici e archi trilobati, sormontato da una cuspide dorata fitomorfa. Due statue di angeli in preghiera adornano l'altare nella parte inferiore.
Absidiola Destra: Cappella del Santissimo Crocifisso L'ambiente è preceduto da due gradini e una balaustra in marmo. L'altare in marmo policromo è sormontato da un Crocifisso del XIX secolo. Il dipinto raffigurante il Miracolo di Sant'Isidoro di Giuseppe Gandolfo del 1841 mostra il santo che fa scaturire acqua da una roccia con Giovanni De Vergas. La volta è decorata con stucchi a colori. Le nicchie ai lati contengono le statue dell'Addolorata a sinistra e del Cristo alla colonna a destra. La cappella ospita la tomba del vicario foraneo, sacerdote Domenico Spina, fondatore del tempio.
Abside: Altare Maggiore Lo scalone è stato modificato a seguito dei lavori per eliminare la balaustra in marmo preesistente. L'altare in marmo policromo con tabernacolo, realizzato da Marino Carmelo nel 1883, è situato in fondo all'abside. La volta è finemente decorata con stucchi e dorature. La mensa è sorretta da colonnine lignee e presenta pannelli di marmo bicromo con cornici. Durante il periodo pasquale, l'altare è sormontato da una tribuna in legno dorato, opera dello scultore Mariano Vecchio, con dorature di Giovanni Villani, per l'esposizione solenne del Santissimo Sacramento. In sintesi, le descrizioni dettagliate comprendono informazioni sugli altari, dipinti, statue e dettagli architettonici delle cappelle e dell'abside nella chiesa madre di Giarre.